26 dicembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art.
POSTA MILITARE 29/P
P.M. 26.12.41

Ieri ho passato un bellissimo Natale. Eravamo in nove e avevamo undici galline arrosto al forno. Poi il dolce alla crema, gli aranci, due latte di quelle di petrolio piene di vino, cioccolato datoci col rancio. Siamo stati in compagnia e si è mangiato a più non posso. Non ne potevo proprio più. E oggi mi sentivo ancora i polli andare su e giù.

E voi? Mi auguro che non abbiate passato un cattivo Natale. Vi ho pensato tanto, e spero che non sia mancata l’allegria. Ho ricevuto il vaglia di £ 100, e vi ringrazio tanto tanto. Appena rimetterò a posto i miei svariati debiti, ve le restituirò. Per ora sto bene sia come salute che come filus (???). L’olio non lo ho ancora avuto ma domani ammazzo qualcuno per averlo. Il pacco non mi è ancora giunto. Ma non tarderà.

Vi bacio tanto e vi auguro buon anno con la speranza di potervi presto riabbracciare. Vostro Dino

21 dicembre 1941

21 dicembre 1941 XX

Carissimi,

Quest’oggi ho ricevuto una vostra lettera nella quale mi dite che mi avete spedito un pacco.

Finora non mi è ancora giunto, ma non tarderà. I 10 pacchetti di Mentola li ho ricevuti, e ve ne ho dato già altro avviso in una mia precedente.

Una cosa solo mi dispiace. Ed è il fatto che mi volete mandare un vaglia. La mia momentanea deficienza di soldi è ora finita. E poi ora ci aumentano la paga, e poi presto passo caporalmaggiore, venendo così a prendere non più 11 ma 15 lire al giorno.

Vuol dire che se mi arriva con esso comprerò l’olio se riesco a trovarlo, e ve lo manderò. Sono in parola con un amico, e non dovrebbe tardare.

Se ho ritardato a scrivere, è perché sono stato ad Atene per 8 giorni, e non mi è stato dato molto tempo di pace completa.

Vi ringrazio per il cioccolato, torrone, ecc. che attendo con ansia, e ho l’acquolina in bocca. Per Natale li riceverò, e sarò così felice. Basta però dire che sono sfortunato? Mentre ero ad Atene, il mio tenente doveva partire per la licenza, e mi voleva portare. La mia licenza era pronta e firmata, e si attendeva il mio ritorno. Se fossi arrivato un giorno prima sarei già in viaggio. Peccato! E così non vengo ancora. Ma alla prima occasione! Quando tornerà il mio tenente verrò di certo.

Sono contento che per lo stipendio siete a buon punto. Quanti soldi arretrati! Al primo di gennaio sono 4 (quattro) mesi, anzi all’11.

Noi qui si vivacchia, e per Natale spero di mangiare un pollo da solo. Sono già sulla terrazza, e lo ingrasso con ogni buon cibo il mio; che bellezza!

E tu mammina, vuoi del filo da cucire, della stoffa, insomma della roba che da voi è tesserata? mandamelo a dire. Da Teresina ho ricevuto un telegramma d’auguri per la mia festa e nient’altro. Una mia lettera con fotografia è ritornata indietro con la dicitura: Indirizzo errato – strano!

A questa mia allego una foto fatta qui, con l’interprete (quello col Borsalino) e i miei amici. La finestra con la crocetta è quella del mio ufficio dalla quale vedo la strada e il passeggio.

Vi ringrazio per gli auguri di Buon Natale e compleanno.

Pure a voi auguro buon Natale e buona fine e Buon principio d’anno.

E la macchinetta accendi sigari è venuta?

Mi auguro di sapervi sempre in buona salute, e vi bacio con tanto affetto.

Vostro Dino

P.S. sulla foto ho in mano la calcolatrice, segno d’amministrazione, perché stavo andando alla Banca.

