22 maggio 1942

li, 22 maggio 1942 – XX°

Carissimi,

Ritorno adesso dal cinema, dove sono stato a vedere un film tedesco, abbastanza bello. Avrei dovuto scrivere prima, il giorno del mio onomastico, ma non ho potuto. E stasera, per giunta, ho dovuto essere della combriccola che si recava al cinema. Vi scrivo ora che c’è ancora una ventina di minuti prima che venga tolta la luce.

E’ un piacere alla sera uscire per Tripolis: Per l’aria vi è un profumo intenso di fiori, quale non si è mai sentito in vita nostra. La primavera qui è molto bella, tutto è verde, e non vi sono altro che fiori dei più bei colori, e rose….a mille. Il mio tavolo di lavoro è un mazzo di rose completamente. Sembra che aiutino a lavorare, col loro profumo e i vivi colori. Fà tanto caldo, e pure ora che sono le 22,40, si deve stare con la camicia sbottonata, e le maniche rimboccate. Ci è concesso di rimanere in maniche di camicia, con i gradi cuciti sopra di esse. Poi vesto sempre in tela, e sto abbastanza bene. Domani alle ore 13 verrà il postino di Sparta, (la famosa città delle guerre antiche),e mi porterà (non un rudere), via le latte per riempirle. E’ così questione di quattro o cinque giorni, e tutto sarà a posto. Va bene ? Vi metterò nella cassetta, anche un vaso greco o due, molto belli, che costano cari, ma che ho avuto da un amico per favore.

Staranno bene sopra al tavolo della camera da pranzo, e mi immagino già il momento nel quale li vedrò.

Stasera il mio amico della posta militare (mi conoscono tutti qui, perché faccio operazioni presso tutti i reparti), mi ha annunciato che mi è arrivato un vaglia di duecento lire. Non so ancora da parte di chi, ma immagino dello zio Peppino1, che avrà voluto festeggiare così il mio onomastico. Domani mattina lo saprò e ve lo dirò subito. Ho intenzione di comprare a rate mensili, e lo posso fare, una bella macchina fotografica, come hanno già i miei amici, e così potrò fare delle belle fotografie di paesi e luoghi tanto belli. Ma però ho solo l’idea per adesso. Presto dovrebbe venire in licenza un mio amico, e allora gli darò dei ricordi per voi. Per papà pure qualche sigaretta buona. Contento ? sto già cercando di trovarne, dato che non è qui il luogo di produzione. Da quanto vi dico sempre, immaginerete che qui a Tripolis non si produca niente: Ed è così. E’ il centro del Peloponneso, in un luogo in cui convergono tutte le strade dei diversi paesi, ma non ha eccessiva produzione dei generi di largo consumo. Bisogna andare cento Km. più in giù o in su, verso il mare per trovare coltivazioni estesissime.

L’altro ieri ho mangiato 46 ciliegie, che costano cento lire al chilo (800 dracme), e dire che qui si trovano perché le producono. Vi sembrano poco alti i prezzi ? io però non mi butto a capofitto come tanti, che spendono senza pensare. Certo che ogni tanto bisogna pur levarsi un piacere. Così ho speso 12,50 per le ciliegie. Ma sono contento; arrivano sempre tutti i giornali italiani, e dal giornalaio vanno a ruba, da parte di militari e borghesi, che non hanno gran che in fatto di giornalismo. E così passo le ore della giornata. A giorni dunque il pacco (o i pacchi), e ve ne darò comunicazione. Intanto abbiate tanti baci cari, da chi vi ricorda sempre.

Con affetto, vostro Dino

1 Giuseppe Ferrero, fratello di Luigi padre di Dino

25 marzo 1942

Stasera alle 7 ho ricevuto due lettere vostre nelle quali mi dite di avere ricevuto il 2° pacco, e di prendere lo stipendio.

Sono pazzo di gioia e allora tutto il pessimismo è scomparso. Sono proprio fortunato! Solo il pacco non è ancora arrivato a me, ma non tarderà.

Dunque, con gli altri tre mesi, fino a marzo, verrete a percepire un totale di £ 5000.= all’incirca! Troppo bene! Poi penserò ad ottenere il documento nel quale è detto che con l’età che ho avrei un altro stipendio. Anzi se papà può… lo faccia lui.

Per l’altra spedizione di pacchi, sono in attesa che mi giunga l’olio, che da tempo ho già ordinato.

Cercherò di farne il più possibile, per darvi modo di fare una scorta.

Quello che vi ho mandato e che vi piace così tanto, viene da Kalamata e Sparta, la città delle antiche guerre e dell’olio fino. Certo non sarà olio raffinato, ma potete essere sicuri che è di oliva, puro al 100/100.

A questa accludo due fotografie fatte qui in ora del rancio. Da notarsi il contegno di serietà del Caporale Ferrero Dino e che mangia con la destra. Pure la giacca nuova è visibile, e in una fotografia sembra stracciata. E’ solo un difetto della pellicola.

Abbiate ancora tanti baci cari dal vostro

Dino

P.S. Non voglio assolutamente che mi mandate denaro.