6 luglio 1943 – 1

6.7.43

Cara mamma,

dalle tue righe pervenutemi oggi, ho appreso che stai bene, e che ti preoccupi per il pacco da spedire. Non avete ricevuto la mia dove vi dicevo di spedirmelo? Allora ero certo che sarebbe arrivato per tempo, ma ora… chi lo saprebbe dire con precisione? Avevo bisogno degli occhiali da sole ma per ora, se non li hai spediti, non farlo, perché anch’io sono in sospeso di continuo, e non so se fra un mese, fra una settimana, o quando, potrò venire. L’ultima la vuoi sapere? Forse dovrei venire, per servizio, via aerea. E’ una notizia troppo bella, che però prendo con le dovute riserve, dato che non sono ancora partito. L’importante è che io possa riabbracciarvi presto, e che possa vivere con voi qualche bella giornata. Non preoccupatevi se ritardo ancora, è questione di tempo, e verrò.

Speriamo che gli zii siano di parola e mantengano le promesse fatte a papà. Io sto sempre ottimamente, e continuamente vi penso.

Con tutto il mio grande affetto ti bacio.

Tuo Dino

1 luglio 1943

1.7.43

Mia cara nana1,

non ti so descrivere il piacere che mi ha procurato la tua lettera pervenutami oggi, tanto più che da diversi giorni ero privo di vostre buone nuove. Ti ringrazio innanzi tutto di avermi scritto così a lungo di quello che fate voi, delle vostre gite, recite, e… della tua mansione di capo famiglia quando mamma era andata a Rubiana. Immagino l’importanza che ti sei data, e la sottomissione della “giga”2. Brava sorellina, vedo che aumentate di grado, e che presto alla Philips, non avendo un incarico elevato come quello che vi spetta, sarebbero costretti a mandarvi a spasso. Vi raccomando perciò di non aumentare troppo di grado.

Stasera sono stato al cinema a vedere il film “Capitan Tempesta”. Un gran bel filmone. Domani si proietterà “La corona di ferro”, e andrò pure a vederlo. Come vedi non mi mancano gli svaghi.

Io pure faccio la cura del sole, sia pure ridotta, dato che a mezzogiorno preferisco stendermi sul mio lettino e schiacciare un pisolino. Ma sono già abbastanza abbronzato.

Dalle righe che ha scritto mamma apprendo che avete avuto il vaglia di £ 320 di maggio. Bene! Vi raccomando quando mi farete il pacco, di includerci quel poco di sigarette richieste, se vi è possibile. E pure affido alla tua bontà il compito di ricordare di inviarmi poi le copie, come già richiesto, delle fotografie inviatevi. Intanto termino con l’inviarti tanti baci cari, e con te a tutti. Affettuosamente. Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Soprannome della sorella Wally

27 giugno 1943

P.M.29. 27.6.43

Carissimi,

vi scrivo al solito, come ogni domenica sera, per tenervi informati circa la mia licenza.

Finora non se ne fa niente, non essendovi domani la partenza dei licenziando. Non allarmatevi per questo, perché spero invece bene per i prossimi giorni, e voglio che voi pure abbiate ad essere calmi come me.

Vorrei pregarvi di un favore: Sapete le fotografie che avevo fatto in terrazza ultimamente, non quella mandatavi giorni addietro, ma quelle due in divisa, bene riuscite, dove si vede anche la chiesa?

Avrete certamente ricevuto le negative, e vi prego di mandarmene due o tre copie per esemplare; anche di quella in pantaloncini da sola, un paio di copie.

Domani mattina porterò i vaglia alla posta, fra i quali vi sono i miei due, per premio in denaro in luogo di licenza. Mi farete il favore di darmene comunicazione.

Oggi è domenica, e sono di servizio. Ho atteso vostre nuove, ma finora niente. Può darsi che domani, quando meno me l’aspetto, riceverò.

Sto sempre ottimamente bene, mangio a quattro palmenti, e vi penso continuamente con tanto affetto.

