3 febbraio 1943

P.M.29 LI, 3-2-43 XXI°

Carissimi,

Ieri ho ricevuto la vostra lettera (anzi le vostre) di Silvana, Mamma e Wally. Erano giorni che le aspettavo ed allora potrete immaginare con che gioia le ho lette. Mi ha fatto tanto piacere il leggere tutto ciò che riguarda voi, seppure ciò che riguarda gli zii non mi abbia reso molto contento, perché vi danno dei dispiaceri, e vorrei che tutto andasse bene, mentre invece, così non è. Sono contento però che voi mi diciate tutta la verità in merito, al fine di tenermi informato. Vorrei sapere se dovrete pagare il loro affitto. E’ una semplice pretesa quella di volersi fare pagare l’affitto da voi perché sono sfollati. Prima di tutto non possono pretendere questo, che nessuna legge impone, e poi voi, se loro stanno male, siete due volte più in cattive condizioni di loro, di fronte al mondo, perché voi oltre che ad essere i componenti di una famiglia numerosa, avete un figlio alle armi, in zona di operazioni, e potrete sempre accampare dei diritti di fronte a chiunque. Mi rincresce per la povera nonna, che avrei voluto trovare fra noi in licenza, ma se così è meglio, così sia. Spero che nel luogo dove andrà a riposare si troverà più tranquilla, e che ogni dispiacere sia da lei dimenticato negli ultimi suoi giorni, che dovranno essere tranquilli. E poi riguardo alla scrittura che le hanno fatto fare gli zii, riguardo a ciò che possiede, è proprio un gesto da pirati, e tutto andrà male per loro, perché anche voi sapete che…. la farina del diavolo va in crusca….

Quando verrò in licenza, andrò a trovarla dove si trova, rassicuratela, e così la farò contenta. Intanto vi prego di darmi il suo indirizzo, e le scriverò, povera nonnetta !

Mi ricordo ancora quando andavo a trovarli, lei e il nonno, ed ero un ragazzo ancora, e in tutto segreto, come un tesoro, mi regalava cinque lire, frutto di chissà quali sacrifici. E per questo, e per tutto ciò che mi hanno fatto di bene, voglio che sia tranquilla, e che abbia a vivere quietamente i suoi giorni terreni.

Altra cosa che mi ha fatto tanto male, e che è stato il coronamento di tutti i giorni passati nella costernazione, è stato quanto riguardava ciò che mamma ha pensato della presa di Tripoli da parte del nemico. Anch’io ho appreso la notizia con tristezza, ma mi ero fatto sempre forza, perché so che le nostre armi ritorneranno la, e che sarà nostra, per sempre, perché anche il Duce ieri lo ha detto. Ma, che volete, anche il calice dell’amarezza, quando è colmo trabocca, e così mi è accaduto. Mi è parso, al leggere la lettera di mamma, di ritornare alla mia lontana infanzia, quando eravamo tutti là, e pur tra momenti poco lieti, si era felici, felici della nostra vita semplice, o felici fra persone amiche. Ora tutti quei luoghi, che pure ci sembrano tanto lontani nel tempo, ritornano alla mente, e ritorna alla mente pure tutto il nostro passato. Mi pare impossibile che i luoghi tanto cari a me e a noi tutti, e ad ogni italiano che sia tale, debbano essere, sia pure per breve tempo, del nemico. Dai campi della Bu Meliana, al cimitero di Suk el Giumaa, certamente la terra freme di impazienza, freme di ansia nell’attesa dei fratelli migliori che debbono andare a issare il tricolore sulla terra che vide il sacrificio di tanti uomini. Mi dispiace immensamente questo, e le parole di mamma mi hanno dato tanta malinconia, che dura a passarmi, e mi hanno dato anche delle lacrime, che erano già da molti giorni sugli occhi.

Di Teresina, non so più niente, e non mi ha scritto più. Non so il suo indirizzo nuovo, e perciò gli auguri di buon Natale che avevo mandato a Rieti, mi sono ritornati indietro. Caso mai aveste il suo nuovo indirizzo, ditemelo, che non si sa mai, in caso di venuta in Italia, non dovessi avvertirla, anche per vedere cosa deciderebbe.!!!

