12 maggio 1943

P.M.29 12/5/43

Cara mamma,

Ho avuta in questo momento la tua lettera dell’8 maggio, scritta a matita alla posta, dopo avere incassato le 2400 lire dei 3 mesi arretrati dello stipendio.

La prossima dichiarazione dovrei mandarla dunque, in data 31 Luglio. Giusto ?

In ogni caso ti prego di tenermi informato per quando devo compilarla.

Sono contento che finalmente hai potuto avere quei soldi che ne avete proprio bisogno. Io questo mese mando le solite 300 lire, e il mese prossimo, se me lo pagano, il premio di licenza, che con la decade mi consentirà di mandarvi circa 900 lire.

Ieri ho spedito un modello per pacco, col quale chiedevo un paio di occhiali. Ripensandoci, non inviatemeli, risparmierete soldi e vi serviranno. Io mi aggiusterò così. Per l’arrivo del cugino di Mary1, vi ho già dato comunicazione in mia precedente, e spero la avrete avuta. Stasera probabilmente vi sarà il film italiano nella piazza dell’ospedale, ed andrò a vederlo.

Attendo vostre buone nuove, e vi posso dire che io sto ottimamente. Con tanto affetto, baci.

Dino

1 Amica della sorella Wally

28 aprile 1943

P.M.29 li, 28-4-43

Carissimi,

Ho avuto ieri una lettera di Nana1, che mi ha fatto molto piacere, perché vedo che si ricorda di me, e molto sovente anche, se ogni pochi giorni mi scrive. Brava, sono proprio contento di ciò, e se non rispondo sempre a te sola, è perché devo accontentare tutti, e non sempre posso farlo. In ogni modo, tutti siete compresi nelle mie lettere, indistintamente, e quindi, sempre nel mio cuore. Mi chiede dunque, nana, perché non ho mandato il modello del pacco di aprile. Non ce lo hanno dato, che verso la fine del mese, e ve lo ho mandato giorni addietro, assieme alla dichiarazione dello stipendio. In ogni modo non fatevi pensiero per lui, che c’é sempre tempo. Vorrei pregarvi di un favore che vi chiesi altra volta: Di due spazzole: per le scarpe (1) e per i panni (1), delle quali sono privo e che servono tanto. Se poi fate ristampare le fotografie che vi ho mandato in negativa, e che riescono meglio di quelle che hanno stampato qui, mandate pure due esemplari, che mi farete piacere.

Mi stupisce di Pippo2; non credevo che fosse così celere nelle sue cose. In ogni modo, attendo notizie più precise in merito al suo fidanzamento. Mi terrete informato, vero?

La S.Pasqua la ho passata abbastanza bene, anzi benissimo, fra sbafate; la sera di sabato, alle ore 21 abbiamo cominciato a mangiare il pranzetto preparato da noi stessi in terrazza. Consisteva in antipasto di salamini giunti dall’Italia a mezzo un amico che li aveva portati, in gnocchi fatti con farina comprata qui, con un bel sugo, ed in capretto arrosto con patatine fritte ed al forno, (due capretti in venti), ed infine in un piattone gigante di “fricieui” ovvero quelle frittelline che facevamo a casa quando c’ero ancora io. Il tutto innaffiato da vino a piacere. Devo confessare che ero, se non ubriaco, almeno allegro, e tutti così.

Vi era il grammofono, ed abbiamo cantato, ed anche raccontato belle storielle di avventure amorose di qui, della gente, che parla sempre male di qualunque cosa. Vi dico che abbiamo fatto tanto ridere. Poi la mattina dopo, con la pancia ancora piena della sera prima, ho mangiato ancora il ricco rancio pasquale, con carne arrosto ancora, pastasciutta, insalata, uova sode, vino, frutta secca, ecc. Ecco dunque il programma della festa nostra. Come vedete, non potete dire che non ho passato una bella Pasqua. Ho pensato tanto a voi, e vi ho sentito qui con me, perché sapevo che pure voi mi pensavate. Termino, perché il foglio è alla fine. Vi bacio con tanto affetto. Vostro

Dino

Grazie cara mamma, per gli auguri fattimi.

A Teresina ho fatto gli auguri, ma non ha risposto.

