24 luglio 1943

P.M.29 li, 24-7-43/XXI

Carissima mammina,

rispondo subito alla tua del 16 c.m., visto che ne ho il tempo.

Stamattina ho accompagnato alla stazione il mio carissimo amico Tarquinio Merlin1, che voi tutti ben conoscete, e col quale ho trascorso dei bei giorni qui. E’ partito, e con lui è partito il mio cuore, perché su quella tradotta lo ho lasciato, per voi. Penso tanto al suo viaggio, e cerco di immaginarmi dove si trova. Certo che da tanto più tempo di me non veniva a casa, e se lo meritava perché è tanto bravo, e si è fatto benvolere dai superiori. Io se non vengo ancora è perché non hanno ritenuto opportuno ancora mandarmi, visto che vi sono altri che hanno precedenza su me, a causa del tempo che mancano da casa.

Merlin ti parlerà di me, e vedrai che ti dirà in maniera da farti parere che io non sia qui, ma con voi tutti. Ti ringrazio tanto per il pacco inviatomi e per quello che dici di avere in spedizione.

Il primo non mi è ancora pervenuto, ma non tarderà, essendo da ben 22 giorni in viaggio. Te ne darò ricevuta appena lo avrò; a mezzo Merlin vi ho mandato il libro regalatomi dalla maestrina di Roma, ora trasferita a Pesaro, Rina Zamagni2; lo avevo detto che ve lo inviavo, ma mai ho avuto occasione di poterlo fare. Mi direte se è bello. Parla tutto della vita giapponese e pare di viverla in esso.

Mi rincresce che il postino sia triste quando vede che ricevete posta da me, perché pensa a Sabino3, che non ha ancora scritto. Povero Fornas4 ! E nasconde questo suo turbamento con un sorriso malato. Ti prego di porgergli tutti i miei saluti, e l’augurio, che è certezza, che il caro Sabino scriverà. Vedrai, che se lo dico io porto buona ventura, e presto avrà sue notizie.

Avevo già appreso che avete comperato i sei pulcini, allo scopo di allevarli e avere così della buona carne. Mi rincresce che uno di essi sia morto. Al pensiero però, permettimi di dirlo, di doverne mangiare qualcuno quando verrò io, mi rincresce, perché mi pare di mangiare una personcina cara che ha vissuto con me a lungo. Chissà perché ho queste idee stupide !

Apprendo che papà deve fare tanta strada a piedi per andare al lavoro, dato che non sempre trova i tram. Io seguo sempre con ansia le notizie del bombardamento di Torino5, e ti pregherei di volermi scrivere, il giorno dopo (voglia Dio che non succeda più) del bombardamento, perché sono in pena. Possa fare affidamento su ciò ?

Avete avuto i vaglia del mese di Giugno, va bene. Ora domani porterò alla posta quello del mese di Luglio, per un importo di novecento e più lire, essendo compreso in esso il premio in denaro in luogo di licenza non fruita durante l’anno 1942-43. Mi darete poi a suo tempo notizia del ricevimento di questo, e spero che vi sia di aiuto nelle difficoltà della vita quotidiana. Come vedete, tutto quello che posso, faccio, perché il mio più grande pensiero è la vostra tranquillità, cara sopra ogni cosa al mondo.

Hai avuto il portafoglio che avevo ordinato e pagato a mezzo vaglia ad una ditta di Bologna ? Spero di si, e caso mai lo includerai nel pacco, perché mi serve. Ti pregherei anche di un favore: Quando ritornò il cugino di Mary dalla licenza, mi portò un paio di occhiali da sole, che poi si sono rotti, e non li ho ancora pagati. Mi ha detto l’importo solo ieri, e ti prego di fare avere le 60.= lire che devo, alla amica di Wally; che poi le farà avere ai famigliari di suo cugino.

Ti ringrazio per la lunga lettera, e con tutto il mio affetto ti bacio e abbraccio, e con te cara mamma, anche papalino e sorelline.

Ciau,

tuo Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Madrina di guerra di Dino

3 Probabilmente un amico alpignanese di Dino

4 Molto probabilmente il postino, padre di Sabino di cui alla nota (3)

5 Il 13 luglio 1943 vi fu il più drammatico bombardamento su Torino in termini di vite umane, con 792 morti. Per dare un’idea il secondo più grave bombardamento si ebbe l’8 dicembre 1942 e causò 212 morti.