Ieri sera sono andato a vedere il film italiano “I due misantropi” che mi è piaciuto moltissimo. Al cinema dei giardinetti invece si proietta il film “I miserabili” che avevo già visto a Tripoli anni addietro. E’ un film parlato in francese, ma molto lungo (due sere) e poi è noioso, anche perché non mi piace vedere nient’altro che gente che tosse e tubercolotici. Domani sera andrò a vedere Vallace Beery in un film di Cow Boys, e credo mi piacerà più che quel film. Ultimamente hanno fatto “Honolulu”, un film americano con Gary Cooper. Ma debbo dirvelo in confidenza, preferisco i nostri film; che hanno più brio, e sono più ben studiati. Gli stessi greci dicono che non hanno visto finora film belli e così perfetti come i nostri.

Finora non mi avete ancora detto se avete ricevuto il vaglia delle 200.=(duecento) lire pari a tante mandatemi dallo zio Peppino1 e che vi ho girato, e spero che ne saprò presto qualcosa. Poi vorrei sapere quando dovrei mandare la dichiarazione trimestrale per lo stipendio civile. Questo anche perché non si sa mai, se dovessi venire per Aprile in licenza, e non avessi avuto il tempo di farlo perché non mi avete detto niente. Perciò, alla prima lettera che mi manderete, ditemi con precisione per quando devo mandarvelo, e con che data. Se non vedete Pautasso2, o non avete occasione di trovare altri a casa, non preoccupatevi, perché vuol dire che verrà qualcuno, e tenete li la roba, e so perché vi do questo consiglio. Vuol dire che la fisarmonica a fiato e tutto il resto, le prenderà un alpignanese che dovrebbe venire presto, e che vi manderò. Va bene?

Intanto ringrazio Silvana e Wally per le letterine, e prometto che se domani avrò del tempo disponibile, scriverò anch’io, e così le farò contente. A Wally debbo dire che Mary3 mi ha scritto e ha ricevuto ieri, e mi dice che le ha già scritto due volte, ma senza risultato. Dice: Forse Wally ha un’altra amica, e perciò vi prego di sollecitare un suo scritto. Spero che la Giga4 vorrà accontentarla, e così farà fare bella figura a me, che figuro come il principale artefice della risposta sua.

Della lattina dell’olio, che ho mandato a riempire giorni addietro, non ho ancora avuto risposta. Sono però in attesa di tutto, e credo che non dovrebbe tardare. Abbiate pazienza, e vedrete che se avete aspettato un poco di più, avrete anche dell’olio migliore.

Al pacco, se vi sarà spazio, vi accluderò due pezzi di sapone che ho risparmiato io, in due mesi o tre di economie, e che è molto buono. Intanto, come dettovi, abbiate pazienza.

Ringraziate tutti coloro che mi ricordano, e particolarmente il Cav. Gagliardi5. Dalla Signora Dotto6 ho ricevuto, una cartolina, e io però le avevo scritto gli auguri prima. E così dagli altri. Si vede che si ricordano di me, ma bisogna dare il pungolo dell’iniziativa mia, altrimenti…..

Qui il tempo è ancora al bello, e fa caldo di giorno, tanto che non resisto in ufficio, con la stufa accesa, e sono obbligato ad andare a fare una passeggiata ogni mezzogiorno, tanto più che vi è sempre un sole meraviglioso, e sembra di primavera. Anzi si potrebbe dire di essere di primavera, se nonché bisogna andare cauti in questo. Quest’anno, sembra che l’inverno non si faccia vivo, eccetto qualche spruzzatina di neve, che è venuta solo per ricordare che esiste anche lei. E’ meglio così, anche perché l’inverno è sofferenza per la gente povera, e un impedimento alle giornate di vita all’aperto.

Di altro non avrei da dirvi, se non che sto sempre ottimamente bene, e ingrasso continuamente. Mi rincresce questo, e tutti mi dicono che sono uno sbafone. Che ci posso fare se mangio le razioni come tutti gli altri, e ingrasso per il troppo stare a questo tavolino. Vuol dire che quando sarò a casa, con un po’ di giorni di vita all’aria aperta, e qualche scorrazzata in bicicletta, tutto andrà via. Vi penso sempre, e sono contento che quest’anno nemmeno la solita tosse a papà non sia venuta. E’ segno che con l’andar del tempo ci abituiamo a tutto, e si sopporta meglio il male. Abbiate tanti baci cari, e abbracci dal vostro.

