25 marzo 1943

p.m. 29 LI, 25-3-43

Carissimi,

Oggi non ho ricevuto vostra posta, ma ieri ho avuto una lettera di papà e mamma. Quindi, si può dire, ogni giorno ricevo vostra posta, e tutto, come vedo, va bene, eccetto per lo stipendio della Previdenza sociale, che al 20 del mese, non aveva ancora mandato niente. Spero bene che adesso abbia già pagato quanto vi spetta, altrimenti bisognerebbe agire e senza esitazione, perché in queste cose delicatissime, bisogna non indugiare, visto che col denaro non si scherza mai.

Mi auguro dunque, che tutto si sia sistemato, per la tranquillità vostra e mia, e così mese per mese tutto procederà normalmente. Non può darsi che abbiano qualche altra grana con l’Ing. Rotunno1 ? L’altra volta era per questo, e chissà che anche questa volta….

Quello che mi fa piacere, è il sapere che lo stesso giorno nel quale mamma aveva scritto, era arrivato il pacco mio. Non credevo neppure lontanamente che fosse arrivato così celermente, ed è una vera fortuna per voi, così avete per un poco di tempo l’olio necessario. Mi pare, dalla lettera di mamma, di vedere papà entrare in casa la sera; mi pare di vederlo entrare in cucina, e di vederlo guardare il pacco con gli occhi sorpresi. Caro papà. Se potessi avere possibilità di fare di più per voi, lo farei, ma sono anch’io nelle condizioni di fare quel poco che posso, date le condizioni di mancanza di generi alimentari anche qui. Quello che si può mandare (olio) è frutto di lunghe preparazioni per le lattine, la cassetta, e poi per trovare l’olio dopo avere fatti tanti risparmi. L’importante, come dico, è di sapervi contenti e che non vi manchi l’indispensabile per poter preparare il mangiare alle due care sorelline, che immagino, avranno sempre una fame da lupi. E poi anche per darvi, sia pure lievemente un aiuto dal lato finanziario.

Vi ringrazio per il pacco che mamma mi vuole mandare, e che vi raccomando però non deve pesare eccessivamente sul vostro bilancio famigliare, altrimenti non mandatemelo, preferisco così, sono più contento.

Oggi ho ricevuto una lettera di Mary, l’amica di Wally, e mi ha mandato una sua fotografia, che mi ha fatto tanto piacere. Mi ha anche detto che suo cugino, doveva andare da lei, come ho constatato in fondo alla lettera, dalle due righe aggiunte da lui. Dice pure che se avete qualcosa da dargli, lui ben volentieri me la porterà. L’accendisigari di papà funziona a meraviglia, e quando verrò a casa, lo porterò, che probabilmente gli servirà, e poi è un mio ricordo, e voglio che sia conservato da lui. Io qui posso anche perderlo, non si sa mai.! Domani farò, molto probabilmente, delle fotografie, che vi manderò. Sono intanto contento che mamma abbia ricevuto la fotografia al tavolo di lavoro. Non è un capolavoro di arte fotografica, ma in complesso non c’è proprio male, no? Oggi a mezzogiorno abbiamo suonato il grammofono in terrazza, e abbiamo fatto fra noi, qualche giro di danza, ma innocentemente. E’ stato uno svago breve, perché poi siamo riandati in ufficio. Vi era un sole magnifico, e una giornata più che primaverile. Domani sarà ancora una bella giornata così, molto probabilmente, e andrò a passare qualche quarto d’ora a mezzogiorno, al sole. Prego Wally di scrivere a Mary, perché me lo dice ancora. Birbante d’una Giga2, che si dimentica delle amiche, poi brave come quella ! Vi lascio, perché è tardi, e nel lasciarvi, vi bacio tanto, con affetto. Vostro

Dino

1 Proprietario della cava di Sant’Ambrogio dove lavoravano Dino e suo padre Luigi

2 Soprannome della sorella Wally

24 marzo 1943

P.M.29 li, 24-3-43

Carissimi,

Ieri ho ricevuto ancora una lettera di Silvana e Wally, e ho saputo pure da lettera arrivata ad un mio amico, che il pacco che avevo spedito il giorno 20 febbraio, ossia tre giorni prima del mio, era arrivato a destinazione. Ciò può anche significare che il mio, spedito tre giorni dopo, potrebbe essere già in vostre mani. Sono contento di questo, ed attendo vostre nuove al riguardo.