16 dicembre 1942

li, 16 dicembre 1942

Carissimi,

direte che da alcuni giorni non ricevete mie nuove, ma non ho potuto proprio scrivere. Dopo che vi scrissi quasi ogni giorno, per un po di tempo ho avuto da fare e quindi, non potei scrivere tutto quello che avevo da dire. Prima fra tutte le cose, la mia licenza: Voglio dirvi la nuda realtà come me la hanno fatta vedere anche a me, allo scopo di non farvi avere delle illusioni ingrate. Per Natale, contrariamente anche alle speranze nutrite da me, non potrò venire, dato che vi sono altri che debbono venire prima di me. Saranno sei o sette in tutto, quindi, se andasse tutto come va ora, in poco tempo potrei venire. In ogni modo per i primi di marzo ho la promessa sicura che verrò. Dovete comprendere che non si possono fare dei miracoli, anche date le nostre condizioni di lontananza dalla Patria, che rende difficoltosi i viaggi specialmente d’inverno, col freddo. Vuol dire che se verrò verso marzo, troverò il bel tempo anche a casa, e potrò fare qualche scampagnata, con mio grande diletto. Coraggio dunque, che tutto andrà per il meglio. A Natale sarò con voi come sempre, e assisterò spiritualmente alla vostra festa famigliare, come se fossi con voi.

L’importante è il sapervi bene, e tutto poi si accomoda. Oggi è arrivata una circolare che parla dei pacchi ai militari. Sono riaperti, ma bisogna che noi mandiamo a casa un modulo firmato dai nostri superiori. Non è consentito più di un pacco al mese. Quindi, appena avrò il modulo ve lo manderò.

La mia festa la ho passata lavorando come al solito, e senza nemmeno uno che si ricordasse di me. L’unica soddisfazione che ho avuto è stata quella di avere i vostri auguri ancora prima di arrivare al dodici. Teresina, e tutti gli altri non si sono degnati di scrivere due parole. E dire che a lei avevo fatto gli auguri a suo tempo. Anche questa è da scrivere nell’albo d’oro. Oggi ho ricevuto posta da Rina1 di Roma, e mi ha scritto una lunghissima lettera. Non ci conosciamo che per lettera, eppure scrive sempre. Sono ormai due anni, e non si dimentica mai di scrivere dei letteroni. E’ una maestra, che non insegna, e passa il suo tempo a fare progredire le coltivazioni del suo orto di guerra. Ha avuto un fratello morto già nel 1941 in aviazione, e sovente mi parla di lui.

Ho avuto con grande piacere la fotografia di Silvana in riva a Dora, e ogni qualvolta che avrete occasione, mandatemene pure, che mi fate contento. Ho pure ricevuto due cartoline di Alpignano da mamma. Le ho messe nel mio ufficio bene in vista.

Non ho ancora ricevuto il vostro annuncio della ricezione del pacco di fichi e uva passa. Che non vi sia ancora arrivato?

Anche il mio amico di Alpignano che è partito la settimana scorsa per la licenza, non è ancora arrivato? Gli avevo dato l’incarico di salutarvi e i regali per mamma Silvana e Wally, Li avete ricevuti? Io sono ancora in attesa dei vostri altri due pacchi da due chili, che non dovrebbero tardare ad arrivare, e se fossero qui per Natale, sarebbe una vera fortuna.

Ho saputo dalla ultima lettera di mamma che avete ricevuto il vaglia di lire 310.= E l’altro di lire 380 del mese prima lo avevate ricevuto? (Mese di Agosto – vaglia n.47 di lire 380).

Forse non lo avete detto per dimenticanza. Intanto aspetto ricevuta per quello che ho inviato giorni orsono.

Se vi fosse possibile, vi prego di mandarmi l’orologio a mezzo del mio amico di Alpignano, Caso mai venisse Davy2, datelo a lui, che me lo porterà.

Ho già provveduto a mandare gli auguri di Buon Natale a tutti, parenti compresi, e in tutto ho inviato la bellezza di 49 cartoline. Spero che almeno cinque o sei risponderanno, almeno per buona creanza.

Qui, essendo al mese di dicembre, alla metà, si può dire che viviamo come al mese di luglio agosto, dato che di giorno vi è un sole che spacca le pietre, e la notte delle serate tiepide con una luna che rischiara tutto. Vado ogni tanto, come al solito, a prendere i fondi, e questa volta non andrò alla fine del mese, perché sono stati presi tutti a metà di dicembre.

Abbiamo già i capretti per Natale, e tante altre belle cose, così faremo un pranzetto fuori ordinanza, che ci riunirà tutti in caserma, in allegro raduno.

Se aveste possibilità di trovare per conto mio una fisarmonica di quelle a doppio suono (da una parte e dall’altra) come quella che avevo una volta, e non costasse tanto, mi fareste un grande regalo mandandomela, che servirebbe a rallegrare le mie serata invernali. Al tempo in cui la avevo comprata io, costava sulle dieci lire, e quelle più grandi, sulle sedici. Mi raccomando, se la trovate, che sia della marca “bravi alpini”, che è la migliore. Ditemi poi quanto avete speso, che cercherò di mandarvi l’importo.

Sono in attesa del periodico lavoro di metà mese (vaglia, ecc.) che cercherò di sbrigare in fretta per non dovere lavorare sotto le Feste.

Di altro non avrei, se non che da dirvi che vi penso sempre, e che ho la ferma convinzione che presto vi rivedrò. Tutte le notti sogno di essere a casa, e stanotte, che avevo finito la licenza, e che non la avevo registrata. Mi sono svegliato male, e ho faticato a rendermi conto della realtà che è ben diversa.