10 dicembre 1941

P.M. 29/P 10.12.41

Carissimi,

Ieri ho ricevuto la lettera nella quale tutti mi fate gli auguri per il mio compleanno1. Si, lo confesso, sono vecchio, ma li porto bene gli anni per la mia età avanzata! Non acciacchi, e tanti litri di vino, (vedi racconto dei numerosi centenari). Debbo realmente dire che la fortuna mi assiste, se sono sempre pieno di forze, e senza il minimo malanno.

Tutti mi dicono che sono “sbafone”, ma io me ne rido, e penso che tanti si ammalano, mentre io non posso registrare un minuto di debolezza, un attimo di febbre.

In questo periodo di freddo siamo tutti un pò malandati e fioriti: Ossia foruncoluti. A me ne è uscito oggi uno dalla parte sinistra della fronte; dicono sia la primavera… Romana (Rieti), ma ritengo prive di fondamento tali notizie, stile ammiragliato britannico.

Vi ringrazio tanto degli auguri che sono i più cari, i più graditi, che posso ricevere e non dubitate che vi ricordo sempre con tanto affetto, e sogno per voi tante cose belle. E grazie anche per S. Barbara ! Li faccio pure io al caro papà, essendo la nostra protettrice, la medesima, con la sola differenza che noi spariamo il cannone, loro le mine.

E anche le care sorelline ringrazio per le righe scrittemi, che ho gradito molto, io pure le ho sempre nella mia mente, assieme a tutti voi cari.

Da più giorni sono in attesa dell’olio, ma non mi è ancora…

(la lettera si interrompe così perché il resto non è stato trovato).

1 Il 12 dicembre.

8 dicembre 1941

P.M. 29/P 8.12.41

Carissimi,

Sono alcuni giorni che non ricevo vostre nuove, ma è dato dal fatto che la posta ritarda.

Sono sempre indaffarato per procurare l’olio, che vi potrà servire per cucinare a Natale. Mi hanno promesso che me lo porteranno domani, e sono in attesa. Poi vi farò un pacco, e ve lo manderò con tutta urgenza. In ogni caso, o presto o tardi, lo avrete.

Il mio amico Beccali, che vi deve portare la macchinetta per papà, è avvisato? Non può tardare però, e mi direte poi quando è venuto.

Io sono come al solito, sempre qui in questo ufficio, ed è già una bella cosa, perché fa caldo, mentre fuori ha nevicato tanto, e il ghiaccio ricopre tutto.

Teresina a giorni dovrebbe andare a Savona, per trovare i nipoti che sono alla colonia.

Della licenza non se ne parla ancora. Comincio a perdere la speranza. Pazienza!

E da voi fa freddo? Ha già nevicato? Spero di no, così non patirete molto freddo, in questi momenti critici.

Per Natale scriverò a tutti gli zii, e così mi metto a posto.

Siate tranquilli per me, perché stò bene, e ricevete tanti cari baci dal vostro

Dino

3 dicembre 1941

Tripolis 3.12.41 XX

Carissimi,

Quest’oggi vi scrivo per rispondere alle vostre 2 lettere e per inviarvi la presente fotografia, che spero vi piacerà. La ho presa ieri sera tardi, quindi non ho potuto mandarla ieri, e lo faccio oggi.

Nelle vostre due lettere mi dite di avere spedito le mentola. Presto le riceverò, e ve ne darò conferma. A giorni farò un pacco di sapone e possibilmente olio. Sono in faccende per trovarne, ma finora con scarso risultato. Vedrete, che quando meno l’aspettate, riceverete un bel pacchetto, cui ne seguiranno altri.

Mi ha messo in pensiero il fatto dell’ingegnere che a dicembre vuole liquidare tutti. E papà dovrebbe vedere alla Bosio1, dove quasi certamente lo assumerebbero. Che brutto tirchio! Stà fresco che io, tornato a casa, vado a rovinarmi con lui! Per me si apriranno tutte le vie. Agli ex combattenti, daranno metà dei posti governativi. Quindi, non cercherò l’ingegnere certamente.