Bacioni affettuosi e abbracci cari dal vostro Dino

6 giugno 1943

P.M.29, 6 giugno 43

Carissimi,

Oggi è domenica, e quindi vi scrivo, come tutte le domeniche, per tenervi informati della mia probabile partenza. Oggi ancora purtroppo debbo dirvi che non vi è ancora nulla in vista, dato che domani partiranno pochissimi. Aspetterò dunque ancora questa settimana, e domenica prossima potrò ancora dirvi qualcosa di preciso.

Come dettovi nella mia precedente, si tratta di aspettare qualche settimana, e poi verrò, dato che me lo hanno promesso, e so che se dicono una cosa è perché hanno la certezza di mandarmi, e poi non vedo la ragione di non mandarmi. Tutto sta, come dissi, nel vedere se vi sono partenze in settimana. Ieri ho avuto una lettera di mamma, che attendevo, e ne sono stato contento. Vedo da essa che anche voi capite che la mia lunga lontananza è portata da cause di forza maggiore, e che bisogna considerare questo, e che sto compiendo il mio dovere in un luogo lontano e nel quale bisogna che tutti noi siamo vigili e perciò, bisogna che anche voi sappiate questo, e pensandovi, pur soffrendo, siate sicuri che il vostro soldato è con voi, e che se potesse, verrebbe a darvi pace, ma se attende, è perché deve attendere che venga il suo turno, non lontano; tante volte avrei potuto dirvi che ero in procinto di venire a casa, ma sempre mi tenni questo desiderio in cuore, perché sapevo benissimo che avrebbe potuto portarvi a facili illusioni. Ora, se vi dico che verrò presto, è perché ne ho la certezza.

Ho saputo che Mary1 voleva la fotografia mia fatta a Torino in Po, e ho mandato a Wally la negativa, per farla ristampare, così non avrete da privarvi di fotografie mie, e anche io non voglio che ne restiate privi. Domani andrò a fare la solita gita, e cercherò di fare il possibile di immergermi in mare e fare un bel bagno. Passerò certamente una bellissima giornata, dato che il tempo qui è sempre bellissimo, con un sole che spacca le pietre.

Stasera andrò in piazza a sentire la musica, e poi se potrò avere il permesso, anche al cinema. Così passerò bene la serata, e domani ricomincerò la settimana, lietamente. Non state in pensiero per me, perché sto molto bene in salute e non mi manca niente.

Mi mancate solo voi, ma presto non più, e quindi, perché rattristarsi? Ricevete tanti baci cari dal vostro Dino.

1 Amica della sorella Wally

30 maggio 1943

Carissimi, a mamma in particolare,

Ho avuto ieri sera le lettere di mamma e nana1 in data 24.5 e 25.5, con mia grande gioia. Purtroppo una cosa mi fà male, ed è il sapere che voi siete tanto sopra pensiero per la mia licenza. Finora avevo sempre taciuto su quello che riguardava la mia venuta, perché volevo che le cose fossero certe. Ora, dopo la vostra giunta ieri, devo sbottonarmi, per non farvi stare tristi. Devo però preavvisarvi di una cosa: che quello che sto per dire può essere certo, assolutamente certo, ma bisogna sempre prevedere l’imprevisto, come è successo a me oggi. Dunque, domani avrei dovuto partire per la licenza, ma non sono stati assegnati posti. Avevo già tutto pronto, e speravo di darvi la bella notizia, ma come detto, non ho potuto partire. Il prossimo lunedì (si parte in tale giorno) certamente partirò. Abbiate quindi pazienza, e quando avrete questa mia forse sarò in procinto di darvi la lieta novella. Va bene? ora sapete, e quindi spero sarete contenti. Avete aspettato tanti mesi, che ora che si tratta di giorni, e con la certezza, spero non avrete da trovare il tempo interminabile.

Il vaglia che mi dite giunto ma scritto da altra calligrafia, non lo ho scritto io trovandomi fuori per servizio, ma il furiere, e quindi oggi scrivo a mano per tranquillizzarvi.

In questi giorni proiettano il film “L’avventuriera del piano di sopra”, e stasera andrò a vederlo. Voi lo avete visto?

Riguardo a ciò che mi chiede “Nana” per la sua amica Giordanino, credo che di amici del 1913 non ne avrò. Ne avrò tutt’al più dal ’16 in su fino al 1924. Siamo tutti giovanottoni. In ogni caso se fa lo stesso, provvederò io. Attendo solo risposta.

