4 giugno 1942

P.M.29 li, 4.6.42 – XX°

Carissimi,

Rispondo solo stasera alla lettera vostra pervenutami ieri, perché non ho potuto scrivervela oggi, a causa del lavoro, e stasera, fino alle 20, perché vi era una partita importantissima in caserma e tutti noi del comando, siamo andati ad assistervi. La nostra squadra di calcio, è la più forte della divisione, e facciamo sempre tanto tifo per i nostri colori.

Nella lettera di ieri, dunque, mamma mi dice che appena prenderà i soldi al dieci del mese, mi manderà un vaglia di cento lire. Non voglio che sia fatto questo vaglia, perché non ne ho bisogno, e poi lo ho già detto che mi bastano i miei soldi per fare quello che debbo, anche per comprare l’olio. E per dimostrarvi che posso, vi ho mandato un vaglia di quattrocento lire, che si spedirà a giorni, dovendoli fare tutti assieme, e che contiene le mie decadi arretrate, che non vi mandai.

Appena sarà partito, ve ne darò avviso, a mezzo cartolina in franchigia. Va bene ? Per l’olio, sono sempre in attesa, e spero sempre che da un momento all’altro mi arrivino le latte, per poterle spedire. Per il momento, dopo che le ho inviate a riempire, non ne ho saputo niente, ma per mezzo del mio ufficiale, farò il sollecito, così presto spero di averle.

Non mandatemi la latta che volete mandare, perché ne trovo lo stesso qui, e poi impiegherebbe tanto tempo ad arrivare, che nello stesso tempo, ne posso trovare dieci. Dunque non fate spese di posta che io trovo, sebbene faticosamente, tutto il necessario.

Ho visto con tanto piacere la nostra nuova radio, dal modello inviatomi nella lettera, e mi piace tanto. E poi è di un modello recentissimo e moderno. Sono tanto contento, e avete saputo scegliere proprio bene.

Con mia lettera spedita giorni addietro, vi dicevo che doveva venire un mio compagno a trovarvi, e che doveva portare un regalino per papà. Non avevo altro al momento della sua partenza che è avvenuta improvvisamente. Vuol dire che cercherò di essere fornito di qualcosa al momento della licenza mia. Ma quando ? Attendiamo.

Oggi è arrivato il camion con dei pacchi, e domani li distribuiranno. Così spero che arriverà qualcosa ancora.

Leggendo nel calendario stasera, ho visto che al ventuno del corr. Mese è S.Luigi. Perciò faccio tanti sentiti auguri al caro papà, e un bel grande bacione.

Ho visto sul giornale “Il Popolo delle Alpi” la fotografia della visita del Segretario Federale di Torino alla Philips, e mi pare di avere riconosciuto in essa Silvana. Si trova in piedi dietro alle operaie, e difficilmente potrò sbagliarmi. E poi in un’altra fotografia si vede il Musiné: Che ricordi ! I tempi in cui si andava con papà, alle quattro di mattina, ai funghi, nell’ormai lontano 1937 ! Voglio però ritornarci, e credo che papà non sia di idea contraria, vero ?

Come siete sempre vicini a me con il pensiero, io pure sono a voi vicino con il mio grande affetto, e vorrei che foste contenti anche se non sono li ad Alpignano, perché vi penso sempre, e un giorno tornerò per essere con voi, e farvi felici.

Termino con l‘inviarvi tanti baci cari, saluti affettuosi, e ancora auguri per il bravo papalino.

Vostro Dino

16 gennaio 1942

P.M.29/P 16 gennaio 1942

Carissima mamma e tutti,

Quest’oggi ho ricevuto la lettera aerea del 9.1.42. Come vedi, comincia a impiegarci meno la posta a giungere. Sotto le feste, dato l’aumento della corrispondenza, tutti i servizi hanno dovuto sostenere del lavoro supplementare.

Ho appreso che voi a Natale avete mangiato senza carne perché la avete data a Beccali1. Mi rincresce che vi siate privati di questo alimento.

In questi giorni sono in attesa dell’olio che dovrebbe arrivare. Ma come sapete, quando si attende, si è come sui carboni accesi, e ci sembra impossibile che non si debba ricevere quello che si desidera. Comunque ho già due latte da quattro chili pronte, e al primo ricevere olio, ve ne mando subito una.

E papà perché non cura le sue bronchiti? Bisogna guardarsi dal male mentre si è in tempo. In ogni modo spero che ti trovi bene caro papalino, per non dover soffrire della noiosa tosse e catarro. Mi meraviglio come mai non nevica da voi. Qui ha nevicato almeno cinque volte. E che nevicate! E che freddo! Ora, dopo una settimana di piogge, si è messo un po’ al bello, e non fa freddo.

