12 marzo 1944

Krieggefangenenpost

An Signor Ferrero Luigi
Empfangsort: Alpignano
Strasse: Via P. Umberto 34
Kreis: ITALIA
Landesteil: Torino

Gebuhrenfreil

Absender:
Vor- una Zuname: Ferrero Dino
Gefangenennummer: 136693
Lager-Bezeichnung: M.-Stammlager XI A = 544/51
Deutschland (Allemagne)

12/3/44 – Miei carissimi, solo oggi mi è dato rispondere alla lettera di mamma in data 12/2 (modello della Croce Rossa) e che è stata la 2° pervenutami. E’ stato certamente un gran motivo di festa per me leggere le belle notizie in essa contenute, prima fra tutte, quella del pagamento del mio stipendio, e relativi arretrati. Non sarà certamente molto, ma è sempre un aiuto. Apprendo pure con gioia che la cara mamma è nuovamente lieta, da quando ha saputo di me. Siate certi che sto bene, con compagni che mi vogliono bene, e che sono sereno solo se vi saprò bene e senza tristezza. Pure io tornerò un giorno fra voi, e vi farò felici. Ieri è ricorso il 4° anniversario della mia lontananza da voi, e ho pensato a voi tutti con più frequenza. Ringrazio la cara mamma per il pacco, che però non è ancora pervenuto. Però ad altri amici sono già arrivati, e il mio non tarderà. Se avete occasione di mandarmene altro, se potete, mettete del “MOM”, delle caramelle, legumi o farine, ossia generi che possono essere cucinati, e, possibilmente, una bottiglina di colonia, perché ho la faccia screpolata quando faccio la barba. Soprattutto, se possibile, tabacco e cartine, e cioccolato in polvere. Non spaventatevi! E’ un elenco ma per farvi sapere ciò che potrebbe occorrermi. Termino, sperando vi giunga per augurarvi la Buona Pasqua. Baci Dino. Giovannitti

28 febbraio 1944

Krieggefangenenpost
An Signor Ferrero Luigi
Empfangsort: Alpignano
Strasse: Via P. Umberto 34
Kreis: ITALIA
Landesteil: Torino
Gebuhrenfreil

Absender:
Vor- una Zuname: Ferrero Dino
Gefangenennummer: 136693
Lager-Bezeichnung: M.-Stammlager (campo principale) XI A = 544/51
Deutschland (Allemagne)

Brandenburgo

28-2-44 = Carissimi. Mi è pervenuta l’altro ieri la vostra lettera che porta il timbro del 12/1.- Come dirvi la mia incontenibile gioia. Sono andato al lavoro contento, e tutta la notte sono stato un sorriso e un canto. E’ stato tanto desiderato da me quel momento, che non mi parve vero quando mi sentii chiamare e mi fù consegnata la lettera. Dopo sette mesi ho riavuto la gioia di rivedere le care grafie di tutti voi, e mi è tornata in cuore tanta felicità, che senza voi era svanita. Mamma mi dice di avere spedito già il giorno prima lettera di risposta. Finora non la ho avuta, ma martedì probabilmente si. Ringrazio mamma per l’interessamento nell’avvisare le mie conoscenze sulla mia salute e indirizzo. Voi, se volete scrivere anche quando non ricevete da me, potete ritirare gli appositi modelli alla C.R.I. o al Comune, o se no scrivere lettera con busta aperta e spedire senza affrancare. Per il pacco che spedirete, se potete trovarne, mandate latte in polvere o condensato, e farine o legumi secchi, che servono per fare ottime zuppe. E pure, se possibile, tabacco. E’ inteso, come già dissi, che non voglio assolutamente che mi mandiate roba, se siete in condizioni non facili in quanto a finanze. Scrivetemi di voi a lungo, e ditemi pure se la Prev. Sociale ha sospeso i pagamenti mensili. Saluti cari a Mary1, Cattani, ed a voi baci a mille, abbracci, al vostro Dino.

