16 novembre 1942 – 2

16.11.42

Cara Nana1,

Come vedi, se proprio non tutti i giorni, almeno una volta all’anno, mi ricordo di scriverti. E come ben saprai, non è la pigrizia che mi impedisce di farlo.

Ho ricevuto diverse lettere tue e di Wally, e avrei voluto scrivere chissà quanto, ma sempre rimandavo a domani!

Forse quando riceverai questa mia, avrai anche il pacco inviato da molti giorni ormai. Spero che vorrai fare onore a quanto in esso contenuto e come te la “giga”2.

Da quando le ho dato la lettera, non ho più visto Lucia3, e ciò è portato dal freddo e dalle giornate brevissime.

Per rifarmi dell’impossibilità di andare a passeggio, vado ogni tanto al cinema, dove passo un oretta lieta.

Prendo buona nota per quanto dite riguardo il film “Alfa Tau”; ma credo che qui non arriverà mai.

Si avvicinano le vacanze di Natale e dovrei venire. Speriamo.

Intanto l’altro ieri mi hanno confermato questo, ma le esigenze di servizio bisogna pure rispettarle, e quindi bisogna prendere tutto con le dovute riserve.

Unisco a questa mia pure una fotografia, come quella inviata a mamma. Sei contenta?

Con la speranza di presto riabbracciarti, ti bacio e ti prego di baciare per me papà e mamma e Wally.

Con affetto.

Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Soprannome della sorella Wally

3 Ragazza di Tripolis

16 novembre 1942 – 1

16-11-42

Carissimi,

Quest’oggi, tanto per cambiare piove. Sono già due giorni che viene giù dell’acqua, e questo mette tanta tristezza nell’animo. L’altro ieri sono andato a fare la solita gita in camion per prelevare i fondi, e sono rientrato stanco.

L’inconveniente di queste gite, in questa stagione, è dato dal freddo, dalla pioggia, e dalla nausea prodotta dalla giostra del camion su montagne e svolte a gomito che fanno venir su anche il fegato.

Io sono abituato a questo genere di viaggi, ma però la mattina del giorno dopo sono ancor come ubriaco.

Ho cercato di trovare ancora di quell’uva bianca come quella inviatavi, ma senza poterla pescare. Ho appreso dalla ultima lettera giuntami, che è venuto Davy1 a trovarvi. Se ritorna, come spero, dategli pure l’orologio che tanto mi troverà certamente ancora qui.

Per qualche tempo sono sospese le licenze, almeno si dice così, ma per la data che dovrei venire io, spero di avere via libera.

Ho saputo della ricezione da parte vostra, del vaglia di 310 lire del mese scorso.

Oggi ne ho compilato un altro che partirà a giorni, per un importo pressocché uguale. Vi giungerà i primi giorni del mese entrante. Ieri sera sono stato al cinema a vedere il film “Torna caro ideal”. Mi sono svagato un pò.

La mia ultima fotografia, che mi ha fatto apparire più magro del naturale, ha certamente fatto cattiva impressione. Ma mi vergogno di essere così grasso come adesso. Se ingrassassi ancora un pò, sembrerei la luna.

Oggi, prima di cominciare queste righe, ho fatto la nota per la lavandaia, ed è questo il lavoro più faticoso per me: Preferisco fare una giornata completa d’ufficio.

Finché era estate, a mezzogiorno, in mutandine, mi recavo in terrazza, dove facevo il bucato, e lavavo giubbe e pantaloni di tela, e biancheria. Ora invece devo ricorrere alla lavandaia, e risparmio fatica.

Non voglio nemmeno sentire parlare di soldi per l’olio che potessi trovare, perché qui, anche se avessi 200 lire, non basterebbero un giorno. E poi di soldi non ne ho bisogno, e sarebbe sprecarli.

Pensate che un chilo di fichi, costa al cambio 500 lire, e ve ne farete un idea.

L’olio invece, avuto a mezzo dei comandi che ne provvedono ogni tanto, quando se ne trova, costa poca cosa.

Sono in attesa dei pacchi, e del mio amico Davy.

Termino con l’abbracciarvi e baciarvi tanto affettuosamente.

Vostro Dino

Scrivo a parte a Silvana e Wally.