Dino

7 Sono da Fausta e poi al Dopolavoro a prendere Wally. Ho speso 107.50 £ 43 al netto
2 p. pantaloni
2 sottovesti
1 ventaglio
9 copribusti
1 golfo blu
13 p. calze
1 reggiseno
2 p. mutandine nero e carne

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi

2 Amico di Dino

3 Amica di Wally e Dino

4  Soprannome della sorella Wally

5 Segretario del fascio di Alpignano

6 Amica di famiglia

7 Appunti a mano sul retro della lettera (probabilmente della mamma di Dino).

28 gennaio 1943

P.N.29 li, 28-1-43

Carissimi,

questa sera sono di servizio, e vi scrivo, per rispondere anche alle vostre due ultime lettere ricevute. Per prima cosa debbo dire che le lettere dove mi si dava ricevuta dei vaglia, le ho ricevute tutte, ma ripetevo la domanda, non ricordandomi bene. ora sono tranquillo. Poi ho letto del trattamento riservato alla nonna dagli zii, e mi ha fatto molto male questo, perché sembrava che avessero cominciato ad agire meglio nei riguardi dei parenti. Si vede che pensano sempre male delle azioni che fanno gli altri, se hanno pensato che mamma potesse interessarsi della nonna, al solo scopo di carpire loro le poche sostanze che possiede. Siamo poveri come tanti oggi, ma abbiamo tanta ricchezza morale da farne a meno dei quattro soldi di una povera vecchia. Io non so proprio capacitarmi come si possa pensare cosi.

Ho ricevuto anche la cartolina di Pinuccia1 da Castello di Annone, che mamma aveva unito nella lettera. Povera Pinuccia! Crede che io sia in licenza, mentre sono ancora qui. E’ sempre stata tanto brava con me, e se venissi a casa, andrei di certo a trovarla. Ti ricordi mamma, quando abitavamo in borgo S. Paolo, e mi dicevi, quando uscivo, che andavo a trovare la sartina? Andavo semplicemente a Trovare Pinuccia. Ma ora i tempi sono cambiati e ognuno ha cambiato anche idea. Ciò non toglie che mi scriva sempre e abbia tanto affetto per me. Vi ringrazio per intanto di avermi mandato la lettera, perché mi erano ritornati gli auguri di buon anno fattile, e credevo che fosse accaduto qualcosa.

Giovannitti2 vi saluta tutti, così Lucia3, che ho visto dopo ben quattro mesi. La vita qui prosegue come al solito fra ufficio e letto, ma non posso dire di stare male. Anzi ogni tanto vi è qualche film italiano. Ultimamente hanno dato Villa da vendere, e mi è piaciuto moltissimo, era interpretato da Vera Carmi e Amedeo Nazzari. Giorni addietro avrei dovuto andare ad Atene per servizio, e lo speravo proprio, perché su venti cinema almeno sedici proiettano film italiani, ma alla fine è andato un altro al mio posto, e ho dovuto rinunciare. Stasera in ufficio vi è una luce fortissima, perché ho comprato una lampadina da cento candele, e così si può lavorare meglio. Fa un bel caldo, e la notte, lasciato il letto nell’altra stanza, dormo di fianco alla stufa, e fino la mattina sto bene. La notte scorsa è venuta la seconda nevicata, e tutto si è gelato istantaneamente. Avreste dovuto vedere nella piazza qui davanti che slittate la mattina! Più di una persona è andata a terra.

Giorni addietro ho avuto anch’io la notizia della caduta di Tripoli, che dopo tanto combattere, ha dovuto essere evacuata! Mi ha fatto impressione, perché mi pare che siano andati in casa mia i nemici. Dopo tanti anni di vita laggiù! Ma ritorneremo, siatene certi, e allora sarà più bello, la ameremo di più la nostra cara città lontana, allora impareremo che attraverso la sofferenza, si apprezza maggiormente ciò che ci è negato. Voglio che siate sempre bene, perché così sono felice.