Intanto prego la cara mamma di prepararmi il vecchio abito per i primi giorni che arriverò, e una bella camicia. Come sono contento! ogni giorno che passa mi avvicina all’arrivo a casa.

La sera alle volte faccio dei ragionamenti mentali, e penso a quando arriverò a casa, alle belle giornate che trascorrerò con voi.

Sono contento che abbiate avuto le fotografie fatte al parco, e vi prego di non spedirmi il pacco con gli occhiali da sole, perché arriverebbero qui, mentre io arriverei a casa.

Ringrazio di cuore per gli auguri di buon onomastico, e vi bacio con tanto affetto.

Vostro Dino

P.S. mi ha fatto pena la notizia di Sabina2.

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Persona non meglio identificata

12 maggio 1943

P.M.29 12/5/43

Cara mamma,

Ho avuta in questo momento la tua lettera dell’8 maggio, scritta a matita alla posta, dopo avere incassato le 2400 lire dei 3 mesi arretrati dello stipendio.

La prossima dichiarazione dovrei mandarla dunque, in data 31 Luglio. Giusto ?

In ogni caso ti prego di tenermi informato per quando devo compilarla.

Sono contento che finalmente hai potuto avere quei soldi che ne avete proprio bisogno. Io questo mese mando le solite 300 lire, e il mese prossimo, se me lo pagano, il premio di licenza, che con la decade mi consentirà di mandarvi circa 900 lire.

Ieri ho spedito un modello per pacco, col quale chiedevo un paio di occhiali. Ripensandoci, non inviatemeli, risparmierete soldi e vi serviranno. Io mi aggiusterò così. Per l’arrivo del cugino di Mary1, vi ho già dato comunicazione in mia precedente, e spero la avrete avuta. Stasera probabilmente vi sarà il film italiano nella piazza dell’ospedale, ed andrò a vederlo.

Attendo vostre buone nuove, e vi posso dire che io sto ottimamente. Con tanto affetto, baci.

Dino

1 Amica della sorella Wally

28 aprile 1943

P.M.29 li, 28-4-43

Carissimi,

Ho avuto ieri una lettera di Nana1, che mi ha fatto molto piacere, perché vedo che si ricorda di me, e molto sovente anche, se ogni pochi giorni mi scrive. Brava, sono proprio contento di ciò, e se non rispondo sempre a te sola, è perché devo accontentare tutti, e non sempre posso farlo. In ogni modo, tutti siete compresi nelle mie lettere, indistintamente, e quindi, sempre nel mio cuore. Mi chiede dunque, nana, perché non ho mandato il modello del pacco di aprile. Non ce lo hanno dato, che verso la fine del mese, e ve lo ho mandato giorni addietro, assieme alla dichiarazione dello stipendio. In ogni modo non fatevi pensiero per lui, che c’é sempre tempo. Vorrei pregarvi di un favore che vi chiesi altra volta: Di due spazzole: per le scarpe (1) e per i panni (1), delle quali sono privo e che servono tanto. Se poi fate ristampare le fotografie che vi ho mandato in negativa, e che riescono meglio di quelle che hanno stampato qui, mandate pure due esemplari, che mi farete piacere.

Mi stupisce di Pippo2; non credevo che fosse così celere nelle sue cose. In ogni modo, attendo notizie più precise in merito al suo fidanzamento. Mi terrete informato, vero?

La S.Pasqua la ho passata abbastanza bene, anzi benissimo, fra sbafate; la sera di sabato, alle ore 21 abbiamo cominciato a mangiare il pranzetto preparato da noi stessi in terrazza. Consisteva in antipasto di salamini giunti dall’Italia a mezzo un amico che li aveva portati, in gnocchi fatti con farina comprata qui, con un bel sugo, ed in capretto arrosto con patatine fritte ed al forno, (due capretti in venti), ed infine in un piattone gigante di “fricieui” ovvero quelle frittelline che facevamo a casa quando c’ero ancora io. Il tutto innaffiato da vino a piacere. Devo confessare che ero, se non ubriaco, almeno allegro, e tutti così.