La cosa che mi dispiace di più di tutte le brutte notizie, è la faccenda del licenziamento per la fine di marzo. E come sistemate la faccenda? Spero che non licenzino né papa, né Mario2. In ogni caso, chissà se alla Bosio3 non hanno un posticino! Io, che sono ancora in debito, ma che domani finirò di pagare, restandomi un bel margine di soldi, appena avrò la possibilità, manderò i miei risparmi che cercherò di rendere il più elevati possibile, al fine di darvi un po’ di respiro, e di costituire un fondo che sempre potrà esservi utile in caso di necessità. Ma ho bisogno di un po’ di tempo prima che posso mandare qualcosa.

Oggi ne abbiamo 16 e tu mamma sarai andata a ritirare il sussidio. Ti hanno dato il libretto? Dimmelo, che sono in pensiero per questo, e fino a che non riceverò notizie non mi darò pace.

Ho poi ricevuto un biglietto di auguri da Teresina, si, ma troppo poco, non pare, se nel medesimo periodo ho scritto qualcosa come sei lettere? Credevo che sarebbe venuta a trovarvi da Genova, ma non è venuta. Attendo sue notizie che non giungono, per sapere qualcosa. Intanto non scrivo più, perché dovrei essere io, che ho bisogno di essere ricordato, io che sono lontano a lottare, mentre non ha mai considerato il mio bisogno di ricevere ogni tanto sue nuove. Non è che siano indispensabili se mi dimostra indifferenza, perché le uniche notizie più desiderate sono e saranno sempre le vostre.

Sa benissimo che io devo, al pari di tutti i miei camerati, che abbiamo lasciato tutto per combattere il nemico, ricostruire, o cominciare la vita, glielo ho detto.

Ripeto che il vaglia lo ho ricevuto già da tempo, e il pacco non ancora, ma che a giorni spero, giacché sono in arrivo 3000 pacchi per la nostra divisione.

E per lo stipendio? Guardate che visto le condizioni dei rapporti con l’ingegnere, potreste accelerare. E credo che a quest’ora dovrebbero darvelo. Non vi pare? Sono 4 mesi già!!!!

E i documenti li avete ricevuti tutti?

Domani mando un telegramma di auguri a papà, perché spero che per il 264 arrivi, mentre questa lettera chissà!! Intanto pure con questa faccio tanti auguri, al caro papà, perché sia felice, perché sia sempre bene in salute.

Allego un’altra delle famose fotografie. Ricevete tanti baci dal vostro Dino

1 Amico di Dino

2 Sconosciuto

3 Nome assai comune a Torino, anche nelle imprese

4 Luigi Ferrero, padre di Dino, nacque a Torino il 26 gennaio 1893, stava quindi per compiere 49 anni

22 maggio 1942

li, 22 maggio 1942 – XX°

Carissimi,

Ritorno adesso dal cinema, dove sono stato a vedere un film tedesco, abbastanza bello. Avrei dovuto scrivere prima, il giorno del mio onomastico, ma non ho potuto. E stasera, per giunta, ho dovuto essere della combriccola che si recava al cinema. Vi scrivo ora che c’è ancora una ventina di minuti prima che venga tolta la luce.

E’ un piacere alla sera uscire per Tripolis: Per l’aria vi è un profumo intenso di fiori, quale non si è mai sentito in vita nostra. La primavera qui è molto bella, tutto è verde, e non vi sono altro che fiori dei più bei colori, e rose….a mille. Il mio tavolo di lavoro è un mazzo di rose completamente. Sembra che aiutino a lavorare, col loro profumo e i vivi colori. Fà tanto caldo, e pure ora che sono le 22,40, si deve stare con la camicia sbottonata, e le maniche rimboccate. Ci è concesso di rimanere in maniche di camicia, con i gradi cuciti sopra di esse. Poi vesto sempre in tela, e sto abbastanza bene. Domani alle ore 13 verrà il postino di Sparta, (la famosa città delle guerre antiche),e mi porterà (non un rudere), via le latte per riempirle. E’ così questione di quattro o cinque giorni, e tutto sarà a posto. Va bene ? Vi metterò nella cassetta, anche un vaso greco o due, molto belli, che costano cari, ma che ho avuto da un amico per favore.

Staranno bene sopra al tavolo della camera da pranzo, e mi immagino già il momento nel quale li vedrò.

Stasera il mio amico della posta militare (mi conoscono tutti qui, perché faccio operazioni presso tutti i reparti), mi ha annunciato che mi è arrivato un vaglia di duecento lire. Non so ancora da parte di chi, ma immagino dello zio Peppino1, che avrà voluto festeggiare così il mio onomastico. Domani mattina lo saprò e ve lo dirò subito. Ho intenzione di comprare a rate mensili, e lo posso fare, una bella macchina fotografica, come hanno già i miei amici, e così potrò fare delle belle fotografie di paesi e luoghi tanto belli. Ma però ho solo l’idea per adesso. Presto dovrebbe venire in licenza un mio amico, e allora gli darò dei ricordi per voi. Per papà pure qualche sigaretta buona. Contento ? sto già cercando di trovarne, dato che non è qui il luogo di produzione. Da quanto vi dico sempre, immaginerete che qui a Tripolis non si produca niente: Ed è così. E’ il centro del Peloponneso, in un luogo in cui convergono tutte le strade dei diversi paesi, ma non ha eccessiva produzione dei generi di largo consumo. Bisogna andare cento Km. più in giù o in su, verso il mare per trovare coltivazioni estesissime.