1Amica della sorella Wally

13 agosto 1943

13.8.43

Cara Nana1,

ho avuta la tua letterona in risposta alla mia ultima, e ti dico tutto il mio ringraziamento per la tua puntualità nello scrivere. Questa sera solamente rispondo, perché volevo avere le due fotografie che ti allego in copia, per mantenere la promessa fattavi nelle mie precedenti. Piacciono a voi? Il mio amicone che mi tiene abbracciato è Beccali, quello che venne pure a trovarvi l’anno scorso. Lo ricordate?

Questa sera sono di servizio, e non ho potuto andare a vedere il film italiano “Fari nella nebbia”. Lo hai già visto? Domattina dovrei avere il primo pacco speditomi e caso mai a ricezione avvenuta, scriverò una cartolina aerea a mamma.

Merlin2 è già stato da voi?

Stanotte Torino è nuovamente stata bombardata. E voi? Siete tranquilli? Ho letto che durante l’ultima incursione avete fatto un insalatina di pomodori, in barba agli inglesi. Vuol dire che siete calmi, e per me questo è un pensiero tranquillizzante.

Termino, e ti invio baci, pure per tutti gli altri cari di casa.

Tuo Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

agosto 1943 (data imprecisata)

Cara mamma,

rispondo alla tua del 29-7.

Mi è giunta ieri sera, e rispondo solo ora, dato che se anche avessi scritto ieri sera, non sarebbe partita lo stesso fino a domani.

Ti ringrazio per il talloncino della Consociazione Turistica Italiana che mi hai mandato, e che mi servirà a dimostrare a quei signori che sono effettivamente socio vitalizio.

Forse non mi hanno più trovato perché bisognava pagare quelle cento lire che mi dite. Perché non mi avete avvisato? Avrei provveduto io a pagare; oramai che sono socio, non vedo la ragione di dover perdere tutto, dopo aver pagato tanto.

Vuol dire che mi fido di Silvana, cioè che abbia scritto lei, come le avevo chiesto, perché così arriva prima la risposta.

Altra cosa della quale non finirò mai di ringraziarti, è l’abbonamento alla Gazzetta del Popolo, che mi porterà le notizie della mia cara Torino.

Sei accorata perché non ti aspettavi il cambiamento di governo da noi, ma vedo che pure tu sei contenta: Come avrete veduto anche voi, il nuovo, paga con la moneta che gli spetta, tutti coloro che hanno mangiato a sbafo durante questo tempo. Ci voleva questo, e noi siamo entusiasti al pari di voi, di questo.

Papà, che ha sempre brontolato quando si diceva del partito, a quest’ora sarà finalmente contento; contento perché lui non ha mai appartenuto a partiti, e perché era un italiano fedele a Casa Savoia e onesto.

Cambiando, argomento, ti debbo dire che mi è rincresciuto moltissimo che abbiate perso la fotografia in costume da bagno, perché era molto bella. Oggi o domani porterò a stampare altre fotografie fatte in terrazza con amici, e che sono qualcosa di bello.

Ve le manderò appena saranno pronte.

Per la Philips, pazienza, se deve fare quel che non si può, non fa nulla. Ho avuto le fotografie, (quella grande in barca, e le altre quattro piccole). Ti ringrazio tanto.

Io sono sempre in ottima salute, e sto benissimo. L’altro ieri sono andato al mare a fare la solita gita, e ho trascorso una bellissima giornata. Il mare era agitato, ed era tanto bello così. Giorni or sono è partito il vaglia di luglio di lire 916.=mi darai poi comunicazione? Ti penso sempre, come penso tutti voi, e con tutto il mio affetto ti bacio tanto. Tuo Dino

30 luglio 1943

P.M.29, 30-7-43

Caro papà,

rispondo subito alla tua cara del 19 corr., per farti sapere che sto bene, e che mi ha fatto tanto piacere ricevere tue buone nuove.

Apprendo che hai telefonato allo zio Carlo1, e che ti ha detto di chiedermi da chi dipendo direttamente per la licenza. Dispone per i trasporti militari, il Comando dell’11^ armata2P.M.23; però i posti vengono assegnati al Reggimento dalla Divisione; solo qui da noi poi ogni militare che aspetta, viene inviato in licenza, a seconda del turno. Quindi, eccoti accontentato. Credo però che fai bene a credere poco allo zio, visto che finora non ha mai detto nulla di positivo, già fin dal tempo che ero a Condove.

