12 aprile1945

ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.

Magdeburgo,12 aprile 1945

Queste ultime ventiquattr’ore resteranno indimenticabili. Abbiamo vissuto ciò che per mesi è stato solo un sogno.

Se e quando arriveranno gli americani non ci sarà altro da fare che uscire fuori dal nostro nascondiglio con le mani alzate in segno di resa, felici di arrenderci a loro,

Ai miei compagni ho raccontato di Claretta, di come soffro nel non poterla vedere e di come probabilmente starà soffrendo anche lei che, prima di lasciarci mi aveva confidato di aspettare un bambino. I miei compagni di prigionia non approvano. Dicono che le donne tedesche non sono affidabili, e sotto il profilo morale sono criticabili. Ma io non ci credo. Per di più conosco bene Claretta, lei certe cose non le farebbe mai.

Circola voce che forse non saranno gli americani a venirci a salvare ma i russi, e che per mandarci a casa prima ci porteranno in Unione Sovietica. Per il momento stanno già rimpatriando i loro prigionieri liberati nei campi di concentramento e sottratti al potere dei nazisti. Solo dopo si occuperanno degli italiani e degli altri prigionieri. Ciò sarebbe dovuto al fatto che il comando tedesco sembrerebbe intenzionato a rifiutare una proposta di resa degli americani.

Speriamo che la gioia per la ritrovata libertà non duri poco, visto che alla fine dei conti agli occhi dei russi continuiamo ad essere visti come gli ex alleati dei nazisti.

Vista la calma relativa la maggior parte dei prigionieri è tornata al campo e, non potendo far altro, si sono ritirati nelle loro baracche in attesa dei liberatori.

Noi invece continuiamo a starcene per conto nostro, non si sa mai…

Dino.

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