Per quanto riguarda le lettere di Wally e Silvana, e alle quali non ho ancora potuto rispondere, appena potrò farlo, risponderò. Tutto sta nell’attendere un po’ di tempo. Ho saputo che Wally ha scritto a Mary per vedere se suo cugino mi porterà un pacco. Grazie di questo, e sono quasi certo che così avverrà. Vi prego, se vi fosse possibile trovarne, di mandarmi una spazzola per gli abiti, ed una per le scarpe, non roba di lusso, mi raccomando, ma che serva al compito assegnato.

Mi fa piacere sapere che la nonna sta bene, e che si trova in un bel posto in montagna. Finalmente potrà essere tranquilla.

Io vorrei potere venire presto a casa a vedervi, ma come ben sapete devo aspettare il mio turno di licenza, ed allora tutti i miei desideri devo tenerli in cuore, e sperare in bene.

Sempre penso a voi, siatene certi, ed anche quando non posso scrivere sovente, e altre occupazioni mi allontanano da questo mio dovere, il mio pensiero affettuoso vi è sempre vicino, e tutto il mio infinito affetto. Voglio che siate sempre tranquilli riguardo al mio stato attuale. Sono in mezzo a camerati, in luogo tranquillo, e la vita passa normalmente non senza qualche svago e lieta festicciola fatta tra noi. Ieri sera sono per esempio andato al cinema a vedere il film ‘La gerla di papà Martin’, e posso dirvi sinceramente che ho passato due ore di felicità.

Certe sere ci riuniamo tutti qui, e con un grammofono che possiede un mio compagno, suoniamo tante belle canzoni dell’Italia cara, e pare di non essere tanto lontani da voi. Una sera sono andato a sentire la radio in caserma, ‘l’ora del soldato’1 e ho sentito tante belle canzoni. Era molto tempo, a dire il vero, che non sentivo la radio, data la mia lontananza da dove si trova, ma ogni tanto ne sento la mancanza, ed allora la vado a sentire. Pensavo quella sera, che voi foste pure a sentire la stessa musica, e ciò mi pareva tanto bello.

Silvana dice che vuole piantare le dalie nel nostro giardino, e voglio un po’ vedere cosa uscirà fuori. Intanto, quando avrete qualche fotografia fatta nel giardino, e che si vede questo, mi farete tanto contento se me la invierete; è tempo che non ho vostre fotografie ! Alla prima occasione che le farete, me le manderete, vero ?

Lo stipendio ve lo hanno già pagato, per il mese di febbraio? Mamma aveva detto che al dieci non avevano ancora mandato l’ordine di riscuotere.

Vi bacio con tanto affetto, e vi invio anche tanti saluti cari.

Vostro, Dino

1 Programma radiofonico di cui in rete non si trovano informazioni precise

11 marzo 1943

P.M.29 li, 11-3-43

Cara mamma,

ho ricevuto in questo momento la tua lettera di domenica 4 corr., nella quale mi dici di avermi spedito una cartolina da Torino, nella quale mi davi comunicazione della compera dell’impermeabile per me. Mi ha fatto tanto felice questa notizia, perché lo desideravo proprio, e non so come ringraziarti, e con te papà, che certamente è stato uno dei principali artefici, con te, della compera.

Grazie infinite dunque; il solo pensiero che mi preoccupa è il pensare che forse avreste dovuto fare dei sacrifici per me, per comprarmelo, e vi sarete privati di qualcosa voi. Non vorrei assolutamente che fosse così, perché vi voglio sapere sempre con tutto ciò che vi necessita. Non desidero altro che venire presto, e provare l’impermeabile, che certamente sarà bello, perché la mia mamma ha molto gusto, e poi conosce molto bene il suo rampollo per saper cosa scegliere. Sono contento altresì di sapere che questo mese vi pagheranno gli stipendi del mese passato e del mese prima, che era stato in arretrato a causa del mancato invio del certificato. Per la prossima volta provvederò a mandarlo con almeno venti giorni di anticipo, così non avrete ad attendere molto per percepire i soldi.

Mi rincresce quanto mi dici nella lettera, perché vorrei saperti tranquilla, ma abbi pazienza, che tutto passa, e anche le cose che sembrano insolubili troveranno una soluzione.

A questo mondo bisogna avere della filosofia, e solo considerando le cose dal loro lato più tranquillante, si può vederle meno tristi. Con ciò non voglio dire che sia da prendere alla leggera quanto dico, ma voglio saperti lieta come un tempo, e con te, pure papà. Se verrò a casa, voglio farvi felici, per far sì che abbiate a togliere dagli occhi la nuvola di tristezza che purtroppo oggi vi tormenta. Certo che io non vedo di buon occhio la seccante continua presenza, che tu dici, perché amo la mia casa e la sua tranquillità.