L’altro ieri ho mangiato 46 ciliegie, che costano cento lire al chilo (800 dracme), e dire che qui si trovano perché le producono. Vi sembrano poco alti i prezzi ? io però non mi butto a capofitto come tanti, che spendono senza pensare. Certo che ogni tanto bisogna pur levarsi un piacere. Così ho speso 12,50 per le ciliegie. Ma sono contento; arrivano sempre tutti i giornali italiani, e dal giornalaio vanno a ruba, da parte di militari e borghesi, che non hanno gran che in fatto di giornalismo. E così passo le ore della giornata. A giorni dunque il pacco (o i pacchi), e ve ne darò comunicazione. Intanto abbiate tanti baci cari, da chi vi ricorda sempre.

Con affetto, vostro Dino

1 Giuseppe Ferrero, fratello di Luigi padre di Dino

16 maggio 1942

Li, 16 maggio 1942 – XX°
Carissimi,
Stasera ho ricevuto la lettera del 9 maggio 1942, scritta a macchina da papà, con l’aggiunta vostra, e di Enrico1. Sono tanto contento di sapervi bene, e di buon umore. La cosa che però mi allieta tanto è il sapere papà a posto, e così non dover pensare alle difficoltà che potreste incontrare.
Da Bernardi2 è certo un posto buono, e così anche per ora, tutto si è sistemato.
Altra notizia che mi ha fatto tanto contento, e mi ha messo desiderio di venire a casa, è quella della radio nuova. Come deve essere bella ! Quante valvole ha, di che marca, e quante onde ? Vorrei poter sapere tutto, per averla presente come se la avessi sott’occhi. Non mancherà però occasione di vederla, perché se verrò in licenza, me la godrò.
Vi ringrazio, per i pacchi che mi annunziate in viaggio, e che saranno proprio una manna per me; qui non si trova latte condensato, e quello fresco costa venticinque lire al litro.(dato la svalutazione della dracma.)-
Pregusto già la gioia di mangiare il latte condensato che è la mia passione, e che spero non tarderà a giungermi. Il pacco della maestra di Roma3, non mi è ancora giunto, e dovrebbe arrivare con quello vostro del latte. Ho a buon punto il lavoro per procurare due lattine di olio, che non appena mi perverrà, ve lo manderò. In tutto si tratta più o meno di mandarvene altrettanto quanto ve ne mandai già prima. Quello che mi manca sono le latte, e però ogni tanto una la trovo.
Domani o dopo, darò le due che ho procurato, a chi mi porterà il contenuto, e poi ve le manderò.
Spero poi di trovare altre latte presto, così provvederò a mandarvene altro. E quello che vi avevo mandato, lo avete già finito ? Ditemelo, sono curioso di saperlo, al fine di sapermi sbrigare per trovarne altro. In ogni caso; anche per questa spedizione, ho fatto quanto era umanamente possibile,
perché non posso darvi l’idea di come vadano a ruba le latte, e io che non ho possibilità di averne, perché non sono cuciniere, devo lottare. I miei amici del Comando non hanno ancora mandato nulla, perché non hanno potuto a causa della mancanza dei recipienti. Quindi ho fatto l’impossibile. Ma spero che nei prossimi giorni qualche altra latta arriverà. Il documento per lo stipendio vi serve, se non sbaglio, per il 15 giugno. Ditemi se si, e provvederò a mandarvelo una settimana prima. Avete percepito il doppio stipendio ? Altri molti miei amici, che hanno fatto la pratica delle miniere, sono andati a casa. Non è sospesa questa domanda, come vi hanno detto a Torino. E tu caro papà, come stai ? Ti senti meglio nel nuovo posto ? E tu mammina? Mi pare che siano appena due giorni dacché presi il treno quel 1° di Settembre, per partire, e invece sono già nove mesi. Il tempo passa, e le licenze ritornano anche loro. O prima o dopo, si spera, e vedrete che tornerò ancora. Vi ringrazio dell’augurio di buon onomastico, che mi fa tanto piacere. Per ricambiarvi vi bacio tanto tanto. E voi, due sinforose4, come state ? Se non vi ho nominato, non è perché mi sia dimenticato di voi; è solo perché volevo farvi dire: “come è cattivo questo fratello !”Ma ora vi sarete rassicurate. E, vincendo la stanchezza, e la pigrizia, che in questi periodi, particolarmente di intenso caldo, regna sovrana,
spero di poter presto scrivervi singolarmente, così vi dirò tante cose belle. Siete contente ? Intanto, con la speranza di sapervi sempre in ottima salute, tutti, vi invio il mio saluto più affettuoso, e tanti cari baci. Ciau Mammina e papalino, ciau alle care sorelle.
Con tanto affetto, Vostro Dino