In questo periodo, i prezzi sono molto alti, e tutto è proibitivo per noi. Figuratevi quando vado ad Atene! Sono sempre al verde.

Ieri però ho preso la decade, e tiro avanti bene. Sono in debito con un mio compagno, e un po’ per volta… Quindi non crediate che se non mando soldi è perché spendo e spando… ma la vita costringe a spendere tanto. Solo la biancheria si porta metà dei miei quattrini.

Il mio amico Beccali è partito per la licenza con la macchinetta per papà, e presto lo vedrete. Vi parlerà di qui e vi dirà anche che è impossibile sperare per il momento in una mia licenza. Ma con la pazienza verrà, siatene certi

1 Da una breve ricerca in quegli anni a Torino operavano diverse dotte “Bosio”, di cui alcune ancora attive oggi.

29 novembre 1941

29.11.41

Carissimi,

Quest’oggi ho ricevuto la lettera di mamma in data 18.11.

Da 7 gg. circa non ricevevo vostre nuove, e ieri al mio rientro da Atene, mi è rincresciuto non ricevere posta.

O ricevuto pure oggi una lettera da Teresina, nella quale mi dice di essere sempre a Rieti e di stare bene. Mi dice di salutarvi, e lo faccio di tutto cuore.

Sono contento che vi abbiano dato fin l’ultimo soldo della licenza. Vedete che reclamando si ha quello che ci spetta? Non sono mica un imboscato, e la Patria riconosce quello che ho fatto e che dovrò fare per lei.

Riguardo lo stipendio, spero di sapere presto qualcosa. Pensate che sono già tre mesi che dovete percepire. E la dichiarazione compilata da me la avete ricevuta?

Sono stato lunedì ad Atene, e sono rientrato ieri sera, venerdì. Qualcosa come 5 giorni.

Ho avuto molto lavoro, e poi fa tanto freddo, quindi ho potuto fare per mio conto, poco.

Ho comprato la macchinetta accendisigari, che domani darò ad un mio amico, che vi porterà!

Ad essa ho anche messo assieme 10 pietrine, che serviranno per il cambio.

E’ molto pratica. Le pietrine si mettono svitando la vite sotto la macchinetta, e la benzina estraendo il serbatoio, come insegnerà il mio amico.

Ieri sera qui ha cominciato a nevicare, e stasera ce ne è uno strato abbastanza alto. E ancora ne viene giù in abbondanza.

E da voi?

Qui a noi, funzionano i termosifoni, e si stà benissimo. C’è un calduccio!

A giorni avrò 22 anni! Troppo vecchio!

L’unico passatempo qui, è l’andare con gli amici dal nostro amico Andrea1, ad ascoltare la musica.

Siate di buon umore, e non importa se la mia venuta sarà rimandata. Pensate che sarò qui lontano a Natale, e se siete tristi voi allora io che dovrei dire?

E’ il dovere che adesso mi tocca compiere, quindi bisogna avere rassegnazione.

State bene, e ricevete tutti i miei più cari baci e pensieri.

Con affetto

vostro Dino

1 Probabilmente l’interprete greco di cui si parla nella cartolina del 14/11/1941.

23 novembre 1941

23 novembre 1941

Carissimi,

vi scrivo con un po’ di ritardo, ma è appena ora che posso e cerco di farlo. Domani avrò 5 ore di treno per recarmi ad Atene, quindi non potrò più. Mi fermerò in questa città per 4 giorni.

Ieri è arrivata una circolare, secondo la quale noi possiamo mandare in Italia pacchi di anche 10 (dieci) Chili. In essi si può mettere caffè, olio, zucchero, ecc. Ora, è problematico trovarne qui, ma farò tutto il possibile. Se ne trovassi, o ne voleste vi chiedo poi dei soldi, perché io ne ho pochissimi. Ma prima devo essere certo di trovarne.

