27 luglio 1941

T. 27-7-41

Carissimi,

Ieri sera ho ricevuto la lettera di mamma, nella quale accusava ricevuta del vaglia (460)- e quello di zio lo avete ricevuto? Alla fine del mese ne manderò un altro.

A quest’ora sarete già stati dal mio amico il sergente Viali1. E’ contento di essere a Torino?

Ho fatto il viaggio da Patrasso a qui in macchina con lui (essendo autista), e tante volte ci siamo trovati assieme in questi mesi.

A giorni un altro mio amico di Rivoli, il sergente Matta Mario, verrà in licenza, e mi ha promesso che passerà da voi. Poi verrà anche Merlin2, e io per me spero sempre, ma non è questione di pensare che io sia sfortunato; questa licenza comprende 1/25° della forza, quindi i più assistiti dalla sorte vanno. Ma per me forse è in vista qualcosa che potrebbe anche essere presto o fra uno o due mesi.

Ieri finalmente ho ricevuto dalla tripolina famosa3. Era ora! Mi prega di salutarvi tanto.

E la nonna è già andata a Torino? Se è ancora con voi salutatela tanto, e pure gli zii. Appena avrò fondi a disposizione voglio farmi una fotografia da studio.

Qui si fa una vita abbastanza tranquilla, ma monotona. E poi il gran caldo paralizza la volontà.

Stasera siccome è domenica andrò a sentire la musica in piazza, e così passa il tempo.

Vally dunque per primo stipendio guadagnerà quanto guadagno io attualmente.

E per lo stipendio di quando sarò trattenuto, avete provveduto? E’ nel vostro interesse.

Io domani, come solitamente faccio, vi scriverò una cartolina in franchigia, e magari posdomani un’altra lettera.

Ed ecco esaurite le novità di qui. Così vi invio i più cari baci affettuosi e saluti cari; cara mamma, papà, sorelline. Con affetto.

Vostro Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

3 Teresina, già citata in altre lettere, fidanzata di Dino ai tempi della Libia

22 luglio 1941

P.M. 29/P 22/7/41 – XIX

Carissimi,

Quest’oggi ho avuto gran che da fare. Sono andato dalla lavandaia a prendere la mia biancheria, e poi mi sono cambiato da capo a piedi. L’altro ieri ho avuto una magnifica giubba, che l’altra si era rovinata, e a giorni i pantaloni. Sono proprio ben vestito, e pulito al sommo grado.

Quelle amabili “bestioline che pascolano addosso ai poveri cristiani, un po’ per volta spariscono. Ora non ne ho più. Può darsi che ne piglierò altri, ma prontamente saranno vinti. E’ bello sentirsi così in ordine e puliti. Siccome fa molto caldo (anche 40° all’ombra) ci è concesso di stare senza giacca in ufficio, così si sente un po’ di fresco.

Domenica sono andato a sentire la musica in piazza, e ieri sera “il campione1” con Fernandel (al cinema s’intende). Era parlato in francese e scritto in Greco, ma sapendo la prima lingua, mi sono aggiustato a capire.

A giorni, (5 o 6) i primi andranno in licenza.

Io non so se potrò presto; in ogni caso o presto o tardi verrò. Questo è l’essenziale. E non vi preoccupate per me, che sto bene, e sono sempre contento.

Avete ricevuto il vaglia (anzi i vaglia) per complessive lire 670? L’altro di 100 e più lire non lo ho ancora fatto, non avendo percepito la quindicina. Alla fine del mese ve lo manderò.

E’ quasi l’ora della posta (le 14.30), l’ora che io attendo per 24 ore consecutive con tanta ansia. Speriamo che oggi ci sia qualcosa. Chissà quella smorfiosetta di Tripoli per qual motivo non scrive. Mi rincresce di averle mandato la fotografia fatta a Patrasso. In ogni modo si è sempre abbastanza furbi, da non far ridere dietro.

Immagino il nostro giardino, e i fiori, e le aiuole.

Vorrei poter venire per mangiare l’uva di Alpignano, e può darsi che il mio desiderio venga esaudito. Pensate, 15 giorni di licenza a casa, completi!

Per adesso posso solamente scrivervi che vi penso sempre e vi voglio tantissimo bene. La mia salute è di ferro, (mangio per 4) e non temo avversari dallo stomaco altrettanto capace.

Vi bacia affettuosamente e vi saluta il vostro

Dino

1 Titolo originale “Les rois du sport”, film francese del 1937.

19 luglio 1941

P.M. 29/P 19.7.41 XIX

Carissimi,

dovete scusare se sono tre giorni che non scrivo ma come avrete potuto constatare succede più di una volta, quindi non dovete stare in pensiero.