1 Amico di Dino
2 Nuovo datore di lavoro di Luigi, padre di Dino
3 Una delle madrine di guerra di Dino
4 Nel significato di ragazze sdolcinate, svenevoli

6 maggio 1942

6 maggio 1942
Carissimi,
ho avuto ieri le vostre lettere del 28.4 e 5.2.42, e dopo l’attesa dei giorni scorsi, mi hanno ripagato delle ansie, del desiderio di vostre buone nuove.
Mi ha fatto piacere il sapere che vi daranno altre 800 lire di arretrati, per il premio di operosità. E’ tutta una grazia di Dio che viene ad aiutarci.
Al solito, penso sempre a papà, e vorrei saperlo bene a posto, al fine di poter avere l’animo in pace riguardo le vostre possibilità di denaro. Per il momento spero che qualcosa avrete ancora, tanto più che avete preso gli arretrati, e che Wally e Silvana lavorano. Se io potessi essere con voi e lavorare,
lavorerei anche la notte, pur di non farvi mancare la tranquillità. Ma non posso fare altro che sperare in bene.
La buona stella che ci ha aiutati finora, non credo ci abbandonerà in seguito.
Io sono molto ma molto stanco dal lavoro, che mi soffoca. Non ho cento mani, e dovrei averne almeno dieci per supplire alla mancanza dei miei amici. E così non ho finito una cosa, che altre tre si ammucchiano sul tavolo, e mi affanno, ma non posso fare più che una cosa per volta. Sono sere ormai che lavoro fino alle 22,30 , e la mattina comincio alle 8.
E perciò non posso scrivervi nemmeno due righe. Oggi ho un pò di respiro, (sono le 12), e per una mezz’oretta o un’ora ancora. E perciò riempio questo tempo con questa lettera, che mi metterà l’anima in pace.
Papà dice che l’aglio preserva dalle malattie: E dove lo posso trovare? E poi ho fatto le punture, quindi non devo temere. D’altra parte non posso temere eccessivamente per la mia salute, che è sempre stata ottima e, come ben sapete, ho vinto sempre i mali. Sapete il male che è ormai lontano?
Il tifo! Ma ormai non c’è più da temere. I miei carissimi amici verranno fra 40 giorni, e ormai sono fuori pericolo.
L’inconveniente è dell’acqua che qui era contenuta in una vasca, e che oltre l’acqua conteneva anche terra sporca ma ora anche questo non è più da pensare, perché tutto è stato ripulito e l’acqua è sterilizzata.
Vi ringrazio per i pacchi che mi avete mandato, e ve ne sono grato perché così avrò il necessario. I pettini sono una vera manna per qui, e pure il latte, che mi servirà la mattina per metterlo nel caffè.
Lo credo che nel giardino abbiate messo al posto dei fiori della verdura. Con i tempi che corrono, non si può dare spazio ai colori, perché sono più interessanti i sapori. Quest’anno spero di poter mangiare anch’io del nostro giardino, certo non troppo presto! Pensate che ci sono dei compagni che da 16 mesi, ossia quando siamo partiti, non sono stati a casa. Io che manco solo da 8, non dovrei lamentarmi. Abbiate quindi pazienza, che verrà il giorno che potrò essere di nuovo fra voi.
Teresina mi ha scritto di scusarla, e si è confessata pigra ma che non devo fare eccessivo caso al suo rado scrivere, perché non è colpa sua, bensì della pigrizia. Che idee!
Andrà in questi giorni a Pietra Ligure a trovare il nipote alla colonia, e poi spera di andare in Albania.
Non abbiate pensieri sulla mia salute, ché stò benissimo, e vorrei che pure voi foste così.
Abbiate tanti baci cari dal vostro Dino
Grazie di cuore per S. Bernardino

26 aprile 1942

P.M.29/P 26 APRILE 1942 XX°

Carissimi,

Rispondo con un giorno di ritardo alla vostra giuntami ieri, perché ho avuto da fare, e anche perché ieri sera, dopo un poco di tempo che non potevo farlo, sono andato al cinema. Vi era anche uno spettacolo di varietà venuto da Atene, fra il quale figurava anche la cantante di radio Atene. Ho sentito cantare “mamma” e “vorrei morir”, bellissima romanza, cantata in perfetto italiano. Così ho trascorso qualche ora lieta.