Ho ricevuto ancora ieri una lettera da Teresina, e così si è cambiata. Meno male!

E per lo stipendio? Come va?

Ho ricevuto la lettera della Giga1. Le risponderò appena tornato da Atene.

Scusate la brevità, ma è dovuta ai preparativi per domani, e al fatto che scriverò due righe a Teresina.

Vi penso sempre, e vi mando tanti cari baci.

Con tanto affetto Dino

1 Soprannome della sorella Wally

14 novembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art. “Cagliari”
POSTA MILITARE 29/P
Tripolis 14.11.41

Ieri sera sono stato invitato dall’interprete, che è un maestro di musica e suona tutti gli strumenti.

Anche la sorella suona, e ci ha fatto sentire tante belle canzoni anche cantate, e canta bene. poi abbiamo ballato. Mi è parso di essere a casa in quelle sere di festa.

Oggi è stata una giornata piovosa, e sono stato qui in ufficio.

Stò bene, e vi ricordo sempre con tanto affetto. Bacioni cari Dino

8 novembre 1941

Tripolis 8.11.41

Carissimi,

Quest’oggi ho ricevuto la lettera del 31.10. (aerea).

Ha impiegato così 8 giorni, mentre normalmente ne impiega 3.

La posta ordinaria da 13 giorni non arriva e si attende di giorno in giorno.

Quest’oggi ho pure ricevuto un telegramma da Messina da Teresina.

E’ arrivata il 6 a Roma.

Apprendo con piacere che il vaglia di 350 lire vi è giunto. Ed ora aspetto di sapere quanto hanno dato del viaggio, e se avete ricevuto il foglio compilato.

Ieri me né successa una non troppo bella cosa, che d’altra parte non è causata da mia malavoglia. Verso le 11, mi diede il mio ufficiale, una sfilza di due o tre lettere, che dovevano essere scritte in pochi minuti, e per di più lunghette.

Così ho scritto, e appena finite, me le ha portate via, così non ho potuto nemmeno rileggere.

Il Sig. Colonnello, nel leggere la nostra molta corrispondenza, vide che in una lettera era stata saltata una riga. E così mi hanno dato 5 gg. di camera di punizione semplice1; in tutto una 20 (ventina) di lire in meno alla prossima quindicina. Ma il più che rincresce, e il fatto che non sono mai stato punito, e per una distrazione dovuta ai fogliettini volanti, e alla premura, mi sia accaduto tutto questo.

Spero sempre nella licenza, ma non so se sarà realtà.

Sono contento che sia stata sistemata la faccenda della casa, e bisogna proprio fare la voce grossa per ottenere qualcosa!

Qui i padroni di casa sono come da noi, ma li facciamo rigare sulla lama del coltello. Mi fa ridere quel salumiere che vuole costruire due altre stanze! Proprio che sono più fuori che dentro a Collegno!

Pensate, vi è una circolare, secondo la quale si possono fare venire i famigliari qui, per un periodo di alcune settimane, dietro speciale permesso! Che bella cosa!

Ora per altre quattro sere non uscirò, ma tanto più che al cinema, e che non si capisce!…si và per passare il tempo, è meglio restare qui.

L’inverno finora non esiste. C’è un sole caldo, un cielo celestissimo.

Ho piacere che sia venuto Romitelli2. E come stà?

Saluti alla Dotto3, e voi abbiate tanti baci dal vostro Dino

1 Regolamento di disciplina militare del Regio Esercito del 1929:

606. – Il militare cui viene inflitta la camera di punizione semplice:
– deve rimanere rinchiuso nel locale a ciò destinato, durante la notte e nelle ore in cui gli altri militari godono di libera uscita;
– può, se ritenuto opportuno dal comandante del corpo. essere impiegato, nelle ore anzidette, a disimpegnare servizi di fatica.

2 Amico di Dino

3 Padrona di casa della famiglia di Dino nella sua prima abitazione ad Alpignano.