Oggi doveva arrivare la latta piena di olio, e non appena la avrò, mi farò premura di mandarvela. E’ questione di giorni. Intanto aspetto la conferma del vaglia di lire 200 speditovi ultimamente. Domani la posta militare spedirà l’ultimo di 320 lire, della decade di Gennaio. Vi ho spedito già anche il modello per il pacco che mi spedirete in Febbraio.

Sto sempre ottimamente bene, e vi penso con tanto affetto.

Ricevete tanti bacioni cari, a mille.

Vostro Dino

1 Amica di famiglia, probabilmente di età avanzata e di idee non propriamente fasciste, da quanto è possibile desumere dal contenuto della lettera.

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra.

3 Ragazza di Tripolis.

10 settembre 1942

P.M.29 li, 10 Settembre 1942 – XX°

Carissimi,

Ho ricevuto ieri la vostra lettera nella quale era la notizia che attendevo riguardante Wally. Non voglio dire che non mi abbia procurato una lieve sorpresa, perché è stata grande, e non mi aspettavo certo questo. Ma come posso io dire di avere una cognizione del tempo che passa, io vecchione, che passo le giornate qui, dove non esiste né ora, né orologi? Mi ha fatto dunque molto sorpresa la notizia, che mi risvegliava dal torpore di questa mia attuale vita. E’ vero, è vero che la mia sorellina che io lasciai non ancora grande né bambina, ha trovato un fidanzato? Sono lieto di ciò, anche perché dalla vostra lettera vedo che non vi dispiace. Certo, e non bisogna però dare corso ai pensieri del domani. Se mai il tempo potrà dare il suo giudizio se ciò che oggi pare in un modo, domani può parere in un altro. Intanto, faccio i miei più fervidi auguri di sapere Wally felice e che la sorte le sia benigna. Come avrei voluto essere anch’io la domenica nella quale avete ricevuto la visita dei parenti del suo capo-ufficio! Ma il mio dovere mi vuole altrove, per il mondo, ed è come se fossi stato con voi. Tante volte ho già pensato da ieri a questa notizia, e sempre più mi sono convinto che la vita è un giro veloce di una ruota, che arriva al suo termine prima del previsto. Se mi avessero detto che doveva accadere questo, avrei scommesso chissà cosa che non sarebbe potuto accadere adesso; invece.! Mi pare ieri che andavo a prendere Wally a scuola in bicicletta a Tripoli dalle suore, ed era una bambina, e ancora quando mamma era ammalata a Torino, e io la vedevo, quando era dagli zii. Tutte cose che appartengono al passato, che sembrano però di ieri. E tutte questa cose mi sono già venute alla mente, in un girar turbinoso in questi due giorni.

Ieri sono andato a fare la solita gita per monti e mari, e non ho avuto modo di rispondere. Ero poi tanto stanco ieri sera, che non potevo nemmeno prendere una penna in mano. Dieci ore chiuso in un autocarro, non sono fatte per riposare certamente! E così ho atteso fino ad oggi, e posso scrivere con la mente calma e riposata. Oggi ho avuto tanto lavoro, ma non posso dire di essere eccessivamente stanco perché ieri sera mi sono coricato presto. Oggi sono andato dal sarto a prendere le misure per aggiustarmi i pantaloni nuovi alla cavallerizza, che sono bellissimi, e il pastrano. Sono completamente vestito di nuovo, e però non voglio sembrare un gagà. Sono un soldato che sa fare il suo dovere e nulla più. Oggi fa già tanto freddo, e mi sono messo la giacca che da molti mesi non mettevo più. Così credo che sia finita l’estate, la bella estate, sollievo dei cuori che hanno bisogno di essa per non soffrire del freddo. Qui finiranno le belle passeggiate serali, e con esse gli scherzi alle donne greche, che guardano di preferenza noi, perché siamo i più begli Artiglieri del mondo, perché siamo italiani, i più coraggiosi nel combattimento, i più festosi in pace.

Giovannitti1 non è ancora venuto dalla licenza, e credo che ancora per qualche giorno non verrà, e lo attendo con ansia. Ho scritto a Beccali2 che passasse per Torino da papà e gli ho dato l’indirizzo, o che venisse da voi, per prendere il mio orologio che mi avete comprato. Spero si farà vivo, e voi glielo darete. Sono in attesa di un amico che venga a Torino per mandarlo da voi con il ricordino per Silvana Wally e mamma, ma finora niente.