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

3 novembre 1942

P.M.29 li, 3 Novembre 1942-XXI

Carissimi,

Ieri l’altro ho ricevuto una vostra lettera, ma rispondo solo oggi, come al solito. In questo ultimi due giorni ho avuto molto da fare, e solamente oggi mi sento in “forze” per scrivere. Giorni addietro spedii un pacco per voi, che indubbiamente farà piacere alle due sinforose. E’ tutto quello che si può trovare qui, e credo che vi farà contenti lo stesso. E’ un pò il mio regalo di Natale, e se posso trovare dell’uva bionda come quella, nel mio prossimo viaggio periodico a Corinto, ve ne manderò ancora. Pensate che di uva di Corinto come quella, veramente di Corinto, in Italia non ne troverete. Troverete tutt’al più uva così, ma che sia certamente coltivata in riva al famoso istmo, non è facile trovarne. Avrei voluto mettere nel pacco anche i tre anelli, che oramai vi ho fatto aspettare, ma non sapevo se arrivavano, visto che potevate non vederli, in mezzo al pacco ed alla carta. In ogni modo sto sempre all’erta per sapere quando qualcuno verrà a casa, e ve li manderò senza fallo. L’altro ieri è arrivato dalla licenza un mio amico che era andato a Milano, e mi sono fatto portare della carta da scrivere (quella con la quale scrivo) e una macchinetta accendi sigari, e un portasigarette. Sono contento di questo, perché ha scelto proprio bene.

Qui di accendisigari se ne trovano, ma vengono a costare al cambio, a lire 2500,= su per giù. Non spaventatevi per questo, che qui si parla di mille lire come di parlare di soldi da noi. Basti dire che prendo più di mille lire di paga al mese da spendere tutta qui, e mi basta per la biancheria e per il cinema.

Sono contento al sapervi sempre tutti bene; sono contento pure al sapere che avete in formazione il pacco con la pila e il coltellino, che mi sono utilissimi, e appena li avrò, ve lo dirò. Spero che sia già venuto almeno Davy1 a trovarvi, perché a molti ho detto di venire, ma finora vedo che nessuno si è fatto vivo. Sono tre che dovrebbero venire, e che ho avvisato a mezzo lettera, da che erano partiti da altri reparti, e che quindi non avevo potuto avvisare all’atto della partenza. Ho ricevuto pure la graditissima lettera di Wally e del Signor Cattani2, e oggi stesso spero di poter rispondere singolarmente. Tutto sta nel tempo che ho a disposizione. In ogni modo vi prego di ringraziare il Signor Cattani del gentile pensiero di scrivermi, e contraccambiategli i suoi graditi saluti. Oggi ho ricevuto una lettera da Cremonino (la amica di Wally) dove mi dice di avere piacere di ricevere mie nuove. Io risponderò con piacere. Tre giorni fa ho preso le fotografie dal fotografo, e non posso dire di essere riuscito perfettamente come volevo.

Sembra che abbia il labbro superiore gonfio, mentre è l’effetto della luce. I greci non sono maestri in molte cose, ma nel fare fotografie sono proprio a zero. In ogni modo credo che vi piacerà lo stesso. Ho dato la risposta di Wally a Lucia3, e mi prega di ringraziarla tanto per questo, e pure il Signor Cattani. Ha detto che risponderà.

Da Teresina non ricevo più, e non voglio neanche sapere il motivo del silenzio, tanto so che un giorno o l’altro mi scriverà come al solito con mille buoni propositi.

Non devo essere io, che sono in zona di guerra a tormentarmi per sapere il come e il quando la sua testa si è spostata. Ho bisogno di stare tranquillo, vi pare?

Di nuovo non vi è niente. Le belle passeggiate serali sono finite con i primi freschi, e non resta che il cinema. Il pomeriggio della domenica vi è sempre il passeggio (tempo permettendo) ma devo restare in ufficio a lavorare, ed allora non ci penso nemmeno. Da ieri è in corso l’ora legale qui, e perciò tutti gli orologi si sono spostati indietro di un ora. Alla sera uscivo alle sette, così ora esco alle otto di prima. E’ tardi, e non resta che andare a vedere il secondo ed ultimo spettacolo della sera.

Sono in attesa di nuove per lo stipendio, e di vostre, che sono più importanti. Nell’attesa vi bacio affettuosamente.

