9 agosto 1943

9.8.43

Carissimi,

Oggi, pur non avendo ricevuto vi scrivo, perché ho da inviarvi una piccola fotografia, e il solito certificato per lo stipendio.

Nella prima vedrete un Dino molto rassomigliante ad un ciccione, ma invece in realtà sono più magro. E’ questione di poter mettere in testa alle macchine fotografiche, che non sono così grasso.

Ma loro non se ne danno per intese, ed allora salta fuori quello che vedete.

Stasera dovrei andare a ritirare altre foto, ma non ne ho il tempo per il momento. Appena le ritirerò, al più tardi domani, ve ne invierò una copia.

Il vostro primo pacco non mi è ancora pervenuto, ma è questione di giorni ormai.

Sto perfettamente bene, e così spero sia di voi.

Non ho altro da dirvi, e perciò termino.

Vi bacio tanto, con affetto.

Dino

agosto 1943 (data imprecisata)

Cara mamma,

rispondo alla tua del 29-7.

Mi è giunta ieri sera, e rispondo solo ora, dato che se anche avessi scritto ieri sera, non sarebbe partita lo stesso fino a domani.

Ti ringrazio per il talloncino della Consociazione Turistica Italiana che mi hai mandato, e che mi servirà a dimostrare a quei signori che sono effettivamente socio vitalizio.

Forse non mi hanno più trovato perché bisognava pagare quelle cento lire che mi dite. Perché non mi avete avvisato? Avrei provveduto io a pagare; oramai che sono socio, non vedo la ragione di dover perdere tutto, dopo aver pagato tanto.

Vuol dire che mi fido di Silvana, cioè che abbia scritto lei, come le avevo chiesto, perché così arriva prima la risposta.

Altra cosa della quale non finirò mai di ringraziarti, è l’abbonamento alla Gazzetta del Popolo, che mi porterà le notizie della mia cara Torino.

Sei accorata perché non ti aspettavi il cambiamento di governo da noi, ma vedo che pure tu sei contenta: Come avrete veduto anche voi, il nuovo, paga con la moneta che gli spetta, tutti coloro che hanno mangiato a sbafo durante questo tempo. Ci voleva questo, e noi siamo entusiasti al pari di voi, di questo.

Papà, che ha sempre brontolato quando si diceva del partito, a quest’ora sarà finalmente contento; contento perché lui non ha mai appartenuto a partiti, e perché era un italiano fedele a Casa Savoia e onesto.

Cambiando, argomento, ti debbo dire che mi è rincresciuto moltissimo che abbiate perso la fotografia in costume da bagno, perché era molto bella. Oggi o domani porterò a stampare altre fotografie fatte in terrazza con amici, e che sono qualcosa di bello.

Ve le manderò appena saranno pronte.

Per la Philips, pazienza, se deve fare quel che non si può, non fa nulla. Ho avuto le fotografie, (quella grande in barca, e le altre quattro piccole). Ti ringrazio tanto.

Io sono sempre in ottima salute, e sto benissimo. L’altro ieri sono andato al mare a fare la solita gita, e ho trascorso una bellissima giornata. Il mare era agitato, ed era tanto bello così. Giorni or sono è partito il vaglia di luglio di lire 916.=mi darai poi comunicazione? Ti penso sempre, come penso tutti voi, e con tutto il mio affetto ti bacio tanto. Tuo Dino

30 luglio 1943

P.M.29, 30-7-43

Caro papà,

rispondo subito alla tua cara del 19 corr., per farti sapere che sto bene, e che mi ha fatto tanto piacere ricevere tue buone nuove.

Apprendo che hai telefonato allo zio Carlo1, e che ti ha detto di chiedermi da chi dipendo direttamente per la licenza. Dispone per i trasporti militari, il Comando dell’11^ armata2P.M.23; però i posti vengono assegnati al Reggimento dalla Divisione; solo qui da noi poi ogni militare che aspetta, viene inviato in licenza, a seconda del turno. Quindi, eccoti accontentato. Credo però che fai bene a credere poco allo zio, visto che finora non ha mai detto nulla di positivo, già fin dal tempo che ero a Condove.

In ogni modo, anche senza il suo aiuto, noi siamo contenti lo stesso, no? Trascorro le mie giornate tra ufficio e qualche passo in piazza la sera, e ti posso assicurare che non mi posso lamentare della mia vita, che sarà monotona, non lo nego, ma che per voi, che siete in pensiero per me, deve dare affidamento che la mia salute è ottima, e che ingrasso a vista d’occhio.

Silvana e Wally sono in licenza, e se la spassano come possono! Avrei voluto essere anch’io con loro durante le loro ferie, ma purtroppo verrò quando le avranno finite. Vuol dire che non mancherà tempo per rimanere assieme.

Mi rincresce immensamente che il giardino sia tutto bruciato dal gran caldo; tutti gli anni, o la grandine, o il calore, rendono nulle le tue fatiche per portarlo ad un livello di produzione, che vi dia tranquillità.

Pazienza! Sia fatta la volontà di Dio!

Prendo nota con piacere che mamma mi ha già preparato gli abiti, e che aspettate solo me per farmi confezionare quello comprato da fare.

Ti raccomando però di non andare in giro in mutande, nell’attesa della scelta, perché è meglio che tu prenda uno dei due tagli, e ti faccia confezionare il vestito. Ti pare? Io sarò contento lo stesso, e caso mai, guardate voi quale dei due si addice ad un ventenne quale io sono !

Nella tua lettera ho trovata la bellissima fotografia fatta nel ’41 a Po in barca, e ti prego di vedere se ve ne fossero altre copie, possibilmente piccole; caso mai facendole ristampare, perché ho molte ammiratrici (non so di cosa) e devo accontentarle tutte, dato che loro hanno accontentato me. Mi basterebbero quattro o cinque copie piccole. Mi farai questo favore? Non ti spaventare per queste mie amichette; sono innocue, e poi mi guarderò bene dal fare il cascamorto. Non sono più il Dino di un tempo. Sono troppo furbo per farmi prendere in giro da chiunque3.

Spero che tu sia contento della mia sollecita risposta; farò sempre il possibile di risponderti immediatamente, perché questo mi fa tanto piacere. Sii certo che ti ricordo sempre e ti voglio tanto bene; per fare questo, non necessita dirlo per iscritto ogni momento: Basta sentirlo nel più profondo del cuore.

Con tanti bacioni cari ti saluta il tuo Dino, e saluta pure mamma e sorelline.

Ciau papalino !

Con affetto Dino

1 Fratello di Luigi, il papà di Dino

2 L’XI Armata si vide affidato l’onere dell’occupazione militare delle regioni greche. Fu un compito gravoso per l’Italia quanto a uomini e risorse impiegate, anche se molto discontinua quanto a opposizione armata incontrata. La Resistenza greca fu molto attiva nelle regioni settentrionali, Epiro e Tessaglia, mentre nel Peloponneso e nelle isole non fu mai particolarmente forte, lasciando alle unità italiane lì stanziate compiti più di polizia che di repressione violenta. A dispetto dell’ostilità dimostrata al momento della resa nell’aprile 1941, con il passare del tempo l’atteggiamento della popolazione greca divenne più benevolo nei confronti degli italiani, il cui comportamento in linea di massima aveva poco a che fare con i metodi di occupazione violenta dei tedeschi. (da Wikipedia, voce “Campagna italiana di Grecia”)

3 I contatti con Teresina si sono del tutto interrotti come risulta dalla lettera del 28 aprile 1943, l’ultima in cui viene citata

24 luglio 1943

P.M.29 li, 24-7-43/XXI

Carissima mammina,

rispondo subito alla tua del 16 c.m., visto che ne ho il tempo.

Stamattina ho accompagnato alla stazione il mio carissimo amico Tarquinio Merlin1, che voi tutti ben conoscete, e col quale ho trascorso dei bei giorni qui. E’ partito, e con lui è partito il mio cuore, perché su quella tradotta lo ho lasciato, per voi. Penso tanto al suo viaggio, e cerco di immaginarmi dove si trova. Certo che da tanto più tempo di me non veniva a casa, e se lo meritava perché è tanto bravo, e si è fatto benvolere dai superiori. Io se non vengo ancora è perché non hanno ritenuto opportuno ancora mandarmi, visto che vi sono altri che hanno precedenza su me, a causa del tempo che mancano da casa.

Merlin ti parlerà di me, e vedrai che ti dirà in maniera da farti parere che io non sia qui, ma con voi tutti. Ti ringrazio tanto per il pacco inviatomi e per quello che dici di avere in spedizione.

Il primo non mi è ancora pervenuto, ma non tarderà, essendo da ben 22 giorni in viaggio. Te ne darò ricevuta appena lo avrò; a mezzo Merlin vi ho mandato il libro regalatomi dalla maestrina di Roma, ora trasferita a Pesaro, Rina Zamagni2; lo avevo detto che ve lo inviavo, ma mai ho avuto occasione di poterlo fare. Mi direte se è bello. Parla tutto della vita giapponese e pare di viverla in esso.

Mi rincresce che il postino sia triste quando vede che ricevete posta da me, perché pensa a Sabino3, che non ha ancora scritto. Povero Fornas4 ! E nasconde questo suo turbamento con un sorriso malato. Ti prego di porgergli tutti i miei saluti, e l’augurio, che è certezza, che il caro Sabino scriverà. Vedrai, che se lo dico io porto buona ventura, e presto avrà sue notizie.

Avevo già appreso che avete comperato i sei pulcini, allo scopo di allevarli e avere così della buona carne. Mi rincresce che uno di essi sia morto. Al pensiero però, permettimi di dirlo, di doverne mangiare qualcuno quando verrò io, mi rincresce, perché mi pare di mangiare una personcina cara che ha vissuto con me a lungo. Chissà perché ho queste idee stupide !

Apprendo che papà deve fare tanta strada a piedi per andare al lavoro, dato che non sempre trova i tram. Io seguo sempre con ansia le notizie del bombardamento di Torino5, e ti pregherei di volermi scrivere, il giorno dopo (voglia Dio che non succeda più) del bombardamento, perché sono in pena. Possa fare affidamento su ciò ?

Avete avuto i vaglia del mese di Giugno, va bene. Ora domani porterò alla posta quello del mese di Luglio, per un importo di novecento e più lire, essendo compreso in esso il premio in denaro in luogo di licenza non fruita durante l’anno 1942-43. Mi darete poi a suo tempo notizia del ricevimento di questo, e spero che vi sia di aiuto nelle difficoltà della vita quotidiana. Come vedete, tutto quello che posso, faccio, perché il mio più grande pensiero è la vostra tranquillità, cara sopra ogni cosa al mondo.

Hai avuto il portafoglio che avevo ordinato e pagato a mezzo vaglia ad una ditta di Bologna ? Spero di si, e caso mai lo includerai nel pacco, perché mi serve. Ti pregherei anche di un favore: Quando ritornò il cugino di Mary dalla licenza, mi portò un paio di occhiali da sole, che poi si sono rotti, e non li ho ancora pagati. Mi ha detto l’importo solo ieri, e ti prego di fare avere le 60.= lire che devo, alla amica di Wally; che poi le farà avere ai famigliari di suo cugino.

Ti ringrazio per la lunga lettera, e con tutto il mio affetto ti bacio e abbraccio, e con te cara mamma, anche papalino e sorelline.

Ciau,

tuo Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Madrina di guerra di Dino

3 Probabilmente un amico alpignanese di Dino

4 Molto probabilmente il postino, padre di Sabino di cui alla nota (3)

5 Il 13 luglio 1943 vi fu il più drammatico bombardamento su Torino in termini di vite umane, con 792 morti. Per dare un’idea il secondo più grave bombardamento si ebbe l’8 dicembre 1942 e causò 212 morti.

6 luglio 1943 – 2

6.7.43

Carissime sorelline,

vi rispondo con unica lettera, perché altrimenti non farei a tempo stasera a scrivere singolarmente, e poi devo scrivere anche a papà e mamma. Oggi ho avuto due lettere: una vostra ed una di mamma e papà. Le attendevo perché da tempo ormai non avevo vostre lunghe lettere, e perciò potete immaginare con che gioia le ho lette. Voi come al solito instate: ma oramai si è chiusa la stagione. Io seguo la vostra attività a mezzo del “Popolo delle Alpi1” che parla sempre delle filodrammatiche, e della “Philips” in particolare. Nana2 ha fatto diverse fotografie, e speriamo che si ricordi del fratello, almeno con quella promessa.

Wally mi dice che manda la mia posta a Mary, e la ringrazio per la premura. Se tu cara Giga3 vedi Mary o le scrivi, dille pure che se non ha la foto che le ho richiesto, non fa niente, me ne mandi pure un’altra, per non disturbarsi, e poi perché chissà quante e lunghe ricerche dovrà fare.

Mi fa ridere l’asserzione di Mary, secondo la quale io le scrivo solamente per l’amicizia che ha per Wally. Come è bambina! Non scriverei tanto volentieri e così di frequente!

Dille che non pensi così perché non va bene, e poi non sono certamente uno di quelli che sono capaci a mantenere a lungo una corrispondenza non gradita.

Stasera sono stato al cinema a vedere “La traversata nera” un film discreto dove figurava anche Carnera. Così è giunta l’ora della corrispondenza, e mi ci sono gettato con buona volontà.

Ora scrivo a papà e mamma, quindi termino.

Vi bacio tanto affettuosamente

vostro Dino

1Rivista filogovernativa

2Soprannome della sorella Silvana

3Soprannome della sorella Wally

6 luglio 1943 – 1

6.7.43

Cara mamma,

dalle tue righe pervenutemi oggi, ho appreso che stai bene, e che ti preoccupi per il pacco da spedire. Non avete ricevuto la mia dove vi dicevo di spedirmelo? Allora ero certo che sarebbe arrivato per tempo, ma ora… chi lo saprebbe dire con precisione? Avevo bisogno degli occhiali da sole ma per ora, se non li hai spediti, non farlo, perché anch’io sono in sospeso di continuo, e non so se fra un mese, fra una settimana, o quando, potrò venire. L’ultima la vuoi sapere? Forse dovrei venire, per servizio, via aerea. E’ una notizia troppo bella, che però prendo con le dovute riserve, dato che non sono ancora partito. L’importante è che io possa riabbracciarvi presto, e che possa vivere con voi qualche bella giornata. Non preoccupatevi se ritardo ancora, è questione di tempo, e verrò.

Speriamo che gli zii siano di parola e mantengano le promesse fatte a papà. Io sto sempre ottimamente, e continuamente vi penso.

Con tutto il mio grande affetto ti bacio.

Tuo Dino

1 luglio 1943

1.7.43

Mia cara nana1,

non ti so descrivere il piacere che mi ha procurato la tua lettera pervenutami oggi, tanto più che da diversi giorni ero privo di vostre buone nuove. Ti ringrazio innanzi tutto di avermi scritto così a lungo di quello che fate voi, delle vostre gite, recite, e… della tua mansione di capo famiglia quando mamma era andata a Rubiana. Immagino l’importanza che ti sei data, e la sottomissione della “giga”2. Brava sorellina, vedo che aumentate di grado, e che presto alla Philips, non avendo un incarico elevato come quello che vi spetta, sarebbero costretti a mandarvi a spasso. Vi raccomando perciò di non aumentare troppo di grado.

Stasera sono stato al cinema a vedere il film “Capitan Tempesta”. Un gran bel filmone. Domani si proietterà “La corona di ferro”, e andrò pure a vederlo. Come vedi non mi mancano gli svaghi.

Io pure faccio la cura del sole, sia pure ridotta, dato che a mezzogiorno preferisco stendermi sul mio lettino e schiacciare un pisolino. Ma sono già abbastanza abbronzato.

Dalle righe che ha scritto mamma apprendo che avete avuto il vaglia di £ 320 di maggio. Bene! Vi raccomando quando mi farete il pacco, di includerci quel poco di sigarette richieste, se vi è possibile. E pure affido alla tua bontà il compito di ricordare di inviarmi poi le copie, come già richiesto, delle fotografie inviatevi. Intanto termino con l’inviarti tanti baci cari, e con te a tutti. Affettuosamente. Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Soprannome della sorella Wally

27 giugno 1943

P.M.29. 27.6.43

Carissimi,

vi scrivo al solito, come ogni domenica sera, per tenervi informati circa la mia licenza.

Finora non se ne fa niente, non essendovi domani la partenza dei licenziando. Non allarmatevi per questo, perché spero invece bene per i prossimi giorni, e voglio che voi pure abbiate ad essere calmi come me.

Vorrei pregarvi di un favore: Sapete le fotografie che avevo fatto in terrazza ultimamente, non quella mandatavi giorni addietro, ma quelle due in divisa, bene riuscite, dove si vede anche la chiesa?

Avrete certamente ricevuto le negative, e vi prego di mandarmene due o tre copie per esemplare; anche di quella in pantaloncini da sola, un paio di copie.

Domani mattina porterò i vaglia alla posta, fra i quali vi sono i miei due, per premio in denaro in luogo di licenza. Mi farete il favore di darmene comunicazione.

Oggi è domenica, e sono di servizio. Ho atteso vostre nuove, ma finora niente. Può darsi che domani, quando meno me l’aspetto, riceverò.

Sto sempre ottimamente bene, mangio a quattro palmenti, e vi penso continuamente con tanto affetto.

Bacioni affettuosi e abbracci cari dal vostro Dino

6 giugno 1943

P.M.29, 6 giugno 43

Carissimi,

Oggi è domenica, e quindi vi scrivo, come tutte le domeniche, per tenervi informati della mia probabile partenza. Oggi ancora purtroppo debbo dirvi che non vi è ancora nulla in vista, dato che domani partiranno pochissimi. Aspetterò dunque ancora questa settimana, e domenica prossima potrò ancora dirvi qualcosa di preciso.

Come dettovi nella mia precedente, si tratta di aspettare qualche settimana, e poi verrò, dato che me lo hanno promesso, e so che se dicono una cosa è perché hanno la certezza di mandarmi, e poi non vedo la ragione di non mandarmi. Tutto sta, come dissi, nel vedere se vi sono partenze in settimana. Ieri ho avuto una lettera di mamma, che attendevo, e ne sono stato contento. Vedo da essa che anche voi capite che la mia lunga lontananza è portata da cause di forza maggiore, e che bisogna considerare questo, e che sto compiendo il mio dovere in un luogo lontano e nel quale bisogna che tutti noi siamo vigili e perciò, bisogna che anche voi sappiate questo, e pensandovi, pur soffrendo, siate sicuri che il vostro soldato è con voi, e che se potesse, verrebbe a darvi pace, ma se attende, è perché deve attendere che venga il suo turno, non lontano; tante volte avrei potuto dirvi che ero in procinto di venire a casa, ma sempre mi tenni questo desiderio in cuore, perché sapevo benissimo che avrebbe potuto portarvi a facili illusioni. Ora, se vi dico che verrò presto, è perché ne ho la certezza.

Ho saputo che Mary1 voleva la fotografia mia fatta a Torino in Po, e ho mandato a Wally la negativa, per farla ristampare, così non avrete da privarvi di fotografie mie, e anche io non voglio che ne restiate privi. Domani andrò a fare la solita gita, e cercherò di fare il possibile di immergermi in mare e fare un bel bagno. Passerò certamente una bellissima giornata, dato che il tempo qui è sempre bellissimo, con un sole che spacca le pietre.

Stasera andrò in piazza a sentire la musica, e poi se potrò avere il permesso, anche al cinema. Così passerò bene la serata, e domani ricomincerò la settimana, lietamente. Non state in pensiero per me, perché sto molto bene in salute e non mi manca niente.

Mi mancate solo voi, ma presto non più, e quindi, perché rattristarsi? Ricevete tanti baci cari dal vostro Dino.

1 Amica della sorella Wally

30 maggio 1943

Carissimi, a mamma in particolare,

Ho avuto ieri sera le lettere di mamma e nana1 in data 24.5 e 25.5, con mia grande gioia. Purtroppo una cosa mi fà male, ed è il sapere che voi siete tanto sopra pensiero per la mia licenza. Finora avevo sempre taciuto su quello che riguardava la mia venuta, perché volevo che le cose fossero certe. Ora, dopo la vostra giunta ieri, devo sbottonarmi, per non farvi stare tristi. Devo però preavvisarvi di una cosa: che quello che sto per dire può essere certo, assolutamente certo, ma bisogna sempre prevedere l’imprevisto, come è successo a me oggi. Dunque, domani avrei dovuto partire per la licenza, ma non sono stati assegnati posti. Avevo già tutto pronto, e speravo di darvi la bella notizia, ma come detto, non ho potuto partire. Il prossimo lunedì (si parte in tale giorno) certamente partirò. Abbiate quindi pazienza, e quando avrete questa mia forse sarò in procinto di darvi la lieta novella. Va bene? ora sapete, e quindi spero sarete contenti. Avete aspettato tanti mesi, che ora che si tratta di giorni, e con la certezza, spero non avrete da trovare il tempo interminabile.

Il vaglia che mi dite giunto ma scritto da altra calligrafia, non lo ho scritto io trovandomi fuori per servizio, ma il furiere, e quindi oggi scrivo a mano per tranquillizzarvi.

In questi giorni proiettano il film “L’avventuriera del piano di sopra”, e stasera andrò a vederlo. Voi lo avete visto?

Riguardo a ciò che mi chiede “Nana” per la sua amica Giordanino, credo che di amici del 1913 non ne avrò. Ne avrò tutt’al più dal ’16 in su fino al 1924. Siamo tutti giovanottoni. In ogni caso se fa lo stesso, provvederò io. Attendo solo risposta.

Intanto prego la cara mamma di prepararmi il vecchio abito per i primi giorni che arriverò, e una bella camicia. Come sono contento! ogni giorno che passa mi avvicina all’arrivo a casa.

La sera alle volte faccio dei ragionamenti mentali, e penso a quando arriverò a casa, alle belle giornate che trascorrerò con voi.

Sono contento che abbiate avuto le fotografie fatte al parco, e vi prego di non spedirmi il pacco con gli occhiali da sole, perché arriverebbero qui, mentre io arriverei a casa.

Ringrazio di cuore per gli auguri di buon onomastico, e vi bacio con tanto affetto.

Vostro Dino

P.S. mi ha fatto pena la notizia di Sabina2.

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Persona non meglio identificata