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Giuseppe Ferrero, cugino di Dino

18 aprile 1943

P.M.29 li,18-4-43

Carissimi,

Oggi ho avuto due vostre lettere, una di mamma ed una di Silvana, nelle quali molte cose ho potuto leggere. Cose piacevoli e spiacevoli.

Fra le piacevoli vi è quella dell’aumento dello stipendio a papà Silvana e Wally, la compera dell’abito e delle camicie oltre che dell’impermeabile che avevo appreso nelle lettera precedente.

Fra le spiacevoli quella che non vi hanno pagato lo stipendio ancora, e che vi pagheranno tre mesi ai primi di maggio. Speriamo in bene, perché non vi sarebbe motivo di non pagarvelo altrimenti, e in ogni caso, fate in modo di farmi sapere tempestivamente tutto, al fine di potermi dare modo di scrivere io direttamente, e chiedendo la soddisfazione di quanto mi compete di sacrosanto diritto. In ogni caso, sono contento che mamma potrà continuare per il momento a fare andare avanti la famiglia, con gli stipendi che attualmente percepite. Mi rincresce molto che dobbiate però fare delle privazioni per le compere fatte principalmente per me. E’ un pensiero questo, che non mi da pace. Non so come dirvi tutta la mia riconoscenza, e tutto il mio immenso affetto; siete stati troppo buoni con me, che non desidero altro che di sapervi bene, e senza pensieri. Io quel poco che posso mandarvi lo mando tutto, anzi completamente tutto quel che percepisco mensilmente, che di più non è consentito inviare. Vorrei potere sacrificare tutto quel poco che ho, pur di sapervi tranquilli, ma quel che ho non è altro che il desiderio di non sapervi in privazioni, di non sapervi in pensiero perché vi mancano i mezzi per poter vivere in pace.

Mi fa tanto piacere sapere che avete ricevuto la seconda lattina di olio, e che finalmente potrò stare tranquillo riguardo a questo, perché erano le uniche due che ho potuto racimolare, a mezzo di tanti giorni di ansie e pensieri. Non è la spesa dell’olio qui, che preoccupa, perché, cara mamma, i soldi qui non sono niente, anche per chi come me non ne ha, dato che tutto ha prezzi iperbolici, e se si dovesse pagare un litro di olio in lire italiane, costerebbe quasi mille lire al cambio. Invece, con i risparmi della valuta locale, che si possono realizzare qui, ogni tanto mi posso permettere il lusso di comprarne un litro. Quindi, cara mamma, è inutile che ti dica quanto mi è costato l’olio inviatovi, perché non lo ho pagato con valuta italiana, bensì con la valuta di qui, e con l’assegno integrativo, che è uno speciale assegno che ci serve per le piccole spese, e che consente di mandare a casa tutti i nostri risparmi.

Sono pieno di desiderio di vedere il mio nuovo abito grigio, che deve essere tanto bello, e che mi farà apparire un elegantone quando verrò in licenza. Spero perciò presto.

17 aprile 1943

P.M.29 li, 17-4-43

Carissimi,

ho avuto ieri il pacco con la torta, il latte e le caramelle. E’ arrivato, come vedete, con tempo di primato. Sono rimasto molto contento della buonissima torta fatta dalla brava Silvana e del latte e caramelle veramente squisiti.

Non ho parole come ringraziarvi, perché ormai tante volte avete fatto dei simili pacchi, ed ogni volta sono cose sempre più buone che mi inviate, quindi, anche più buone devono essere le mie parole, che purtroppo non arrivano a tanto.

Ieri quindi ho mangiato moltissimo, e mi sono fatto un bel caffélatte con la torta. Che bontà. Era tempo che non la mangiavo, ed anche il latte !

Ho offerto una fetta di essa ai miei amici dell’ufficio e ne sono stati proprio contenti, e mi pregano di ringraziarvi.

Ho saputo che il mio amico cugino di Mary1 dovrebbe essere già ad Atene, dato che sono già arrivati qui quelli partiti verso il sei-sette di questo mese, e lui che è partito il 4 (o almeno credo) non dovrebbe tardare. Lo aspetto con ansia, perché mi deve portare tutta quella buona roba che mi avete inviato, e poi perché mi dirà di come ha passato la licenza, e di come è bella la nostra primavera italiana.