In ogni modo, anche senza il suo aiuto, noi siamo contenti lo stesso, no? Trascorro le mie giornate tra ufficio e qualche passo in piazza la sera, e ti posso assicurare che non mi posso lamentare della mia vita, che sarà monotona, non lo nego, ma che per voi, che siete in pensiero per me, deve dare affidamento che la mia salute è ottima, e che ingrasso a vista d’occhio.

Silvana e Wally sono in licenza, e se la spassano come possono! Avrei voluto essere anch’io con loro durante le loro ferie, ma purtroppo verrò quando le avranno finite. Vuol dire che non mancherà tempo per rimanere assieme.

Mi rincresce immensamente che il giardino sia tutto bruciato dal gran caldo; tutti gli anni, o la grandine, o il calore, rendono nulle le tue fatiche per portarlo ad un livello di produzione, che vi dia tranquillità.

Pazienza! Sia fatta la volontà di Dio!

Prendo nota con piacere che mamma mi ha già preparato gli abiti, e che aspettate solo me per farmi confezionare quello comprato da fare.

Ti raccomando però di non andare in giro in mutande, nell’attesa della scelta, perché è meglio che tu prenda uno dei due tagli, e ti faccia confezionare il vestito. Ti pare? Io sarò contento lo stesso, e caso mai, guardate voi quale dei due si addice ad un ventenne quale io sono !

Nella tua lettera ho trovata la bellissima fotografia fatta nel ’41 a Po in barca, e ti prego di vedere se ve ne fossero altre copie, possibilmente piccole; caso mai facendole ristampare, perché ho molte ammiratrici (non so di cosa) e devo accontentarle tutte, dato che loro hanno accontentato me. Mi basterebbero quattro o cinque copie piccole. Mi farai questo favore? Non ti spaventare per queste mie amichette; sono innocue, e poi mi guarderò bene dal fare il cascamorto. Non sono più il Dino di un tempo. Sono troppo furbo per farmi prendere in giro da chiunque3.

Spero che tu sia contento della mia sollecita risposta; farò sempre il possibile di risponderti immediatamente, perché questo mi fa tanto piacere. Sii certo che ti ricordo sempre e ti voglio tanto bene; per fare questo, non necessita dirlo per iscritto ogni momento: Basta sentirlo nel più profondo del cuore.

Con tanti bacioni cari ti saluta il tuo Dino, e saluta pure mamma e sorelline.

Ciau papalino !

Con affetto Dino

1 Fratello di Luigi, il papà di Dino

2 L’XI Armata si vide affidato l’onere dell’occupazione militare delle regioni greche. Fu un compito gravoso per l’Italia quanto a uomini e risorse impiegate, anche se molto discontinua quanto a opposizione armata incontrata. La Resistenza greca fu molto attiva nelle regioni settentrionali, Epiro e Tessaglia, mentre nel Peloponneso e nelle isole non fu mai particolarmente forte, lasciando alle unità italiane lì stanziate compiti più di polizia che di repressione violenta. A dispetto dell’ostilità dimostrata al momento della resa nell’aprile 1941, con il passare del tempo l’atteggiamento della popolazione greca divenne più benevolo nei confronti degli italiani, il cui comportamento in linea di massima aveva poco a che fare con i metodi di occupazione violenta dei tedeschi. (da Wikipedia, voce “Campagna italiana di Grecia”)

3 I contatti con Teresina si sono del tutto interrotti come risulta dalla lettera del 28 aprile 1943, l’ultima in cui viene citata

24 luglio 1943

P.M.29 li, 24-7-43/XXI

Carissima mammina,

rispondo subito alla tua del 16 c.m., visto che ne ho il tempo.

Stamattina ho accompagnato alla stazione il mio carissimo amico Tarquinio Merlin1, che voi tutti ben conoscete, e col quale ho trascorso dei bei giorni qui. E’ partito, e con lui è partito il mio cuore, perché su quella tradotta lo ho lasciato, per voi. Penso tanto al suo viaggio, e cerco di immaginarmi dove si trova. Certo che da tanto più tempo di me non veniva a casa, e se lo meritava perché è tanto bravo, e si è fatto benvolere dai superiori. Io se non vengo ancora è perché non hanno ritenuto opportuno ancora mandarmi, visto che vi sono altri che hanno precedenza su me, a causa del tempo che mancano da casa.