Con tanto affetto vi saluto e bacio.

Vostro Dino

1 Una delle madrine di guerra di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

12 novembre 1942

Tripolis 12 Novembre/XX

Cara mamma,

Adesso, non saranno che 10 minuti, ho ricevuto la tua lettera del 5.11, nella quale mi dici che ti daranno altre 120 lire del viaggio la prossima volta che prendi il sussidio. Strano davvero il dare in due volte quello che si potrebbe in una. E se poi non fossi andata a reclamare? Lo vedevi?

Spero che d’ora innanzi non ci sia bisogno di insistere, ma in ogni caso ho imparato che bisogna pestare finché c’è tempo. Anche per i soldi del viaggio, se non ero io ad avvisarti, (e giustamente tu non potevi saperlo) quei signori non si sarebbero scomodati a dirtelo. E poi perché? Non li mettono mica di loro tasca, no?

Da molti giorni ho già spedito il modulo per lo stipendio, ma dici che non è ancora arrivato. Credo però che ora sia già in vostra mano.

Ho ricevuto le due fotografie di Torino, e mi piacciono.

Lo sapevo che Wally era arrabbiata per stare a letto! E apprendo con piacere che ora è brava e aiuta! Quando dovessi venire, se avrò soldi, le porterò un regalo. Forse anche prima glielo mando.

Teresina già da una settimana è a Roma, ma non ho ancora il suo indirizzo nuovo. Presto però lo riceverò, spero.

A giorni forse andrò ad Atene, e comprerò l’accendi sigari per papà e per me, che poi manderò per mezzo del mio compagno d’ufficio che a giorni verrà a casa e passerà a trovarvi.

Riguardo a un possibile cambio, non c’è da farsi illusioni. In questo momento in cui tutta la Patria è impegnata in una lotta per la vita, tutte le energie debbono essere in linea per vincere.

Ora ricevo sovente posta, e ne sono lieto. E ti ringrazio per tutto il pensiero che hai di rendermi meno tristi queste ore.

Ricevi tanti baci cari da Dino

Caro papà,

Sono a ringraziarti per tutto quanto fai per ottenere la corresponsione dello stipendio civile. Quando potrai averlo, pensa che sono tutti soldi da mettere via, che possono sempre venir utili. Anzi, verranno bene sicuramente.

Ricevo sovente tue nuove, e ciò è motivo di gioia per me.

L’essenziale è che tutti siate bene in salute, e così tutte le cose brutte passano.

In una mia lettera precedente ti chiedevo se potevi mandarmi qualche pacchetto di Mentola. Ora se non lo hai ancora mandato, ti prego di farlo, che ti manderò poi i soldi.

Qui fa ancora bel tempo e caldo, e in cava? Sarà il polo nord, con quel venticello che spira!

E gamba di legno1?

Salutami tanti tutti, e stai in guardia contro il freddo.

A giorni ti manderò l’accendisigari e pietrine. Dimmi poi se ti è piaciuto. Ricevi tanti baci da

Dino

Ciau Silvana, ciau Wally. Saluti a Ezio, Alina, la signorina di Bruere2.

1 Si presume sia il nomignolo con cui Dino e suo padre Luigi chiamavano il direttore della cava di S.Ambrogio

2 Tutte e tre queste persone sono sconosciute, l’unico ad essere citato un’altra volta è Ezio, il 20/9/1941

6 settembre 1942

P.M.29 li, 6 Settembre 1942 –

Carissimi,

Ieri ho ricevuto una lettera di Silvana, con la fotografia assieme al suo figlioccio. E’ molto bene riuscita, e sono contento di vederla in perfetta salute e forma come quando sono partito. Ho appreso anche con tanto piacere che avete comprato l’orologio per me, e vi prego fin d’ora di dirmene il prezzo, al fine di potervi mandare i soldi. L’orologio non so da chi mandarvelo a prendere, ma oggi scrivo a Beccali1 che è a casa per malattia, e spero che verrà a prenderlo. In ogni caso presto altri verranno dalle parti nostre, e allora qualcuno verrà a trovarvi e a prenderlo.

Ho già ricevuto la misura dell’anello di mamma, e quando manderò quelli delle sorelline, manderò anche il suo, finora non è partito nessuno che potesse portarli.

Volevo chiedervi una cosa: L’ultimo pacco che ho ricevuto conteneva le polveri per l’acqua, un pezzo di cioccolato, la marmellata, le lamette, il sapone per barba, ecc. è forse l’ultimo speditomi, o vi è ancora quello con le spiralette e i peperoni in scatola? Vorrei saperlo perché così aspetterei anche quello, in caso contrario non aspetto. Mi rincresce che forse non vi sarà il dentifricio nel pacco di Giovannitti2, perché è l’unica cosa che mi serve realmente, mentre la brillantina si può attendere. Vuol dire che cambierò con altri che hanno dentifricio.