Oggi è domenica, e purtroppo non avrò tempo per andare come le altre volte a passeggiare, a causa del fatto dettovi già, e cioè che siamo rimasti in quattro qui da noi. I miei amici stanno già meglio e spero che a giorni siano di nuovo con me. Stamane si è ammalato il Sergente maggiore che era restato con me, così sono l’unico del mio ufficio restato, di quattro. Sto perfettamente bene, e rassicuratevi, che non vi è pericolo che mi accada del male. Oramai, dato tutto il tempo passato, non ho più pericolo. Ho appreso da papà che non è ancora impiegato, e mi dispiace, ma dalla sua lettera capisco che a giorni troverà certamente un posto buono. Lo spero fermamente, perché in questi momenti, il denaro è prezioso, e chi deve adoperarlo ne ha bisogno assoluto.

Riguardo la licenza, non posso dirvi nulla di preciso; sò solamente che si dice che a giorni si riapriranno settimanalmente. Se ciò avvenisse, il Reparto Comando deve mandarne ancora una ventina di uomini, e questi in due turni andrebbero. Dunque potrebbe essere a meno di un mese se riaprono il servizio, come potrebbe essere anche di più se non lo riaprono subito.

State tranquilli, che per quest’anno verrò indubbiamente.

Riguardo ai polli, non ne mangerò sicuramente quando verrò a casa; se hanno quel prezzo dettomi da papà ! Ma mi vorrò fare delle spanciate di insalata di pomodori, e di peperonate. Si può ancora farle, no?

Il documento dello stipendio ve lo manderò dunque al 16 giugno, così vi servirà per tempo. (interrompo perché mi chiamano a lavorare)..

Riprendo oggi lunedì, ore 13.-

Ieri non ho potuto continuare a scrivere, perché ho dovuto lavorare molto, ma a quest’ora spero di poter finire questa mia lettera.

Ieri sera, la famosa cantante già nominata sopra, a seguito del fatto narratomi da miei amici, nel più bello del canto, fece cilecca, perché le mancò la voce, e non le venne per tutta la sera. Dovrete figurarvi i miei amici che ridere ! Ma sono cose che avvengono in Grecia, dove vi è tanto sole, tanti fichi e olive, ma dove la gente si pesa dalla bocca pronta a ingannare il prossimo, e da come è presuntuosa. Pensate: La famosa cantante di radio Atene ! Che baffoni giganti ! e dire che alle volte si criticavano le nostre compagnie di varierà e i nostri cantanti. In Italia, e lo possiamo dire noi che di paesi ne abbiamo visti, in Italia solamente si vive bene. io non sò come sia questa faccenda, ma sotto tutti i punti di vista, noi siamo abituati a vivere una vita più elegante, più piena di comodità, che passano di gran lunga tutti gli altri. E’ inutile, la nostra Patria, è e sarà sempre la più amata, la più desiderata delle nostre méte.

Silvana mi chiede se conosco ‘Lily Marleen’ : Ma sono cose da domandarsi a me ? La sò, e da tanto tempo. Forse prima di voi. Già prima che venissi in licenza ad Agosto. Tutte le sere, verso le dieci, quando vado a letto, la sento dalla radio che c’è nella stanza vicina, e mi dà la buona notte. Da radio Belgrado tutte le sere la trasmettono. La sentite sempre? E se comprate il disco, avrò molto piacere quando lo sentirò.

Sono arrivati quest’oggi 1000 pacchi da due chili per il nostro Reggimento, e domani li distribuiranno. Ci sarà sicuramente anche il mio. Ve ne darò poi ricevuta, non appena lo avrò preso.

Di salute non mi debbo lamentare, stò benissimo; mangio tanto, e Beccali1 che può ogni tanto mi fà avere una pagnotta delle sue che non mangia perché è frugale nei pasti. Mi chiama lo sbafone2! Ma io non ci bado, perché preferisco essere chiamato così; ma sbafare realmente.

Se avrete occasione di fare fotografie del giardino, non mancate di mandarmele, che mi farete piacere. Io per il momento non ne faccio, perché non ho la macchina, e poi costa troppo caro comprare le pellicole.

In ogni modo questa estate ne farò certamente in un modo o nell’altro.

Termino il papiro con la speranza che vi troverà in perfetta salute, come ha lasciato me, e baciandovi tanto affettuosamente.

Vostro Dino

1 Amico di Dino

2 Nel senso di gran mangione

16 aprile 1942

P.M.29/P. 16 Aprile 1942-XX°

Carissimi,

Oggi ho ricevuto la vostra lettera del 8.4.1942, e come al solito mi ha fatto tanto felice. Motivo principale della mia felicità è il sapere che papà ha avuto assicurazione del suo impiego, ed era questa la mia più grande preoccupazione, dato le difficili condizioni di vita del momento attuale. Ma con grande fortuna e aiuto, aiuto Divino, tutto si sistemerà. Anch’io ho pregato la cara sorellina Isa1 quando seppi del licenziamento di papà. E Lei ci ha aiutati, come sempre.