Da tre giorni anch’io non ho notizie, ma ciò è causato dalle coincidenze postali. L’ultima volta ricevei tre lettere, e a Silvana e Wally risposi subito. Vedo con piacere che avete cambiato il mio indirizzo. “Dist. base” sono tre mesi che non deve più essere scritto, altrimenti dovrei essere in Albania.

Apprendo con piacere che anche Wally si impiega, è una gran bella cosa, è un aiuto, e anche se non per tutti, serve a pagare i suoi vestiti. In seguito poi, come Silvana, guadagnerà di più.

Io qualcosa o mandato a casa, e spero avrete già ricevuto. A giorni, qualche altro, così spero che a qualcosa serviranno.

Qui la solita vita, le giornate in ufficio e la sera passeggiata. Penso sovente al giorno della licenza. Con Tarquinio1 che è qui con me, abbiamo già fatto il viaggio fino alla stazione di Alpignano (in parole s’intende) e ci ripromettiamo di farlo sul serio. Il mio tenente ha detto già parecchie volte che vuole mandarmi qualche giorno a casa perché mi rimetta un po’ (dice lui, ma sto bene).

Intanto a giorni aprono le licenze2, quindi…..

E’ stato papà dal mio amico a Torino?

Qui fa molto caldo, asfissiante.

Ho ricevuto le belle fotografie di Perino3, e vi ringrazio.

E voi come state?

Da Tripoli ancora non ho ricevuto (sono 70 gg.).

Vi penso sempre, sempre, e vi mando tanti baci cari. Con affetto.

Vostro Dino

1 Amico di Dino di Alpignano.

2 La licenza è un permesso di allontanarsi temporaneamente durante il servizio militare, può essere breve, ordinario, straordinario o premio,

3Amico di Dino

10 luglio 1941

P.M.29/P 10.7.41 XIX

Carissimi,

Ho ricevuto questa mattina la vostra lettera dell’1.7.41. E’ sempre una gioia sapermi ricordato da voi miei cari. L’unica posta che ricevo è vostra, eccetto qualche rara altra, da amici. Quindi, sono le vostre le uniche che mi portino pace, e d’altra parte lo sono sempre state. Papà mi chiede se da Tripoli ricevo: Da due mesi niente! E non è colpa mia. Sono però tanto furbo e ci tengo a non essere fesso, per cui agisco in conformità. Ho ricevuto le tre fotografie della base, e quella di Perino1, come già data conferma in mie precedenti.

Ora passo alle “monete”. Intendo con questo nome i vaglia che ho fatto, avendo i soldi un po’ alla volta dalla fureria. Non sono monete? Se avessi dovuto farne uno sarebbe stato un foglio. Che termini usiamo qui! Dunque l’altro ieri ne ho inviato uno di 460 (quattrocentosessanta) e oggi uno di 210 (duecentodieci) lire. Il giorno 15 prendendo la decade ne manderò uno ancora di 140 circa. Vi prego di darmene conferma.

Tutta questa abbondanza è data dal fatto che io non mi decidevo (per avere più soldi) a spedire la mia pecunia; la dracma ha raddoppiato il valore rispetto alla lira, e mi sono trovato in mano tutta questa grazia di Dio. E poi dite che non ho fiuto! Sono fatto per il giuoco in borsa!

E a questa mia lettera allego una fotografia fatta in zona di guerra sotto la tenda, quando da poco si era spento l’eco e il rombo dei cannoni. Sono all’ufficio postale con il postino, uno dei miei più cari amici. Abbiamo appena finito di mangiare, e la mia gavetta riposa a terra al mio fianco.

E’ visibile il cartello “Ufficio postale” posto a mezz’aria fra noi, e si vede che non siamo vestiti come gli innumeri gagà di via Roma a Torino a causa del fango e delle fatiche. Il mio amico stà leggendo una letterina… e

1 Amico di Dino

19 giugno 1941

Tripolis 19/6/41 XIX°

Miei carissimi,

Da alcuni giorni non ricevo più vostre nuove, ma so che questo ritardo è causato dal fatto che mi sono ulteriormente spostato e quindi sapendo alla posta che ero alla vecchia dimora, continuano a mandarmi tutto lì. Stasera però deve arrivare il mio amico e mi porterà sicuramente vostre buone nuove.

Ho fatto due giorni in camion, e quante montagne ho attraversato per venire qui! Sulla carta sembra che si possa arrivare in poco tempo da una città all’altra, mentre nella realtà, anche con mezzi di trasporto velocissimi, per compiere dei tragitti di venti chilometri appena, si impiega un infinità di tempo. Qui dovunque si voglia andare bisogna attraversare le montagne eccetto nella fascia costiera. Strapiombi di cinque-ottocento metri che fiancheggiano la strada, sulla quale transita a malapena una macchina, curve ogni metro, come a gradinata. Nel primo tragitto, si era in riva al mare e tutti i paesi erano come nella nostra riviera ligure, in quel Golfo che prende nome dalla città di Corinto.- Ovunque resti del disfatto esercito inglese; le nostre truppe avanzando si liberavano dell’ingombro dei carri armati e camion inglesi fuori uso buttandoli con possenti colpi giù dalle scarpate. Essi si contano a centinaia, e tutto il materiale che essi avevano in Grecia è andato così perduto.-

Ho visto l’istmo famoso dove finisce il Golfo, e poi ci siamo inoltrati nella terra-ferma.-Il mare ora finché non tornerò in Italia non lo vedrò più.-

Quanti aeroplani inglesi ho anche visto qui! Tutti distrutti dalla potenza della nostra aviazione e tedesca; dove si sono presentati i nemici, li abbiamo annientati.-

Il luogo dove ora mi fermerò è molto bello e pieno di comodità.-

Stanotte ho dormito sul letto a molla con due materassi di lana e un cuscino di piume. Avrei potuto aver più… soffice sonno se avessi voluto altri materassi, ma sprofondavo già in mezzo a tutto quel molleggiamento; sono nel più moderno albergo della città, appena costruito, stile novecento, con tutte le comodità moderne.-

All’ingresso vi sono i servitori in livrea, e quando entro mi do una certa importanza…pari al mio alto…incarico!!!!

In questa lettera vi metto un ordine del giorno nostro nel quale il Generale elogia gli artiglieri: Vi sembra che devo esserne fiero? Dopo tutto l’eroismo dei nostri giorni di guerra, sentiamo di meritarcelo, e cercheremo di fare anche meglio.-

Ho sentito per radio la trasmissione del ritorno della divisione Bari.- Essa era sul nostro fronte, e quando entrammo in Grecia la sorpassammo prima che tornasse in Italia.-Quando torneremo noi chissà le accoglienze di Vercelli! E la gioia di rivedere la cara Patria! E sopra tutto voi. Al solito stò bene di salute, come avrete potuto vedere dalla mia fotografia fatta a Patrasso, e che spero vi sia giunta.-

A proposito di Patrasso: Mi informai durante la mia permanenza in quella città di dove fosse il reparto di Romitelli1, ma nessuno seppe dirmi qualcosa. Gli ho pure scritto, ma niente…Speriamo che un giorno ci rivedremo alfine! Ho scritto con la macchina portatile, che è rotta, quindi ho combinato un pasticcio.-L’essenziale è che possiate capire.- Vi ricordo sempre e vi mando tanti baci cari ed abbracci.-

Vostro Dino

1 Amico di Dino

30 maggio 1941

Zona d’occupazione 30.5.41

Carissimi,

vi scrivo ora che per qualche giorno sarò qui fermo. Abbiamo preceduto tutti (noi del nostro ufficio) per sistemarci e lavorare. A trecento metri c’è il mare, qui, un bosco fitto di ulivi, e l’erba alta 40 cm.

Il cielo è sereno, ho solo le mutandine e mi annerisco al sole. Faccio uno o due bagni al giorno, e ho ripreso contatto col mare dopo tanti anni, con una gioia immensa. Per la strada qui davanti passano di continuo carrettini come quelli siciliani con i ciondolini e i fiocchi, che ci portano tutto, dalle uova al cognac, dalle sigarette finissime alle botti d’olio. Pensate: Ad Agriniou un pranzo con un piatto di capretto e vino di Rodi costa 1.75. A Missolungi che si vede poco distante, si trovano oggetti di biancheria. Ho comprato un paio (due) di mutande delle quali ero sprovvisto.

Dietro alla mia schiena (???) passa un trenino, sbuffante come quello antico di Moncalieri, con dei vagoni che sembrano giocattoli. E la gente saluta passando. Si mangia bene: Pesci, polli, risotti squisiti (parlo del rancio) e la salute è ottima. Ho comprato sigarette, che da noi non si trovano, e se si trovano costano sulle 12 lire – per 1.50. Ve ne accludo due perché le proviate. Ditemi poi se vi sono piaciute.

In mezzo al mare c’è la città di Attolicon che sembra Venezia. E’ collegata alla terraferma a mezzo di un ponte.

Il posto è bello, tutto rende piacevole questo soggiorno momentaneo qui, ma presto mi muoverò per il sud, e farò qualche ora di mare per attraversare uno stretto.

Da voi è venuto il bel tempo?

Nella lettera precedente dicevo della ricezione dei pacchi vostro e della zia. Lo avete saputo?