Spero però che tutto si sistemerà presto, per il bene mio e vostro.

Oggi è domenica, e andrò a vedere il film “Mamma” che vidi già ieri sera. E’ in versione tedesca, ma lo rivedo volentieri, perché ho assistito alla sua rappresentazione nel ’41 quando venni l’ultima volta a casa, e poi mi sembra di rivederti, perché quando assistevo alla sua proiezione a Rivoli, pensavo a te, cara mamma, che tanto bene ci vuoi, e che faresti tutto per saperci felici. Ma io pure farei qualunque cosa per te e per voi tutti, e lo sai pure. Termino, con il ringraziarti ancora una volta per l’impermeabile, e se non sono curioso, quanto costa?

Baci cari e affettuosità a tutti.

Tuo Dino

10 marzo 1943

10.3.43

Carissimi,

ieri sera, al mio rientro dalla gita per prelevamento fondi ho avuto il piacere di ricevere un pacco vostro e una lettera di Silvana.

Nel pacco ho trovato la fisarmonica, dentifricio, cacao, la macchinetta accendi sigari, il lucido, le squisite caramelle, i peperoni in scatola, il cioccolato.

Credevo che ci fosse il portasigarette: non lo avete messo? Ditemi questo per rassicurarmi, perché avevate detto che lo mandavate.

Sono in faccende per prepararvi la cassetta con l’altra lattina, e forse domani la ho completata.

Vi ringrazio tanto, infinitamente, per tutto ciò che mi avete mandato, e vorrei mi faceste il favore di togliermi una curiosità: sulla scatola della fisarmonica vi è scritto 60. Costa effettivamente quel prezzo? Mi sono meravigliato perché nel ’39 la avevo pagata precisa 10 lire. Stamattina mi sono permesso il lusso di offrire una (dicesi una) caramella ad una simpatica persona che abita qui di fronte. Tanto perché anche i miei amici che hanno pure ricevuto il pacco, lo hanno fatto, ed io non voglio essere da meno.

Mi fa ridere nana1 nella sua lettera, che mi dice di chiedere la licenza, così me la danno. A quest’ora ho già fatto diventare tutti storditi con le mie lagnanze qui, ma non mi hanno ancora mandato perché esigenze di carattere superiore lo hanno vietato finora, e prima fra tutte quella che devo attendere la fine del turno. Abbiate quindi pazienza, perché io verrei tutti i giorni a casa, ma, come vi potrà dire il cugino di Mary, non è dato da mia …

1 Soprannome della sorella Silvana

8 marzo 1943

8.3.43

Carissimi,

Vi scrivo solo stamattina, perché ieri sera, domenica, avevo in ufficio gli amici, ed allora non ho potuto. Ieri è stata una giornata freddissima, e da due giorni piove. Oggi non piove più, ma è tutto nuvoloso. Domani andrò a fare la gita mensile per prelevare i fondi, e spero che ci sia il sole.

Da alcuni giorni non ho vostre nuove, e spero che domani, giorno dell’arrivo dell’aerea vi sia qualcosa, così domani sera rientrando dal lungo viaggio, mi rallegro.

Ieri ho ricevuto una lettera dello zio Peppino1, sulla quale mi dice pure che voi state bene. E’ tutto per me, e sono contento di questo, perché è l’essenziale.

Ho qui la lattina piccola piena d’olio ed una bottiglia da un litro assieme. Oggi, se trovo il tempo , cercherò di procurarmi una lattina che, debitamente saldata, conterrà l’olio della bottiglia, e poi spedirò il tutto. Siete contenti?

L’ultimo pacco portava la data del 23 febbraio, ed a quest’ora è in viaggio verso voi.

Naturalmente dovrete attendere ancora un pò, ma vi giungerà. Mi preme che venga a voi, perché contiene anche del sapone che per voi è pure prezioso. Così potrete, con questi due invii, fare le insalatine primaverili di cicoria e sarset2 che a me piacciono pure tanto.

Il vostro pacco dovrebbe essere quasi qui, ed intanto vi mando il modulo per marzo. Se non avete niente da mandare, non importa, manderete il mese prossimo con l’altro modulo.