Domani, non sono di servizio, e andrò fuori a fare una passeggiatina serale e a prendere una boccata d’aria. Vi scriverò però una cartolina in franchigia, per farvi sapere che sempre vi penso e sempre voglio sapere informati di come va la mia vita. Se Dio vorrà che un giorno verrò in licenza, sarà questo il più bel giorno per me. E speriamo che ciò avvenga come nelle previsioni.

Per intanto non avrei altro da aggiungere se non che vi voglio sapere bene, e che rinnovo gli auguri a Wally. Vi bacio con tanto affetto

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Amico di Dino

12 marzo 1942

P.M.29/P. 12 Marzo 1942- XX°

Carissimi,

Oggi sono contento mentre vi scrivo, perché ho ricevuto ieri il telegramma che mi comunicava del felice arrivo del I° pacco. Mi ha fatto proprio tanto piacere sapere che avrete potuto venire in possesso di ciò che desideravate. E poi buono?

Il I° pacco non avevo avuto modo di assaggiarlo, e quindi non potrei dire…

Ieri pure mi è pervenuto il vaglia di 100 lire, che appena potrò incasserò, ma vi prego di non mandarmene più, perché tiro avanti con quello che percepisco di decade. Vi ringrazio tanto, e in ogni modo serviranno per il thé quelle 100, e per l’olio. Aspetto in questi giorni una latta come quelle mandatevi prima. Spero che arrivi presto. Ne ho poi un’altra quasi pronta per accogliere il prezioso liquido. Certo ci vorrà molto tempo, perché le difficoltà sono aumentate ora per la spedizione.

Ieri sera sono andato per la seconda volta al cinema a vedere il film italiano “Pazza di gioia”, con De SicaMelnatiMaria Denis. Ci siamo divertiti tanto, perché da tanto tempo desideravamo vedere un film italiano, e poi così allegro!

Poi hanno proiettato il giornale L.U.C.E. della Marmarica, nostra passione, e il Duce acclamato a Littoria dalla folla.

Che battimani nel cinema! I greci non sapendo resistere a tanto entusiasmo, pure loro vi partecipavano. Poi ci sono venute le lacrime agli occhi quando si è visto a Bengasi le donne, i vecchi, i bambini, piangere di gioia al ritorno dei nostri.

Qui, tanto per fare passare il tempo, abbiamo formato la squadra calcistica del comando di Reggimento, che parteciperà al campionato di Divisione di prossima attuazione. Ieri ho già giocato, e comincio a sgranchirmi le gambe.

In questi giorni sono vestito a festa perché ho una divisa nuova di fiamma, fatta dal sarto borghese; la giubba è senza cinghia, e fatta come una giubbettina alla gagà. I pantaloni con uno sbuffo! Spero di poter fare presto la fotografia e vedrete che roba!

Come comunicatovi in altre mie precedenti, ho ricevuto il pacco di dicembre. Ora sono in attesa degli altri da mezzo chilo speditimi e di un altro spedito dalla maestra di Roma1, a giorni saranno qui.

Inutile dire che stò bene. E’ sempre così state tranquilli. Anzi non riesco mai a levarmi la fame, che mi è sempre addosso, malgrado mi diano abbastanza abbondantemente da mangiare.

Vi giungano i miei più cari baci, e saluti.

Vostro Dino

1 Molto probabilmente si tratta di una “madrina di guerra”, ossia di una donna che, come molte altre, ha adottato un militare (Dino) come figlioccio. Le madrine scrivevano sovente ai soldati, soprattutto a chi tra di loro non aveva famiglia. A volte, se disponevano di sufficienti mezzi economici, spedivano anche dei pacchi. La loro missione era quella di tenere alto il morale del loro figlioccio, mostrandogli interesse e affetto.

15 ottobre 1941

P.M. 29/P 15-10-41

Carissimi,

Da alcuni giorni non ricevo vostre nuove, ma spero che oggi o domani avrò il piacere di leggervi.