Ieri sera per passare il tempo, sono andato al cinema dove si proiettava una pellicola italiana “senza cielo” con Isa Miranda. E’ un film abbastanza bello, che si svolge in mezzo alla Jungla. In compenso serve oltretutto a fare passare la serata, che altrimenti sarebbe molto lunga.

Nella mia precedente lettera vi avevo detto che se Mary non avesse ricevuto la fotografia mia fatta in terrazza, potevate benissimo dargliela voi, facendo sviluppare le negaè sistemato.

Ho già ricevuto gli auguri di Buona Pasqua, dalla signorina Crotta Olga2. E’ stata abbastanza premurosa, ed io le ho già risposto.

A voi pure ho già inviato gli auguri a mezzo cartolina, e caso mai non li aveste ricevuti, ve li rinnovo, così non andranno perduti.

Termino, perché stamattina ho molto da fare, e perciò vi bacio tanto con affetto.

Vostro Dino

1 Amica della sorella Wally

2 Conoscente di Dino di Alpignano

30 marzo 1943

P.M. 29 li, 30-3-1943

Carissimo papà,

dopo tanto tempo che non lo faccio, voglio scrivere a te solamente, voglio avere un colloquio con te, perché anche tu mi scrivi sovente, ed io, da gran lavoratore, scrivo solamente a tutti voi insieme, e non mai a te solamente. Ogni tanto, però, come stasera, posso farlo, ed allora, molto volentieri mi dedico a questa piacevole bisogna.

Per prima cosa, debbo dirti che mi fa piacere che mangi tante belle insalatine primaverili con l’olio che ti ho mandato io, e che fai scorpacciate di ravanelli e tanti altri ortaggi. Certamente ti farà bene tutto questo, e perciò coraggio !

Ho saputo della tua indisposizione alla mano destra, e mi ha fatto tanto dispiacere questo, ma spero che oramai tutto ti sia passato, per poter lavorare tranquillo, e per non soffrire.

Quel bel tomo che veniva a fare dei danni dove lavori tu, non è poi più venuto ?

A proposito di lavoro: Mi ricordo ogni tanto di mandare i saluti agli amici della cava, o a quelli di S.Ambrogio, e mi rispondono sempre. Mi fa piacere che si ricordano di me, e se verrò presto a casa, andrò a trovarli tutti. Ho in progetto tante belle gite, che poi magari non farò, perché se ne fanno di progetti, quando si deve venire, come feci io quando venni nel ’41, ma poi, tante cose insospettate impediscono di realizzarli. Comunque, vedremo !

In questi giorni sono affacendato moltissimo a causa degli stipendi di fine mese, e dei documenti periodici, ma verso i cinque di aprile tutto si calmerà per due o tre giorni, tanto quanto basta per permettermi di riposare abbastanza, e per scrivervi più sovente. Non sono però mai scontento di questo, perché il mio lavoro lo faccio con bravi compagni, e tutto procede in perfetta armonia, e con la massima speditezza.

Mi ricordo ogni tanto i tempi in cui si facevano gli specchi per il pagamento del cottimo agli operai, o le paghe, e che tu lavoravi alla domenica, per poter terminare il gran lavoro. Come vorrei essere con te per aiutarti, e darti riposo! Alla domenica, anche, perché oramai sono abituato a lavorare anche la festa, sempre, e non mi pare sacrificio. La vita militare insegna molte cose che a casa non si possono apprendere. Insegna anche lo spirito di sapersi sacrificare per un ideale, di essere regolari nel lavoro, come nel riposo, e la vita procede normale, piena di monotonia se vogliamo, ma anche piena di soddisfazioni.

Mi ricordi nella tua lettera precedente, che erano tre anni al dodici marzo che manco da casa. E’ vero; bisogna essere felici di ciò, perché se sono passati tre anni, ne passerà ancora uno o due, ma poi ritornerò a casa, e tu sarai contento. Pensa dovessero ancora passare! Tutto è relativo nella vita, e quello che è passato, ritornerà migliore ancora.