Intanto Giovannitti domani dovrebbe essere qui, e con quanta mia gioia potete ben immaginare. Quante domande ho da fargli! Vorrei che fosse già oggi qui, domenica, e farmela sembrare meno lunga e monotona! Stasera andrò alla solita passeggiata, al solito cinema, e forse scambierò due parole con la amica che parla francese. E’ così che passano queste feste, ed è così che passano le ore, che seppure monotone, sono sempre desiderate: La festa poi non porta i ricordi di altre feste, perché altre cose ci pigliano, e non si desidera altro che passarle bene, e nel miglior dei modi. Sono contento che la dichiarazione per lo stipendio sia arrivata a tempo per prendere i soldi, e d’altra parte ero quasi tranquillo, perché so che di media, trovando l’aereo, la posta impiega tre giorni per arrivare.

Una cosa debbo dire: che assolutamente non mandiate il mio orologio qui, che andrebbe perso, e anche rotto. Volevo una come avete comprato, perché così ho l’ora, e poi domani vendendolo al rientro in Patria, ripiglierei sempre quanto speso.

Di Teresina ricevo in questi giorni qualche cartolina da Napoli e Roma, e non ho ancora risposto. Ogni tanto il lupo ritorna alla tana !

L’altr’anno come oggi, ero nel Veneto che viaggiavo per arrivare qui, e dunque è passato un anno prestissimo; verrà pure il giorno che verrò in licenza, e lo spero. Se fosse vero che venissi per Natale come promessomi, non dovrebbe tardare molto quel giorno, e sarebbe proprio una gran bella cosa. In ogni modo non datevi pensiero, che un giorno o l’altro verrò e forse quando meno ve l’aspettate.

Di altro non avrei da dire, se non che ringraziarvi dell’orologio compratomi e dell’interessamento avuto per esso. Ditemi poi se avete ricevuto il vaglia di lire 380.= delle due decadi.

Con tanto affetto vi bacio, vostro

Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

16 maggio 1942

Li, 16 maggio 1942 – XX°
Carissimi,
Stasera ho ricevuto la lettera del 9 maggio 1942, scritta a macchina da papà, con l’aggiunta vostra, e di Enrico1. Sono tanto contento di sapervi bene, e di buon umore. La cosa che però mi allieta tanto è il sapere papà a posto, e così non dover pensare alle difficoltà che potreste incontrare.
Da Bernardi2 è certo un posto buono, e così anche per ora, tutto si è sistemato.
Altra notizia che mi ha fatto tanto contento, e mi ha messo desiderio di venire a casa, è quella della radio nuova. Come deve essere bella ! Quante valvole ha, di che marca, e quante onde ? Vorrei poter sapere tutto, per averla presente come se la avessi sott’occhi. Non mancherà però occasione di vederla, perché se verrò in licenza, me la godrò.
Vi ringrazio, per i pacchi che mi annunziate in viaggio, e che saranno proprio una manna per me; qui non si trova latte condensato, e quello fresco costa venticinque lire al litro.(dato la svalutazione della dracma.)-
Pregusto già la gioia di mangiare il latte condensato che è la mia passione, e che spero non tarderà a giungermi. Il pacco della maestra di Roma3, non mi è ancora giunto, e dovrebbe arrivare con quello vostro del latte. Ho a buon punto il lavoro per procurare due lattine di olio, che non appena mi perverrà, ve lo manderò. In tutto si tratta più o meno di mandarvene altrettanto quanto ve ne mandai già prima. Quello che mi manca sono le latte, e però ogni tanto una la trovo.
Domani o dopo, darò le due che ho procurato, a chi mi porterà il contenuto, e poi ve le manderò.
Spero poi di trovare altre latte presto, così provvederò a mandarvene altro. E quello che vi avevo mandato, lo avete già finito ? Ditemelo, sono curioso di saperlo, al fine di sapermi sbrigare per trovarne altro. In ogni caso; anche per questa spedizione, ho fatto quanto era umanamente possibile,
perché non posso darvi l’idea di come vadano a ruba le latte, e io che non ho possibilità di averne, perché non sono cuciniere, devo lottare. I miei amici del Comando non hanno ancora mandato nulla, perché non hanno potuto a causa della mancanza dei recipienti. Quindi ho fatto l’impossibile. Ma spero che nei prossimi giorni qualche altra latta arriverà. Il documento per lo stipendio vi serve, se non sbaglio, per il 15 giugno. Ditemi se si, e provvederò a mandarvelo una settimana prima. Avete percepito il doppio stipendio ? Altri molti miei amici, che hanno fatto la pratica delle miniere, sono andati a casa. Non è sospesa questa domanda, come vi hanno detto a Torino. E tu caro papà, come stai ? Ti senti meglio nel nuovo posto ? E tu mammina? Mi pare che siano appena due giorni dacché presi il treno quel 1° di Settembre, per partire, e invece sono già nove mesi. Il tempo passa, e le licenze ritornano anche loro. O prima o dopo, si spera, e vedrete che tornerò ancora. Vi ringrazio dell’augurio di buon onomastico, che mi fa tanto piacere. Per ricambiarvi vi bacio tanto tanto. E voi, due sinforose4, come state ? Se non vi ho nominato, non è perché mi sia dimenticato di voi; è solo perché volevo farvi dire: “come è cattivo questo fratello !”Ma ora vi sarete rassicurate. E, vincendo la stanchezza, e la pigrizia, che in questi periodi, particolarmente di intenso caldo, regna sovrana,
spero di poter presto scrivervi singolarmente, così vi dirò tante cose belle. Siete contente ? Intanto, con la speranza di sapervi sempre in ottima salute, tutti, vi invio il mio saluto più affettuoso, e tanti cari baci. Ciau Mammina e papalino, ciau alle care sorelle.
Con tanto affetto, Vostro Dino