Ieri ho ritirato le fotografie fatte ad Atene, e sono riuscite bene, come potrete constatare da quelle che vi mando. Questa volta ve ne mando solamente quattro, non potendo passare il peso di molto, e la prossima le altre. Come vedete, ho alcune fotografie fatte con i camerati tedeschi, e vi prego di conservarle perché ci tengo proprio.

Sono state tutte fatte con l’autoscatto, con la macchina di Tarquinio1, che ho ancora qui io. Anzi, gli ho scritto, ma finora non ne so niente. Chissà mai che cosa studia per farsi vivo!

E la fotografia inviatavi in mia precedente, (anzi erano due) quella all’Acropoli, istantanea, le avete ricevute?

Un po’ per volta, come vedete, faccio la collezione, e sarà sempre bello ricordare fra qualche anno questi giorni.

Qui la notte fa freddo proprio forte, mentre di giorno fa molto caldo. Come in Libia! A proposito: Da un mese prima di venire in licenza non ricevo un amen da Tripoli, e mi meraviglio perché io ho scritto. Certo non sono fesso, e a un certo punto la pazienza finisce. I miei amici che hanno parenti laggiù ricevono regolarmente la posta. Dunque il mio ritardo, (tre o quattro mesi?) è dovuto a negligenza bella e buona.

Ho saputo che avete avuto il vaglia di 200 lire.

E la dichiarazione per la licenza? E vi hanno pagato i giorni di viaggio?

Se non vi pagassero, mandatemelo a dire, che provvederò a mandare due paroline a chi di ragione.

Intanto sollecito ancora il talloncino per ottenere lo stipendio borghese.

Come state miei cari? Sempre come quando vi lasciai? Lo spero, e così posso assicurarvi di me.

Se tutto andrà bene, allora ai primi dell’anno sarò a casa per un altro breve periodo. La mia buona stella non mi ha mai abbandonato, quindi nemmeno ora lo farà.

In attesa di vostre buone nuove vi saluto caramente, e vi bacio tanto.

Vostro Dino

P.S. – Mi rincresce per la storta di Wally. Povera giga2! Speriamo che sia cosa da niente e che possa guarire presto.

Formulo per te cara Wally i voti di tutto il bene possibile, e l’augurio di presto saperti vincitrice di molteplici gare; pure a Nana3.

Baci. Dino

1 Amico di Dino

2 Soprannome della sorella Wally

3 Soprannome della sorella Silvana

22 luglio 1941

P.M. 29/P 22/7/41 – XIX

Carissimi,

Quest’oggi ho avuto gran che da fare. Sono andato dalla lavandaia a prendere la mia biancheria, e poi mi sono cambiato da capo a piedi. L’altro ieri ho avuto una magnifica giubba, che l’altra si era rovinata, e a giorni i pantaloni. Sono proprio ben vestito, e pulito al sommo grado.

Quelle amabili “bestioline che pascolano addosso ai poveri cristiani, un po’ per volta spariscono. Ora non ne ho più. Può darsi che ne piglierò altri, ma prontamente saranno vinti. E’ bello sentirsi così in ordine e puliti. Siccome fa molto caldo (anche 40° all’ombra) ci è concesso di stare senza giacca in ufficio, così si sente un po’ di fresco.

Domenica sono andato a sentire la musica in piazza, e ieri sera “il campione1” con Fernandel (al cinema s’intende). Era parlato in francese e scritto in Greco, ma sapendo la prima lingua, mi sono aggiustato a capire.

A giorni, (5 o 6) i primi andranno in licenza.

Io non so se potrò presto; in ogni caso o presto o tardi verrò. Questo è l’essenziale. E non vi preoccupate per me, che sto bene, e sono sempre contento.

Avete ricevuto il vaglia (anzi i vaglia) per complessive lire 670? L’altro di 100 e più lire non lo ho ancora fatto, non avendo percepito la quindicina. Alla fine del mese ve lo manderò.

E’ quasi l’ora della posta (le 14.30), l’ora che io attendo per 24 ore consecutive con tanta ansia. Speriamo che oggi ci sia qualcosa. Chissà quella smorfiosetta di Tripoli per qual motivo non scrive. Mi rincresce di averle mandato la fotografia fatta a Patrasso. In ogni modo si è sempre abbastanza furbi, da non far ridere dietro.

