17 giugno 1942

P.M.29 li, 17.6.42 – XX°

Carissimi,

L’altro ieri è partito il secondo pacco, alla distanza di due giorni dal primo. E ieri ho fatto un altro vaglia. Sono così due vaglia e due pacchi. Voi quando li riceverete tutti e quattro, mi darete comunicazione, o anche uno per volta. Ho ricevuto ieri due vostre lettere, delle quali una scritta da mamma e papà e una da Silvana e Wally. Mi avete fatto tanto contento, perché le attendevo. Ho appreso che il mio amico è stato a trovarvi giovedì scorso, e che siete stati contenti. Io pure lo sono, così mi dirà di voi al suo ritorno, che non deve essere molto lontano. Se ritorna ai primi del mese di Luglio, poco tempo mi divide dal rivederlo; quindici o venti giorni, qui, non contano. Siamo abituati a contare gli anni, che i giorni e i mesi, sono uno scherzo. Papà, in seguito alla mia lettera, mi dice se voglio una macchina fotografica, di farglielo sapere, perché me la compra a Torino. Ma mi sono riveduto sull’idea varata prima, perché penso che costa caro quello che volevo io, e anche a rate mensili, come volevo pagarla, sono soldi buttati via. Mi era anche venuto in mente, in sostituzione della macchina fotografica, di comprare un bell’orologio marca Tavannes o Vetta, di quelli moderni, che costano pressa poco cinquecento lire, e pagarlo a rate mensili, come hanno fatto i miei amici, ma preferisco mandare i soldi a voi che ne avrete più bisogno. E poi, anche vendendo, quando dovrei andare via dalla Grecia, l’orologio, e prendendo più, (il doppio di quanto lo ho pagato) dell’orologio, non saprei come mandare il rimborso della spesa a casa, non potendo fare vaglia superiori alla mia decade. E poi, sarei più contento se sapessi che questa estate le mie sorelline facessero qualche bagno di mare. Manderei io i soldi magari. Perciò, non mandatemi macchine fotografiche, ve lo dico francamente, tanto più che se verrò in licenza, vedrò io di provvederne una. Al mio amico, se potete, dategli un pò di latte condensato, e sono contento lo stesso. Sono contento che a papà siano arrivate le sigarette, e stavo in pensiero per questo, perché mi avevano detto che gliele avevano prese. E la macchinetta accendisigari funziona o si è rotta? Oggi sono di servizio, e perciò ho tanto lavoro da sbrigare. Ma ne ho poca voglia perché fà un caldo atroce. E le mosche danno una noia che fa diventare pazzi, tanto più ora che ho i capelli tagliati a mezzo centimetro.

Mi immagino la povera nonna e zia, in che stato si troveranno, e bisogna cercare di stare il meglio possibile di salute, questo è importante. Voi state sempre bene?

Io vi ricordo sempre e vi bacio tanto tanto.

Con affetto, vostro Dino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.