Ogni tanto mi viene un dubbio nella mente: penso che forse quest’anno scade il contratto che avete con il padrone della casa. E’ vero? E poi dove andrete ad abitare? Ditemi qualcosa di preciso, che mi farei piacere.

Mi rincresce che devi coltivare l’orto, e che non sia possibile trovare chi ti aiuta. So che è grande, e che per tenerlo in ordine ci va fatica. Vorrei potere essere io a casa, e lo terrei bene, e verrebbe pieno di ogni grazia di Dio. Se verrò comunque a casa prima dell’inverno, mi fai il favore di dire a mamma, avendo dimenticato di dirglielo nella lettera, che mi ha meravigliato il fatto che le fisarmoniche costino 60 lire, mentre prima costavano dieci. Così avete speso la bellezza di 60 lire per la fisarmonica inviatami? Mi rincresce che vi siate privati di soldi che a voi potevano tornare utili, e devo constatare una volta di più che siete tanto bravi.

La macchinetta che mi hai mandato funziona perfettamente, e mi serve moltissimo, perché qui i fiammiferi costano cari, e poi è molto più comodo accendere dalla macchinetta, che è comoda e piccola.

Non vai più a fare delle scampagnate, o nei boschi su verso Magnetti a cogliere le castagne, o le nocciole, o i funghi alla Perosa1? Desidero tanto andarvi io, e spero che quando verrò, se non avrai altri impedimenti, vi andremo, come quando ero piccolo, e non avevo mai voglia. Però ora ne ho tanto voglia, e ripenso con melanconia a quei giorni quando mi facevi alzare alle quattro, e salivano per il Musinè ad incontrare i raggi del sole nascente. Come vorrei rivedere i bei funghi reali, che raccoglievamo (o compravamo) in quel di Casellette !

E per lo stipendio ? Non si sa ancora niente, o avete già avuto il mandato di riscossione ? Tenetemi informato; mamma nelle due lettere ricevute oggi, non accenna a questo. Penso che probabilmente avrete avuto quanto vi spettava, perché altrimenti mi avrebbe detto che non avete avuto niente, essendo oggi la fine del mese. Spero dunque in bene, e che il ritardo sia causato dal non aver presentato a tempo la dichiarazione del Comando che mi trovo tuttora qui.

Se hai occasione di vedere gli amici di S.Ambrogio, salutameli; e di Romitelli2 non hai saputo più niente ? Saluta anche tanto il Comm. Ainardi3, che ricordo sempre perché era tanto un bravo uomo, e il tuo principale Ing. BERNARDI4 che tanto bene ci ha fatto.

Termino, perché temo che la luce vada via, perché sono già le 22;30.

Ti lascio con l’inviarti tanti bacioni cari, e assicurandoti che sempre ti penso, con tanto affetto, e come te tutti voi, cari, che siete sempre nel mio cuore.

Ciau papalino! Tuo Dino

1 Località di Alpignano che costeggia la ferrovia Torino-Bardonecchia, a cui corrisponde l’attuale via Perosa che inizia dopo il sottopasso pedonale che si trova al termine di via Marconi.

2 Amico di Dino

3 Ex datore di lavoro di Dino

4 Probabilmente un dirigente della ditta Manifattura fratelli Bosio di Sant’Ambrogio dove Luigi, padre di Dino, era stato assunto dopo il licenziamento da parte della ditta Rotunno che gestiva una cava sempre a Sant’Ambrogio

25 marzo 1943

p.m. 29 LI, 25-3-43

Carissimi,

Oggi non ho ricevuto vostra posta, ma ieri ho avuto una lettera di papà e mamma. Quindi, si può dire, ogni giorno ricevo vostra posta, e tutto, come vedo, va bene, eccetto per lo stipendio della Previdenza sociale, che al 20 del mese, non aveva ancora mandato niente. Spero bene che adesso abbia già pagato quanto vi spetta, altrimenti bisognerebbe agire e senza esitazione, perché in queste cose delicatissime, bisogna non indugiare, visto che col denaro non si scherza mai.

Mi auguro dunque, che tutto si sia sistemato, per la tranquillità vostra e mia, e così mese per mese tutto procederà normalmente. Non può darsi che abbiano qualche altra grana con l’Ing. Rotunno1 ? L’altra volta era per questo, e chissà che anche questa volta….