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Personaggio che non è stato possibile rintracciare e che viene citato solo in questa lettera

3 Ragazza di Tripolis

10 settembre 1942

P.M.29 li, 10 Settembre 1942 – XX°

Carissimi,

Ho ricevuto ieri la vostra lettera nella quale era la notizia che attendevo riguardante Wally. Non voglio dire che non mi abbia procurato una lieve sorpresa, perché è stata grande, e non mi aspettavo certo questo. Ma come posso io dire di avere una cognizione del tempo che passa, io vecchione, che passo le giornate qui, dove non esiste né ora, né orologi? Mi ha fatto dunque molto sorpresa la notizia, che mi risvegliava dal torpore di questa mia attuale vita. E’ vero, è vero che la mia sorellina che io lasciai non ancora grande né bambina, ha trovato un fidanzato? Sono lieto di ciò, anche perché dalla vostra lettera vedo che non vi dispiace. Certo, e non bisogna però dare corso ai pensieri del domani. Se mai il tempo potrà dare il suo giudizio se ciò che oggi pare in un modo, domani può parere in un altro. Intanto, faccio i miei più fervidi auguri di sapere Wally felice e che la sorte le sia benigna. Come avrei voluto essere anch’io la domenica nella quale avete ricevuto la visita dei parenti del suo capo-ufficio! Ma il mio dovere mi vuole altrove, per il mondo, ed è come se fossi stato con voi. Tante volte ho già pensato da ieri a questa notizia, e sempre più mi sono convinto che la vita è un giro veloce di una ruota, che arriva al suo termine prima del previsto. Se mi avessero detto che doveva accadere questo, avrei scommesso chissà cosa che non sarebbe potuto accadere adesso; invece.! Mi pare ieri che andavo a prendere Wally a scuola in bicicletta a Tripoli dalle suore, ed era una bambina, e ancora quando mamma era ammalata a Torino, e io la vedevo, quando era dagli zii. Tutte cose che appartengono al passato, che sembrano però di ieri. E tutte questa cose mi sono già venute alla mente, in un girar turbinoso in questi due giorni.

Ieri sono andato a fare la solita gita per monti e mari, e non ho avuto modo di rispondere. Ero poi tanto stanco ieri sera, che non potevo nemmeno prendere una penna in mano. Dieci ore chiuso in un autocarro, non sono fatte per riposare certamente! E così ho atteso fino ad oggi, e posso scrivere con la mente calma e riposata. Oggi ho avuto tanto lavoro, ma non posso dire di essere eccessivamente stanco perché ieri sera mi sono coricato presto. Oggi sono andato dal sarto a prendere le misure per aggiustarmi i pantaloni nuovi alla cavallerizza, che sono bellissimi, e il pastrano. Sono completamente vestito di nuovo, e però non voglio sembrare un gagà. Sono un soldato che sa fare il suo dovere e nulla più. Oggi fa già tanto freddo, e mi sono messo la giacca che da molti mesi non mettevo più. Così credo che sia finita l’estate, la bella estate, sollievo dei cuori che hanno bisogno di essa per non soffrire del freddo. Qui finiranno le belle passeggiate serali, e con esse gli scherzi alle donne greche, che guardano di preferenza noi, perché siamo i più begli Artiglieri del mondo, perché siamo italiani, i più coraggiosi nel combattimento, i più festosi in pace.

Giovannitti1 non è ancora venuto dalla licenza, e credo che ancora per qualche giorno non verrà, e lo attendo con ansia. Ho scritto a Beccali2 che passasse per Torino da papà e gli ho dato l’indirizzo, o che venisse da voi, per prendere il mio orologio che mi avete comprato. Spero si farà vivo, e voi glielo darete. Sono in attesa di un amico che venga a Torino per mandarlo da voi con il ricordino per Silvana Wally e mamma, ma finora niente.

Domani, non sono di servizio, e andrò fuori a fare una passeggiatina serale e a prendere una boccata d’aria. Vi scriverò però una cartolina in franchigia, per farvi sapere che sempre vi penso e sempre voglio sapere informati di come va la mia vita. Se Dio vorrà che un giorno verrò in licenza, sarà questo il più bel giorno per me. E speriamo che ciò avvenga come nelle previsioni.