Vi era il grammofono, ed abbiamo cantato, ed anche raccontato belle storielle di avventure amorose di qui, della gente, che parla sempre male di qualunque cosa. Vi dico che abbiamo fatto tanto ridere. Poi la mattina dopo, con la pancia ancora piena della sera prima, ho mangiato ancora il ricco rancio pasquale, con carne arrosto ancora, pastasciutta, insalata, uova sode, vino, frutta secca, ecc. Ecco dunque il programma della festa nostra. Come vedete, non potete dire che non ho passato una bella Pasqua. Ho pensato tanto a voi, e vi ho sentito qui con me, perché sapevo che pure voi mi pensavate. Termino, perché il foglio è alla fine. Vi bacio con tanto affetto. Vostro

Dino

Grazie cara mamma, per gli auguri fattimi.

A Teresina ho fatto gli auguri, ma non ha risposto.

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Giuseppe Ferrero, cugino di Dino

18 aprile 1943

P.M.29 li,18-4-43

Carissimi,

Oggi ho avuto due vostre lettere, una di mamma ed una di Silvana, nelle quali molte cose ho potuto leggere. Cose piacevoli e spiacevoli.

Fra le piacevoli vi è quella dell’aumento dello stipendio a papà Silvana e Wally, la compera dell’abito e delle camicie oltre che dell’impermeabile che avevo appreso nelle lettera precedente.

Fra le spiacevoli quella che non vi hanno pagato lo stipendio ancora, e che vi pagheranno tre mesi ai primi di maggio. Speriamo in bene, perché non vi sarebbe motivo di non pagarvelo altrimenti, e in ogni caso, fate in modo di farmi sapere tempestivamente tutto, al fine di potermi dare modo di scrivere io direttamente, e chiedendo la soddisfazione di quanto mi compete di sacrosanto diritto. In ogni caso, sono contento che mamma potrà continuare per il momento a fare andare avanti la famiglia, con gli stipendi che attualmente percepite. Mi rincresce molto che dobbiate però fare delle privazioni per le compere fatte principalmente per me. E’ un pensiero questo, che non mi da pace. Non so come dirvi tutta la mia riconoscenza, e tutto il mio immenso affetto; siete stati troppo buoni con me, che non desidero altro che di sapervi bene, e senza pensieri. Io quel poco che posso mandarvi lo mando tutto, anzi completamente tutto quel che percepisco mensilmente, che di più non è consentito inviare. Vorrei potere sacrificare tutto quel poco che ho, pur di sapervi tranquilli, ma quel che ho non è altro che il desiderio di non sapervi in privazioni, di non sapervi in pensiero perché vi mancano i mezzi per poter vivere in pace.

Mi fa tanto piacere sapere che avete ricevuto la seconda lattina di olio, e che finalmente potrò stare tranquillo riguardo a questo, perché erano le uniche due che ho potuto racimolare, a mezzo di tanti giorni di ansie e pensieri. Non è la spesa dell’olio qui, che preoccupa, perché, cara mamma, i soldi qui non sono niente, anche per chi come me non ne ha, dato che tutto ha prezzi iperbolici, e se si dovesse pagare un litro di olio in lire italiane, costerebbe quasi mille lire al cambio. Invece, con i risparmi della valuta locale, che si possono realizzare qui, ogni tanto mi posso permettere il lusso di comprarne un litro. Quindi, cara mamma, è inutile che ti dica quanto mi è costato l’olio inviatovi, perché non lo ho pagato con valuta italiana, bensì con la valuta di qui, e con l’assegno integrativo, che è uno speciale assegno che ci serve per le piccole spese, e che consente di mandare a casa tutti i nostri risparmi.

Sono pieno di desiderio di vedere il mio nuovo abito grigio, che deve essere tanto bello, e che mi farà apparire un elegantone quando verrò in licenza. Spero perciò presto.

17 aprile 1943

P.M.29 li, 17-4-43

Carissimi,

ho avuto ieri il pacco con la torta, il latte e le caramelle. E’ arrivato, come vedete, con tempo di primato. Sono rimasto molto contento della buonissima torta fatta dalla brava Silvana e del latte e caramelle veramente squisiti.