Quello che mi fa piacere, è il sapere che lo stesso giorno nel quale mamma aveva scritto, era arrivato il pacco mio. Non credevo neppure lontanamente che fosse arrivato così celermente, ed è una vera fortuna per voi, così avete per un poco di tempo l’olio necessario. Mi pare, dalla lettera di mamma, di vedere papà entrare in casa la sera; mi pare di vederlo entrare in cucina, e di vederlo guardare il pacco con gli occhi sorpresi. Caro papà. Se potessi avere possibilità di fare di più per voi, lo farei, ma sono anch’io nelle condizioni di fare quel poco che posso, date le condizioni di mancanza di generi alimentari anche qui. Quello che si può mandare (olio) è frutto di lunghe preparazioni per le lattine, la cassetta, e poi per trovare l’olio dopo avere fatti tanti risparmi. L’importante, come dico, è di sapervi contenti e che non vi manchi l’indispensabile per poter preparare il mangiare alle due care sorelline, che immagino, avranno sempre una fame da lupi. E poi anche per darvi, sia pure lievemente un aiuto dal lato finanziario.

Vi ringrazio per il pacco che mamma mi vuole mandare, e che vi raccomando però non deve pesare eccessivamente sul vostro bilancio famigliare, altrimenti non mandatemelo, preferisco così, sono più contento.

Oggi ho ricevuto una lettera di Mary, l’amica di Wally, e mi ha mandato una sua fotografia, che mi ha fatto tanto piacere. Mi ha anche detto che suo cugino, doveva andare da lei, come ho constatato in fondo alla lettera, dalle due righe aggiunte da lui. Dice pure che se avete qualcosa da dargli, lui ben volentieri me la porterà. L’accendisigari di papà funziona a meraviglia, e quando verrò a casa, lo porterò, che probabilmente gli servirà, e poi è un mio ricordo, e voglio che sia conservato da lui. Io qui posso anche perderlo, non si sa mai.! Domani farò, molto probabilmente, delle fotografie, che vi manderò. Sono intanto contento che mamma abbia ricevuto la fotografia al tavolo di lavoro. Non è un capolavoro di arte fotografica, ma in complesso non c’è proprio male, no? Oggi a mezzogiorno abbiamo suonato il grammofono in terrazza, e abbiamo fatto fra noi, qualche giro di danza, ma innocentemente. E’ stato uno svago breve, perché poi siamo riandati in ufficio. Vi era un sole magnifico, e una giornata più che primaverile. Domani sarà ancora una bella giornata così, molto probabilmente, e andrò a passare qualche quarto d’ora a mezzogiorno, al sole. Prego Wally di scrivere a Mary, perché me lo dice ancora. Birbante d’una Giga2, che si dimentica delle amiche, poi brave come quella ! Vi lascio, perché è tardi, e nel lasciarvi, vi bacio tanto, con affetto. Vostro

Dino

1 Proprietario della cava di Sant’Ambrogio dove lavoravano Dino e suo padre Luigi

2 Soprannome della sorella Wally

24 marzo 1943

P.M.29 li, 24-3-43

Carissimi,

Ieri ho ricevuto ancora una lettera di Silvana e Wally, e ho saputo pure da lettera arrivata ad un mio amico, che il pacco che avevo spedito il giorno 20 febbraio, ossia tre giorni prima del mio, era arrivato a destinazione. Ciò può anche significare che il mio, spedito tre giorni dopo, potrebbe essere già in vostre mani. Sono contento di questo, ed attendo vostre nuove al riguardo.

Per quanto riguarda le lettere di Wally e Silvana, e alle quali non ho ancora potuto rispondere, appena potrò farlo, risponderò. Tutto sta nell’attendere un po’ di tempo. Ho saputo che Wally ha scritto a Mary per vedere se suo cugino mi porterà un pacco. Grazie di questo, e sono quasi certo che così avverrà. Vi prego, se vi fosse possibile trovarne, di mandarmi una spazzola per gli abiti, ed una per le scarpe, non roba di lusso, mi raccomando, ma che serva al compito assegnato.

Mi fa piacere sapere che la nonna sta bene, e che si trova in un bel posto in montagna. Finalmente potrà essere tranquilla.