Immagino il nostro giardino, e i fiori, e le aiuole.

Vorrei poter venire per mangiare l’uva di Alpignano, e può darsi che il mio desiderio venga esaudito. Pensate, 15 giorni di licenza a casa, completi!

Per adesso posso solamente scrivervi che vi penso sempre e vi voglio tantissimo bene. La mia salute è di ferro, (mangio per 4) e non temo avversari dallo stomaco altrettanto capace.

Vi bacia affettuosamente e vi saluta il vostro

Dino

1 Titolo originale “Les rois du sport”, film francese del 1937.

19 luglio 1941

P.M. 29/P 19.7.41 XIX

Carissimi,

dovete scusare se sono tre giorni che non scrivo ma come avrete potuto constatare succede più di una volta, quindi non dovete stare in pensiero.

Da tre giorni anch’io non ho notizie, ma ciò è causato dalle coincidenze postali. L’ultima volta ricevei tre lettere, e a Silvana e Wally risposi subito. Vedo con piacere che avete cambiato il mio indirizzo. “Dist. base” sono tre mesi che non deve più essere scritto, altrimenti dovrei essere in Albania.

Apprendo con piacere che anche Wally si impiega, è una gran bella cosa, è un aiuto, e anche se non per tutti, serve a pagare i suoi vestiti. In seguito poi, come Silvana, guadagnerà di più.

Io qualcosa o mandato a casa, e spero avrete già ricevuto. A giorni, qualche altro, così spero che a qualcosa serviranno.

Qui la solita vita, le giornate in ufficio e la sera passeggiata. Penso sovente al giorno della licenza. Con Tarquinio1 che è qui con me, abbiamo già fatto il viaggio fino alla stazione di Alpignano (in parole s’intende) e ci ripromettiamo di farlo sul serio. Il mio tenente ha detto già parecchie volte che vuole mandarmi qualche giorno a casa perché mi rimetta un po’ (dice lui, ma sto bene).

Intanto a giorni aprono le licenze2, quindi…..

E’ stato papà dal mio amico a Torino?

Qui fa molto caldo, asfissiante.

Ho ricevuto le belle fotografie di Perino3, e vi ringrazio.

E voi come state?

Da Tripoli ancora non ho ricevuto (sono 70 gg.).

Vi penso sempre, sempre, e vi mando tanti baci cari. Con affetto.

Vostro Dino

1 Amico di Dino di Alpignano.

2 La licenza è un permesso di allontanarsi temporaneamente durante il servizio militare, può essere breve, ordinario, straordinario o premio,

3Amico di Dino

10 luglio 1941

P.M.29/P 10.7.41 XIX

Carissimi,

Ho ricevuto questa mattina la vostra lettera dell’1.7.41. E’ sempre una gioia sapermi ricordato da voi miei cari. L’unica posta che ricevo è vostra, eccetto qualche rara altra, da amici. Quindi, sono le vostre le uniche che mi portino pace, e d’altra parte lo sono sempre state. Papà mi chiede se da Tripoli ricevo: Da due mesi niente! E non è colpa mia. Sono però tanto furbo e ci tengo a non essere fesso, per cui agisco in conformità. Ho ricevuto le tre fotografie della base, e quella di Perino1, come già data conferma in mie precedenti.

Ora passo alle “monete”. Intendo con questo nome i vaglia che ho fatto, avendo i soldi un po’ alla volta dalla fureria. Non sono monete? Se avessi dovuto farne uno sarebbe stato un foglio. Che termini usiamo qui! Dunque l’altro ieri ne ho inviato uno di 460 (quattrocentosessanta) e oggi uno di 210 (duecentodieci) lire. Il giorno 15 prendendo la decade ne manderò uno ancora di 140 circa. Vi prego di darmene conferma.

Tutta questa abbondanza è data dal fatto che io non mi decidevo (per avere più soldi) a spedire la mia pecunia; la dracma ha raddoppiato il valore rispetto alla lira, e mi sono trovato in mano tutta questa grazia di Dio. E poi dite che non ho fiuto! Sono fatto per il giuoco in borsa!