Sono contento che vi sia arrivata la mia fotografia a mezzo busto, che non posso dire sia benissimo riuscita, ma un poco di come sono, devo confessarlo, vi figuro. La serietà che papà dice essere eccessiva, non ho potuto evitarla, perché sapete bene che in fotografia non sono mai riuscito a fare vedere i denti. Chissà perché, ma tutte le volte che mi faccio fotografare, sono sempre serio. Quando dovrò venire a casa in licenza, ne prenderò una assieme a voi, e allora riderò, siete contenti?

Ho ricevuto posta dalla zia Erminia2, ma le avevo già scritto in precedenza. Domani le risponderò lo stesso. Gli zii li ho già ringraziati del pensiero gentile, e ho pure scritto a Pippo3. Anzi ieri ho ricevuto posta da lui, e stasera gli risponderò.

I pacchi da mezzo chilo, come già sapete, mi sono arrivati, resta però ancora quello da due chili, che non tarderà; al primo convoglio sarà qui. Se vi capitasse di farmene qualche altro, sappiate dirmi se potete mandarmi un poco di latte condensato zuccherato, che sarebbe per me un grandissimo regalo. Forse Formica4 ne avrà ancora, e dicendogli che serve per me, forse vi accontenterà. Qui manca, e allora, mandandomi quello, lo metterò nel caffè alla mattina. E poi se potete, mandatemi la crema per la pelle, per farmi passare tutta la pelle alzata che ho essendo primavera, e tutti siamo nelle medesime condizioni. Ditemi: E il sussidio ve lo danno ancora? Quello sfruttatore di un Ingegnere, che voleva pagare papà Trecento lire al mese, non sa che non abbiamo bisogno della sua carità ? Io, non essendo impiegato, piglio quasi 400 lire al mese. E dunque, cosa pretende ? A proposito : Da oggi sono caporalmaggiore, e percepisco una paga più elevata. Fra qualche mese spero, se tutto andrà come la mia buona condotta vuole, potrei essere sergente. Che passi, vero? Bellich Andrea5 ha ricevuto da giorni la vostra lettera, e, previ accordi con la sorella, stà combinando una ricetta per un dolce di qui, che come espressomi da Valli6 vi manderà.

Qui continua a fare il bel tempo, e si fanno anche delle belle passeggiate, visto pure che il lavoro d’ufficio, da qualche giorno a questa parte ci lascia respiro. Oggi ho ricevuto pure una lettera di quattro pagine della nonna, e le risponderò domani. pensate che l’indirizzo era questo : Caporale – 59° REGGI ARTIGLIERIA D.F.CAGLIARI-Uff.Amm.ne

P.M.29/P.

Mancava il nome, ma per fortuna aveva messo “Uff.Amministrazione” e i miei amici me la hanno data lo stesso la lettera. Povera nonna ! Si vede che la penna non la regge più bene, e ha voluto fare questo sforzo per me, per farmi contento. Le risponderò con una bella lettera. Spero di potervi rivedere presto, e nel contempo vi bacio tanto tanto, con affetto. Vostro

Dino

1 Sorella di Dino, morta all’età di due anni nel 1923

2 Zia di Luigi, padre di Dino

3 Giuseppe Ferrero (1921-2015) cugino di Dino. Una sua ampia intervista è riportata alle pagine 123-125 del libro “Torino è casa nostra, ed. Laterza, 2015, in cui racconta della sua farmacia in piazza Savoia a Torino e di alcuni episodi della seconda guerra mondiale

4 Negoziante di generi alimentari ad Alpignano (TO) nella stessa via in cui abitava la famiglia di Dino

5 Amico di Dino

6 Amico di Dino

13 aprile 1942

Posta Militare 29/P.,li 13 aprile 1942

Carissimi,

Questa sera, prendo la eroica decisione di scrivere a casa ! Tutti siamo presi da un certo non so ché che si potrebbe chiamare pigrizia. Quando si prende in mano la carta, si deve desistere, perché non vengono le idee o perché la mano non vuole farsi guidare come vogliamo. E questo perché?

Perché la sera si è assonnoliti e stanchi, e malgrado il dolce desiderio che si ha di dire due parole belle ai propri cari, di isolarsi a caro colloquio con loro, si è facile preda del sonno. Gran parte di questa pigrizia deriva dal fatto che si dorme su dei lettini comodi, se non proprio soffici. E verso le nove della sera, cioè l’ora nella quale stò scrivendovi, si sente un pesantore alle palpebre che difficilmente si vince. Ma non conta tutto ciò, perché è troppo grande il desiderio che ho di parlarvi, di dirvi di me, di chiedervi di voi. Da quattro giorni, ora che la posta aerea arriva giornalmente, (caso strano che proprio io non ricevo) sono sempre in vana tensione nervosa. So però che voi mi scrivete, ed è questione di giorni, e tutto si accomoda perché non state molto tempo senza dirmi qualcosa, ma da Teresina, credo sempre di ricevere, con il risultato che sapete. Allora domani spero di sapervi bene, e che abbiate passato una buona Pasqua.