Io vorrei potere venire presto a casa a vedervi, ma come ben sapete devo aspettare il mio turno di licenza, ed allora tutti i miei desideri devo tenerli in cuore, e sperare in bene.

Sempre penso a voi, siatene certi, ed anche quando non posso scrivere sovente, e altre occupazioni mi allontanano da questo mio dovere, il mio pensiero affettuoso vi è sempre vicino, e tutto il mio infinito affetto. Voglio che siate sempre tranquilli riguardo al mio stato attuale. Sono in mezzo a camerati, in luogo tranquillo, e la vita passa normalmente non senza qualche svago e lieta festicciola fatta tra noi. Ieri sera sono per esempio andato al cinema a vedere il film ‘La gerla di papà Martin’, e posso dirvi sinceramente che ho passato due ore di felicità.

Certe sere ci riuniamo tutti qui, e con un grammofono che possiede un mio compagno, suoniamo tante belle canzoni dell’Italia cara, e pare di non essere tanto lontani da voi. Una sera sono andato a sentire la radio in caserma, ‘l’ora del soldato’1 e ho sentito tante belle canzoni. Era molto tempo, a dire il vero, che non sentivo la radio, data la mia lontananza da dove si trova, ma ogni tanto ne sento la mancanza, ed allora la vado a sentire. Pensavo quella sera, che voi foste pure a sentire la stessa musica, e ciò mi pareva tanto bello.

Silvana dice che vuole piantare le dalie nel nostro giardino, e voglio un po’ vedere cosa uscirà fuori. Intanto, quando avrete qualche fotografia fatta nel giardino, e che si vede questo, mi farete tanto contento se me la invierete; è tempo che non ho vostre fotografie ! Alla prima occasione che le farete, me le manderete, vero ?

Lo stipendio ve lo hanno già pagato, per il mese di febbraio? Mamma aveva detto che al dieci non avevano ancora mandato l’ordine di riscuotere.

Vi bacio con tanto affetto, e vi invio anche tanti saluti cari.

Vostro, Dino

1 Programma radiofonico di cui in rete non si trovano informazioni precise

11 marzo 1943

P.M.29 li, 11-3-43

Cara mamma,

ho ricevuto in questo momento la tua lettera di domenica 4 corr., nella quale mi dici di avermi spedito una cartolina da Torino, nella quale mi davi comunicazione della compera dell’impermeabile per me. Mi ha fatto tanto felice questa notizia, perché lo desideravo proprio, e non so come ringraziarti, e con te papà, che certamente è stato uno dei principali artefici, con te, della compera.

Grazie infinite dunque; il solo pensiero che mi preoccupa è il pensare che forse avreste dovuto fare dei sacrifici per me, per comprarmelo, e vi sarete privati di qualcosa voi. Non vorrei assolutamente che fosse così, perché vi voglio sapere sempre con tutto ciò che vi necessita. Non desidero altro che venire presto, e provare l’impermeabile, che certamente sarà bello, perché la mia mamma ha molto gusto, e poi conosce molto bene il suo rampollo per saper cosa scegliere. Sono contento altresì di sapere che questo mese vi pagheranno gli stipendi del mese passato e del mese prima, che era stato in arretrato a causa del mancato invio del certificato. Per la prossima volta provvederò a mandarlo con almeno venti giorni di anticipo, così non avrete ad attendere molto per percepire i soldi.

Mi rincresce quanto mi dici nella lettera, perché vorrei saperti tranquilla, ma abbi pazienza, che tutto passa, e anche le cose che sembrano insolubili troveranno una soluzione.

A questo mondo bisogna avere della filosofia, e solo considerando le cose dal loro lato più tranquillante, si può vederle meno tristi. Con ciò non voglio dire che sia da prendere alla leggera quanto dico, ma voglio saperti lieta come un tempo, e con te, pure papà. Se verrò a casa, voglio farvi felici, per far sì che abbiate a togliere dagli occhi la nuvola di tristezza che purtroppo oggi vi tormenta. Certo che io non vedo di buon occhio la seccante continua presenza, che tu dici, perché amo la mia casa e la sua tranquillità.

Spero però che tutto si sistemerà presto, per il bene mio e vostro.

