12 marzo 1944

Krieggefangenenpost

An Signor Ferrero Luigi
Empfangsort: Alpignano
Strasse: Via P. Umberto 34
Kreis: ITALIA
Landesteil: Torino

Gebuhrenfreil

Absender:
Vor- una Zuname: Ferrero Dino
Gefangenennummer: 136693
Lager-Bezeichnung: M.-Stammlager XI A = 544/51
Deutschland (Allemagne)

12/3/44 – Miei carissimi, solo oggi mi è dato rispondere alla lettera di mamma in data 12/2 (modello della Croce Rossa) e che è stata la 2° pervenutami. E’ stato certamente un gran motivo di festa per me leggere le belle notizie in essa contenute, prima fra tutte, quella del pagamento del mio stipendio, e relativi arretrati. Non sarà certamente molto, ma è sempre un aiuto. Apprendo pure con gioia che la cara mamma è nuovamente lieta, da quando ha saputo di me. Siate certi che sto bene, con compagni che mi vogliono bene, e che sono sereno solo se vi saprò bene e senza tristezza. Pure io tornerò un giorno fra voi, e vi farò felici. Ieri è ricorso il 4° anniversario della mia lontananza da voi, e ho pensato a voi tutti con più frequenza. Ringrazio la cara mamma per il pacco, che però non è ancora pervenuto. Però ad altri amici sono già arrivati, e il mio non tarderà. Se avete occasione di mandarmene altro, se potete, mettete del “MOM”, delle caramelle, legumi o farine, ossia generi che possono essere cucinati, e, possibilmente, una bottiglina di colonia, perché ho la faccia screpolata quando faccio la barba. Soprattutto, se possibile, tabacco e cartine, e cioccolato in polvere. Non spaventatevi! E’ un elenco ma per farvi sapere ciò che potrebbe occorrermi. Termino, sperando vi giunga per augurarvi la Buona Pasqua. Baci Dino. Giovannitti

28 febbraio 1944

Krieggefangenenpost
An Signor Ferrero Luigi
Empfangsort: Alpignano
Strasse: Via P. Umberto 34
Kreis: ITALIA
Landesteil: Torino
Gebuhrenfreil

Absender:
Vor- una Zuname: Ferrero Dino
Gefangenennummer: 136693
Lager-Bezeichnung: M.-Stammlager (campo principale) XI A = 544/51
Deutschland (Allemagne)

Brandenburgo

28-2-44 = Carissimi. Mi è pervenuta l’altro ieri la vostra lettera che porta il timbro del 12/1.- Come dirvi la mia incontenibile gioia. Sono andato al lavoro contento, e tutta la notte sono stato un sorriso e un canto. E’ stato tanto desiderato da me quel momento, che non mi parve vero quando mi sentii chiamare e mi fù consegnata la lettera. Dopo sette mesi ho riavuto la gioia di rivedere le care grafie di tutti voi, e mi è tornata in cuore tanta felicità, che senza voi era svanita. Mamma mi dice di avere spedito già il giorno prima lettera di risposta. Finora non la ho avuta, ma martedì probabilmente si. Ringrazio mamma per l’interessamento nell’avvisare le mie conoscenze sulla mia salute e indirizzo. Voi, se volete scrivere anche quando non ricevete da me, potete ritirare gli appositi modelli alla C.R.I. o al Comune, o se no scrivere lettera con busta aperta e spedire senza affrancare. Per il pacco che spedirete, se potete trovarne, mandate latte in polvere o condensato, e farine o legumi secchi, che servono per fare ottime zuppe. E pure, se possibile, tabacco. E’ inteso, come già dissi, che non voglio assolutamente che mi mandiate roba, se siete in condizioni non facili in quanto a finanze. Scrivetemi di voi a lungo, e ditemi pure se la Prev. Sociale ha sospeso i pagamenti mensili. Saluti cari a Mary1, Cattani, ed a voi baci a mille, abbracci, al vostro Dino.

1Amica della sorella Wally

19 giugno 1940

Patta Croce 19-6-40

carissima mamma,

dopo qualche giorno finalmente ti posso scrivere. Dopo che ho visto papà e Silvana a Venalzio. Siamo ai 3000 metri di altezza, e si gela col sole. Tutto è bianco d’intorno e ho le mani gelate. Perciò la calligrafia non può essere delle migliori. Sono quattro giorni che non si riposa, perché vegliamo in armi sui sacri confini della Patria che fra pochi istanti, al massimo ore, saranno varcati per la conquista dei territori che più sono cari al nostro cuore di italiani.

Sarà una conquista pacifica, perché la Francia ha deposte le armi. Noi prepariamo tutte le divise e armi affinché alla sfilata che faremo siano splendenti. Mi auguro di poterti inviare mie nuove da Nizza o dalla Savoia. Ho saputo da papà che tu sei a Rivalba e pure che non stai molto bene.

E’ l’unica cosa che mi dispiaccia. Però sono sicuro che lassù non avrai a temere delle incursioni aeree. E ne sai nuove della guerra? Quassù arrivano giornalmente i giornali di Torino, e oggi ho appreso che il Duce e Hitler si sono incontrati a Monaco e che la Francia ha chiesto pace per il suo popolo. Hai visto che quando a casa noi parlavamo della nostra potenza e della Germania, avevamo ragione? Presto verrà la pace, e in ogni animo tornerà la tranquillità.

A Venalzio dove è venuto papà, non mi sarei mai aspettato di vederlo, perché essendo partito da Foresto nella notte dal sabato alla domenica, non sapevo se lui avesse potuto informarsi della mia destinazione. Mi ha portato tanta cioccolata che io ho già mangiata con avidità, essendo molto buona.

Lo ho visto partire con tanta pena, perché chissà quanto starò ancora senza vedere una persona cara.

In quanto a salute non ho niente da dire per porgere le mie lamentele, perché sto proprio bene, e a quest’altezza non mi manca mai l’appetito. Qualcuno però mi ha detto che sono dimagrito, effetto certo prodotto dal lungo marciare, e dai disagi che questa preparazione militare comporta. Spero fermamente che tu in seguito, se non immediatamente, possa stare bene, così mi tornerà la tranquillità toltami al pensare che tu debba essere malata. Ti prego di salutare tanto gli zii, che ringrazierai pure tanto per tutto ciò che fanno, da parte mia. E abbiti tanti bacioni cari e auguri di presto stare bene.

Tuo figlio Dino