Per intanto non avrei altro da aggiungere se non che vi voglio sapere bene, e che rinnovo gli auguri a Wally. Vi bacio con tanto affetto

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Amico di Dino

29 luglio 1942

P.M.29 li, 29.7.942

Carissimi,

Ieri ho avuto la bella sorpresa di ricevere quattro vostre lettere contemporaneamente. Ho letto per mezz’ora di seguito, e non vi so dire l’immensa gioia di avere tante e così belle vostre nuove. Due giorni fa avevo spedite le prime tre fotografie fatte con la macchina che mi avete mandato, ed oggi vi mando altre quattro di esse, così ne manca solo una, che manderò la prossima volta. Il secondo rotolo lo sto finendo adesso, e così avrò sedici fotografie mie. Ho appreso che papà mi sta procurando altri rotoli; ringrazio tanto, e rimango in attesa di essi. Però debbo dirvi che ne ho trovati qui, e se avete solamente comprati quei due, non compratene altri, che io li trovo. Il prezzo non sarà poi quello vostro, s’intende, ma qui non bisogna farci caso. Ho poi intenzione- visto che avrò già fatte svariate foto, una volta che non avrei più luoghi da ritrarre, di vendere la macchina, che non si sa mai, ma temo sempre di vedermela sparire ! e poi prenderò certamente molte volte più di quanto costa, dato che tutto qui è proporzionato. Non vi pare giusta la mia idea ? dato che costa anche così caro a fotografare, una volta levatomi la voglia, e per non correre il rischio di perderla !

Mi chiedete una istantanea del mio viso per vedere come sto dopo l’incidente occorsomi, e mi pare che con queste fotografie potrete vedere che sto perfettamente bene, e non rimane più nulla di tutto il male.

Il dottore ha detto che è stato un vero miracolo se non ho perso la facoltà di vedere, dato che potevo essere colpito nel migliore dei casi, gravemente. Ma come vedete, tutto è andato per il meglio, e ormai da moltissimi giorni il mio occhio ha perduto ogni rossore, ed è tornato normale, sia nel colore, come nel vedere. Non vi è più alcun pericolo, e l’incidente, dovuto a cause non conosciute, ma che devono attribuirsi ad infortunio, non accadrà più, dati che una volta su un milione succede. State dunque tranquilli, e come vedete dalle fotografie, sono completamente ristabilito. Silvana chiede se la cartolina in franchigia del g. 14 non la ho scritta io. Ha indovinato: La ha scritta un mio amico, perché io non potevo, e poi non volevo che, essendo già molti giorni che non mi facevo vivo a causa del male, voi poteste essere sopra pensiero.

Ho preso nota delle misure datemi per gli anelli di Silvana e Wally, e appena potrò finanziariamente, li farò fare. Intanto spero che Giovannitti1 sia già venuto da voi con le sorelle, come scrittomi papà. Vorrei chiedervi un favore ancora, se potete ancora farlo a mezzo Giovannitti: Un pennello per la barba, che non ho, e se arrivano le lamette e il sapone da barba, come scrittomi, non potrei radermi senza pennello. In ogni caso potreste invi­armelo anche a mezzo pacco postale. ­Dell’olio e dei vaglia ho già ricevuto vostra lettera dove dite di avere ormai tutto in vostre mani. Io ne sono felice, perché so che così potrete andare avanti ancora, e non avrete il pensiero di mancare del condimento.

Teresina continua a scrivermi ogni giorno per espresso aereo, e io rispondo, essendosi invertite le parti, ogni quattro-cinque giorni. Prima scrivo due o tre volte a voi, poi una a lei. Tanto non mi impressiono per questa improvvisa corsa allo scrivere, che naufragherà certamente prima di quanto non si creda. Vi assicuro della mia ottima salute, e sono contento che anche per voi sia così. Con tanto affetto vi bacio.

Vostro

Dino

P.S. Bellissima la fotografia di Wally, mi è piaciuta moltissimo.

1 Amico di Dino

23 giugno 1942

P.M.29 li, 23 Giugno 1942-XX°

Carissimi,

Stamattina ho sbrigato tutta la mia corrispondenza d’ufficio, e così oggi posso scrivervi queste righe.

Debbo innanzi tutto dirvi che un ora fa ho ricevuto il pacco del 29.5 u.s. con un pettine, due scatole di lucido per scarpe, il cioccolato, noci, mandorle, fichi, latte condensato, marmellata e caramelle. Sono contento di tutto ciò, così potrò spazzolarmi le scarpe, lucidarmi i denti con il bel spazzolino, e sbafare un pochettino.