Vi bacio con affetto. Vostro

Dino

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi (padre di Dino)

2 Nome piemontese con cui viene indicata la pianta da insalata Valerianella locusta

27 febbraio 1943

P.M.29 li, 27-2-43 XXI

Carissimi,

Questa sera, come promessovi ieri, vi mando la fotografia (molto originale), nella quale rido finalmente con la bocca spalancata, ma in una maniera non molto bella; ero però in un momento di vera allegria, e ridevo naturalmente a più non posso. Come vedrete, non sono dimagrito come mi avevate trovato nella ultima fotografia che vi ho inviato, bensì ingrassato, e fin troppo, come non vorrei essere. Ma però verrà l’estate ed allora tornerò normale. Anzi, si può dire che qui sia già primavera molto inoltrata, dato che di giorno, se si va al sole, con la sola giacca ci si sente già col fiato grosso. E poi sono moltissimi giorni che fa bel tempo, e non smette. Domani è domenica, e sarà naturalmente una giornata bellissima, come tutte le altre, e noi andremo a mezzogiorno al parco di S.Giorgio distante una mezz’ora di strada da qui, per respirare l’aria pura dei campi, e per vivere nella pace di un bosco di pini. Il parco di S.Giorgio è formato di pini alti, con tanti rami, che formano un bosco come i nostri di castagni. Al centro del grande parco, vi è uno spiazzo dove si trova un caffè e panchine per sedersi. Io tutte le domeniche mi reco là e resto a contemplare la bellezza della campagna. In mezzo al bosco, in piena libertà, vi sono dei pavoni magnifici, che vengono a guardarci con occhi supplichevoli, come per domandare da mangiare. Nelle gabbie poi vi sono tanti bei pappagalli e fagiani, e canarini. Verso le 14,30 arrivano anche le famiglie complete degli abitanti del paese, ed allora è un continuo passare di gente. Vengono anche tante belle signorine (despinis) e, in conclusione della gita, proprio allora, mi tocca ritornare in ufficio, che alle tre comincio il lavoro. Non mi rammarico per questo, perché fin troppo belle sono le due ore passate in quella pace, e se mai, la sera vado al cinema, dove ci troviamo tutti, amici e camerati, e si vede un po’ di mondo di qui, e si ride della maniera di parlare di questa gente, e del modo magari di vestirsi delle donne. Un particolare che non ci è sfuggito, e che d’altra parte non poteva sfuggire, è che le donne di qui non portano mai cappello in testa, nemmeno d’inverno. Sono eleganti, hanno tante maniere per vestirsi bene, anche nelle contingenze attuali, ma se dovessi vederne una con il cappello in testa, giurerei che è matta. E’ così che va la vita qui, e potrete constatare anche voi che non è poi brutta.

In questi giorni vi è l’inconveniente di ogni fine mese, con gli stipendi, e tanti altri lavoretti che portano via la giornata senza che ce ne accorgiamo. Ma è meglio così, e si arriva alla sera che pare un momento.

Ho in arrivo un bidone di cinque litri e forse più di olio, che un mio amico di un reparto lontano mi ha inviato, considerando che io lo aiuto quando ha bisogno. Lui aveva questo olio, ma non poteva prenderlo, ma ora che il suo Comandante ha saputo che doveva regalarlo a me, glielo ha dato, e lui me lo invia. Dunque, se tutto va bene, senza che ve lo siate aspettato, arriverà ancora olio. Vi raccomando di tenerlo caro, perché non sempre potrò mandarvelo, e chissà fino a quando non potrò più. Ora devo interessarmi per trovare la lattina, problema più grande dell’olio.

Termino con l’inviarvi molti bacioni carissimi, e salutandovi caramente.

Vostro Dino

23 febbraio 1943

p.m.29 li, 23-2-43 XXI

Carissimi,

Con grande mio piacere, posso annunciarvi stasera, che il pacco con l’olio è andato stamattina alla posta, e che domani mattina, nelle prime ore, partirà per il luogo d’imbarco. Erano già dei giorni che lottavo per avere e la cassetta, e per preparare tutto il necessario alla spedizione.

Così stamattina, dopo tanto pensare come sistemare la faccenda, ho potuto essere finalmente felice: Ho spedito tutto.! Come vi ho già annunciato in precedenza, solo la lattina grande ho finora potuto riempire, e poi avrebbe passato il peso di 10 Kg. consentito, assieme alla piccola, che tengo qui, e che spero presto, quando avrò del denaro bastevole, di poter riempire. Nella cassetta spedita oggi, vi sono quattro chili e mezzo all’incirca di olio, e quattro pezzi e mezzo di sapone grande da bucato, per il peso di circa due chili e mezzo. Il tutto imballato pesava alla Posta Militare, 9,600. Spero che presto arriverà a destinazione, e così avrete il modo di poter fare le insalatine primaverili, e per Pasqua potrete avere il mezzo di fare qualche mangiatina a base di vivande cucinate ad olio. No?

