9 lulgio 1942

P.M. 29 li, 9 Luglio 1942-XX°

Carissimi,

Stasera sono andato al cinema, dove si proiettavano molti bei documentari italiani e tedeschi, sulla guerra e gli avvenimenti in Italia e in Europa. Sono rientrato solo adesso, e voglio scrivervi queste due righe, essendo già tre giorni che non scrivo. L’altro ieri sono andato a fare la solita gita in camion fino a Xilocastron, e ho prelevato i fondi. Ho fatto anche un bellissimo bagno di mare con il mio compagno di viaggio, pure lui del Comando, venuto con me per altri incarichi. Avevo per l’occasione un magnifico costume di lana finissima, imprestatomi dal mio Tenente, che mi stava benissimo, e mi faceva fare la figura di un gran gagà. Ho preso anche molto sole che fa sparire la pelle bianca, e anche i dolori al ginocchio che ho avuto questo inverno, dovuti più che ad altro alla pioggia presa l’anno precedente. Ora però sono spariti, e mi sento un angioletto “senza dolori”.

Ho ricevuto la vostra dove mi dicevate di avermi mandato una macchina fotografica a mezzo Durando1, che è già rientrato. Spero che per giovedì prossimo, sia qui, così farò delle belle fotografie, di Tripolis, che vi saranno certamente gradite.

Nella vostra lettera sono rimasto sorpreso che non mi abbiate accennato ai due pacchi speditivi, e nemmeno se vi sono arrivati. Credo di no, perché altrimenti, come al solito, me ne avreste dato comunicazione. E pure del secondo vaglia, seguente a quello che avete detto di aver ricevuto, e dello stesso importo. Al quindici del mese corrente ne farò uno complessivo delle due decadi e del premio in denaro in luogo di licenza, della cifra, che si aggirerà sulle mille lire. Per ora però devono trascorrere ancora alcuni giorni, fin che mi pagheranno quello che mi spetta, e credo che per la fine del mese o i primi del mese venturo, avrete anche quei soldi.

Oggi sono arrivati alla Posta Militare i pacchi da due chili, che domani daranno. Spero che ve ne sia uno dei miei, ne sarei proprio felice !

Qui ogni giorno, vado in terrazza a prendere il sole dalle 13 alle 15, ma non sto molto ai raggi del sole, perché sono molto caldi e dopo un pò non si resiste dal caldo. Ho sempre la bustina in testa però, ed evito qualunque malanno.

Quando non so proprio cosa fare, vado alla “Casa del Soldato” dove hanno una bella biblioteca, con dei romanzi e dei veri capolavori, e piglio dei libri per una settimana, in prestito. La sera, e in certi giorni, quando si aspettano notizie importanti, anche a mezzogiorno, me ne vado in caserma, distante da qui circa due chilometri, e sfido i raggi cocenti del sole, per sentire le liete novelle. Oggi per esempio il nostro bollettino ha detto che le nostre forza hanno attaccato ad El Alamein, e domani indubbiamente andrò a sentire, perché sono certo che grandi eventi ancora matureranno2. Troppo enormi vittorie stiamo cogliendo, e ad esse, con lo sfacelo del nemico, seguono altre più grosse, sempre più grosse, per quanto più è esausto l’inglese.

Dovrebbe venire nei prossimi giorni da voi il mio amico Giovannitti3, già arrivato in Italia a quest’ora, e vi dovrebbe portare i miei saluti.

Qui come vita non si può dire di stare male. L’unico inconveniente è di desiderare ardentemente di venire in licenza, e sperare che ciò avvenga il più presto possibile.

Continuano intanto ad andare in Italia coloro che sono già diciotto mesi che non vi andavano, e poi, forse più presto di quello che si può pesare, verrò anch’io.

Ieri ancora mi hanno detto che mi devono mandare, ma bisogna avere pazienza, perché i turni si finiranno, e toccherà a me.

Ho bisogno di brillantina, di quella chiestavi l’altra volta, e se potete mandarmela a mezzo pacco, mi fate tanto contento. Vorrei la brillantina come quella che mi avevate mandata nel pacco, se ne avete ancora, o se potete, guardate a Torino se potete trovare quella Soffientini alla Lavanda. Certo che se avete dell’altra a casa, mandatemi pure di quella, che è lo stesso.

Il lucido da scarpe, pure, se potete mandatemene due o tre scatoline, che qui costa circa cinquanta lire. Di quelle mandate nel precedente pacco, una è quasi finita, e l’altra la tengo per le occasioni migliori, ossia di una probabile licenza, o di una festa. Se il mio amico Giovannitti venisse presto indietro, potreste dargliela a lui la brillantina e il lucido, che arriverebbe prima che a mezzo pacco.

Sono già parecchi giorni che non scrivo a Teresina, e in una settimana ho già avuto due sue lettere. Mi chiede il motivo del mio scrivere una volta al mese, mente non si chiede il suo. Non scrivendo ho ottenuto di farle aprire gli occhi sul modo suo di non scrivere. E domani scriverò con una predica lunga un chilometro. Dovevo scrivere anche a Nana4, come detto nella lettera a Walli, ma sono andato poi a prendere i fondi, e non ho potuto. Ma domani lo farò. E speriamo che non mi accada come l’altra volta, e cioè che metto la predica per Teresina nella lettera indirizzata a voi, e quella vostra la mandi a Teresina.

Le ultime fotografie mie, quelle del pranzo della festa dell’Artiglieria, le avete ricevute ? spero che domani saprò qualcosa di tutti gli interrogativi che vi ho posto.

Mi vien da pensare questa sera, (sono le undici) e ho una fame come in quei tempi, a quelle sere, nelle quali venivo in casa verso quest’ora e davo fondo ad una bella scodella calda di latte e pane. La mangerei anche adesso con molta buona volontà se la avessi. Eppure sembra impossibile che siano passati già 28 mesi da quel giorno che partii. Il giorno 11 di questo mese, cioè dopo domani, sono esattamente 28 mesi. Il tempo vola, e non pare vero che, cominciata una settimana, ci si ritrova alla domenica, di un soffio.

Vi ringrazio tanto della bella macchina che mi avete voluto mandare, del pensiero che avete avuto, non so proprio come dirvi grazie, perché siete troppo bravi.

In attesa di leggervi presto, vi bacio con tanto affetto, e vi penso sempre, giorno e notte._

Vostro,

Dino

1 Probabilmente un conoscente di Dino o dei suoi familiari

2 In realtà la propaganda fascista non rivelava che nel nord Africa le sanguinose battaglie tra Alleati e Asse si stavano risolvendo in un nulla di fatto. Il 29 giugno Mussolini partì dall’Italia in aereo per assistere in prima persona alla battaglia, con il proposito di sfilare vittorioso ad Alessandria d’Egitto, se non addirittura al Cairo sopra un cavallo bianco alla testa delle truppe italiane. Il 20 luglio, quando si rese conto che il successo non arrivava, lasciò l’Africa e tornò in Italia.

3 Amico di Dino, anche nel dopoguerra.

4 Soprannome di Silvana, sorella di Dino

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