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	<title>1943 &#8211; La guerra di Dino lettera per lettera</title>
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	<description>La grande Storia è fatta di tante piccole storie</description>
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	<title>1943 &#8211; La guerra di Dino lettera per lettera</title>
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		<title>25 dicembre 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Magdeburgo, Santo Natale 1943 Carissimi, non so come, non so perché, ma sono ancora vivo. Il trattore sul cui rimorchio mi hanno caricato ieri sera ha viaggiato a lungo ed è arrivato prima dell’alba in un &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/25-dicembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "25 dicembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</strong></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Magdeburgo,</span> <span lang="it-IT">Santo Natale</span> 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">non so come, non so perché, ma sono ancora vivo. Il trattore sul cui rimorchio mi hanno caricato ieri sera ha viaggiato a lungo ed è arrivato prima dell’alba in un altro campo. Per tutta la notte ho avuto il mitra di una SS puntato contro la testa. Ho pensato di continuo “adesso mi fanno fuori, adesso mi fanno fuori”. E invece&#8230;</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">In questo campo ci sono molte più persone, non solo prigionieri di guerra e internati, ma anche molti civili.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">A vederli, la prima sensazione è che qui la situazione non sia migliore, anche se sembrerebbe che le condizioni di vita siano più umane. Mi hanno dato anche una gamella di rape arancioni bollite, il mio pranzo di Natale!</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Uomini e donne si muovono come spettri al buio nella nebbia del mattino, in attesa dell’appello. Alcuni prigionieri mi dicono che questo era un sottocampo del campo di sterminio di Ravensbruck, poi diventato un sottocampo di Buchenwald.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Da questo momento non sono nemmeno più un internato militare ma un prigioniero la cui identità è annullata, sono solo un numero. Più esattamente gefangenennummer 136693, ossia prigioniero numero 136693.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">E’ pieno inverno, la temperatura è di diversi gradi sotto lo zero. Vedo che alcuni prigionieri vengono fatti uscire dalle baracche, vengono contati e selezionano quelli da eliminare perché ammalati o troppo deboli. Alcuni di loro mi raccontano sottovoce che i selezionati verranno uccisi, o come dicono loro eliminati, in quanto non più utili al lavoro e quindi un inutile peso.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Mi raccontano anche che a volte, durante gli appelli mattutini le SS sparano addosso ai prigionieri dei getti d’acqua. Con il freddo che fa c’è chi muore lì, nel piazzale: una statua, uno scheletro di ghiaccio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Quando pensavo di aver già visto il peggio sono finito in un girone infernale forse ancora più crudele. Ma sono ancora vivo ed è come se fossi rinato una seconda volta. Forse non era ancora la mia ora. O forse mi hanno lasciato vivere perché posso essere ancora impiegato in qualche lavoro utile prima di morire, visto che ormai tutti gli uomini tedeschi, dai ragazzi agli anziani, sono stati inviati a combattere una guerra disperata sui vari fronti.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino</span></span></p>
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		<title>24 dicembre 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Germania li, 24 – 12 – 1943 Carissimi, sono sul rimorchio di un trattore che sta attraversando la notte gelida verso una destinazione sconosciuta anche se immaginabile. Ma è bene che vi racconti dall’inizio la disavventura &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/24-dicembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "24 dicembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</strong></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Germania</span> li, <span lang="it-IT">24</span> – 12 – 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">sono sul rimorchio di un trattore che sta attraversando la notte gelida verso una destinazione sconosciuta anche se immaginabile.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Ma è bene che vi racconti dall’inizio la disavventura che mi è capitata oggi. Proprio alla vigilia del Santo Natale, che una volta era un giorno di festa e oggi è un giorno tristissimo.