24 maggio 1941

Silvana, quello ricordato dopo non interessa, farò bene, sperando giunga.

Grecia 24.5.41 XIX

vi ho accluso 10 dracme!!!

Carissimi,

Gradita mi giunse oggi la vostra dalla quale apprendo del felice arrivo a destinazione dei due fazzolettini.

Sono poca roba, ma un ricordo che rimarrà e farà da testimone. Stamane ho avuta la negativa che vi accludo di una fotografia fatta durante l’avanzata, tempo addietro al famoso nodo stradale che tanto i giornali nominarono nell’ottobre scorso e ultimamente: kalibaki!!! La stampa relativa la ho lasciata al sergente mio amico che è stato ritratto dal nostro tenente assieme a me. Altre fotografie sono venute male, e perciò non le hanno stampate. Questa la farete stampare e poi me ne manderete tre copia o quattro. E’ molto bella.

Le altre che avete, mandatemele, ché, come avrete appreso da altre mie precedenti, non potrò per il momento spaventare Wally a causa dei 5 o 600 km. aggiuntivi e che diverranno ancora maggiori in seguito. Quanti monti ho valicato, quanti paesi ho visto, e città. Ma fra le tante, Giannina, su un lago stupendo, con i suoi minareti sulla penisola spingentesi sul lago: un paradiso. Un’altra cosa ho visto che mi ha colmato la vita di stupore: Un laghetto incassato fra i monti, di un colore azzurro cupo, del quale si vedeva il fondo. Uno spettacolo del quale mi ricorderò fino che vivo. Sono giorni e giorni che mi sposto, quindi posso scrivere poco. Ho fatto già parecchi bagni in lago.

Presto attraverserò un braccio di mare Egeo. La mia salute è ottima. Fa un caldo enorme qui. Le fotografie spero di farle ancora in riva al mare. Silvana, ricordi quello che ti avevo detto? Mi dirai se è vero? Se hai visto? Ricordati!!!!. Mi ha fatto impressione la morte di Bertiglia1. Povero ragazzo! Io in mezzo alla morte sono stato risparmiato mentre lui!… E’ la vita! Ricevete tanti bacioni cari dal vostro Dino

Saluti cari ad Enrico.

Vi accludo 10 dracme corrispondenti a £ 0.65 circa.

Conservatele quale ricordo della Grecia.

Pensate che con due lire in città si mangia un pranzo e frutta. con due lek danno 5 aranci che pesano quasi due chili, e con la buccia come i mandarini. Sono buonissimi.

1Amico di Dino

20 maggio 1941

A Famiglia

Ferrero Luigi

Via P.Umberto 28

Alpignano (Torino)

Mittente

Ferrero Dino

Caporale

Com. 59° Art. “Cagliari

uff. amm.ne

POSTA MILITARE 29/A

20.5.41 S. Bernardino

Carissimi,

Questa è la seconda tappa: altre 18. Sono in riva a un lago bellissimo e poetico. E’ molto grande e vi si specchia una bella città. Al solito sto bene e vi ricordo sempre.

Tanti baci cari Dino

14 maggio 1941

Saluti da Merlin1 che è qui con me

Zona d’occupazione 14.5.41 XIX

Carissimi,

ieri sera vi scrissi una cartolina in franchigia preannunciandovi questa mia. Oggi come prevedevo ho un’ora o due di riposo, che dedico in gran parte a voi. Comincio col dirvi che quello che preannunciai nella mia precedente circa il mio prossimo ritorno, è stato tutto un succedersi di voci che poi sono cadute nel nulla. Per il momento siamo qui e si prevede un balzo in avanti di parecchie centinaia di chilometri. Domani ci sistemiamo in un paesino qualche chilometro indietro e forse darò momentaneamente l’addio alla gelida e pur utile tenda.

Non mi aspettavo una presa in giro così da parte del signor Venezia2. Ero tutto contento perché vi davano quelle trecento lire, e invece per il momento vedo che non se ne fa niente.

Voi insistete, fate i passi necessari, e vedrete che alla fine tutto andrà per il meglio. Se poteste parlare col cav. Gagliardi Segretario del Fascio sarebbe meglio perché a lui ho scritto, e mi aiuta se può.

A tutti noi ha fatto impressione che il 5 maggio ha nevicato. Roba da non credersi! Si vede che il tempo è pazzo.

Giorni addietro mandai in una lettera due fazzolettini di Berat, molto carini come ricordo. Mandatemi a dire se li avete ricevuti.

Domani piglierò la quindicina e vi manderò 180 lire. Anche per queste mandatemi poi a dire se avete ricevuto.

E i saluti per radio li avete ricevuti? E le mie fotografie stampate che vi mandai ancora quando ero a Fier Sheganit?

L’ultima volta che sono stato a Tirana ho visto il cognato di Teresina, e mi ha invitato a casa sua, e siamo andati assieme al caffè.

Presto, fra pochi giorni, sono già quattro mesi che manco dal Piemonte. Tre giorni fa era il 14° mese. Poco manca alla fine.

Oggi a mezzogiorno mentre “tiravo”3 la mia abituale carne, pensavo alle fragole che voi avete così in abbondanza in giardino e alla lasagna che tu mamma hai promesso per quando verrò. Quante volte si pensa alle belle scorpacciate di frutta, ai bei pranzetti che si facevano, e viene l’acquolina in bocca.

Coloro che la guerra la vedono sulle carte non sanno che sia vivere sui monti e i disagi che comporta questa vita, senza nemmeno l’indispensabile. Sono contento di fare tutti questi sacrifici perché li faccio per il vostro non lontano benessere.

Allora papà, ti si è accollato altro lavoro con Caprie. E a Torino vai anche per me. Bisogna aver pazienza.

QuandoEnrico4 verrà sotto, se viene nel reggimento come il nostro deve scattare davanti ad un caporale, massimamente qui dove abbiamo una disciplina ferrea. Vorrei venisse qui per essergli insieme e far sembrare meno lunga ogni giornata.

Con i più cari saluti e baci vi ricordo sempre, il vostro Dino

Ciau Larduni5, ciau Giga6!

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Probabile conoscente di Dino

3 Modo di dire per spiegare che la carne del rancio è così dura da dover essere tirata coi denti per strapparne un pezzo alla volta

4 Amico di Dino

5 Soprannome della sorella Silvana

6 Soprannome della sorella Wally

25 aprile 1941

25.4.41 XIX

Carissimi Ho tardato a scrivervi perché tanti avvenimenti grandiosi abbiamo vissuto qui in zona d’operazioni. Chissà tutta la gioia che vi ha pervaso quando avete sentito dire che le armate greche hanno capitolato. Vi ho visti vicino alla radio con tanta gioia d’attorno: sbaglio forse? L’ultimo atto di questa durissima guerra è stato dunque la presentazione all’11ª Armata della resa a discrezione. L’Armata d’acciaio, l’11ª, ha stravinto con la sua strapotenza. E un’altra liquidata!

Chi ancora è così ingenuo da credere nell’aiuto inglese? A giorni anche sull’altro fronte si deciderà sicuramente una grandiosa vittoria. Sapete che voce circola? Che ci prepariamo (almeno la nostra gloriosa e piena di puri eroi divisione) a partire per rientrare. Ma, non date ascolto a ciò che si dice. Una cosa è certa: sono vivo e sano, presto, molto presto sarò nuovamente fra voi. Siete contenti? A me questo pensiero toglie ogni stanchezza, ogni ricordo di giornate tristi.

Fra due o tre giorni forse andrò giù molto in giù, nei territori ex Greci, ma oramai italiani. (Sapete quanti sono i Greci arresi? Circa quattrocentomila).

Negli ultimi tempi avevamo contro noi molti inglesi, ne fanno fede gli elmetti alla “Don Chisciotte” caduti in nostra mano.

Le fotografie le possono stampare? Le avete ricevute?

Nel pacco dello zio Peppino1 vi erano tavolette di cioccolato caramelle in quantità, una decina di fazzoletti modernissimi.

Li ho conservati perché ne ho già una quindicina regalatimi da un mio amico.

Ho ricevuto la gradita lettera dalla cara Silvana. Presto balleremo neh? E tanto, per la grande vittoria, per la gioia! Ho mandato nuovamente i saluti all’E.I.A.R. anche perché Teresina2 ha sentito quelli diretti a voi e si è lamentata che di lei mi sia dimenticato. Quindi in ascolto! Ricevete tanti bacioni dal vostro Dino

17 aprile 1941

Fronte 17.4.41 XIX

Carissimi,

Ieri sera ho potuto avere le negative delle fotografie che tanto attendevo. Peccato siano molto chiare, quindi renderanno problematico lo stamparle sulla carta. Però, (almeno quella con l’albanese e la donna con l’anfora) spero riesca perché è più scura. Le negative sono mal riuscite perché il rotolo si era guastato nella macchina, e girando si è rotto. Vi raccomando di insistere presso il fotografo per sviluppare almeno quella sopra nominata. A me di essa ne manderete tre copie. Delle altre, due.

Stamane ho fatto un vaglia di lire 160.-

Ho potuto mandarne più del solito perché ho preso 170 e centesimi, dovendo avere gli arretrati del grado. Ho tenuto 10 lire, e credo non abbia bisogno di più perché per il momento non ho bisogno di alcunché. Vuol dire che, se in conseguenza dell’avanzata, avessi bisogno di qualcosa, li terrò la prossima volta, ma dubito di ciò. Avete sentito che colpi abbiamo inferto al nemico?

La mia cara vecchia divisione ha fatto cose mirabolanti, e forse ne verrete a conoscenza. Siamo molto ma moltissimo avanti. E i cari fessi inglesi come al solito si sono reimbarcati.

Questa volta però non troveranno molti approdi sicuri, perché prestissimo anche dall’Egitto dovranno andarsene.

La mia salute è ottima, e sovente ricevo vostre notizie. Con tanti saluti cari vi giunga tutto il mio affetto e i miei baci.

Vostro Dino

30 marzo 1941

30.03.1940 XIX

Cara mammina,

oggi dopo tanto desiderarla, ho ricevuto una vostra lettera. Erano già quattro giorni, da quando cioè avevo ricevuto da Silvana, che non sapevo più niente di voi.

Ho appreso così che mi hai mandato un pacco, e ti ringrazio tanto. Di solito impiegano 15 giorni a giungere, quindi ho ancora un po’ di tempo. Dello zio Peppino1 ho già saputo in precedenza. Appena ricevuto, ringrazierò. Per la polvere insetticida, ve ne è bisogno, perché non “ne ho ancora”, ma ne ho altri. Siamo tutti pieni, ma la polvere me la ha data un amico, e ne ho più che a sufficienza.

In quanto a un mio probabile cambiamento di mansioni, e cioè alla ripresa dell’attività mia speciale, rassicurati, non è possibile, a causa dell’occupazione che ora ho.

Ferri2 non lo ho visto che tre settimane fa quando mi fece leggere una vostra lettera. Da allora non ne ho saputo niente perché è distante da me.

Avete ricevuto le mie violette! Pure io ho ricevuto le vostre, e conservavan intatto il profumo.

Mi rincresce, che non facendone cenno, non hai ancora ricevuto il vaglia di £ 105. Se non lo hai ancora ricevuto quando leggerai questa mia, mandamelo a dire che provvederò.

Domani, se piglierò la decade, (essendo per ora al verde), manderò il regalo di Pasqua a Silvana e Wally.

Hai visto cara mamma che in Libia gli inglesi si ritirano? L’ora delle botte stà per scoccare!

Qui da noi fa un caldo asfissiante come a Tripoli. Andiamo in giro in maniche di camicia e a torso nudo.

Ho fatto delle fotografie con la macchina di un mio compagno, e domani le porto a sviluppare. Speriamo che te le possa mandare al più presto.

Ho ricevuto quella di papà con i sarset, e mi ha fatto ridere al pensiero di tutte le risate che facevamo su per i boschi e i prati. Bei tempi!

Mi sono fatto con due spilli due ami, con i quali pochi minuti al giorno vado a pescare nelle paludi che qui ovunque sono. Prendo qualche pesce che poi friggiamo.

Forse a noi toccherà un altro compito ora, e tu lo saprai dal giornale, ma sapremo fare sempre il nostro dovere contro qualunque nemico.

I soldi che mando a casa non li tengo perché non trovo quello che vorrei io, e la roba in scatola non la mangio. D’altra parte 1 lira di qui ne vale 1.25 delle nostre, e la roba costa più cara. Con questa lettera, mi sono rivolto a tutti, e come a te, mamma cara, anche a papà. Capite che non ho molto tempo, quindi faccio come posso.

Con tanti baci cari vi giunga il mio affetto. Vostro

Dino

1 Felice Giuseppe Ferrero, zio di Dino

2 Conoscente di Dino

24 marzo 1941

24.3.1941  XIX

Cara mamma,

Ho ricevuto ieri la tua del 20 c.m., quindi in due giorni mi è giunta. Sapevo che a Valona era stata silurata dagli incorreggibili inglesi la nave ospedale Po1, in quanto mi trovavo proprio in questa città quel giorno. Metodo dei nostri nemici è di colpire sempre i poveri feriti che nessuna resistenza offrono alle loro prodezze. E non è la prima volta che io vi assisto. Non per questo noi restiamo scossi, ma sempre più profondo si manifesta il nostro odio, e sempre più ardentemente ambiamo di vincere. Però i prodi della R.A.F. devono lasciarci sempre le penne quando osano lasciare i loro ben muniti nidi. Ne ho visti tanti venire a muso in giù! E poi la nave Po era tutta verniciata in bianco con immense croci rosse! Quindi non è una svista.

Come vedi quando scrivo una lettera cerco di essere dettagliato, e di dire quanto più posso su me e ciò che mi riguarda. In quanto alla voglia di scrivere, non mi manca mai, essendo un piacere immergersi nel ricordi dei cari lontani. Vi ringrazio per il pacco che mi mandate. Pure lo zio Peppino2 me ne manda uno.

Avevo già risposto in merito alla ricevuta delle £ 345

Ho scritto al Segret. Gagliardi per il sussidio, te lo avevo già detto nella mia precedente.

Apprendo che domenica siete stati con la zia Linda3 e compagnia a fare una bella passeggiata, e che vi siete divertiti.

Io qui, non sono in un centro di civiltà, trovandomi in montagna, ma posso dire che la monotonia delle giornate sempre uguali, sia compensata dal lieto vivere con tanti allegri e cari compagni.

La domenica, ecco l’unico pensiero! Mi sembra di viverla stranamente; le stesse abitudini degli altri giorni, lo stesso lavoro. Eppure tante ne sono passate e altre ne passeranno.

Ormai la primavera è venuta ad allietare il mondo.

Enrico4 viene ogni tanto ancora a trovarvi? In questi tempi non ho potuto scrivere a nessuno, e non so come farlo. Ho un sacco e mezzo di risposte da fare, e non ho il tempo. A Wally e Silvana credo non sembrerà una magra scusa, quindi un po’ di pazienza. So che state sempre bene, e ciò mi fa piacere.

Con tanti baci ricevi tutti i miei pensieri affettuosi assieme a papà.

Aff.mo Dino

Anche a Nana e bacino tanti saluti e baci. Dino

1 Affondata nella rada di Valona da un aerosilurante britannico il 14 marzo 1941

2 Felice Giuseppe Ferrero, fratello del padre di Dino

3 Teodolinda Arminio di Monforte, sorella della madre di Dino

4 Amico di Dino

21 marzo 1941

Zona d’operazioni 21/3/41 XIX°

Carissima mamma e papà,

Dopo tre giorni che sono stato impossibilitato a scrivervi, finalmente ho un poco di tempo; mi basta per farvi sapere che stò benissimo, come al solito, e non ho patito nulla della mia ricognizione al fronte.-

Vi dicevo in una delle mie precedenti che avreste saputo di qualcosa attraverso i giornali, ma finora nulla a causa della difficoltà dello spostarsi fra questi monti. State certi però che abbiamo fatto tanto, e se non sapete niente è perché per il momento non si può dire nulla. Ho saputo di come è bello il tempo in Piemonte, da un mio amico che è stato richiamato da pochi giorni. Mi rincresce che non possa io personalmente constatare le veridicità di tutto questo, ma è già una bella soddisfazione vedere uno che venga dall’Italia.

In questi tre giorni sono stato con i miei camerati nelle posizioni che abbiamo occupato. Il bel tempo ci aiuta immensamente, e per esso potremo avere quelle soddisfazioni che altrimenti vanamente cercheremmo.

Ho ricevuto ieri sera da Pippo1 e da Wally due lettere.

Dal primo ho saputo che si trova ad Aosta, e dice che la vita militare è al principio dura e che non credeva di dover affrontare tanti disagi. Mi rincresce per lui abituato nelle piume, ma io ho fatto tanti di quei sacrifici, che da una parte sono contento che pure lui impari cosa voglia dire vivere la vita senza altro scampo che quello di montare di scuderia.

Ho tante sigarette nazionali, macedonia confezionate appositamente per noi, e vorrei poterle dare a papà, ma non posso perché non possiamo fare dei pacchi, ma spero di poterle portare con me al mio prossimo ritorno, cioè appena sarà giunta la vittoria.

Ieri ho mandato un vaglia di lire 105, perché non avevo di più. Quelle 5 lire servono per arrotondare le 45 dell’altra volta.

Al comando di Reggimento mi avrebbero già promosso caporale, se il mio tenente avesse fatto la proposta come va fatta. Però oggi o domani la farà con le dovute norme, ed allora fra poco tempo piglierò 30 lire in più al mese.

Volevano ancora pigliarmi, a causa delle ferite e morti di radiotelegrafisti, su al comando, ma non hanno potuto essendo io indisponibile all’ufficio amministrazione.

Enrico2 è stato chiamato?

Dovrei fare a giorni una fotografia, ma questo dipende da colui che ha la macchina, e non so se potrà presto farmele.

Domani mattina andrò in città a fare delle operazioni in banca, e così bighellonerò un poco .-

E voi state tutti bene? Me lo auguro, perché pure io godo ottima salute. Attendo di ora in ora una vostra lettera, che mi dica questo.-

Per il momento non ho altro di importante da dirvi, e credo che per domani posso scrivervi una cartolina in franchigia, ma in caso contrario, non mettetevi sopra pensiero, perché altra causa non è se non il lavoro, l’eterno lavoro, che verso la fine del mese a causa degli stipendi mi occupa anche molte ore della notte.-

Ricevete tanti bacioni e saluti da Dino che sempre vi ricorda .-

Vostro Dino

1 Giuseppe Ferrero, cugino di Dino

2 Amico di Dino

16 marzo 1941

P.M. 22/A 16/3/41 XIX°

Carissimi mamma e papà,

Come promesso vi scrivo queste poche righe per informarvi della mia ottima salute. Ieri scrissi a Silvana, e per essa a tutti, e a quest’ora forse avrete già ricevuto.

Oggi, domenica, mi sono fatto bello, cioè ho tagliato la barba, lucidate le scarpe, e ho lavorato poco. Però non è detto che prima di sera non mi capiti di avere un monte di cose da fare.

Da parecchi giorni qui fa un tempo magnifico, e l’unico inconveniente che ha reso freddo, è stato il ventaccio che tre giorni addietro ha soffiato con violenza. Oggi è proprio una giornata degna della primavera italica, e mi immagino che da noi con questo bel tempo vi sarebbe da fare una bellissima gita. Il cioccolato che ho ricevuto ieri sera, mi è servito a fare un bel cioccolato in cucina. Ma non crediate che lo abbia adoperato tutto. Ne ho almeno per due mesi.

Intanto per quanto riguarda il nostro agire, per il momento non posso dire altro che si combatte acerbamente in prima linea, perché la guerra non è fatta per i comodi e nemmeno per le facili cose. Per sapere cosa essa sia nel vero senso della parola bisognerebbe venire qui. Clima, uomini, montagne, tutto ha contribuito a rendere pieno di difficoltà il compito dei soldati d’Italia.

Ed ora che bisogna snidare il nemico dalle munitissime posizioni, non mente umana può rendersi conto delle difficoltà. Chi è stato qui, è tornato indietro con la meraviglia più grande: Come hanno fatto i nostri soldati a compiere così immani sforzi? La fede sola che tutti ci anima, può tanto!

Domani prendo la quindicina, e manderò altre foto con barba!…

Ditemi poi se avete ricevuto. E le violette del pensiero le hai piantate, papà? Immagino la loro fioritura che di anno in anno è sempre più bella per i perfezionamenti dati alla tecnica acquisita nelle passate esperienze!…. Ho la convinzione di venire a mangiare i cachi in autunno. E vedrete che forse verrò per le pesche!

E il bel tempo è venuto finalmente da voi? Nella lettera a Silvana ho messo le violette, ultimo rimasuglio delle violette di qui, non una gran cosa, ma sempre il lieto annuncio della primavera.-

Domani forse comprerò un rotolo per le fotografie, e se ne farò ve ne mando. Io sono sempre al solito luogo delle altre volte, e si stà benissimo; speriamo che sia sempre così! Ho scritto al Segretario del Fascio di Alpignano, dicendo tutto quello che riguarda il mio sussidio e sono in attesa di risposta che credo favorevole.- Fatemi sapere poi qualcosa.

Nella lettera a Silvana, mi ero dimenticato di dirle di fare i miei saluti alle sue amiche Rosso e….(non ricordo più il nome) che nell’ultima mi avevano mandato i saluti, quindi ditele di farli ora.

La salute è sempre buona? Presto verrà la nuova Pasqua, e ricordandomi della passata, quando ero a Condove, in quella bella giornata, che siete venuti voi a trovarmi, avrò l’idea che sia bella. Ma tutto è bello, anche il sacrificio quando si pensa che se sacrifichiamo tante belle feste è per voi, per la Patria, quindi sono contento lo stesso così.

Scusate se ho scritto a macchina, è per fare più presto, e essere più chiaro. Se avrete occasione di vedere gli zii, salutateli tanto da parte mia, e pure l’ing. Rotunno, ai quali non posso scrivere per il momento, perché per loro dovrei rinunciare di dedicarmi a voi.

Non avendo altro da dire per oggi vi lascio assicurandovi che sto ottimamente in salute, e non desidero altro che sapere altrettanto di voi. Con tutto il mio affetto, vi giungano tanto baci.

Vostro Dino

10 marzo 1941

P.M.29/A 10/3/41 XIX°

Carissimi tutti,

Stamane avrei da dirvi una cosa per la quale però devo serbare il più grande segreto non sapendo se i nostri bollettini di guerra potranno già dire qualcosa oggi stesso. Sappiate però che quanto annunziatovi in precedenza è lucente realtà oggi. Ieri mattina si è compiuto il volere di tutti noi. A fianco al nostro ardire, vi era un Uomo che ci dà tutto l’entusiasmo che un combattente può avere: Colui che ha sempre portato la nostra Patria verso la vittoria, l’Impero. Un uragano di fuoco si è scatenato nelle prime ore di ieri. Chi può resistere alla ”Cagliari?

Tutti i soldati che erano su questo fronte sapevano questo, e già prima che noi arrivassimo, quando sapevano che erano in arrivo i nostri gioivano. Vi dico con la più grande sincerità, scevra da ogni spirito di corpo, che eravamo, e siamo calcolati come invincibili. E lo sanno i nemici cosa voglia dire il trovarsi di fronte. Forse quando riceverete le mie affrettate righe, saprete di noi, e della Cagliari in particolare, perché l’Uomo stesso che ci ha visto scattare come un sol uomo, era venuto sul nostro fronte per assistere da esso alla più potente e audace azione. Ora, il domani è nostro, tutte le nostre azioni sono per rendere più grande ed immortale la Patria. Se le terre fossero carta, se il mare inchiostro, non basterebbero a descrivere tutto il grandioso, tremendo irresistibile nostro incedere. Per sventura oggi piove grosso un dito, ma anche questo passerà, e il sole risplenderà nuovamente radioso; il sole di vittoria. Qui a questa lettera vi accludo il breve ed eloquente parlare del nostro Comandante di C. d’armata, che voi ben conoscerete quale Comandante delle forze in Spagna, e di sbarco in Albania; Tutto è stato scritto dopo avere visitato la nostra divisione in linea.

Verso il Sud, verso la gloria, ormai si va, e a Pasqua abbiamo fatto il proposito di essere a AT…-

Nelle vostre lettere apprendo che state bene e la fiducia in noi è sempre immutata, anzi rafforzata. Ho appreso che le giornate sono già belle, col bel sole primaverile. Anche qui fa già caldo, quasi come da noi nel più bello dell’estate.

Tre giorni fa sono stato a Tirana, e ho avuto agio di vedere la capitale nella sua veste di guerra e di lavoro. Sembrava di essere a Tripoli; quante belle case, il passeggio, tanta gente vestita come da noi!

A giorni andrò a Valona per servizio, e andrò a trovare Romitelli1. Lui non si aspetta questa visita; sarà una bella sorpresa.

I bollettini di guerra li ricevo, quindi continuate a mandarli, tanto più che ora possono interessarmi. Se leggete, come sarà indubbio, di noi, conservate il giornale per ricordo.

Giorni addietro avevo mandato all’E.I.A.R. i saluti da trasmettere per radio e a quest’ora li avranno già trasmessi. Ma manderò nuovamente domani così avrete agio di sentire e di leggere poi sul giornale.

Venerdì a Tirana, ho visto passare un Ufficiale in motocicletta e lo ho riconosciuto subito. Era Felice2. Lo ho chiamato, ma non se ne è accorto, quindi non ci siamo potuti vedere, con mio grande rammarico.-

Mamma vuole sapere il luogo dove mi trovo io come è Sono in mezzo alle colline, ai piedi dei monti bianchi di neve. L’unica abitazione che si veda, è quella dove siamo noi. Paesaggio brullo, con qualche pianta di olivo. In quanto a quello che mamma mi dice riguardo al mio grado di caporale, non scrivetemi ancora sulla busta “al caporale…” perché non lo sono ancora perché in questi momenti non hanno potuto ancora approvare la nomina, ma tutto è già pronto, tutti gli incartamenti, e a giorni avverrà la promozione. Vi comunicherò a suo tempo, così saprete.

E i soldi li avete ricevuti?

Qui come al solito passano svelte le giornate a lavorare e domani è precisamente un anno…..

Non state in pensiero per me, che sto bene di salute, e domani vi scriverò ancora tramite Silvana, perché devo rispondere ad una sua gradita lettera.

Ricevete tanti bacioni cari dal vostro

Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino