20 maggio 1941

A Famiglia

Ferrero Luigi

Via P.Umberto 28

Alpignano (Torino)

Mittente

Ferrero Dino

Caporale

Com. 59° Art. “Cagliari

uff. amm.ne

POSTA MILITARE 29/A

20.5.41 S. Bernardino

Carissimi,

Questa è la seconda tappa: altre 18. Sono in riva a un lago bellissimo e poetico. E’ molto grande e vi si specchia una bella città. Al solito sto bene e vi ricordo sempre.

Tanti baci cari Dino

19 maggio 1941

A Famiglia

Ferrero Luigi

Via P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino

Caporale

Comando 59° R.A.M.F

Cagliari”.

POSTA MILITARE 29/A

Saluti a Enrico 19.5.41 XIX

Oggi nuovo primo giorno di viaggio. Per altri 15 circa o 20 ne avrò ancora. Sono in riva ad un bel lago che fiancheggia la strada.

Spero di potervi scrivere presto a lungo.

Il tempo è abbastanza bello. Ho percepito d’acconto sulla passata quindicina 2000.- dracme. Cambio: 16 lire = 100 dracme. La mia salute è ottima, e vi ricordo sempre. Ho ricevuto oggi una vostra lettera con qualche riga d’Enrico.

Tanti baci cari. Vostro Dino

16 marzo 1941

P.M. 22/A 16/3/41 XIX°

Carissimi mamma e papà,

Come promesso vi scrivo queste poche righe per informarvi della mia ottima salute. Ieri scrissi a Silvana, e per essa a tutti, e a quest’ora forse avrete già ricevuto.

Oggi, domenica, mi sono fatto bello, cioè ho tagliato la barba, lucidate le scarpe, e ho lavorato poco. Però non è detto che prima di sera non mi capiti di avere un monte di cose da fare.

Da parecchi giorni qui fa un tempo magnifico, e l’unico inconveniente che ha reso freddo, è stato il ventaccio che tre giorni addietro ha soffiato con violenza. Oggi è proprio una giornata degna della primavera italica, e mi immagino che da noi con questo bel tempo vi sarebbe da fare una bellissima gita. Il cioccolato che ho ricevuto ieri sera, mi è servito a fare un bel cioccolato in cucina. Ma non crediate che lo abbia adoperato tutto. Ne ho almeno per due mesi.

Intanto per quanto riguarda il nostro agire, per il momento non posso dire altro che si combatte acerbamente in prima linea, perché la guerra non è fatta per i comodi e nemmeno per le facili cose. Per sapere cosa essa sia nel vero senso della parola bisognerebbe venire qui. Clima, uomini, montagne, tutto ha contribuito a rendere pieno di difficoltà il compito dei soldati d’Italia.

Ed ora che bisogna snidare il nemico dalle munitissime posizioni, non mente umana può rendersi conto delle difficoltà. Chi è stato qui, è tornato indietro con la meraviglia più grande: Come hanno fatto i nostri soldati a compiere così immani sforzi? La fede sola che tutti ci anima, può tanto!

Domani prendo la quindicina, e manderò altre foto con barba!…

Ditemi poi se avete ricevuto. E le violette del pensiero le hai piantate, papà? Immagino la loro fioritura che di anno in anno è sempre più bella per i perfezionamenti dati alla tecnica acquisita nelle passate esperienze!…. Ho la convinzione di venire a mangiare i cachi in autunno. E vedrete che forse verrò per le pesche!

E il bel tempo è venuto finalmente da voi? Nella lettera a Silvana ho messo le violette, ultimo rimasuglio delle violette di qui, non una gran cosa, ma sempre il lieto annuncio della primavera.-

Domani forse comprerò un rotolo per le fotografie, e se ne farò ve ne mando. Io sono sempre al solito luogo delle altre volte, e si stà benissimo; speriamo che sia sempre così! Ho scritto al Segretario del Fascio di Alpignano, dicendo tutto quello che riguarda il mio sussidio e sono in attesa di risposta che credo favorevole.- Fatemi sapere poi qualcosa.

Nella lettera a Silvana, mi ero dimenticato di dirle di fare i miei saluti alle sue amiche Rosso e….(non ricordo più il nome) che nell’ultima mi avevano mandato i saluti, quindi ditele di farli ora.

La salute è sempre buona? Presto verrà la nuova Pasqua, e ricordandomi della passata, quando ero a Condove, in quella bella giornata, che siete venuti voi a trovarmi, avrò l’idea che sia bella. Ma tutto è bello, anche il sacrificio quando si pensa che se sacrifichiamo tante belle feste è per voi, per la Patria, quindi sono contento lo stesso così.

Scusate se ho scritto a macchina, è per fare più presto, e essere più chiaro. Se avrete occasione di vedere gli zii, salutateli tanto da parte mia, e pure l’ing. Rotunno, ai quali non posso scrivere per il momento, perché per loro dovrei rinunciare di dedicarmi a voi.

Non avendo altro da dire per oggi vi lascio assicurandovi che sto ottimamente in salute, e non desidero altro che sapere altrettanto di voi. Con tutto il mio affetto, vi giungano tanto baci.

Vostro Dino

15 marzo 1941

A famiglia

Ferrero Luigi

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino

Art.

dist. base

POSTA MILITARE 29/A

15.3.41 XIX

Cara mamma,

Ho ricevuto stasera il pacchetto raccomandato con il cioccolato. Grazie di tutto, siete stati tanto bravi, e non mi aspettavo tanto presto di ricevere. Mi avete mandato tanto, che per tutta la guerra mi basta.

Io vorrei mandarvi un po’ del buon caffè che mangio e bevo sempre. Sto sempre bene di salute, come spero di voi. E tu mamma, e papà, sempre bene? Con tanti bacioni e saluti vi ricordo.