Una cosa mi addolora ed è il regalo che avevo promesso a Silvana e Wally nella mia precedente lettera, e che consisteva, se avessi avuto margine nella mia decade che dovevo mandare a casa, nell’inviare qualche soldo anche a loro, per farle contente. Ma purtroppo non ne ho avuto, e voi ben sapete che non posso mandare più che i 5/6 di ciò che percepisco. Abbiano pazienza anche loro, che non è colpa mia questo. Mamma ti ricordi di Pautasso1 che era venuto a trovarti mandato da me? Non lo hai più visto? Ti ricordi di lui? Lo spero, perché è un bravo ragazzo, e poi mi ha fatto un grande favore a venirvi a trovare. Se venisse dategli pure qualunque cosa per me, che certamente la porterà. A mamma raccomando caldamente di ricordare quello che mi occorre, e che non sto ad elencare, ma che credo ricorderà, avendogli detto certamente il mio amico. Fra tutto la fisarmonica a fiato. Anzi spero che sarà stata inclusa nel pacco speditomi verso il 15 del mese. Vi ringrazio tanto di questo, e mi avete fatto proprio contento. Sto sempre ottimamente bene, e così spero di voi. State dunque in attesa del pacco, e del vaglia della mia decade, di lire 320.=

Vi bacio con tanto affetto, e vi prego di salutarmi tanto la cara nonna.

Vostro Dino

1 Amico di Dino

3 febbraio 1943

P.M.29 LI, 3-2-43 XXI°

Carissimi,

Ieri ho ricevuto la vostra lettera (anzi le vostre) di Silvana, Mamma e Wally. Erano giorni che le aspettavo ed allora potrete immaginare con che gioia le ho lette. Mi ha fatto tanto piacere il leggere tutto ciò che riguarda voi, seppure ciò che riguarda gli zii non mi abbia reso molto contento, perché vi danno dei dispiaceri, e vorrei che tutto andasse bene, mentre invece, così non è. Sono contento però che voi mi diciate tutta la verità in merito, al fine di tenermi informato. Vorrei sapere se dovrete pagare il loro affitto. E’ una semplice pretesa quella di volersi fare pagare l’affitto da voi perché sono sfollati. Prima di tutto non possono pretendere questo, che nessuna legge impone, e poi voi, se loro stanno male, siete due volte più in cattive condizioni di loro, di fronte al mondo, perché voi oltre che ad essere i componenti di una famiglia numerosa, avete un figlio alle armi, in zona di operazioni, e potrete sempre accampare dei diritti di fronte a chiunque. Mi rincresce per la povera nonna, che avrei voluto trovare fra noi in licenza, ma se così è meglio, così sia. Spero che nel luogo dove andrà a riposare si troverà più tranquilla, e che ogni dispiacere sia da lei dimenticato negli ultimi suoi giorni, che dovranno essere tranquilli. E poi riguardo alla scrittura che le hanno fatto fare gli zii, riguardo a ciò che possiede, è proprio un gesto da pirati, e tutto andrà male per loro, perché anche voi sapete che…. la farina del diavolo va in crusca….

Quando verrò in licenza, andrò a trovarla dove si trova, rassicuratela, e così la farò contenta. Intanto vi prego di darmi il suo indirizzo, e le scriverò, povera nonnetta !

Mi ricordo ancora quando andavo a trovarli, lei e il nonno, ed ero un ragazzo ancora, e in tutto segreto, come un tesoro, mi regalava cinque lire, frutto di chissà quali sacrifici. E per questo, e per tutto ciò che mi hanno fatto di bene, voglio che sia tranquilla, e che abbia a vivere quietamente i suoi giorni terreni.