Merlin ti parlerà di me, e vedrai che ti dirà in maniera da farti parere che io non sia qui, ma con voi tutti. Ti ringrazio tanto per il pacco inviatomi e per quello che dici di avere in spedizione.

Il primo non mi è ancora pervenuto, ma non tarderà, essendo da ben 22 giorni in viaggio. Te ne darò ricevuta appena lo avrò; a mezzo Merlin vi ho mandato il libro regalatomi dalla maestrina di Roma, ora trasferita a Pesaro, Rina Zamagni2; lo avevo detto che ve lo inviavo, ma mai ho avuto occasione di poterlo fare. Mi direte se è bello. Parla tutto della vita giapponese e pare di viverla in esso.

Mi rincresce che il postino sia triste quando vede che ricevete posta da me, perché pensa a Sabino3, che non ha ancora scritto. Povero Fornas4 ! E nasconde questo suo turbamento con un sorriso malato. Ti prego di porgergli tutti i miei saluti, e l’augurio, che è certezza, che il caro Sabino scriverà. Vedrai, che se lo dico io porto buona ventura, e presto avrà sue notizie.

Avevo già appreso che avete comperato i sei pulcini, allo scopo di allevarli e avere così della buona carne. Mi rincresce che uno di essi sia morto. Al pensiero però, permettimi di dirlo, di doverne mangiare qualcuno quando verrò io, mi rincresce, perché mi pare di mangiare una personcina cara che ha vissuto con me a lungo. Chissà perché ho queste idee stupide !

Apprendo che papà deve fare tanta strada a piedi per andare al lavoro, dato che non sempre trova i tram. Io seguo sempre con ansia le notizie del bombardamento di Torino5, e ti pregherei di volermi scrivere, il giorno dopo (voglia Dio che non succeda più) del bombardamento, perché sono in pena. Possa fare affidamento su ciò ?

Avete avuto i vaglia del mese di Giugno, va bene. Ora domani porterò alla posta quello del mese di Luglio, per un importo di novecento e più lire, essendo compreso in esso il premio in denaro in luogo di licenza non fruita durante l’anno 1942-43. Mi darete poi a suo tempo notizia del ricevimento di questo, e spero che vi sia di aiuto nelle difficoltà della vita quotidiana. Come vedete, tutto quello che posso, faccio, perché il mio più grande pensiero è la vostra tranquillità, cara sopra ogni cosa al mondo.

Hai avuto il portafoglio che avevo ordinato e pagato a mezzo vaglia ad una ditta di Bologna ? Spero di si, e caso mai lo includerai nel pacco, perché mi serve. Ti pregherei anche di un favore: Quando ritornò il cugino di Mary dalla licenza, mi portò un paio di occhiali da sole, che poi si sono rotti, e non li ho ancora pagati. Mi ha detto l’importo solo ieri, e ti prego di fare avere le 60.= lire che devo, alla amica di Wally; che poi le farà avere ai famigliari di suo cugino.

Ti ringrazio per la lunga lettera, e con tutto il mio affetto ti bacio e abbraccio, e con te cara mamma, anche papalino e sorelline.

Ciau,

tuo Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Madrina di guerra di Dino

3 Probabilmente un amico alpignanese di Dino

4 Molto probabilmente il postino, padre di Sabino di cui alla nota (3)

5 Il 13 luglio 1943 vi fu il più drammatico bombardamento su Torino in termini di vite umane, con 792 morti. Per dare un’idea il secondo più grave bombardamento si ebbe l’8 dicembre 1942 e causò 212 morti.

1 luglio 1943

1.7.43

Mia cara nana1,

non ti so descrivere il piacere che mi ha procurato la tua lettera pervenutami oggi, tanto più che da diversi giorni ero privo di vostre buone nuove. Ti ringrazio innanzi tutto di avermi scritto così a lungo di quello che fate voi, delle vostre gite, recite, e… della tua mansione di capo famiglia quando mamma era andata a Rubiana. Immagino l’importanza che ti sei data, e la sottomissione della “giga”2. Brava sorellina, vedo che aumentate di grado, e che presto alla Philips, non avendo un incarico elevato come quello che vi spetta, sarebbero costretti a mandarvi a spasso. Vi raccomando perciò di non aumentare troppo di grado.