1 Amico di Dino
2 Nuovo datore di lavoro di Luigi, padre di Dino
3 Una delle madrine di guerra di Dino
4 Nel significato di ragazze sdolcinate, svenevoli

21 marzo 1942

P.M.29/P. 21. Marzo 1942 XX°

Carissimi,

Ieri ho avuto occasione di leggere per la seconda volta una circolare che parla delle miniere e dei dirigenti e maestranze di esse. Se la Ditta presso la quale ero impiegato, può dichiararsi miniera, allora mi concedono di venire. Papà potrebbe rivolgersi Commissariato fabbricazioni di guerra, che gli può dare gli schiarimenti necessari.(Via Arcivescovado-Torino). Un mio amico del Comando, che lavorava in una azienda di miniere, ha già in atto le pratiche per avere parecchi mesi di licenza rinnovabili. Se vi fa comodo, vi manderò il numero del telescritto del Ministero, ma credo che così basti, perché al Commissariato per le Fabbricazioni di guerra a Torino, sapranno dirvi certamente tutto. Dunque, il Commendator Ainardi1 o l’Ingegnere2 che mi avevano con loro, potrebbero dirvi se mi spetta questo periodo di licenza per lavoro.

Oggi è il primo giorno di primavera, ma non sembra, dato che vi è il cielo coperto dopo le belle giornate passate, e dopo che faceva caldo, mentre oggi sembra tornato l’inverno. L’altro ieri ho ricevuto un vaglia dello zio Peppino3 e della zia Margherita4, per un importo di lire 200,=. Oggi li ringrazio, perché non ho potuto farlo prima, come non ho potuto prima scrivere a voi.

Certo che per me è un bel sollievo, avendo ancora qualche debituccio, che così pago. Ai 31 del mese o prima, vi manderò un vaglia di lire 200,= così riavrete quei due vaglia che mi avete mandato, e che, malgrado siano stati per me un bene, e mi abbiano fatto piacere, perché mi hanno detto del vostro affetto, mi è rincresciuto tenere, sapendo quanto anche voi abbiate bisogno dei soldi.

Mercoledì sera siamo andati dalla famiglia dei musicisti, ed eravamo una decina di amici. Quante belle musiche abbiamo sentito, e che cori ! Vi era anche Beccali5, che con la sua solita allegria, ci ha tenuti di buon umore. Il pacco da mezzo chilo non è ancora arrivato, e lo aspetto sempre con ansia. Quello che doveva mandarmi la amica di Roma, non è pervenuto, ma mi è pervenuta una lettera sua, nella quale mi dice che non ha potuto mandarmi il pacco. Il regalo è un bel libro; lo ha comprato dopo avere chiesto consiglio a molti amici, ma alla posta non accettano pacchi di libri per militari. Ora le dico di mandarmi un pacchetto da mezzo chilo, campione senza valore.

Ieri, per il prezzo di quaranta lire mi davano all’incirca nemmeno mezz’etto di thé, come da vostra richiesta. Ho visto che non conviene, perché a quel prezzo, anche voi lo potreste comprare. Sono in attesa di risposta in merito, al fine di decidere se posso o no comprarlo.

La Aspasia6 ieri mi ha mandato un altro mazzo di fiori a mezzo di un bambino, fiori che ho messo qui sul tavolo, e profumano molto. Che matte le donne greche!

Beccali mi ha raccontato della sua licenza, di quando è venuto a casa da voi, e di tutto insomma, di tutti i bei giorni trascorsi a casa in letizia. Io spero sempre che un giorno verrà un’altra licenza,per potermi godere in tranquillità qualche ora a casa, tra voi, e in allegria. A giorni sarà Pasqua, e noi abbiamo in progetto di fare festa con un agnello. Ma l’agnello non vi è ancora. Speriamo in bene!