Ieri era domenica, e sono andato un poco a zonzo a fare il fannullone; soprattutto a vedere il passeggio delle signorine e dei giovinotti che si prendono il cocente sole di questa magnifica stagione. E così è passata buona parte della giornata. Poi al pomeriggio c’era la rivincita della partita fra il Comando (che siamo noi) e il Reparto Comando di Reggimento nostro tenace antagonista, per rifarsi della sconfitta che ha subita domenica scorsa per 3 a 1 . Ho fatto tanto tifo, e alla sera non avevo fiato per parlare. Avrei dovuto giocare anche io, ma non ho voluto farlo perché sono fuori allenamento, e appena gioco mi sento tutto indolenzito. Se questa estate faranno le gare di nuoto al mare, vi parteciperò e sono sicuro di ottenere un risultato ottimo. Stasera sono uscito con dei miei amici e siamo andati a mangiare dei carciofi al sugo. Non fa bisogno di dire che costano, in valuta italiana molto cari, ma come vi dissi in una mia precedente, qui non conta niente il denaro. Comunque spero di potere alla prima occasione, mandare un vaglia di un centinaio di lire, anzi, forse domani stesso. Per l’olio, sono sempre in attesa di trovare una latta, perché il più importante è trovare il recipiente, e poi tutto viene facile. Spero di trovarne un paio di quelle che contengono nove chili, all’incirca, che ho già mandato. Abbiate pazienza, che tutto, come la prima volta, si appianerà. E ditemi, ne avete consumato già tanto del primo? E per gli arretrati dello stipendio, è arrivato il mandato? La prima parte di 2800 lire all’incirca la avete presa, ora spero che, essendo già al 14 domani, lo avrete il resto ! E per papà; come si è aggiustata la faccenda ? C’è la speranza di un qualcosa di buono ?

Spero in bene, e sarò tanto felice quando saprò che è sistemato bene e tranquillamente, senza cave1 per la testa ! Finendosi la lettera, vogliate ricevere tanti baci cari, e abbracci dal vostro Dino.

Dino

1 Nel senso che ha terminato il lavoro presso la cava di Sant’Ambrogio di Torino.

9 aprile 1942

Li 9 aprile 42-XX°

Carissimi,

ieri ho ricevuto la vostra lettera del 2 c.m. Rispondo solamente oggi, perché ieri sera siamo andati a fare un pochino di baldoria al cinema. Ho ricevuto le due violette, con il profumo inalterato, e mi è parso di avere un pezzettino di casa nostra con me. Riguardo lo stipendio, sono felice che abbiate percepito la prima metà di arretrati, e gli altri certamente verranno come sono venuti i primi. Ho pure ricevuto due giorni fa, una lettera e un telegramma da Teresina; nella prima mi dice di essere stata ammalata con la infezione alla mano destra (combinazione !) e di essersela scampata per miracolo. Ma ci credo poco alle scuse così magre. E nel telegramma mi faceva gli auguri di buona Pasqua. Ecco tutto/

Qui continua a fare un caldo asfissiante, e sono in ufficio in maniche di camicia, e sudo come una fontana. Sento il desiderio di una bella bottiglia di birra, di quelle gelate che si appannano; e di un bel bicchiere, in mancanza d’altro, fresco. Ma devo accontentarmi di attendere stasera per bere, perché qui l’acqua viene soltanto la sera, ed allora durante il giorno bisogna desiderare soltanto di bere.

Ieri l’altro sono andato a fare il solito prelevamento del milione, col camion, ed ora che fa già il caldo estivo, è un piacere, escludendo però la montagna e le curve fatte velocemente sui burroni. E’ abitudine ormai, e tutte le cose non hanno più quell’importanza che le prime volte si attribuiscono. Pensate che io ero milionario, perché erano in mia mano i soldi, e sono andato a prenderli. Soltanto che la sera ho dovuto versarli.

Vi prego, la prima volta che vi accadesse di farmi un altro pacco, di includermi la crema per la pelle, perché si screpola tutta, e mi è venuta qualche puntina nera, dovuta alla pelle grassa. Così eliminerò la pelle ruvida, massimamente nelle mani. Qui se compro quella crema, la vengo a pagare una trentina di lire. Volete sapere quanto viene a costare in lire italiane, un gomitolo di filo da cucire? la bellezza di Dracme 1200, ossia 150 lire. Vi pare che ho ragione quando vi dico che non si dà eccessivo peso alla moneta noi ? L’altro giorno, durante il viaggio per prendere i soldi, avendo fame, siamo andati a mangiare ad un ristorante: Sapete cosa abbiamo mangiato? una insalata di cicoria colta nei prati, un pezzo di agnello non più grande di un pugno, un totale di dracme 550,= ossia lire 70.= Voi vi spaventerete al sentire questi prezzi, ma se foste qui, più. Pensate che per le strade i bambini hanno le migliaia di dracme in mano come nulla fosse, e vedrete che cento lire nostre qui non servono a comprare gran che, data la scarsità delle industrie in questi territori.