Stasera sono stato al cinema a vedere il film “Capitan Tempesta”. Un gran bel filmone. Domani si proietterà “La corona di ferro”, e andrò pure a vederlo. Come vedi non mi mancano gli svaghi.

Io pure faccio la cura del sole, sia pure ridotta, dato che a mezzogiorno preferisco stendermi sul mio lettino e schiacciare un pisolino. Ma sono già abbastanza abbronzato.

Dalle righe che ha scritto mamma apprendo che avete avuto il vaglia di £ 320 di maggio. Bene! Vi raccomando quando mi farete il pacco, di includerci quel poco di sigarette richieste, se vi è possibile. E pure affido alla tua bontà il compito di ricordare di inviarmi poi le copie, come già richiesto, delle fotografie inviatevi. Intanto termino con l’inviarti tanti baci cari, e con te a tutti. Affettuosamente. Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Soprannome della sorella Wally

6 giugno 1943

P.M.29, 6 giugno 43

Carissimi,

Oggi è domenica, e quindi vi scrivo, come tutte le domeniche, per tenervi informati della mia probabile partenza. Oggi ancora purtroppo debbo dirvi che non vi è ancora nulla in vista, dato che domani partiranno pochissimi. Aspetterò dunque ancora questa settimana, e domenica prossima potrò ancora dirvi qualcosa di preciso.

Come dettovi nella mia precedente, si tratta di aspettare qualche settimana, e poi verrò, dato che me lo hanno promesso, e so che se dicono una cosa è perché hanno la certezza di mandarmi, e poi non vedo la ragione di non mandarmi. Tutto sta, come dissi, nel vedere se vi sono partenze in settimana. Ieri ho avuto una lettera di mamma, che attendevo, e ne sono stato contento. Vedo da essa che anche voi capite che la mia lunga lontananza è portata da cause di forza maggiore, e che bisogna considerare questo, e che sto compiendo il mio dovere in un luogo lontano e nel quale bisogna che tutti noi siamo vigili e perciò, bisogna che anche voi sappiate questo, e pensandovi, pur soffrendo, siate sicuri che il vostro soldato è con voi, e che se potesse, verrebbe a darvi pace, ma se attende, è perché deve attendere che venga il suo turno, non lontano; tante volte avrei potuto dirvi che ero in procinto di venire a casa, ma sempre mi tenni questo desiderio in cuore, perché sapevo benissimo che avrebbe potuto portarvi a facili illusioni. Ora, se vi dico che verrò presto, è perché ne ho la certezza.

Ho saputo che Mary1 voleva la fotografia mia fatta a Torino in Po, e ho mandato a Wally la negativa, per farla ristampare, così non avrete da privarvi di fotografie mie, e anche io non voglio che ne restiate privi. Domani andrò a fare la solita gita, e cercherò di fare il possibile di immergermi in mare e fare un bel bagno. Passerò certamente una bellissima giornata, dato che il tempo qui è sempre bellissimo, con un sole che spacca le pietre.

Stasera andrò in piazza a sentire la musica, e poi se potrò avere il permesso, anche al cinema. Così passerò bene la serata, e domani ricomincerò la settimana, lietamente. Non state in pensiero per me, perché sto molto bene in salute e non mi manca niente.

Mi mancate solo voi, ma presto non più, e quindi, perché rattristarsi? Ricevete tanti baci cari dal vostro Dino.

1 Amica della sorella Wally

17 aprile 1943

P.M.29 li, 17-4-43

Carissimi,

ho avuto ieri il pacco con la torta, il latte e le caramelle. E’ arrivato, come vedete, con tempo di primato. Sono rimasto molto contento della buonissima torta fatta dalla brava Silvana e del latte e caramelle veramente squisiti.