Oggi è domenica, e andrò a vedere il film “Mamma” che vidi già ieri sera. E’ in versione tedesca, ma lo rivedo volentieri, perché ho assistito alla sua rappresentazione nel ’41 quando venni l’ultima volta a casa, e poi mi sembra di rivederti, perché quando assistevo alla sua proiezione a Rivoli, pensavo a te, cara mamma, che tanto bene ci vuoi, e che faresti tutto per saperci felici. Ma io pure farei qualunque cosa per te e per voi tutti, e lo sai pure. Termino, con il ringraziarti ancora una volta per l’impermeabile, e se non sono curioso, quanto costa?

Baci cari e affettuosità a tutti.

Tuo Dino

10 marzo 1943

10.3.43

Carissimi,

ieri sera, al mio rientro dalla gita per prelevamento fondi ho avuto il piacere di ricevere un pacco vostro e una lettera di Silvana.

Nel pacco ho trovato la fisarmonica, dentifricio, cacao, la macchinetta accendi sigari, il lucido, le squisite caramelle, i peperoni in scatola, il cioccolato.

Credevo che ci fosse il portasigarette: non lo avete messo? Ditemi questo per rassicurarmi, perché avevate detto che lo mandavate.

Sono in faccende per prepararvi la cassetta con l’altra lattina, e forse domani la ho completata.

Vi ringrazio tanto, infinitamente, per tutto ciò che mi avete mandato, e vorrei mi faceste il favore di togliermi una curiosità: sulla scatola della fisarmonica vi è scritto 60. Costa effettivamente quel prezzo? Mi sono meravigliato perché nel ’39 la avevo pagata precisa 10 lire. Stamattina mi sono permesso il lusso di offrire una (dicesi una) caramella ad una simpatica persona che abita qui di fronte. Tanto perché anche i miei amici che hanno pure ricevuto il pacco, lo hanno fatto, ed io non voglio essere da meno.

Mi fa ridere nana1 nella sua lettera, che mi dice di chiedere la licenza, così me la danno. A quest’ora ho già fatto diventare tutti storditi con le mie lagnanze qui, ma non mi hanno ancora mandato perché esigenze di carattere superiore lo hanno vietato finora, e prima fra tutte quella che devo attendere la fine del turno. Abbiate quindi pazienza, perché io verrei tutti i giorni a casa, ma, come vi potrà dire il cugino di Mary, non è dato da mia …

1 Soprannome della sorella Silvana

8 marzo 1943

8.3.43

Carissimi,

Vi scrivo solo stamattina, perché ieri sera, domenica, avevo in ufficio gli amici, ed allora non ho potuto. Ieri è stata una giornata freddissima, e da due giorni piove. Oggi non piove più, ma è tutto nuvoloso. Domani andrò a fare la gita mensile per prelevare i fondi, e spero che ci sia il sole.

Da alcuni giorni non ho vostre nuove, e spero che domani, giorno dell’arrivo dell’aerea vi sia qualcosa, così domani sera rientrando dal lungo viaggio, mi rallegro.

Ieri ho ricevuto una lettera dello zio Peppino1, sulla quale mi dice pure che voi state bene. E’ tutto per me, e sono contento di questo, perché è l’essenziale.

Ho qui la lattina piccola piena d’olio ed una bottiglia da un litro assieme. Oggi, se trovo il tempo , cercherò di procurarmi una lattina che, debitamente saldata, conterrà l’olio della bottiglia, e poi spedirò il tutto. Siete contenti?

L’ultimo pacco portava la data del 23 febbraio, ed a quest’ora è in viaggio verso voi.

Naturalmente dovrete attendere ancora un pò, ma vi giungerà. Mi preme che venga a voi, perché contiene anche del sapone che per voi è pure prezioso. Così potrete, con questi due invii, fare le insalatine primaverili di cicoria e sarset2 che a me piacciono pure tanto.

Il vostro pacco dovrebbe essere quasi qui, ed intanto vi mando il modulo per marzo. Se non avete niente da mandare, non importa, manderete il mese prossimo con l’altro modulo.

Vi bacio con affetto. Vostro

Dino

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi (padre di Dino)

2 Nome piemontese con cui viene indicata la pianta da insalata Valerianella locusta