Non ho parole come ringraziarvi, perché ormai tante volte avete fatto dei simili pacchi, ed ogni volta sono cose sempre più buone che mi inviate, quindi, anche più buone devono essere le mie parole, che purtroppo non arrivano a tanto.

Ieri quindi ho mangiato moltissimo, e mi sono fatto un bel caffélatte con la torta. Che bontà. Era tempo che non la mangiavo, ed anche il latte !

Ho offerto una fetta di essa ai miei amici dell’ufficio e ne sono stati proprio contenti, e mi pregano di ringraziarvi.

Ho saputo che il mio amico cugino di Mary1 dovrebbe essere già ad Atene, dato che sono già arrivati qui quelli partiti verso il sei-sette di questo mese, e lui che è partito il 4 (o almeno credo) non dovrebbe tardare. Lo aspetto con ansia, perché mi deve portare tutta quella buona roba che mi avete inviato, e poi perché mi dirà di come ha passato la licenza, e di come è bella la nostra primavera italiana.

Ieri sera per passare il tempo, sono andato al cinema dove si proiettava una pellicola italiana “senza cielo” con Isa Miranda. E’ un film abbastanza bello, che si svolge in mezzo alla Jungla. In compenso serve oltretutto a fare passare la serata, che altrimenti sarebbe molto lunga.

Nella mia precedente lettera vi avevo detto che se Mary non avesse ricevuto la fotografia mia fatta in terrazza, potevate benissimo dargliela voi, facendo sviluppare le negaè sistemato.

Ho già ricevuto gli auguri di Buona Pasqua, dalla signorina Crotta Olga2. E’ stata abbastanza premurosa, ed io le ho già risposto.

A voi pure ho già inviato gli auguri a mezzo cartolina, e caso mai non li aveste ricevuti, ve li rinnovo, così non andranno perduti.

Termino, perché stamattina ho molto da fare, e perciò vi bacio tanto con affetto.

Vostro Dino

1 Amica della sorella Wally

2 Conoscente di Dino di Alpignano

30 marzo 1943

P.M. 29 li, 30-3-1943

Carissimo papà,

dopo tanto tempo che non lo faccio, voglio scrivere a te solamente, voglio avere un colloquio con te, perché anche tu mi scrivi sovente, ed io, da gran lavoratore, scrivo solamente a tutti voi insieme, e non mai a te solamente. Ogni tanto, però, come stasera, posso farlo, ed allora, molto volentieri mi dedico a questa piacevole bisogna.

Per prima cosa, debbo dirti che mi fa piacere che mangi tante belle insalatine primaverili con l’olio che ti ho mandato io, e che fai scorpacciate di ravanelli e tanti altri ortaggi. Certamente ti farà bene tutto questo, e perciò coraggio !

Ho saputo della tua indisposizione alla mano destra, e mi ha fatto tanto dispiacere questo, ma spero che oramai tutto ti sia passato, per poter lavorare tranquillo, e per non soffrire.

Quel bel tomo che veniva a fare dei danni dove lavori tu, non è poi più venuto ?

A proposito di lavoro: Mi ricordo ogni tanto di mandare i saluti agli amici della cava, o a quelli di S.Ambrogio, e mi rispondono sempre. Mi fa piacere che si ricordano di me, e se verrò presto a casa, andrò a trovarli tutti. Ho in progetto tante belle gite, che poi magari non farò, perché se ne fanno di progetti, quando si deve venire, come feci io quando venni nel ’41, ma poi, tante cose insospettate impediscono di realizzarli. Comunque, vedremo !

In questi giorni sono affacendato moltissimo a causa degli stipendi di fine mese, e dei documenti periodici, ma verso i cinque di aprile tutto si calmerà per due o tre giorni, tanto quanto basta per permettermi di riposare abbastanza, e per scrivervi più sovente. Non sono però mai scontento di questo, perché il mio lavoro lo faccio con bravi compagni, e tutto procede in perfetta armonia, e con la massima speditezza.