Non ho parole come ringraziarvi, perché ormai tante volte avete fatto dei simili pacchi, ed ogni volta sono cose sempre più buone che mi inviate, quindi, anche più buone devono essere le mie parole, che purtroppo non arrivano a tanto.

Ieri quindi ho mangiato moltissimo, e mi sono fatto un bel caffélatte con la torta. Che bontà. Era tempo che non la mangiavo, ed anche il latte !

Ho offerto una fetta di essa ai miei amici dell’ufficio e ne sono stati proprio contenti, e mi pregano di ringraziarvi.

Ho saputo che il mio amico cugino di Mary1 dovrebbe essere già ad Atene, dato che sono già arrivati qui quelli partiti verso il sei-sette di questo mese, e lui che è partito il 4 (o almeno credo) non dovrebbe tardare. Lo aspetto con ansia, perché mi deve portare tutta quella buona roba che mi avete inviato, e poi perché mi dirà di come ha passato la licenza, e di come è bella la nostra primavera italiana.

Ieri sera per passare il tempo, sono andato al cinema dove si proiettava una pellicola italiana “senza cielo” con Isa Miranda. E’ un film abbastanza bello, che si svolge in mezzo alla Jungla. In compenso serve oltretutto a fare passare la serata, che altrimenti sarebbe molto lunga.

Nella mia precedente lettera vi avevo detto che se Mary non avesse ricevuto la fotografia mia fatta in terrazza, potevate benissimo dargliela voi, facendo sviluppare le negaè sistemato.

Ho già ricevuto gli auguri di Buona Pasqua, dalla signorina Crotta Olga2. E’ stata abbastanza premurosa, ed io le ho già risposto.

A voi pure ho già inviato gli auguri a mezzo cartolina, e caso mai non li aveste ricevuti, ve li rinnovo, così non andranno perduti.

Termino, perché stamattina ho molto da fare, e perciò vi bacio tanto con affetto.

Vostro Dino

1 Amica della sorella Wally

2 Conoscente di Dino di Alpignano

30 marzo 1943

P.M. 29 li, 30-3-1943

Carissimo papà,

dopo tanto tempo che non lo faccio, voglio scrivere a te solamente, voglio avere un colloquio con te, perché anche tu mi scrivi sovente, ed io, da gran lavoratore, scrivo solamente a tutti voi insieme, e non mai a te solamente. Ogni tanto, però, come stasera, posso farlo, ed allora, molto volentieri mi dedico a questa piacevole bisogna.

Per prima cosa, debbo dirti che mi fa piacere che mangi tante belle insalatine primaverili con l’olio che ti ho mandato io, e che fai scorpacciate di ravanelli e tanti altri ortaggi. Certamente ti farà bene tutto questo, e perciò coraggio !

Ho saputo della tua indisposizione alla mano destra, e mi ha fatto tanto dispiacere questo, ma spero che oramai tutto ti sia passato, per poter lavorare tranquillo, e per non soffrire.

Quel bel tomo che veniva a fare dei danni dove lavori tu, non è poi più venuto ?

A proposito di lavoro: Mi ricordo ogni tanto di mandare i saluti agli amici della cava, o a quelli di S.Ambrogio, e mi rispondono sempre. Mi fa piacere che si ricordano di me, e se verrò presto a casa, andrò a trovarli tutti. Ho in progetto tante belle gite, che poi magari non farò, perché se ne fanno di progetti, quando si deve venire, come feci io quando venni nel ’41, ma poi, tante cose insospettate impediscono di realizzarli. Comunque, vedremo !

In questi giorni sono affacendato moltissimo a causa degli stipendi di fine mese, e dei documenti periodici, ma verso i cinque di aprile tutto si calmerà per due o tre giorni, tanto quanto basta per permettermi di riposare abbastanza, e per scrivervi più sovente. Non sono però mai scontento di questo, perché il mio lavoro lo faccio con bravi compagni, e tutto procede in perfetta armonia, e con la massima speditezza.