Altra cosa che mi ha fatto tanto male, e che è stato il coronamento di tutti i giorni passati nella costernazione, è stato quanto riguardava ciò che mamma ha pensato della presa di Tripoli da parte del nemico. Anch’io ho appreso la notizia con tristezza, ma mi ero fatto sempre forza, perché so che le nostre armi ritorneranno la, e che sarà nostra, per sempre, perché anche il Duce ieri lo ha detto. Ma, che volete, anche il calice dell’amarezza, quando è colmo trabocca, e così mi è accaduto. Mi è parso, al leggere la lettera di mamma, di ritornare alla mia lontana infanzia, quando eravamo tutti là, e pur tra momenti poco lieti, si era felici, felici della nostra vita semplice, o felici fra persone amiche. Ora tutti quei luoghi, che pure ci sembrano tanto lontani nel tempo, ritornano alla mente, e ritorna alla mente pure tutto il nostro passato. Mi pare impossibile che i luoghi tanto cari a me e a noi tutti, e ad ogni italiano che sia tale, debbano essere, sia pure per breve tempo, del nemico. Dai campi della Bu Meliana, al cimitero di Suk el Giumaa, certamente la terra freme di impazienza, freme di ansia nell’attesa dei fratelli migliori che debbono andare a issare il tricolore sulla terra che vide il sacrificio di tanti uomini. Mi dispiace immensamente questo, e le parole di mamma mi hanno dato tanta malinconia, che dura a passarmi, e mi hanno dato anche delle lacrime, che erano già da molti giorni sugli occhi.

Di Teresina, non so più niente, e non mi ha scritto più. Non so il suo indirizzo nuovo, e perciò gli auguri di buon Natale che avevo mandato a Rieti, mi sono ritornati indietro. Caso mai aveste il suo nuovo indirizzo, ditemelo, che non si sa mai, in caso di venuta in Italia, non dovessi avvertirla, anche per vedere cosa deciderebbe.!!!

Ieri sera sono andato a vedere il film italiano “I due misantropi” che mi è piaciuto moltissimo. Al cinema dei giardinetti invece si proietta il film “I miserabili” che avevo già visto a Tripoli anni addietro. E’ un film parlato in francese, ma molto lungo (due sere) e poi è noioso, anche perché non mi piace vedere nient’altro che gente che tosse e tubercolotici. Domani sera andrò a vedere Vallace Beery in un film di Cow Boys, e credo mi piacerà più che quel film. Ultimamente hanno fatto “Honolulu”, un film americano con Gary Cooper. Ma debbo dirvelo in confidenza, preferisco i nostri film; che hanno più brio, e sono più ben studiati. Gli stessi greci dicono che non hanno visto finora film belli e così perfetti come i nostri.

Finora non mi avete ancora detto se avete ricevuto il vaglia delle 200.=(duecento) lire pari a tante mandatemi dallo zio Peppino1 e che vi ho girato, e spero che ne saprò presto qualcosa. Poi vorrei sapere quando dovrei mandare la dichiarazione trimestrale per lo stipendio civile. Questo anche perché non si sa mai, se dovessi venire per Aprile in licenza, e non avessi avuto il tempo di farlo perché non mi avete detto niente. Perciò, alla prima lettera che mi manderete, ditemi con precisione per quando devo mandarvelo, e con che data. Se non vedete Pautasso2, o non avete occasione di trovare altri a casa, non preoccupatevi, perché vuol dire che verrà qualcuno, e tenete li la roba, e so perché vi do questo consiglio. Vuol dire che la fisarmonica a fiato e tutto il resto, le prenderà un alpignanese che dovrebbe venire presto, e che vi manderò. Va bene?

Intanto ringrazio Silvana e Wally per le letterine, e prometto che se domani avrò del tempo disponibile, scriverò anch’io, e così le farò contente. A Wally debbo dire che Mary3 mi ha scritto e ha ricevuto ieri, e mi dice che le ha già scritto due volte, ma senza risultato. Dice: Forse Wally ha un’altra amica, e perciò vi prego di sollecitare un suo scritto. Spero che la Giga4 vorrà accontentarla, e così farà fare bella figura a me, che figuro come il principale artefice della risposta sua.

Della lattina dell’olio, che ho mandato a riempire giorni addietro, non ho ancora avuto risposta. Sono però in attesa di tutto, e credo che non dovrebbe tardare. Abbiate pazienza, e vedrete che se avete aspettato un poco di più, avrete anche dell’olio migliore.

Al pacco, se vi sarà spazio, vi accluderò due pezzi di sapone che ho risparmiato io, in due mesi o tre di economie, e che è molto buono. Intanto, come dettovi, abbiate pazienza.

Ringraziate tutti coloro che mi ricordano, e particolarmente il Cav. Gagliardi5. Dalla Signora Dotto6 ho ricevuto, una cartolina, e io però le avevo scritto gli auguri prima. E così dagli altri. Si vede che si ricordano di me, ma bisogna dare il pungolo dell’iniziativa mia, altrimenti…..