Dino

30 gennaio 1941

Mittente

Ferrero Dino

Grado: artigliere

Reparto: 55° R.A.D.F. Cagliari 29

Alla famiglia Ferrero

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

(ITALIA)

P.M.29 – 30-1-41/XIX

Carissimi,

sono giunto a destinazione, in un bellissimo luogo. Sto benissimo di salute e non pensate male se ogni tanto non ricevete. E la mia lettera di tre giorni addietro la avete avuta?

Vi scriverò nuovamente appena potrò. Tanti bacioni.

Vostro Dino

2 gennaio 1941

Mittente

Ferrero Dino

Grado: artigliere

Reparto: 55° R.A.D.F. Cagliari 29

Alla famiglia

Ferrero Luigi

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

(ITALIA)

Z.O. 2.1.41/XIX

Carissimi,

sto bene, e vi scrivo dalla città, dove sono venuto per affari d’ufficio.

Ieri, a macchina avevo cominciato a scrivervi, ma ho dovuto interrompere. Stasera continuerò. State bene? Bacioni.
Dino

29 dicembre 1940

Vercelli, 29/12/40-XIX-

Carissimi tutti,

L’altro ieri, appena arrivato, vi ho inviato una cartolina in franchigia1 per farvi sapere che stavo bene e che ero nuovamente qui a compiere il mio dovere. Il primo giorno è stato un pochino duro riprendere le mie abitudini d’ufficio dopo una notte insonne, e dopo tanti giorni di così bella vita piena di oblìo. Ora però mi sono adattato nuovamente a tutto quello che prima facevo nelle mie giornate di vita militare, e così passano i giorni serenamente.

Il solo peso che ho nel cuore è quello che per molto tempo ancora non avrò più tanto giorni belli; ma Pasqua verrà presto e con essa un’altra parentesi si aprirà.

La sera di venerdì che era il primo giorno che ero qui, non volendo perdere l’occasione di vedere un bel film, sono andato al cinema; ma non ho potuto vederlo tutto perché gli occhi non restavano aperti. Si tratta di: “La maschera di ferro” che tanto successo ha ottenuto a Torino in questi giorni.

Oggi, domenica, sono qui in ufficio di servizio, ma stasera uscirò per vedere se posso andare al cinema.

Forse Silvana e Wally oggi andranno a Rivoli a trovare la Mariuccia se non verrà il tanto atteso figlioccio della Giga2.

Io invece sono qui a pensare come una volta tutte queste cose, pieno di rimpianti.

Per il momento non si sa nulla di preciso in merito alla annunciata mia e di tutti partenza. Ma ho sentito dire che noi non ci muoviamo di qui; (Noi dell’ufficio Amministrazione).

Ho ricevuto una lettera da Tripoli ieri.

Vi prego di fare ristampare una o due di quelle famose fotografie. Ricordatevene.

E avete finito di “Ruzzare3”?

Se no, fatemelo sapere, perché prenderò i provvedimenti del caso, intesi?

Il panettone era molto buono, e lo ho mangiato venerdì stesso con molto gusto.

Il vaglia me lo sono fatto pagare subito perché i soldi li ho incassati io, quindi……

Se scrivete ad Enrico4, fategli anche i miei auguri; non ho per il momento altro da dire.

Spero che mi risponderete presto, e vi invio i più cari saluti ed auguri di buona fine e buon principio d’anno. Bacioni, Vostro:

Dino

1 In Italia la franchigia postale per le corrispondenze dei soldati fu introdotta per la prima volta nel 1896, per i militari in Eritrea, e ripresa durante ogni guerra successiva, compresa la seconda guerra mondiale. In alcuni casi furono emessi francobolli appositi per gli uffici di posta militare, per evitare speculazioni.

2 Soprannome della sorella Wally

3 Più che il verbo italiano “ruzzare” (scherzare, rincorrersi, fingere di lottare) in questo caso dovrebbe trattarsi di un’italianizzazione del verbo piemontese “rusè” (litigare). Del resto è nota l’avversione che ebbe il fascismo nei confronti delle lingue minoritarie e dei dialetti, dettata dal timore che alimentassero spinte regionalistiche e localistiche. Il divieto di impiego dei dialetti ad esempio fu rigido nella stampa, nella letteratura e nel teatro.

4 Amico di Dino

30 novembre 1940

Mittente

Ferrero Dino

Grado: artigliere scelto

Reparto: Deposito 59° Regg. Artigl. D.F. Cagliari

Vercelli

Alla distinta famiglia Ferrero

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

(ITALIA)

— , 30/11/1940/XIX°

Carissimi,

Domani Domenica non verrò, non avendo permesso. Però per la Domenica prossima, verrò quasi sicuramente; domani andrò a teatro così il tempo mi trascorrerà veloce. Voi stasera mi aspetterete inutilmente, ma erano tre domeniche che venivo di continuo, e ogni tanto ci vuole una sosta.

Presto viene il Natale, e spero che la licenza non mancherà. Un mio compagno d’ufficio è già andato a casa per 12 giorni, e presto ci verrò anch’io.

Ho ricevuto una cartolina postale dalla nonna, ma gli zii, ai quali avevo pure scritto, non mi hanno nemmeno detto una parola di saluto.

Vi scriverò magari domani più a lungo, e intanto vi giungano tanti cari baci; (ho ricevuto di nuovo da Tripoli1 perché non è ancora giunta la mia fotografia) chissà perché!!!!

Ancora baci vostro Dino

1 Dino ha vissuto fino a metà degli anni ‘30 a Tripoli, in questa lettera si riferisce probabilmente ad una ragazza.