Mi ricordo ogni tanto i tempi in cui si facevano gli specchi per il pagamento del cottimo agli operai, o le paghe, e che tu lavoravi alla domenica, per poter terminare il gran lavoro. Come vorrei essere con te per aiutarti, e darti riposo! Alla domenica, anche, perché oramai sono abituato a lavorare anche la festa, sempre, e non mi pare sacrificio. La vita militare insegna molte cose che a casa non si possono apprendere. Insegna anche lo spirito di sapersi sacrificare per un ideale, di essere regolari nel lavoro, come nel riposo, e la vita procede normale, piena di monotonia se vogliamo, ma anche piena di soddisfazioni.

Mi ricordi nella tua lettera precedente, che erano tre anni al dodici marzo che manco da casa. E’ vero; bisogna essere felici di ciò, perché se sono passati tre anni, ne passerà ancora uno o due, ma poi ritornerò a casa, e tu sarai contento. Pensa dovessero ancora passare! Tutto è relativo nella vita, e quello che è passato, ritornerà migliore ancora.

Ogni tanto mi viene un dubbio nella mente: penso che forse quest’anno scade il contratto che avete con il padrone della casa. E’ vero? E poi dove andrete ad abitare? Ditemi qualcosa di preciso, che mi farei piacere.

Mi rincresce che devi coltivare l’orto, e che non sia possibile trovare chi ti aiuta. So che è grande, e che per tenerlo in ordine ci va fatica. Vorrei potere essere io a casa, e lo terrei bene, e verrebbe pieno di ogni grazia di Dio. Se verrò comunque a casa prima dell’inverno, mi fai il favore di dire a mamma, avendo dimenticato di dirglielo nella lettera, che mi ha meravigliato il fatto che le fisarmoniche costino 60 lire, mentre prima costavano dieci. Così avete speso la bellezza di 60 lire per la fisarmonica inviatami? Mi rincresce che vi siate privati di soldi che a voi potevano tornare utili, e devo constatare una volta di più che siete tanto bravi.

La macchinetta che mi hai mandato funziona perfettamente, e mi serve moltissimo, perché qui i fiammiferi costano cari, e poi è molto più comodo accendere dalla macchinetta, che è comoda e piccola.

Non vai più a fare delle scampagnate, o nei boschi su verso Magnetti a cogliere le castagne, o le nocciole, o i funghi alla Perosa1? Desidero tanto andarvi io, e spero che quando verrò, se non avrai altri impedimenti, vi andremo, come quando ero piccolo, e non avevo mai voglia. Però ora ne ho tanto voglia, e ripenso con melanconia a quei giorni quando mi facevi alzare alle quattro, e salivano per il Musinè ad incontrare i raggi del sole nascente. Come vorrei rivedere i bei funghi reali, che raccoglievamo (o compravamo) in quel di Casellette !

E per lo stipendio ? Non si sa ancora niente, o avete già avuto il mandato di riscossione ? Tenetemi informato; mamma nelle due lettere ricevute oggi, non accenna a questo. Penso che probabilmente avrete avuto quanto vi spettava, perché altrimenti mi avrebbe detto che non avete avuto niente, essendo oggi la fine del mese. Spero dunque in bene, e che il ritardo sia causato dal non aver presentato a tempo la dichiarazione del Comando che mi trovo tuttora qui.

Se hai occasione di vedere gli amici di S.Ambrogio, salutameli; e di Romitelli2 non hai saputo più niente ? Saluta anche tanto il Comm. Ainardi3, che ricordo sempre perché era tanto un bravo uomo, e il tuo principale Ing. BERNARDI4 che tanto bene ci ha fatto.

Termino, perché temo che la luce vada via, perché sono già le 22;30.

Ti lascio con l’inviarti tanti bacioni cari, e assicurandoti che sempre ti penso, con tanto affetto, e come te tutti voi, cari, che siete sempre nel mio cuore.

Ciau papalino! Tuo Dino

1 Località di Alpignano che costeggia la ferrovia Torino-Bardonecchia, a cui corrisponde l’attuale via Perosa che inizia dopo il sottopasso pedonale che si trova al termine di via Marconi.

2 Amico di Dino

3 Ex datore di lavoro di Dino

4 Probabilmente un dirigente della ditta Manifattura fratelli Bosio di Sant’Ambrogio dove Luigi, padre di Dino, era stato assunto dopo il licenziamento da parte della ditta Rotunno che gestiva una cava sempre a Sant’Ambrogio