Per lo stipendio, non sapete ancora niente ? E’ così, io sono sfortunato sotto tutti i punti di vista ! Quando mi faccio mandare un pacco, che agli altri arriva in sette giorni, a me arriva in due mesi, quando faccio una pratica per un qualcosa, ecco che mi capita di doverla fare andare avanti così lentamente. Mi preoccupo per questo, perché so che papà alla fine del mese non sarà più dall’Ingegnere, e perciò a voi farebbero comodo tutti gli arretrati e ogni mese lo stipendio.

Quando ve lo daranno, farò fare una dichiarazione dalla Ditta, con la quale si dichiara che se fossi ora a casa, avendo compiuto 22 anni, dovrei percepire uno stipendio maggiore di quello che mi daranno. Così si potrà avere un aumento.

Intanto mi raccomando di far quello che ancora potete per ottenerlo.

Io sto bene come al solito: Mangio tanto, e mi basta appena la razione giornaliera che agli altri è sufficiente, data la grande capacità del mio capace stomaco. E voi ? State sempre bene?

Non badate se in questa lettera ho scritto più strafalcioni che cose giuste, ma non so che cosa ho in corpo oggi. Forse il sonno derivante dal mangiare copioso. Abbiate tanti baci cari e saluti dal vostro Dino

P.S. Da Teresina ancora niente.

1 Ex datore di lavoro di Dino

2  Ex datore di lavoro di Dino alla cava di S.Ambrogio di Torino

3 Soprannome di Felice Giuseppe Ferrero, fratello di Luigi, padre di Dino

4 Margherita Marmo, moglie di Felice Giuseppe Ferrero

5 Amico di Dino

6 Donna greca già citata nella lettera del 20/09/1941

12 marzo 1942

P.M.29/P. 12 Marzo 1942- XX°

Carissimi,

Oggi sono contento mentre vi scrivo, perché ho ricevuto ieri il telegramma che mi comunicava del felice arrivo del I° pacco. Mi ha fatto proprio tanto piacere sapere che avrete potuto venire in possesso di ciò che desideravate. E poi buono?

Il I° pacco non avevo avuto modo di assaggiarlo, e quindi non potrei dire…

Ieri pure mi è pervenuto il vaglia di 100 lire, che appena potrò incasserò, ma vi prego di non mandarmene più, perché tiro avanti con quello che percepisco di decade. Vi ringrazio tanto, e in ogni modo serviranno per il thé quelle 100, e per l’olio. Aspetto in questi giorni una latta come quelle mandatevi prima. Spero che arrivi presto. Ne ho poi un’altra quasi pronta per accogliere il prezioso liquido. Certo ci vorrà molto tempo, perché le difficoltà sono aumentate ora per la spedizione.

Ieri sera sono andato per la seconda volta al cinema a vedere il film italiano “Pazza di gioia”, con De SicaMelnatiMaria Denis. Ci siamo divertiti tanto, perché da tanto tempo desideravamo vedere un film italiano, e poi così allegro!

Poi hanno proiettato il giornale L.U.C.E. della Marmarica, nostra passione, e il Duce acclamato a Littoria dalla folla.

Che battimani nel cinema! I greci non sapendo resistere a tanto entusiasmo, pure loro vi partecipavano. Poi ci sono venute le lacrime agli occhi quando si è visto a Bengasi le donne, i vecchi, i bambini, piangere di gioia al ritorno dei nostri.

Qui, tanto per fare passare il tempo, abbiamo formato la squadra calcistica del comando di Reggimento, che parteciperà al campionato di Divisione di prossima attuazione. Ieri ho già giocato, e comincio a sgranchirmi le gambe.

In questi giorni sono vestito a festa perché ho una divisa nuova di fiamma, fatta dal sarto borghese; la giubba è senza cinghia, e fatta come una giubbettina alla gagà. I pantaloni con uno sbuffo! Spero di poter fare presto la fotografia e vedrete che roba!

Come comunicatovi in altre mie precedenti, ho ricevuto il pacco di dicembre. Ora sono in attesa degli altri da mezzo chilo speditimi e di un altro spedito dalla maestra di Roma1, a giorni saranno qui.

Inutile dire che stò bene. E’ sempre così state tranquilli. Anzi non riesco mai a levarmi la fame, che mi è sempre addosso, malgrado mi diano abbastanza abbondantemente da mangiare.

Vi giungano i miei più cari baci, e saluti.

Vostro Dino

1 Molto probabilmente si tratta di una “madrina di guerra”, ossia di una donna che, come molte altre, ha adottato un militare (Dino) come figlioccio. Le madrine scrivevano sovente ai soldati, soprattutto a chi tra di loro non aveva famiglia. A volte, se disponevano di sufficienti mezzi economici, spedivano anche dei pacchi. La loro missione era quella di tenere alto il morale del loro figlioccio, mostrandogli interesse e affetto.

18 febbraio 1942

P.M.29/P. 18.2.42 XX° ore 19,=

Carissimi,

questa sera ho ricevuto le vostre lettere del 12.2 e precedente (senza data). Ho anche ricevuto il modulo per la dichiarazione da firmare da parte del mio Colonnello. Come vedete alla distanza di appena due ore ve lo spedisco già completato come volete, e con la data in bianco.