Grazie ancora una volta per i pensieri che avete di farmi contento, di non farmi mancare nulla, so che vi costa fatica trovare certi generi, e molta spesa. Quello che vi raccomando, è che se doveste spendere troppo, preferisco che mi mandiate oggetti di poca spesa, che per me sono sempre buoni, non trovandosi niente in commercio. Io pure faccio il possibile per poter risparmiare dei soldi e mandarveli, affinché possiate avere un sollievo nelle difficili condizioni di vita. Quando ricevo vostri pacchi, mi sembra di avere un pezzo di casa mia, perché vi leggo i nomi di fabbriche dei paesi vicini, vi trovo oggettini tanto cari ed indispensabili, frutto del vostro affettuoso interessamento. Vi mando un bel bacione riconoscente, e vi prometto che ve lo darò anche quando dovrei venire in licenza, un particolare bacio per questo pacco.

Io, come già dettovi in altra mia, vi ho inviato due pacchi, che avrete verso la fine del mese o i primi del mese venturo. Spero che avrete già ricevuto avviso della mia spedizione, a mezzo delle precedenti lettere. Per il momento non ho ancora trovato altro olio da mandarvi, ma me ne occupo, e spero di poterne trovare presto. In ogni modo spero che potrete averne per un pò di tempo ancora.

Nel vostro pacco, ho trovato questo allegato tagliandino dello zucchero, che forse voi involontariamente avrete perso. Mi rincresce se avete perso la razione del mese di Gennaio per questo sbaglio.

Due giorni fa ho ritirato queste fotografie della mangiata che abbiamo fatto nel giorno della festa dell’Artiglieria, (15 Giugno) e spero che vi piaceranno. Eravamo nel cortile dell’Hotel dove abbiamo il Comando, con una tavola improvvisata con delle assi, e con due teli da tenda. Era tanto tempo che non mangiavo a tavola ! In quel giorno ho avuto modo di assaggiare (alla moda di mamma) ossia mangiare a sazietà, pasta asciutta (due gavette), un mezzo chilo di capretto arrosto, un piatto di insalata, il formaggio, un mezzo litro di vino, le ciliegie, e per di più buone sigarette. Giornata campale per la pancia direte voi, e vi posso assicurare che giornate così non si dimenticano tanto facilmente, perché sono passate in allegria, assieme ai compagni. Vedrete facilmente dalle fotografie, dove sono io, e come mangio di buona voglia.

Giovedì dovrebbe partire il mio amico Giovannitti1 per Torino, e a mezzo suo manderò altro simile regalo per papà. Non è certo che partirà questo Giovedì, ma poco manca. Pensate che dopo lui, in ordine di turno, dovrebbe venire un caporalmaggiore dell’Amministrazione, un certo Ferrero Dino. Non sarà una cosa sollecita, ma certamente, quando assegneranno anche posti per il comando, se tutto andrà bene, anche quel certo caporalmaggiore, dovrebbe venire a casa con trenta, dico trenta, giorni di licenza premio. Bella speranza, no ? in ogni caso, non disperate, che tutto dovrebbe andare bene.

Qui al solito, si aspettano i film italiani, che dovrebbero arrivare, ma che si fanno ancora aspettare. Arriveranno, come si dice, verso la fine del mese. E da voi, fa molto caldo? Da noi, ancora ieri, si soffocava dal caldo, mentre oggi, mentre scrivo, piove, e tutta l’aria è rinfrescata. Come si stà bene, dopo tanti lunghi giorni di calore ! Pensate che erano due giorni che dalle sei del mattino, alle 20 della sera, non ero altro che sempre attaccato a questa macchina, a fare distinte dei vaglia, per tutto il Reggimento! E’ un lavoro lunghissimo, ma che per ora è finito. E per dieci giorni ancora mi lascerà in pace. Dopo, per altri due giorni ancora, avrò da sgobbare. Ma fa niente. Penso che i nostri camerati in Africa stanno a fare ben altro che scrivere distinte dei vaglia, e conquistano territori, e vincono battaglie grandiose. La sera di ieri l’altro, dopo avere lavorato fino alle ore 20, mi ero concesso lo svago di andare a vedere un film tedesco, molto bello. Verso le ore 22,30, essendo il cinema, (come tutti i cinema qui), all’aperto, abbiamo sentito cantare per la strada, gli inni della Patria. Poi più niente. Finito lo spettacolo, tutti noi ci siamo alzati, sapendo già la notizia dalla sera, e ci siamo riuniti ai compagni che erano entrati nel cinema. Nel cinema stesso in centinaia di soldati, abbiamo intonato l’inno impero, Giovinezza, e tutti gli altri inni della Patria. I greci sono rimasti incantati dalla fede nostra, dal nostro entusiasmo; uno di essi, si è avvicinato ai diversi ufficiali che, mescolati a noi fraternamente cantavano, e ha detto: Peccato che non sappia cantare, perché canterei con voi. Alla fine di ogni canzone, invocazioni al Duce, e ogni tanto il grido: Che cosa fa Churcill ? E tutti rispondevano: Schifo !!!!! poi siamo andati ancora in giro per le vie, e da qualche balcone ci battevano le mani. La nostra spontanea riunione, si è chiusa, portando il nostro pensiero ai camerati, che nei disagi più grandi, hanno saputo dare la prova che, anche con mezzi minori del nemico, sanno vincere. Questo è il segreto delle nostre vittorie, questo il segreto della certa nostra vittoria finale, perché dovunque si sono presentati i nemici, il soldato italiano lo ha combattuto e vinto, dalle Alpi all’Albania, all’Africa, alla Russia, perché abbiamo nel cuore una fede, perché vogliamo fare grande, prospera la nostra casa, perché abbiamo negli occhi il cielo della nostra Terra, e mai permetteremo che nemico vi abbia a mettere piede. Chiudo queste righe, augurandovi ogni bene, e sperando di potervi presto riabbracciare, e portarvi un pò di felicità. Siate certi che pure così lontani, siete sempre qui con me, e sopra ogni cosa.