Mi ricordo ogni tanto i tempi in cui si facevano gli specchi per il pagamento del cottimo agli operai, o le paghe, e che tu lavoravi alla domenica, per poter terminare il gran lavoro. Come vorrei essere con te per aiutarti, e darti riposo! Alla domenica, anche, perché oramai sono abituato a lavorare anche la festa, sempre, e non mi pare sacrificio. La vita militare insegna molte cose che a casa non si possono apprendere. Insegna anche lo spirito di sapersi sacrificare per un ideale, di essere regolari nel lavoro, come nel riposo, e la vita procede normale, piena di monotonia se vogliamo, ma anche piena di soddisfazioni.

Mi ricordi nella tua lettera precedente, che erano tre anni al dodici marzo che manco da casa. E’ vero; bisogna essere felici di ciò, perché se sono passati tre anni, ne passerà ancora uno o due, ma poi ritornerò a casa, e tu sarai contento. Pensa dovessero ancora passare! Tutto è relativo nella vita, e quello che è passato, ritornerà migliore ancora.

Ogni tanto mi viene un dubbio nella mente: penso che forse quest’anno scade il contratto che avete con il padrone della casa. E’ vero? E poi dove andrete ad abitare? Ditemi qualcosa di preciso, che mi farei piacere.

Mi rincresce che devi coltivare l’orto, e che non sia possibile trovare chi ti aiuta. So che è grande, e che per tenerlo in ordine ci va fatica. Vorrei potere essere io a casa, e lo terrei bene, e verrebbe pieno di ogni grazia di Dio. Se verrò comunque a casa prima dell’inverno, mi fai il favore di dire a mamma, avendo dimenticato di dirglielo nella lettera, che mi ha meravigliato il fatto che le fisarmoniche costino 60 lire, mentre prima costavano dieci. Così avete speso la bellezza di 60 lire per la fisarmonica inviatami? Mi rincresce che vi siate privati di soldi che a voi potevano tornare utili, e devo constatare una volta di più che siete tanto bravi.

La macchinetta che mi hai mandato funziona perfettamente, e mi serve moltissimo, perché qui i fiammiferi costano cari, e poi è molto più comodo accendere dalla macchinetta, che è comoda e piccola.

Non vai più a fare delle scampagnate, o nei boschi su verso Magnetti a cogliere le castagne, o le nocciole, o i funghi alla Perosa1? Desidero tanto andarvi io, e spero che quando verrò, se non avrai altri impedimenti, vi andremo, come quando ero piccolo, e non avevo mai voglia. Però ora ne ho tanto voglia, e ripenso con melanconia a quei giorni quando mi facevi alzare alle quattro, e salivano per il Musinè ad incontrare i raggi del sole nascente. Come vorrei rivedere i bei funghi reali, che raccoglievamo (o compravamo) in quel di Casellette !

E per lo stipendio ? Non si sa ancora niente, o avete già avuto il mandato di riscossione ? Tenetemi informato; mamma nelle due lettere ricevute oggi, non accenna a questo. Penso che probabilmente avrete avuto quanto vi spettava, perché altrimenti mi avrebbe detto che non avete avuto niente, essendo oggi la fine del mese. Spero dunque in bene, e che il ritardo sia causato dal non aver presentato a tempo la dichiarazione del Comando che mi trovo tuttora qui.

Se hai occasione di vedere gli amici di S.Ambrogio, salutameli; e di Romitelli2 non hai saputo più niente ? Saluta anche tanto il Comm. Ainardi3, che ricordo sempre perché era tanto un bravo uomo, e il tuo principale Ing. BERNARDI4 che tanto bene ci ha fatto.

Termino, perché temo che la luce vada via, perché sono già le 22;30.

Ti lascio con l’inviarti tanti bacioni cari, e assicurandoti che sempre ti penso, con tanto affetto, e come te tutti voi, cari, che siete sempre nel mio cuore.

Ciau papalino! Tuo Dino

1 Località di Alpignano che costeggia la ferrovia Torino-Bardonecchia, a cui corrisponde l’attuale via Perosa che inizia dopo il sottopasso pedonale che si trova al termine di via Marconi.

2 Amico di Dino

3 Ex datore di lavoro di Dino

4 Probabilmente un dirigente della ditta Manifattura fratelli Bosio di Sant’Ambrogio dove Luigi, padre di Dino, era stato assunto dopo il licenziamento da parte della ditta Rotunno che gestiva una cava sempre a Sant’Ambrogio