E a questa mia lettera allego una fotografia fatta in zona di guerra sotto la tenda, quando da poco si era spento l’eco e il rombo dei cannoni. Sono all’ufficio postale con il postino, uno dei miei più cari amici. Abbiamo appena finito di mangiare, e la mia gavetta riposa a terra al mio fianco.

E’ visibile il cartello “Ufficio postale” posto a mezz’aria fra noi, e si vede che non siamo vestiti come gli innumeri gagà di via Roma a Torino a causa del fango e delle fatiche. Il mio amico stà leggendo una letterina… e

1 Amico di Dino

30 marzo 1941

30.03.1940 XIX

Cara mammina,

oggi dopo tanto desiderarla, ho ricevuto una vostra lettera. Erano già quattro giorni, da quando cioè avevo ricevuto da Silvana, che non sapevo più niente di voi.

Ho appreso così che mi hai mandato un pacco, e ti ringrazio tanto. Di solito impiegano 15 giorni a giungere, quindi ho ancora un po’ di tempo. Dello zio Peppino1 ho già saputo in precedenza. Appena ricevuto, ringrazierò. Per la polvere insetticida, ve ne è bisogno, perché non “ne ho ancora”, ma ne ho altri. Siamo tutti pieni, ma la polvere me la ha data un amico, e ne ho più che a sufficienza.

In quanto a un mio probabile cambiamento di mansioni, e cioè alla ripresa dell’attività mia speciale, rassicurati, non è possibile, a causa dell’occupazione che ora ho.

Ferri2 non lo ho visto che tre settimane fa quando mi fece leggere una vostra lettera. Da allora non ne ho saputo niente perché è distante da me.

Avete ricevuto le mie violette! Pure io ho ricevuto le vostre, e conservavan intatto il profumo.

Mi rincresce, che non facendone cenno, non hai ancora ricevuto il vaglia di £ 105. Se non lo hai ancora ricevuto quando leggerai questa mia, mandamelo a dire che provvederò.

Domani, se piglierò la decade, (essendo per ora al verde), manderò il regalo di Pasqua a Silvana e Wally.

Hai visto cara mamma che in Libia gli inglesi si ritirano? L’ora delle botte stà per scoccare!

Qui da noi fa un caldo asfissiante come a Tripoli. Andiamo in giro in maniche di camicia e a torso nudo.

Ho fatto delle fotografie con la macchina di un mio compagno, e domani le porto a sviluppare. Speriamo che te le possa mandare al più presto.

Ho ricevuto quella di papà con i sarset, e mi ha fatto ridere al pensiero di tutte le risate che facevamo su per i boschi e i prati. Bei tempi!

Mi sono fatto con due spilli due ami, con i quali pochi minuti al giorno vado a pescare nelle paludi che qui ovunque sono. Prendo qualche pesce che poi friggiamo.

Forse a noi toccherà un altro compito ora, e tu lo saprai dal giornale, ma sapremo fare sempre il nostro dovere contro qualunque nemico.

I soldi che mando a casa non li tengo perché non trovo quello che vorrei io, e la roba in scatola non la mangio. D’altra parte 1 lira di qui ne vale 1.25 delle nostre, e la roba costa più cara. Con questa lettera, mi sono rivolto a tutti, e come a te, mamma cara, anche a papà. Capite che non ho molto tempo, quindi faccio come posso.

Con tanti baci cari vi giunga il mio affetto. Vostro

Dino

1 Felice Giuseppe Ferrero, zio di Dino

2 Conoscente di Dino

12 marzo 1941

Alla famiglia

Ferrero Luigi

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino

Artigliere

distacc. base

POSTA MILITARE 29/A

Z.O. 12.3.41

Carissimi,

Ieri sono stato a Valona, e sono rientrato alle ore 23, non avendo trovati molti automezzi.

Vi scrissi due o tre giorni addietro, ma dubito che abbiate ricevuto, avendo forse eccesso nello (???) di me. Non ho potuto trovare Romitelli1, non avendone avuto il tempo. Ho ricevuto da Tripoli ricevuta di lettera e fotografia. Non ho potuto oggi rispondervi, causa il tanto lavoro, ma appena posso lo farò. Anche a Silvana risponderò. Abbiate tutti i miei pensieri affettuosi e tanti Baci.

Vostro Dino

1 Amico di Dino