Ma cosa mi è piaciuto moltissimo è stata la bella fotografia di papà, tanto gradita e chiara. Si vede in essa papà come lo conosco io, col suo sorriso buono, che tanto bene ricordo. Vi ringrazio di questo pensiero, perché quando sono triste guardo le vostre immagini, e mi pare che mi diciate di essere sereno, perché mi siete vicini; e io per non sapervi spiacenti della mia tristezza, sorrido e dimentico che sono lontano da voi, ma vi immagino qui con me. Purtroppo nella giornata non sempre si è lieti, perché le ore sono lunghe, ma nel lavoro si dimenticano le cose che ci pesano sul cuore, e ,almeno momentaneamente, ci si dedica tutti al carteggio, che è voluminoso e fa venire i capelli bianchi se si trascura.

Stasera ero felice perché pensavo che verso il 24 del mese dovrebbero arrivarvi i pacchi, almeno uno. E così speriamo che passino presto questi giorni di attesa della novella della ricezione di essi, per sapere come sono pervenuti a voi, e se tutto era a posto.

Apprendo che il figlio del postino percepisce già lo stipendio civile, e mi rallegro, perché come a lui, lo daranno anche a me. Pensate che all’11 del mese di Marzo saranno poi 6 mesi di arretrati corrispondenti a lire 3600,= (tremilaseicento) circa, che andranno a costituire un margine di sicurezza per voi. Tu cara Mamma, non parlarmi più di mandarmi i soldi per l’olio, perché se me li manderai, non manderò più olio. E dire che ho intenzione di fare ogni tanto una spedizione. Dunque è tuo interesse non mandarmi i soldi. Piuttosto, quando potrai avere tempo disponibile, mandami un pacchetto da mezzo chilo, nel quale includerai una scatoletta di brillantina, che qui costa venti lire, un pezzetto di cioccolata, e il dentifricio, che costa pure sulle venti lire qui.

Mi fai però il favore di dirmi il prezzo di tutto questo, perché non è detto che perché io non voglio farti spendere per l’olio, tu non debba farmi spendere per questo. E poi sono io che lo ho detto, quindi ho ragione. In questi tempi non posso fare molti risparmi da mandare perché vado dal dentista a farmi mettere il dente mancante, ma appena potrò qualcosa manderò.

A proposito di dentista: Oggi mi ha presso le misure, e dopodomani mi metterà il dente. Quello cariato mi ha fatto soffrire, perché sapete i dentisti come frugano con i loro rampini dentro alle ferite, ma ora stò bene.

Se Teresina va a Tirana, male per lei, non per me, perché se dovessi venire in licenza si troverebbe nell’impossibilità di vedermi, e per un altro anno non se ne parlerebbe più. Ma prima di agosto dubito di venire, perché sono sospese presentemente, e perché ho degli amici che sono da tre mesi con la licenza in tasca, ma non possono partire perché non viene il loro turno.

E poi a Tirana non avrà molto da divertirsi. Non capisco i gusti di certuni!! Stanno bene in Italia,a Roma per di più e muoiono dal desiderio di vedere terre che non conoscono. Le avevo già scritto che non le consigliavo quel viaggio, ma tant’è !!!

Intanto non ho più ricevuto.! E credete che se si tratta di cattivo carattere, non sono io ad averlo, perché son fin troppo buono e fesso.

Le fotografie di Silvana non le ho ancora ricevute, ma non dovrebbero tardare. Qui il freddo, che non ricordavamo cosa fosse, ha voluto ritornare oggi con un ventaccio gelido, e delle nuvole poco bene promettenti. Ma non ha piovuto né nevicato. Stasera mi coprirò con le mie cinque coperte, e non temerò né il freddo, né il vento. Tutte le sere prego per voi, affinché siate sempre in buona salute e perché possa rivedervi presto. Non abbiate pensiero sulla mia salute che è sempre ottima, e mangio come un lupo affamato. Vi raccomando di piantare tanti bei tulipani quest’anno!! Mi ricordo dell’anno passato che dicevate erano belli. Eppure pare che sia ieri ! Io ad esempio vado verso i 23 ! Sembra vero?

Le planimetrie fatte da me sono:

1-La nostra casa: 2- L’officina – 3 La casa di (la lettera termina così, senza il finale)

8 novembre 1941

Tripolis 8.11.41

Carissimi,

Quest’oggi ho ricevuto la lettera del 31.10. (aerea).

Ha impiegato così 8 giorni, mentre normalmente ne impiega 3.

La posta ordinaria da 13 giorni non arriva e si attende di giorno in giorno.

Quest’oggi ho pure ricevuto un telegramma da Messina da Teresina.

E’ arrivata il 6 a Roma.

Apprendo con piacere che il vaglia di 350 lire vi è giunto. Ed ora aspetto di sapere quanto hanno dato del viaggio, e se avete ricevuto il foglio compilato.

