11 ottobre 1942

P.M.29 li, 11 Ottobre 1942-XX

Carissimi,

Oggi é domenica, e vi scrivo, perché ho del tempo disponibile, avendo sbrigato il mio lavoro. Per prima cosa devo dirvi che ieri è ritornato Beccali, ma non mi ha portato la roba che dovevate dargli, non essendo passato da voi. Mi è dispiaciuto questo, perché speravo che fosse venuto. Oggi scriverò anche ad un mio amico di Torino in licenza, che spero non dovrebbe fare la fine di Beccali1. Come vi ho già detto in una mia precedente, sono riammessi i pacchi per i militari a decorrere dal sedici del mese corrente. Dunque, fra pochi giorni potrete farmene uno. Come già chiestovi, vi prego se potete mandarmi del dentifricio (almeno tre tubetti), del lucido da scarpe, della brillantina, della crema per il viso, del profumo (come volete, e che non costi troppo caro) che serve per dopo la barba, e anche per la sera quando esco. Insomma fate voi una cosa che vada bene, e non credete che io sia diventato un gagarone2 perché chiedo questa bella roba, ma è solo per avere il necessario, come tutti gli altri, dato che qui, con i prezzi proibitivi che ha la roba, sarebbe impossibile avere tutto ciò che desidero. Ho ricorso alle volte ai miei amici per qualcosa, come loro ricorrono a me per qualche altra, ma non mi piace dover chiedere. E poi, ora che posso, voglio avere un poco di provvista. Dimenticavo: mi occorrerebbe anche un coltellino, e una lampadina tascabile, di quelle rotonde, con qualche pila, che serve per la sera, quando esco e non si vede nulla, correndo il rischio di finire in qualche pozzanghera. Mi fate questo grande piacere? E’ tutto quello che desidero di più, che mi necessita proprio tanto. Spero che questa mia vi giunga prima che abbiate fatto un qualsiasi pacco, così non dovrete farmene un altro.

Da alcuni giorni è rientrato dalla licenza il mio tenente, che è quello che mi ha sempre aiutato per trovare l’olio. Qui attualmente non si trovano lattine, e sono affaccendato, ma inutilmente. E’ un vero problema, che non so come risolvere. Il mio tenente mi ha detto che provvederà a trovarmi l’olio, ma che debbo avere le lattine, perché lui nemmeno ne ha. Se voi ne avete qualcuna, mandatemela, a mezzo pacco postale, che io spero di potere trovarvi quello che necessita. Vi raccomando che siano già pronte, col foro sul coperchio, e che non contengano più di otto chili, otto chili e mezzo, per fare con la cassetta all’incirca dieci chili, come da prescrizione. Attendo dunque anche questo, che se Dio vorrà servirà a voi per farvi avere il necessario per l’inverno. Di novità non ve ne sono, come al solito, e attendo sempre buone nuove in merito allo stipendio.

Hanno già sistemato tutto? Io al solito spero di venire per Natale, e speriamo che ciò possa avvenire. Probabilmente oggi è partito per la licenza, per via aerea, il mio amico Davy di Borgone, che verrà senza dubbio a trovarvi. Vi parlerà di me, perché da pochi giorni ci siamo visti, e se avete qualche cosa da darci o da dirci, non abbiate pensiero, che lui ben volentieri mi accontenta, essendo noi due indivisibili amici.

Qui acclusa vi è la letterina di Lucia3, che ha voluto scrivere a Wally, perché mi aveva chiesto se era fidanzata (chissà poi il perché), e io le ho detto di si. Lei ora fa gli auguri. Se volete risponderle, scrivete la lettera e mettetela nella busta che scriverete a me; non chiudetela (1) perché deve essere censurata, e intanto penso io a dargliela. Come vedete è una persona per bene, e che mi stima molto. Di altro non avrei da dire; con tanto affetto vi saluto e bacio,

Vostro Dino

  1. naturalmente la lettera per Lucia non chiudetela: la busta che contiene la mia e la sua sì. Dino
    Fate anche il favore di guardare che prezzo hanno le armoniche a fiato.

1 Amico di Dino

2 Accrescitivo di gagà, nel senso di elegantone vanesio, dandy

3 Nome della ragazza greca citata finora senza nome e di cui Dino scrive per la prima volta nella lettera del 31 agosto 1942