Vi è qui da noi, la fidanzata di un ufficiale, che la ha fatta venire, dopo avere avuto il permesso. Si possono, a quanto ho sentito dire, fare arrivare parenti, ma a loro rischio.

Per gli altri pacchi che devo mandarvi, sono in faccende, al fine di trovare il necessario, e quindi bisogna avere un pochino di tempo, date le mille ricerche che se ne devono fare.

State certi però che altro e molto arriverà, e non molto tardi. Vi darò, quando avrò spedito, avviso, così potrete stare in attesa fiduciosi. Va bene ?

La mia salute è ottima, e voi credo che vi troviate nelle mie medesime condizioni.

La Pasqua la ho passata discretamente. Abbiamo mangiato bene, e cantato molto. Una sera di una settimana prima di Pasqua, gli amici mi hanno dato da bere cinque o sei bicchieri di vino e sono diventato ubriaco. Dicono che dopo entrai in stanza, e saltavo di qua e di là esclamando che vi erano tante siepi, e che non sapevo spiegarmi chi le avesse messe. Che buffo ! Ma non accadrà più perché non mi piace bere, e quella sera volevo esperimentare come si stà in quei momenti. Abbiatevi tanti baci cari e saluti dal vostro

Dino

1 aprile 1942

P.M.29/P. 1.4.42 XX°
Carissimi,
ho atteso tanto a scrivervi questa lettera, con la speranza, da un giorno all’altro, di avere la fotografia. Ma stasera ancora niente. Il fotografo lo ho avvisato che se non me la consegna domani, guai a lui. Così domani mattina potrò aggiungere a questa lettera, anche la fotografia a mezzo busto.
Domani mattina arrivano i pacchi da mezzo chilo, e spero vi sia anche il vostro secondo (il primo essendomi già arrivato, ed avendovene dato già avviso).
Sono molto lieto del fatto dello stipendio, che è una cosa alla quale io tenevo di più di qualunque altra.
E vi hanno dato tutto quello che vi spettava?
Sono però anche in attesa della notizia che papà ha trovato un impiego tranquillo, e così tutto andrà benissimo. In questi ultimi tempi, molte cose sono andate per il loro verso, e questo serve a farmi contento.
A proposito della pratica delle miniere: Questa sera è arrivata una dichiarazione riguardante un artigliere nostro, che viene mandato in licenza di due mesi rinnovabili, e credo che se vi fosse possibilità si potrebbe anche farlo per me. Ma credo che nel mio caso sia impossibile.
Nel fare gli auguri di Buona Pasqua, mi sono ricordato pure del Comm.Ainardi1, inviandogli una cartolina in C.V.E. II°2 n.25 a Torino. Credo che la memoria non mi avrà tradito riguardo al numero.
L’altra sera siamo andati a vedere il film italiano “Butterfly3” con Maria Cebotari. Molto bello, ma anche molto tagliato. Le greche piangevano tutte, e quando si accendevano le luci, noi ci divertivamo a vedere tanti occhi umidi. Oggi ha continuato per tutta la giornata a piovere, e anche ora, ore 20, non ha smesso. Speriamo che domani si possa andare in terrazza a respirare un poco di aria fresca, o al parco a leggere il giornale all’ombra delle piante verdissime in pieno rigoglio.
Fra quattro giorni è Pasqua, e cercherò di passarla bene, come ho potuto passare il S.Natale. Certo che non sarà bello come quando ero con voi, o come l’ultima Pasqua, quando siete venuti a trovarmi e siamo andati a Condove al “Gallo4” a mangiare tanta bella roba. (parlo del 1940). Sembra possibile che sia volato così il tempo?
Ieri dal giornalaio, oltre che al quotidiano “giornale di Roma5” che si pubblica ad Atene, ho trovato molti giornali italiani, illustrati, ed umoristici. Stasera vado a letto, e li leggo, perché come saprete, anche quando ero a casa, ero appassionato alla lettura.
Immagino che le due sorelline faranno tante belle passeggiate in bicicletta, e passeranno delle belle giornate in montagna, o in campagna. Lo spero bene, perché mentre si può, bisogna divertirsi, è tanto bello passare le feste in gite, e sapete che mi piacevano tanto. Non le rimpiango però, perché so che ritorneranno quando verrò a casa vittorioso, e questo momento non tarderà. Quindi niente preoccupazioni, che presto torneranno le belle gite, e ne voglio fare tante, da esserne stufo. Ho scritto sulla cartaccia a macchina, perché sono il solito pigrone, e vi prego di scusarmi. Con tanto affetto vi mando tanti baci cari.
e… Buona Pasqua !!!
Vostro Dino
Ho ricevuto il pacco col cacao e cioccolato e biscotti, grazie.
La fotografia un pò scassata, ma meglio di niente.