Ieri me né successa una non troppo bella cosa, che d’altra parte non è causata da mia malavoglia. Verso le 11, mi diede il mio ufficiale, una sfilza di due o tre lettere, che dovevano essere scritte in pochi minuti, e per di più lunghette.

Così ho scritto, e appena finite, me le ha portate via, così non ho potuto nemmeno rileggere.

Il Sig. Colonnello, nel leggere la nostra molta corrispondenza, vide che in una lettera era stata saltata una riga. E così mi hanno dato 5 gg. di camera di punizione semplice1; in tutto una 20 (ventina) di lire in meno alla prossima quindicina. Ma il più che rincresce, e il fatto che non sono mai stato punito, e per una distrazione dovuta ai fogliettini volanti, e alla premura, mi sia accaduto tutto questo.

Spero sempre nella licenza, ma non so se sarà realtà.

Sono contento che sia stata sistemata la faccenda della casa, e bisogna proprio fare la voce grossa per ottenere qualcosa!

Qui i padroni di casa sono come da noi, ma li facciamo rigare sulla lama del coltello. Mi fa ridere quel salumiere che vuole costruire due altre stanze! Proprio che sono più fuori che dentro a Collegno!

Pensate, vi è una circolare, secondo la quale si possono fare venire i famigliari qui, per un periodo di alcune settimane, dietro speciale permesso! Che bella cosa!

Ora per altre quattro sere non uscirò, ma tanto più che al cinema, e che non si capisce!…si và per passare il tempo, è meglio restare qui.

L’inverno finora non esiste. C’è un sole caldo, un cielo celestissimo.

Ho piacere che sia venuto Romitelli2. E come stà?

Saluti alla Dotto3, e voi abbiate tanti baci dal vostro Dino

1 Regolamento di disciplina militare del Regio Esercito del 1929:

606. – Il militare cui viene inflitta la camera di punizione semplice:
– deve rimanere rinchiuso nel locale a ciò destinato, durante la notte e nelle ore in cui gli altri militari godono di libera uscita;
– può, se ritenuto opportuno dal comandante del corpo. essere impiegato, nelle ore anzidette, a disimpegnare servizi di fatica.

2 Amico di Dino

3 Padrona di casa della famiglia di Dino nella sua prima abitazione ad Alpignano.

31 ottobre 1941

P.M.29/P 31.10.41

Carissimo papà,

Rispondo, se pure con due giorni di ritardo, alla tua lettera.

Se sto un pochino in arretrato, e perché scrivo a tutti, ed alle volte non ho molto tempo a disposizione. Ma tu però mi capisci, e attendi con pazienza.

In certi momenti della giornata, mentre sono al lavoro, mi sembra di essere in quell’ufficio, là in cava, ed alzando la testa, mi sembra di doverti vedere come una volta, là all’altro tavolo; ma purtroppo è una triste illusione.

Vorrei poter aiutarti, essere con te, per fare tutto io, affinché tu riposassi, e non sarebbero niente anche le ore notturne per me. Il pirata gamba di legno lo vedi sempre? E le docce panoramiche… all’Hotel del Moncenisio, funzionano tuttora? Credo che con il primo freddo, metterai dei tizzoni accesi, che in fine sono l’equivalente dell’acqua…d’inverno!

Ho appreso che Romitelli1 doveva venire a Torino, e che poi non s’è visto. Si vede che ha ritardato a partire. Ma pure lui verrà ne sono certo.

Non mi hai ancora detto se hai ricevuto la lettera nella quale ti chiedevo se vuoi la macchina accendisigari, di quelle che premendo da un lato, si accendono aprendosi, e lasciando, si chiudono spegnendosi. Mandami a dire, che non costano molto care.

E Mario2, come sta? Ho scritto a lui e alla signora, ma finora niente! E come stà Marisa3?

Salutali tanto, e… la sorella della signora.

E la cava? Andrà avanti a tentoni, ma l’essenziale è che stia in piedi.

Mi raccomando, che appena ti perverrà il documento completato, tu me lo porti dove di ragione, per far sì che ti diano quello che spetta.

Io vorrei comprare qui della stoffa per farmi un abito, ma costa molto.

Appena piglierò quel che rimane da prendere della passata decade, ti manderò a casa una ventina di lire.

Mi dovreste fare il piacere di mandarmi cinque pacchetti di Mentola. Due sono per me, e tre per il nostro interprete, che me li pagherà regolarmente. E grazie caro papà.

Pensa che forse oggi, forse domani, arriverà in aereo a Roma Teresina, e io non posso andarvi! ma a Natale! Ormai mi è stato confermato. Anche se non puoi scrivere molto, non farci caso. Basta la firma per far si che il mio caro papà sia qui presente, come sempre è assieme alla mammina, e alle matrone.

Ti mando tanti cari baci e pensieri. Con affetto Dino

1 Conoscente di Dino

2 Conoscente di Dino

3 Conoscente di Dino