Abbiate tanti baci cari, a mille dal vostro

Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

16 gennaio 1942

P.M.29/P 16 gennaio 1942

Carissima mamma e tutti,

Quest’oggi ho ricevuto la lettera aerea del 9.1.42. Come vedi, comincia a impiegarci meno la posta a giungere. Sotto le feste, dato l’aumento della corrispondenza, tutti i servizi hanno dovuto sostenere del lavoro supplementare.

Ho appreso che voi a Natale avete mangiato senza carne perché la avete data a Beccali1. Mi rincresce che vi siate privati di questo alimento.

In questi giorni sono in attesa dell’olio che dovrebbe arrivare. Ma come sapete, quando si attende, si è come sui carboni accesi, e ci sembra impossibile che non si debba ricevere quello che si desidera. Comunque ho già due latte da quattro chili pronte, e al primo ricevere olio, ve ne mando subito una.

E papà perché non cura le sue bronchiti? Bisogna guardarsi dal male mentre si è in tempo. In ogni modo spero che ti trovi bene caro papalino, per non dover soffrire della noiosa tosse e catarro. Mi meraviglio come mai non nevica da voi. Qui ha nevicato almeno cinque volte. E che nevicate! E che freddo! Ora, dopo una settimana di piogge, si è messo un po’ al bello, e non fa freddo.

La cosa che mi dispiace di più di tutte le brutte notizie, è la faccenda del licenziamento per la fine di marzo. E come sistemate la faccenda? Spero che non licenzino né papa, né Mario2. In ogni caso, chissà se alla Bosio3 non hanno un posticino! Io, che sono ancora in debito, ma che domani finirò di pagare, restandomi un bel margine di soldi, appena avrò la possibilità, manderò i miei risparmi che cercherò di rendere il più elevati possibile, al fine di darvi un po’ di respiro, e di costituire un fondo che sempre potrà esservi utile in caso di necessità. Ma ho bisogno di un po’ di tempo prima che posso mandare qualcosa.

Oggi ne abbiamo 16 e tu mamma sarai andata a ritirare il sussidio. Ti hanno dato il libretto? Dimmelo, che sono in pensiero per questo, e fino a che non riceverò notizie non mi darò pace.

Ho poi ricevuto un biglietto di auguri da Teresina, si, ma troppo poco, non pare, se nel medesimo periodo ho scritto qualcosa come sei lettere? Credevo che sarebbe venuta a trovarvi da Genova, ma non è venuta. Attendo sue notizie che non giungono, per sapere qualcosa. Intanto non scrivo più, perché dovrei essere io, che ho bisogno di essere ricordato, io che sono lontano a lottare, mentre non ha mai considerato il mio bisogno di ricevere ogni tanto sue nuove. Non è che siano indispensabili se mi dimostra indifferenza, perché le uniche notizie più desiderate sono e saranno sempre le vostre.

Sa benissimo che io devo, al pari di tutti i miei camerati, che abbiamo lasciato tutto per combattere il nemico, ricostruire, o cominciare la vita, glielo ho detto.

Ripeto che il vaglia lo ho ricevuto già da tempo, e il pacco non ancora, ma che a giorni spero, giacché sono in arrivo 3000 pacchi per la nostra divisione.

E per lo stipendio? Guardate che visto le condizioni dei rapporti con l’ingegnere, potreste accelerare. E credo che a quest’ora dovrebbero darvelo. Non vi pare? Sono 4 mesi già!!!!

E i documenti li avete ricevuti tutti?

Domani mando un telegramma di auguri a papà, perché spero che per il 264 arrivi, mentre questa lettera chissà!! Intanto pure con questa faccio tanti auguri, al caro papà, perché sia felice, perché sia sempre bene in salute.

Allego un’altra delle famose fotografie. Ricevete tanti baci dal vostro Dino

1 Amico di Dino

2 Sconosciuto

3 Nome assai comune a Torino, anche nelle imprese

4 Luigi Ferrero, padre di Dino, nacque a Torino il 26 gennaio 1893, stava quindi per compiere 49 anni

1 aprile 1942

P.M.29/P. 1.4.42 XX°
Carissimi,
ho atteso tanto a scrivervi questa lettera, con la speranza, da un giorno all’altro, di avere la fotografia. Ma stasera ancora niente. Il fotografo lo ho avvisato che se non me la consegna domani, guai a lui. Così domani mattina potrò aggiungere a questa lettera, anche la fotografia a mezzo busto.
Domani mattina arrivano i pacchi da mezzo chilo, e spero vi sia anche il vostro secondo (il primo essendomi già arrivato, ed avendovene dato già avviso).
Sono molto lieto del fatto dello stipendio, che è una cosa alla quale io tenevo di più di qualunque altra.
E vi hanno dato tutto quello che vi spettava?
Sono però anche in attesa della notizia che papà ha trovato un impiego tranquillo, e così tutto andrà benissimo. In questi ultimi tempi, molte cose sono andate per il loro verso, e questo serve a farmi contento.
A proposito della pratica delle miniere: Questa sera è arrivata una dichiarazione riguardante un artigliere nostro, che viene mandato in licenza di due mesi rinnovabili, e credo che se vi fosse possibilità si potrebbe anche farlo per me. Ma credo che nel mio caso sia impossibile.
Nel fare gli auguri di Buona Pasqua, mi sono ricordato pure del Comm.Ainardi1, inviandogli una cartolina in C.V.E. II°2 n.25 a Torino. Credo che la memoria non mi avrà tradito riguardo al numero.
L’altra sera siamo andati a vedere il film italiano “Butterfly3” con Maria Cebotari. Molto bello, ma anche molto tagliato. Le greche piangevano tutte, e quando si accendevano le luci, noi ci divertivamo a vedere tanti occhi umidi. Oggi ha continuato per tutta la giornata a piovere, e anche ora, ore 20, non ha smesso. Speriamo che domani si possa andare in terrazza a respirare un poco di aria fresca, o al parco a leggere il giornale all’ombra delle piante verdissime in pieno rigoglio.
Fra quattro giorni è Pasqua, e cercherò di passarla bene, come ho potuto passare il S.Natale. Certo che non sarà bello come quando ero con voi, o come l’ultima Pasqua, quando siete venuti a trovarmi e siamo andati a Condove al “Gallo4” a mangiare tanta bella roba. (parlo del 1940). Sembra possibile che sia volato così il tempo?
Ieri dal giornalaio, oltre che al quotidiano “giornale di Roma5” che si pubblica ad Atene, ho trovato molti giornali italiani, illustrati, ed umoristici. Stasera vado a letto, e li leggo, perché come saprete, anche quando ero a casa, ero appassionato alla lettura.
Immagino che le due sorelline faranno tante belle passeggiate in bicicletta, e passeranno delle belle giornate in montagna, o in campagna. Lo spero bene, perché mentre si può, bisogna divertirsi, è tanto bello passare le feste in gite, e sapete che mi piacevano tanto. Non le rimpiango però, perché so che ritorneranno quando verrò a casa vittorioso, e questo momento non tarderà. Quindi niente preoccupazioni, che presto torneranno le belle gite, e ne voglio fare tante, da esserne stufo. Ho scritto sulla cartaccia a macchina, perché sono il solito pigrone, e vi prego di scusarmi. Con tanto affetto vi mando tanti baci cari.
e… Buona Pasqua !!!
Vostro Dino
Ho ricevuto il pacco col cacao e cioccolato e biscotti, grazie.
La fotografia un pò scassata, ma meglio di niente.

25 marzo 1942

Stasera alle 7 ho ricevuto due lettere vostre nelle quali mi dite di avere ricevuto il 2° pacco, e di prendere lo stipendio.

Sono pazzo di gioia e allora tutto il pessimismo è scomparso. Sono proprio fortunato! Solo il pacco non è ancora arrivato a me, ma non tarderà.

Dunque, con gli altri tre mesi, fino a marzo, verrete a percepire un totale di £ 5000.= all’incirca! Troppo bene! Poi penserò ad ottenere il documento nel quale è detto che con l’età che ho avrei un altro stipendio. Anzi se papà può… lo faccia lui.

Per l’altra spedizione di pacchi, sono in attesa che mi giunga l’olio, che da tempo ho già ordinato.

Cercherò di farne il più possibile, per darvi modo di fare una scorta.

Quello che vi ho mandato e che vi piace così tanto, viene da Kalamata e Sparta, la città delle antiche guerre e dell’olio fino. Certo non sarà olio raffinato, ma potete essere sicuri che è di oliva, puro al 100/100.

A questa accludo due fotografie fatte qui in ora del rancio. Da notarsi il contegno di serietà del Caporale Ferrero Dino e che mangia con la destra. Pure la giacca nuova è visibile, e in una fotografia sembra stracciata. E’ solo un difetto della pellicola.

Abbiate ancora tanti baci cari dal vostro

Dino

P.S. Non voglio assolutamente che mi mandate denaro.

27 febbraio 1942

li 27.2.42

Carissimi,

vi scrivo dopo tre giorni che non lo faccio, e mi vergogno di questo. Ma non è tutta colpa mia questo, perché la sera vi è sempre qualcosa che mi fa impazzire. Tre sere fa, il lavoro di fine mese, gli stipendi, e il mucchio di corrispondenza, che essendo io a sbrigarla, mi dà da fare, anche con il protocollo e archivio.

Ieri sera poi me ne è capitata una bella. Noi siamo abituati a fare degli scherzi, che alle volte sono brutti come quello fattomi ieri sera. Finora non mi avevano pescato, ma ieri! La ho pagata per tutte! Ieri sono arrivati dei carri di pacchi, di quelli che dal Dicembre sono in viaggio, e io tutto contento, pensavo di avere anche il mio. Verso le sette di sera, mi hanno chiamato gli amici della posta, e mi hanno consegnato il pacco. Ma la calligrafia non mi pareva la vostra. Certo che dalla gioia non sono stato a guardare. E poi era timbrato a Torino, e chiuso con il piombo e la ceralacca della posta di Torino. Quando lo ho aperto, conteneva calze vecchie, carta, e tante straccerie che servivano a tenerlo pieno. Allora tutti gli altri a ridere ! Io ho riso pure, ma sentivo in gola un nodo; potete immaginare che delusione! Il pacco me lo hanno confezionato bene, al fine di farmi credere che fosse realmente arrivato.

Ma domani dovrebbero arrivarne altri, e quindi spero sempre.

Siamo ormai alla fine di febbraio, e penso alla fine di marzo, perché papà va via dalla cava. Gli hanno promesso qualcosa alla Bosio1?

Nell’altra lettera vi dicevo di mandarmene un’altra di richiesta stipendio, compilata da voi, al fine di avere i dati giusti.

Forse….. il primo pacco vi sarà già arrivato. Come sono in ansia?

Dal “Popolo delle Alpi2” ho appreso la morte di una Pralotto3 di Alpignano. E’ forse la merciaia?

Qui il bel tempo continua a darci delle giornate calde, e noi andiamo in terrazza (dalla quale si domina la città) a guardare le bellezze greche con potenti binocoli!! Che ve ne pare? Un modo come un altro per passare il tempo.

Attendo vostre nuove, perché l’aerea da tre gg. non arriva, e domani sarà qui indubbiamente.

Di Teresina nessuna nuova. Spero potervi sapere presto in ottime condizioni di salute, e vi invio tanti baci cari.

vostro Dino

1 Ditta a cui Dino ha già fatto riferimento in precedenti lettere.

2 Settimanale “Foglio d’ordini della federazione dei fasci di combattimento di Torino.

3 Probabilmente un’ ascendente dell’omonima famiglia che ancor oggi gestisce un’attività commerciale ad Alpignano.