Per il momento non ho altro da dirvi, e poi la carta è al termine, quindi vi lascio mandandovi tanti baci cari.

vostro Dino

20 maggio 1941

A Famiglia

Ferrero Luigi

Via P.Umberto 28

Alpignano (Torino)

Mittente

Ferrero Dino

Caporale

Com. 59° Art. “Cagliari

uff. amm.ne

POSTA MILITARE 29/A

20.5.41 S. Bernardino

Carissimi,

Questa è la seconda tappa: altre 18. Sono in riva a un lago bellissimo e poetico. E’ molto grande e vi si specchia una bella città. Al solito sto bene e vi ricordo sempre.

Tanti baci cari Dino

19 maggio 1941

A Famiglia

Ferrero Luigi

Via P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino

Caporale

Comando 59° R.A.M.F

Cagliari”.

POSTA MILITARE 29/A

Saluti a Enrico 19.5.41 XIX

Oggi nuovo primo giorno di viaggio. Per altri 15 circa o 20 ne avrò ancora. Sono in riva ad un bel lago che fiancheggia la strada.

Spero di potervi scrivere presto a lungo.

Il tempo è abbastanza bello. Ho percepito d’acconto sulla passata quindicina 2000.- dracme. Cambio: 16 lire = 100 dracme. La mia salute è ottima, e vi ricordo sempre. Ho ricevuto oggi una vostra lettera con qualche riga d’Enrico.

Tanti baci cari. Vostro Dino

14 maggio 1941

Saluti da Merlin1 che è qui con me

Zona d’occupazione 14.5.41 XIX

Carissimi,

ieri sera vi scrissi una cartolina in franchigia preannunciandovi questa mia. Oggi come prevedevo ho un’ora o due di riposo, che dedico in gran parte a voi. Comincio col dirvi che quello che preannunciai nella mia precedente circa il mio prossimo ritorno, è stato tutto un succedersi di voci che poi sono cadute nel nulla. Per il momento siamo qui e si prevede un balzo in avanti di parecchie centinaia di chilometri. Domani ci sistemiamo in un paesino qualche chilometro indietro e forse darò momentaneamente l’addio alla gelida e pur utile tenda.

Non mi aspettavo una presa in giro così da parte del signor Venezia2. Ero tutto contento perché vi davano quelle trecento lire, e invece per il momento vedo che non se ne fa niente.

Voi insistete, fate i passi necessari, e vedrete che alla fine tutto andrà per il meglio. Se poteste parlare col cav. Gagliardi Segretario del Fascio sarebbe meglio perché a lui ho scritto, e mi aiuta se può.

A tutti noi ha fatto impressione che il 5 maggio ha nevicato. Roba da non credersi! Si vede che il tempo è pazzo.

Giorni addietro mandai in una lettera due fazzolettini di Berat, molto carini come ricordo. Mandatemi a dire se li avete ricevuti.

Domani piglierò la quindicina e vi manderò 180 lire. Anche per queste mandatemi poi a dire se avete ricevuto.

E i saluti per radio li avete ricevuti? E le mie fotografie stampate che vi mandai ancora quando ero a Fier Sheganit?

L’ultima volta che sono stato a Tirana ho visto il cognato di Teresina, e mi ha invitato a casa sua, e siamo andati assieme al caffè.

Presto, fra pochi giorni, sono già quattro mesi che manco dal Piemonte. Tre giorni fa era il 14° mese. Poco manca alla fine.

Oggi a mezzogiorno mentre “tiravo”3 la mia abituale carne, pensavo alle fragole che voi avete così in abbondanza in giardino e alla lasagna che tu mamma hai promesso per quando verrò. Quante volte si pensa alle belle scorpacciate di frutta, ai bei pranzetti che si facevano, e viene l’acquolina in bocca.

Coloro che la guerra la vedono sulle carte non sanno che sia vivere sui monti e i disagi che comporta questa vita, senza nemmeno l’indispensabile. Sono contento di fare tutti questi sacrifici perché li faccio per il vostro non lontano benessere.

Allora papà, ti si è accollato altro lavoro con Caprie. E a Torino vai anche per me. Bisogna aver pazienza.

QuandoEnrico4 verrà sotto, se viene nel reggimento come il nostro deve scattare davanti ad un caporale, massimamente qui dove abbiamo una disciplina ferrea. Vorrei venisse qui per essergli insieme e far sembrare meno lunga ogni giornata.

Con i più cari saluti e baci vi ricordo sempre, il vostro Dino

Ciau Larduni5, ciau Giga6!

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Probabile conoscente di Dino

3 Modo di dire per spiegare che la carne del rancio è così dura da dover essere tirata coi denti per strapparne un pezzo alla volta

4 Amico di Dino

5 Soprannome della sorella Silvana

6 Soprannome della sorella Wally