Qui il tempo è ancora al bello, e fa caldo di giorno, tanto che non resisto in ufficio, con la stufa accesa, e sono obbligato ad andare a fare una passeggiata ogni mezzogiorno, tanto più che vi è sempre un sole meraviglioso, e sembra di primavera. Anzi si potrebbe dire di essere di primavera, se nonché bisogna andare cauti in questo. Quest’anno, sembra che l’inverno non si faccia vivo, eccetto qualche spruzzatina di neve, che è venuta solo per ricordare che esiste anche lei. E’ meglio così, anche perché l’inverno è sofferenza per la gente povera, e un impedimento alle giornate di vita all’aperto.

Di altro non avrei da dirvi, se non che sto sempre ottimamente bene, e ingrasso continuamente. Mi rincresce questo, e tutti mi dicono che sono uno sbafone. Che ci posso fare se mangio le razioni come tutti gli altri, e ingrasso per il troppo stare a questo tavolino. Vuol dire che quando sarò a casa, con un po’ di giorni di vita all’aria aperta, e qualche scorrazzata in bicicletta, tutto andrà via. Vi penso sempre, e sono contento che quest’anno nemmeno la solita tosse a papà non sia venuta. E’ segno che con l’andar del tempo ci abituiamo a tutto, e si sopporta meglio il male. Abbiate tanti baci cari, e abbracci dal vostro.

Dino

7 Sono da Fausta e poi al Dopolavoro a prendere Wally. Ho speso 107.50 £ 43 al netto
2 p. pantaloni
2 sottovesti
1 ventaglio
9 copribusti
1 golfo blu
13 p. calze
1 reggiseno
2 p. mutandine nero e carne

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi

2 Amico di Dino

3 Amica di Wally e Dino

4  Soprannome della sorella Wally

5 Segretario del fascio di Alpignano

6 Amica di famiglia

7 Appunti a mano sul retro della lettera (probabilmente della mamma di Dino).

28 gennaio 1943

P.N.29 li, 28-1-43

Carissimi,

questa sera sono di servizio, e vi scrivo, per rispondere anche alle vostre due ultime lettere ricevute. Per prima cosa debbo dire che le lettere dove mi si dava ricevuta dei vaglia, le ho ricevute tutte, ma ripetevo la domanda, non ricordandomi bene. ora sono tranquillo. Poi ho letto del trattamento riservato alla nonna dagli zii, e mi ha fatto molto male questo, perché sembrava che avessero cominciato ad agire meglio nei riguardi dei parenti. Si vede che pensano sempre male delle azioni che fanno gli altri, se hanno pensato che mamma potesse interessarsi della nonna, al solo scopo di carpire loro le poche sostanze che possiede. Siamo poveri come tanti oggi, ma abbiamo tanta ricchezza morale da farne a meno dei quattro soldi di una povera vecchia. Io non so proprio capacitarmi come si possa pensare cosi.

Ho ricevuto anche la cartolina di Pinuccia1 da Castello di Annone, che mamma aveva unito nella lettera. Povera Pinuccia! Crede che io sia in licenza, mentre sono ancora qui. E’ sempre stata tanto brava con me, e se venissi a casa, andrei di certo a trovarla. Ti ricordi mamma, quando abitavamo in borgo S. Paolo, e mi dicevi, quando uscivo, che andavo a trovare la sartina? Andavo semplicemente a Trovare Pinuccia. Ma ora i tempi sono cambiati e ognuno ha cambiato anche idea. Ciò non toglie che mi scriva sempre e abbia tanto affetto per me. Vi ringrazio per intanto di avermi mandato la lettera, perché mi erano ritornati gli auguri di buon anno fattile, e credevo che fosse accaduto qualcosa.

Giovannitti2 vi saluta tutti, così Lucia3, che ho visto dopo ben quattro mesi. La vita qui prosegue come al solito fra ufficio e letto, ma non posso dire di stare male. Anzi ogni tanto vi è qualche film italiano. Ultimamente hanno dato Villa da vendere, e mi è piaciuto moltissimo, era interpretato da Vera Carmi e Amedeo Nazzari. Giorni addietro avrei dovuto andare ad Atene per servizio, e lo speravo proprio, perché su venti cinema almeno sedici proiettano film italiani, ma alla fine è andato un altro al mio posto, e ho dovuto rinunciare. Stasera in ufficio vi è una luce fortissima, perché ho comprato una lampadina da cento candele, e così si può lavorare meglio. Fa un bel caldo, e la notte, lasciato il letto nell’altra stanza, dormo di fianco alla stufa, e fino la mattina sto bene. La notte scorsa è venuta la seconda nevicata, e tutto si è gelato istantaneamente. Avreste dovuto vedere nella piazza qui davanti che slittate la mattina! Più di una persona è andata a terra.

Giorni addietro ho avuto anch’io la notizia della caduta di Tripoli, che dopo tanto combattere, ha dovuto essere evacuata! Mi ha fatto impressione, perché mi pare che siano andati in casa mia i nemici. Dopo tanti anni di vita laggiù! Ma ritorneremo, siatene certi, e allora sarà più bello, la ameremo di più la nostra cara città lontana, allora impareremo che attraverso la sofferenza, si apprezza maggiormente ciò che ci è negato. Voglio che siate sempre bene, perché così sono felice.

Oggi doveva arrivare la latta piena di olio, e non appena la avrò, mi farò premura di mandarvela. E’ questione di giorni. Intanto aspetto la conferma del vaglia di lire 200 speditovi ultimamente. Domani la posta militare spedirà l’ultimo di 320 lire, della decade di Gennaio. Vi ho spedito già anche il modello per il pacco che mi spedirete in Febbraio.

Sto sempre ottimamente bene, e vi penso con tanto affetto.

Ricevete tanti bacioni cari, a mille.

Vostro Dino

1 Amica di famiglia, probabilmente di età avanzata e di idee non propriamente fasciste, da quanto è possibile desumere dal contenuto della lettera.

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra.

3 Ragazza di Tripolis.

18 gennaio 1943

P.M.29 li, 18-1-43

Carissimi,

Stamattina appena alzato vi scrivo, per averne il tempo; prima di cominciare le operazioni della giornata che nei prossimi due o tre giorni saranno molte e noiose, dovendosi fare le distinte dei vaglia e gli stipendi ufficiali, nonché i premi di licenza agli stessi.

Vi scrivo stamattina per farvi sapere che giorni addietro vi ho mandato un vaglia di lire duecento pari a tante inviatemi dallo zio Peppino1 per il Natale. Mi farete piacere se mi darete ricevuta delle stesse. Verso la fine del mese vi spedirò il vaglia delle mie competenze del mese di Gennaio, che ammonterà a trecento lire o giù di li, come le altre volte.

Allegato a questa lettera mando il modello per l’invio del pacco, e lo ho fatto valevole per il mese di Febbraio, così avrete il tempo per confezionarlo e con tutta calma. Vi ho mandato il modulo, perché mi avevate detto che lo aspettavate per mandarmi della roba, e probabilmente lo attendete. Per le prossime volte, quando avrete da mandarmi qualcosa, ditemelo, che io vi manderò per il mese che vi occorre, il modulo. Vi prego però di non dovere fare dei sacrifici per mandarmi il pacco, perché so che non si trova in commercio molto, e quindi, anche voi non avrete delle risorse molto vaste. Nel prossimo pacco, se volete potete mettere anche la fisarmonica se la avete trovata, e in caso contrario la farò comprare a Milano da un mio amico che è partito l’altro ieri, e gli farò poi il vaglia a casa.

Ho ricevuto tutti e due i pacchi vostri ultimi, e anche quello con le lattine. Vi manderò l’olio a giorni, perché ora una lattina, la più grande, è partita per essere empita. Non è una cosa facile trovare l’olio, e per trovarlo bisogna fare dei cambi. Questa volta ho dato la mia macchinetta accendisigari ad un mio compagno, che in cambio mi ha procurato l’olio, ma solo nella lattina grande. Per la piccola, ve la manderò non appena prenderò l’assegno integrativo di operazione che è formato da soldi che si possono spendere solo qui, e comprerò il chilo o due di olio che manca. Intanto sono in cerca di una cassa di legno per fare la cassetta per la spedizione, ma finora nulla. La troverò certamente nei prossimi giorni. E poi devo aspettare il turno per la spedizione, perché non si possono spedire a piacimento pacchi, ma quando è venuto il turno. Ma il più è fatto, e spero che presto possiate avere quanto vi necessita. Spero di potere aggiungere anche un poco di sapone, che vi potrà servire molto, e che ho racimolato durante molti mesi dalla mia spettanza. Se volete, potete dare pure il pacco al mio amico Bosio che è in licenza. Ma non mi pare di averlo mai sentito nominare al mio reggimento. E’ proprio del 59° Artiglieria? Se si dategli pure tutto quello che volete, e se avrà bisogno di me quando sarà qui, in tutto quello che avrà di necessità, lo cercherò di aiutare. Vi penso sempre in ottima salute, e vi bacio tanto.

Vostro Dino

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi.