Ferrero Dino

BERNARDINO “DINO” FERRERO

BIOGRAFIA SINTETICA

Nato a Torino in Borgo Rosa, vicino a Madonna del Pilone il 12/12/1919. Figlio di Luigi e di Edvige Arminio di Monforte. Da bambino ha seguito la famiglia prima a Sulmona, dove morì la sorellina Isa, e poi a Tripoli in Libia, dove nacquero le sue sorelle Silvana e Wally. Rientrati in Italia vissero per breve tempo in via Malta a Torino, Borgo San Paolo, dove frequentava assiduamente con gli amici del quartiere il vicino stadio della imbattibile Juventus del quinquennio d’oro. Si trasferirono quindi in via definitiva ad Alpignano. Prima in viale della Vittoria 11 in una villa (villa Dotto), poi in via Principe Umberto n. 28, quella che oggi è via Guglielmo Marconi. Dino partì militare nel marzo del 1940, poco prima di aver terminato gli studi da geometra che non completò mai. Al suo ritorno dalla guerra e dalla prigionia trovò impego nella fabbrica di lampadine Philips ad Alpignano, dove lavorò fino alla pensione diventando capo dei magazzini del vecchio e del nuovo stabilimento. Sposatosi con Angela Canalis il 27 luglio 1952  nell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, ebbe due figli tuttora viventi, Gabriele ed Enrico, sposati rispettivamente con Raffaella e Monica. Dino e Angela una volta sposatisi hanno vissuto sempre ad Alpignano. Prima in via Marconi (nel tratto che è poi diventato via Fontaine), poi in via Pietre. Infine in via Villa 21 dove hanno costruito una casa da cui non si sono più mossi. Dino è mancato nella sua casa il 20 dicembre 2006, raggiunto da Angela il 2 marzo 2026.

CARATTERISTICHE FISICHE TRATTE DAL FOGLIO MATRICOLARE

Alto 170 ½ cm, Torace 88 cm., Capelli castani e lisci, Viso regolare, Naso dritto, Mento regolare, Occhi grigi, Sopracciglia castane, Fronte regolare, Colorito roseo, Bocca regolare, Dentatura guasta, Segni particolari nessuno.

GLI ANNI DELLA GUERRA E DELLA PRIGIONIA

Nel marzo del 1940, poco prima della dichiarazione di guerra dell’Italia Dino, poco più che diciannovenne, viene chiamato alle armi e lascia la sua casa di Alpignano, dove in seguito indirizzerà tutta la sua copiosa corrispondenza.

Viene assegnato al 59° Reggimento Artiglieria Divisione Cagliari e da allora non tornerà più a casa se non una sola volta in licenza. Vive da vicino la battaglia del Moncenisio sul fronte francese e successivamente viene inviato sul fronte greco-albanese. In un paio di occasioni rischia seriamente la vita.

Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 rifiuta, come altre centinaia di migliaia di soldati italiani, di continuare la guerra a fianco dell’ex alleato nazista e per questo viene fatto prigioniero e inviato in un campo di lavoro forzato in Germania dove assume la veste di internato militare italiano (IMI), figura inventata dai nazisti per non riconoscere ai soldati italiani i diritti spettanti ai prigionieri di guerra.

Rifiuta di fare il kapò e per questo viene malmenato quotidianamente dalle SS finché, esasperato, si ribella. Anziché fucilarlo lo caricano su un camion e lo conducono in un arbeitkommando del campo di concentramento di Buckenwald,, dove resta fino alla liberazione da parte degli eserciti alleati. Riesce a ritornare a casa solo dopo due mesi, pesa la metà di quando era partito.

Come tutti i reduci trova difficoltà nel raccontare la sua tragica esperienza. Pochi credono o quantomeno mostrano interesse ai suoi racconti e così anche lui smette di rievocare il periodo della guerra e della prigionia. Lo fa solo ogni tanto e quando a rivolgergli domande sono i giovani, perché con i giovani è felice di parlarne “perché sono cose brutte ma che bisogna conoscere affinché non si ripetano più”.

Dino riprende a lavorare, conosce Angela e la sposa. Ha due figli e due nipoti. Muore nel 2006 circondato dall’affetto dei suoi cari ma con nel cuore sempre il ricordo di quei terribili giorni. Oggi una sua parente ricorda: “Dino mi ha sempre fatto un’impressione strana… non sono mai riuscita a capire cosa fosse esattamente, ma ho sempre avuto la sensazione guardandolo di un carico pesante sulla sua anima… Non sapevo di questa parte della sua vita e adesso è tutto molto più chiaro”.

2002 - Dino e Angela nel giorno delle nozze d'oro.
2002 – Dino e Angela nel giorno delle nozze d’oro.

PER SAPERNE DI PIU’

La biografia di Dino e le sue lettere spedite ai familiari dal 1940 al 1945 sono diventati l’oggetto di una mostra multimediale ed un libro intitolato “La guerra di Dino lettera per lettera” edito da Prospettiva editrice di Civitavecchia.

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(pagina a cura di Ico Ferrero)