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Come scrissi l’ultima volta, ho rifiutato più volte di diventare kapò. Quel ruolo mi fa ribrezzo. Meglio morire che infierire sui propri compagni o su altri internati che già così rischiano la vita ogni giorno per la fatica, gli stenti, le malattie e le percosse.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Ebbene, per convincermi ad accettare quell’incarico prima mi avevano offerto di non lavorare, di avere più cibo e qualche sigaretta. Poi mi hanno detto che avrei potuto tenere per me parte del cibo destinato agli altri prigionieri. Ma siccome ho continuato a dire di no, allora sono incominciate le vessazioni da parte del kapò che, come vi avevo già detto, mi ha preso di mira. Ogni volta che mi passava vicino mi insultava dandomi del maiale, del badogliano, del traditore. E ogni volta un calcio, uno sputo, un pugno, un colpo con il calcio del fucile.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Naturalmente non potevo replicare ma solo cercare di fargli capire che i suoi insulti e le sue angherie mi facevano un baffo, anche se le botte facevano male.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Ho resistito, Dio sa quanto ho resistito, ma oggi non ce l’ho più fatta e mi sono ribellato. L’indigenza della prigionia e la violenza gratuita del mio aguzzino mi hanno fatto perdere il controllo. Ed ho reagito.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Proprio in quel momento stavo pensando che domani è Natale e provavo un senso di rabbia mista ad impotenza nel sapere che ero lontano dai miei cari, quando il farabutto mi ha assestato un pugno in faccia, colpendomi in pieno un occhio.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Istintivamente l’ho colpito con la paletta di legno che avevo in mano, con tutta la mia forza, senza pensare alle possibili conseguenze.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Ho avuto solo il tempo di vederlo crollare a terra con il volto insanguinato che avevo già due fucili puntati alle tempie.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">In quel preciso istante ho pensato che fosse meglio così, sarei morto senza tante storie e tutto sarebbe finito in un attimo.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">E invece, dopo avermi colpito più volte facendomi cadere a terra, mi hanno ordinato di ritornare nella mia baracca.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Dopo qualche ora mi sono venuti a prendere e mi hanno caricato su questo rimorchio. Nel freddo della notte penso che mi giustizieranno e getteranno il mio corpo in una delle tante fosse comuni sparse nei boschi, di cui ho sentito parlare al campo.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Non potrò più rivedere i miei cari, ma forse è meglio così, tanto sarei morto lo stesso di qualche malattia, congelato, per la fame o per la fatica.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Non vedrò l’alba del Natale del 1943. E pensare che poco più di quattro mesi fa mi trovavo a Tripolis con i miei amici&#8230;</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Dino</span></span></p>
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		<title>20 dicembre 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:21:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Alleringersleben li, 20 – 12 – 1943 Carissimi, sono sempre qui, ad Alleringersleben dove continuo a lavorare nello zuccherificio ma non sono più addetto al sollevamento dei sacchi di zucchero da cento kg per caricarli sui &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/20-dicembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "20 dicembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</strong></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Alleringersleben</span> li, <span lang="it-IT">20</span> – 1<span lang="it-IT">2</span> – 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">sono sempre qui, ad</span><span lang="it-IT"> Alleringersleben dove continuo a lavorare nello zuccherificio ma non sono più addetto al sollevamento dei sacchi di zucchero da cento kg per caricarli sui trattori.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Dall’ultima volta che ho scritto s</span><span lang="it-IT">ono stato trasferito nel reparto presse, dove lo z</span><span lang="it-IT">ucchero è allo stato liquido perché viene riscaldato ad alte temperature.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Mentre al mattino durante l’appello fa un freddo dell’accidente, qui nel reparto presse fa un caldo infernale. Anche se è pieno inverno siamo costretti a lavorare a torso nudo.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Sui filtri attraverso i quali passa lo zucchero liquido si deposita di continuo la calce che viene usata per depurarlo. Allora devo usare una paletta di legno per staccare la calce e farla scendere.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">La vita è dura, ma stando alle presse ogni tanto riesco a mangiare di nascosto un po’ di zucchero e questo mi fa sentire ancora pieno di energie.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Le SS hanno finalmente capito che non c’è modo di convincermi a fare il kapò. Dovete sapere che nella nostra baracca c’è un kapò violento, che senza motivo apparente picchia i prigionieri, e voi sapete che se c’è una cosa che non sopporto sono le ingiustizie.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Siccome io imparo subito le lingue, già da un po’ di tempo riesco a capire il tedesco e a farmi capire a mia volta. Per questo motivo il kapò vuole obbligarmi a sorvegliare di notte i miei compagni di prigionia e a fare la spia. Per convincermi mi ripete sempre “tu dopo, non lavori più”.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Finora mi sono sempre rifiutato di ubbidire, così quello ha incominciato a picchiarmi. Non passa giorno che non mi tiri un pugno o mi prenda a schiaffi. Oltre al dolore provo un senso di rabbia impotente e di umiliazione, non so quanto resisterò.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Dino</span></span></p>
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		<title>30 novembre 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Alleringersleben li, 30 – 11 – 1943 Carissimi, sono passati quasi due mesi da quando mi hanno trasferito in questa piccola città dove sono costretto a lavorare in uno zuccherificio 10 – 12 ore al giorno. &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/30-novembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "30 novembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Alleringersleben</span> li, <span lang="it-IT">30</span> – 11 – 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">sono passati quasi due mesi da quando mi hanno trasferito in questa piccola città dove sono costretto a lavorare in uno zuccherificio 10 – 12 ore al giorno. Devo riempire sacchi di zucchero con una grossa sessola di legno e poi li devo trasportare in un deposito.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Tutto quanto di peggio immaginavamo si è puntualmente avverato. I tedeschi, in spregio alle convenzioni internazionali sui prigionieri di guerra, ci obbligano a lavorare come schiavi e ci sottopongono ad un trattamento disumano.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Essere un internato militare vuol dire: nessun diritto, ogni sorta di violenza e privazione, la morte come unica via di uscita da questo inferno.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Durante il giorno ci obbligano a turni di lavoro massacranti dandoci da mangiare poco o niente. Di notte, nelle baracche siamo tormentati da ogni genere di parassiti. All’alba o anche prima ci svegliano per fare infiniti appelli al gelo.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">E poi ci sono i kapò. Vi voglio descrivere questa figura che è quanto di più abietto possa immaginare mente umana.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">I kapò sono prigionieri che, in cambio di piccoli favori come una maggior quantità di cibo, sono incaricati di mantenere l’ordine nei blocchi. I kapò vengono scelti tra i prigionieri di razza ariana, quindi anche italiani, ma in maggior parte si tratta di criminali comuni riconoscibili dal triangolo verde, e tra di loro ci sono dei veri e propri sadici.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">I kapò più malvagi decidono in modo spietato della vita e della morte dei prigionieri e lo fanno in modo zelante perché se non aderiscono alla politica di gestione del campo possono essere sostituiti e lasciati così alla vendetta degli altri prigionieri. Per questo motivo i dirigenti dei campi scelgono con cura le persone cui affidare tale compito.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Che cosa assurda e ingiusta, un criminale che sottopone a ogni tipo di violenza, materiale e psicologica, decine e decine di innocenti, colpevoli solo di non aver accettato di combattere una guerra contro i propri connazionali al fianco dei nazisti e dei fascisti.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Ma questo non è tutto. Alcuni internati, nella speranza di ottenere del cibo o dei trattamenti speciali da parte dei kapò, fanno la spia riferendo loro quanto vedono, sentono o credono di aver intuito dei propri compagni.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Molti internati vivono nella paura costante di essere denunciati da un compagno senza aver fatto niente.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Come ci hanno detto ad Altengrabow. ogni tentativo di ribellione è impossibile, quello che noi stiamo vivendo e vedendo non sarà mai conosciuto da chi sta all’esterno, anche perché se raccontassimo queste cose nessuno ci crederebbe tanto sono enormi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">E purtroppo non è finita qui, perché le SS mi hanno messo gli occhi addosso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sarà perché ho gli occhi cerulei e parlo già abbastanza bene il tedesco, per loro potrei essere un kapò. Me lo ripetono tutti i giorni. Ma io non voglio e non posso tradire i miei amici e commilitoni. Che scelgano qualcun altro.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sarà difficile uscire da questa situazione, anche se la guerra sta volgendo contro i nazisti. Ma la loro ferocia ci lascerà sopravvivere fino alla liberazione?</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vi voglio sempre più bene ogni giorno che passa nella paura di non potervi più rivedere.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino</span></span></p>
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		<title>30 settembre 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Altengrabow Stalag XIA li, 30 – 9 – 1943 Carissimi, è già passata una settimana da quando siamo arrivati al campo di Altengrabow. Qui è appena incominciato l’autunno ma fa già freddo. E c’è un andirivieni &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/30-settembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "30 settembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Altengrabow Stalag XIA</span> li, <span lang="it-IT">30</span> – 9 – 1943</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">è già passata una settimana da quando siamo arrivati al campo di </span></span></span><span lang="zxx"><u><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"><a style="color: #000000;" href="https://www.pastorevito.it/i-m-i-internati-militari-italiani-nello-stalag-xi-a-vitoronzo-pastore/">Altengrabow</a>.</span></span></span></u></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> Qui è appena incominciato l’autunno ma fa già freddo. E c’è un andirivieni di militari, soprattutto italiani, che arrivano e partono.</span></span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Ho raccolto un po’ di informazioni in questo periodo ed ho scoperto che siamo vicini alla città di Magdeburrgo, che dista solo 35 chilometri verso ovest.</span></span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Questo campo era stato costruito i</span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">nizialmente come una grande caserma in cui venivano addestrati i militari tedeschi. C’era un poligono per le esercitazioni e grandi scuderie per cavalli. Da quando i militari sono stati inviati sui vari fronti ed è aumentato il numero dei prigionieri, gli edifici sono stati modificati per diventare un campo di concentramento. Sono anche riuscito a trovare una cartolina di come era una volta il campo.</span></span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">I primi prigionieri sono stati i polacchi nel 1939, poi tutti gli altri, a migliaia, soprattutto russi. Si racconta che a un certo momento una parte del campo fosse stata destinata solo ai russi perché l’Unione Sovietica non aveva firmato la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Per questo motivo i nazisti infierirono in modo disumano sui prigionieri russi, infliggendo loro sofferenze inenarrabili tanto da causare la morte della maggior parte di essi.</span></span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Si racconta anche, ma è difficile credere a così tanta barbarie, che i russi morti furono sepolti senza alcuna cerimonia in fosse comuni fuori del campo.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Venendo a noi le condizioni di prigionia sono terribili. Ogni mattina presto (a volte anche di notte) ed ogni pomeriggio viene fatto l’appello. Ci inquadrano tutti fuori dalle baracche ed inizia l’appello che a volte dura ore, durante le quali dobbiamo rimanere fermi immobili ed in silenzio, se no sono botte. Se poi i conti non tornano si ripete l’appello anche più volte.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Di notte è difficile dormire, fa freddo e siamo continuamente tenuti svegli da quelle bestioline che pascolano nei nostri vestiti e su di noi. Il cibo poi è scarso e disgustoso, brodaglia in cui a volte si trova qualche pezzo di verdura, una pagnotta da dividere in tanti, a volte un po’ di margarina. Il morale è ogni giorno più basso, in attesa di essere trasferiti nei campi di diestinazione definitiva che qui chiamano Arbeitskommando.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Come se tutto ciò non bastasse circola voce che anche noi italiani, come i russi, non avremo lo status giuridico di prigionieri di guerra. Contrariamente alle Convenzioni e agli accordi firmati dal governo tedesco, ci obbligheranno a lavorare nei campi o nelle fabbriche di armi.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Pare che sia stato un ordine diretto di Hitler che ha detto che non saremo più considerati prigionieri di guerra ma internati militari italiani. Cosa voglia dire esattamente non lo sappiamo, ma lo scopriremo presto.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Mi mancate tanto e mi mancano le vostre lettere. Ma sono sicuro che prima o poi tutto questo finirà e torneremo a vivere felici insieme.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino</span></span></p>
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		<title>14 settembre 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Altengrabow li, 14 – 9 – 1943 Carissimi, il lungo viaggio verso la prigionia è terminato. Siamo arrivati in un grandissimo campo di detenzione in una località che si chiama Altengrabow. Il posto si chiama Stalag &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/14-settembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "14 settembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Altengrabow</span> li, 14 – 9 – 1943</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">il lungo viaggio verso la prigionia è terminato. Siamo arrivati in un grandissimo campo di detenzione in una località che si chiama </span></span></span><span lang="zxx"><u><a style="color: #000000;" href="https://www.pastorevito.it/i-m-i-internati-militari-italiani-nello-stalag-xi-a-vitoronzo-pastore/"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Altengrabow</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">. Il posto si chiama </span></span></span><span lang="zxx"><u><a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stalag#:~:text=Stalag%20o%20Stammlager%20%C3%A8%20un,per%20i%20prigionieri%20di%20guerra."><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Stalag</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT"> XIA, dove Stalag sta per Stammlager ossia campo di prigionia per prigionieri di guerra.</span></span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Siamo a migliaia, non solo italiani, ma anche prigionieri di molte altre nazionalità, soprattutto polacchi e russi. Molti di noi sono appena arrivati, ma quelli che sono qui da più tempo ci hanno detto che la permanenza ad Altengrabow dura poco. Poi si viene smistati in altri campi più piccoli.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">E’</span> <span lang="it-IT">passata meno di una settimana dall’8 di settembre, ma sembra un secolo. I tedeschi ci hanno imbrogliato, hanno mancato alla parola data. In perfetta malafede ci avevano promesso di rimpatriarci in cambio della nostra resa. I nostri ufficiali riponevano ancora fiducia nei vecchi compagni d’armi e questo ha influito sulla loro decisione e sulla nostra sorte.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Noi ci arrendemmo perché non avevamo alternative, se non quella di abiurare al giuramento di fedeltà al Re e poi perché eravamo stufi dopo tre anni di guerra. </span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Quello che è successo dopo ve l’ho già raccontato. Il 9 ci fu anche un messaggio radio che diceva che le truppe italiane sarebbero rientrate al più presto in Italia e che il primo treno sarebbe partito l’11 settembre.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">E in effetti il nostro treno partì l’11 di settembre, ma con ben altra destinazione!</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Anche oggi, quando siamo scesi dal treno, siamo stati radunati e un ufficiale tedesco ci ha detto che avevamo cinque minuti di tempo per decidere se stare dalla parte di Mussolini o da quella di Badoglio. E che in questo caso saremmo stati internati nel campo di prigionia.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Quasi nessuno ha risposto di si. A quel punto ci hanno fatto entrare in uno stanzone dove siamo stati ispezionati e privati del denaro e degli oggetti più preziosi che avevamo con noi, compreso il mio orologio. Poi a gruppi di una sessantina ci hanno condotti nelle nostre baracche, fredde, umide e sporche.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Per dormire ci sono dei letti a castello a tre piani. Ogni piano è formato da due tavole di legno dove ci stanno due persone, quindi in sei ogni letto a castello.</span></span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Gli altri prigionieri ci hanno già avvisato che ogni mattina prima dell’alba ed ogni pomeriggio viene fatto l’appello per controllare che non manchi nessuno. Questi appelli a volte durano ore&#8230;</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Questa mattina ci hanno dato da bere solo un intruglio amaro e nel pomeriggio un pane nero e duro, con una brodaglia di rape.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">E’ pur sempre meglio di quanto abbiamo ricevuto durante il viaggio, ossia niente. Tre giorni e tre notti di tortura su quel maledetto carro, arsi dalla sete, tormentati dal caldo, pigiati e impediti a soddisfare i bisogni più impellenti. Un inferno da non augurare a nessuno se non a chi ci ha messo.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Che triste destino ci attende!?</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino</span></span></p>
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		<title>11 settembre 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:12:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Grecia li, 11 – 9 – 1943 Carissimi, Le nostre più fosche previsioni si stanno avverando, è evidente che siamo prigionieri dei tedeschi. Tutti i discorsi che ci hanno fatto sia loro sia i nostri ufficiali &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/11-settembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "11 settembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Grecia li, 11 – 9 – 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Le nostre più fosche previsioni si stanno avverando, è evidente che siamo prigionieri dei tedeschi. Tutti i discorsi che ci hanno fatto sia loro sia i nostri ufficiali riguardo al rientro a casa sono svanite nell&#8217;arco di un paio di giorni.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Ora ci troviamo tutti sopra un treno composto da carri bestiame. Siamo più o meno una quarantina in ogni vagone. Le porte sono state bloccate dall’esterno. L&#8217;unica possibilità per vedere qualcosa al di fuori del treno e per prendere un po&#8217; d&#8217;aria è una finestrella in alto praticamente irraggiungibile.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Non ci hanno detto dove ci porteranno, ma molto probabilmente in qualche posto in Germania. I soldati tedeschi continuano a trattarci male, a insultarci dandoci dei maiali e se non si rispettano i loro ordini volano botte.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Siamo anche affamati e assetati perché da due giorni non ci danno né da mangiare né da bere. E come se non bastasse il treno non si ferma nemmeno per farci fare i bisogni, per cui dobbiamo arrangiarci all&#8217;interno. La situazione che si sta creando è indescrivibile, imbarazzante e igienicamente deprecabile.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">E purtroppo il viaggio durerà ancora chissà quanti giorni. Qualcuno dice che ci porteranno in Germania perché là hanno bisogno di operai e contadini perché tutti gli uomini validi sono stati richiamati alle armi. C&#8217;è quindi bisogno di qualcuno che mandi avanti le fabbriche che producono armi e che coltivi i campi.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Sarebbe bello fosse così, ma non sembra che siano poi così ben disposti nei nostri confronti. Ho visto Beccali, il quale mi ha detto che in qualche città gli italiani non hanno obbedito alle richieste dei nazisti e stanno combattendo. Ci sarebbero già molti morti. Speriamo che non sia vero.</span></span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sta diventando buio, il treno prosegue la sua corsa e non so esattamente dove ci troviamo.</span></span></p>
<p class="western"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino</span></span></p>
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		<title>10 settembre 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Tripolis li, 10 – 9 – 1943 Carissimi, questa notte i tedeschi ci hanno fatto prigionieri. Temo che quei pantaloni nuovi, con il risvolto &#8220;da gagà&#8221;, per cui avevo inviato a casa le dracme dello stipendio &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/10-settembre-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "10 settembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Tripolis li, 10 – 9 – 1943</span></span></p>
<p class="western" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Carissimi,</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">questa notte i tedeschi ci hanno fatto prigionieri. Temo che quei pantaloni nuovi, con il risvolto &#8220;da gagà&#8221;, per cui avevo inviato a casa le dracme dello stipendio e che pensavo di poter indossare per le passeggiate in via Roma a Torino, per un po’ di tempo dovranno aspettare.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Qui non si capisce più niente. Sembra che il governo Badoglio abbia concluso l’armistizio senza dare disposizioni ai comendi dislocati sui vari fronti&#8230; oltretutto noi eravamo in una zona in cui detenevamo il potere, avremmo potuto benissimo resistere all’esercito tedesco, ma i nostri superiori, o almeno quelli rimasti perché molti sono spariti, ci hanno ordinato di <span lang="it-IT">deporre</span> le armi e noi abbiamo ubbidito.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">I tedeschi ci hanno detto di stare tranquilli e che deponendo le armi nessuno ci avrebbe fatto del male e che ci avrebbero fatti ritornare in Italia.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Oggi, all’alba, dopo aver abbandonato le armi, siamo stati trasferiti e radunati in un campo da football fuori città, dove sul muro di cinta avevano messo delle mitragliatrici puntate verso di noi. Noi dicevamo che non avevamo fatto nulla di male, anzi avevamo accettato le loro richieste. E poi gli interpreti continuavano a dire di stare calmi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Da lontano, da sopra una collinetta, i nostri amici greci ci guardavano impotenti, qualcuno piangeva, altri cercavano, con grande sprezzo del pericolo, di farci arrivare del cibo e dell’acqua che i nostri carcerieri ci avevano negato. Durante il tragitto, addirittura, alcune donne ci avevano invitato a scappare dalla colonna, parlandoci in greco per non farsi capire dai tedeschi e offrendoci un nascondiglio. Ma come fare? Troppo alto era il rischio di farsi sparare nella schiena.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Dopo alcune ore passate sotto il sole i nazisti hanno presto gettato la maschera. <span lang="it-IT">Una volta che eravamo tutti lì </span><span lang="it-IT">arrivò un Maggiore accompagnato da un soldato altoatesino che fungeva da interprete. Diede lettura di un lungo dispaccio di quasi un’ora, in cui si diceva che noi italiani in 30 anni avevamo tradito due volte la Germania. Molti di noi a un certo punto pensarono: adesso ci fucilano tutti quanti. Invece ci dichiarò prigionieri, disse alcuni frasi secche e aspre che l’interprete non tradusse, e insieme se ne andarono con un’aria da primi della classe che hanno svolto bene il loro compito.</span></span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">Insomma, siamo stati</span> <span lang="it-IT">messi</span> davanti alla scelta di continuare a combattere nelle file dell&#8217;esercito tedesco o, in caso contrario, essere fatti prigionieri e inviati in Germania.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Solo in pochi hanno accettato di continuare la guerra a fianco dei tedeschi, tra la disapprovazione generale. Sarà perché avevamo davvero creduto che la guerra fosse finita. Sarà perché in fondo speravamo che la proposta di farci tornare a casa fosse sincera. Sarà perché abbiamo giurato fedeltà al Re. Sarà quel che sarà, ma <span lang="it-IT">qu</span>asi tutti abbiamo rifiutato l’offerta di quelli che si sono rivelati per quel che sono, degli infingardi e dei traditori. E invece sono loro che, dopo il nostro rifiuto, hanno avuto l’ardire di apostrofarci come traditori, badogliani e anche peggio.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Chissà se in altri posti i nostri camerati si sono ribellati senza deporre le armi. Si dice che così sia stato da qualche parte e che forse stiano resistendo. I tedeschi invece ci hanno detto che chi non aveva deposto immediatamente le armi ed era caduto prigioniero combattendo, era stato fucilato sul posto.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Sta calando la notte. Dormiremo su questo campo senza sapere quale sarà il nostro destino. C’è chi invoca la protezione della Madonna con le preghiere e c’è chi bestemmia contro i tedeschi e i fascisti. Sarà difficile dormire, ma io sto bene e non è certo una notte all’addiaccio a spaventarmi.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">State certi che la fortuna che mi ha sempre aiutato non mi abbandonerà sicuramente adesso.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Non preoccupatevi per me e state sempre di buon umore perché vedrete che presto tutto finirà.</span></span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif; color: #000000;"><span style="font-size: small;">Vostro Dino </span></span></p>
<p class="western">
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		<title>9 settembre 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera non originale]]></category>
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					<description><![CDATA[ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino. Tripolis li, 9 settembre 1943 Carissimi, io sto bene, ma non posso darvi buone notizie. Circola voce che i tedeschi, anche se ufficialmente non siamo in guerra con loro, vogliano farci prigionieri. A me sembra impossibile, fino &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/9-settembre-1943-lettera-non-originale-scritta-sulla-base-dei-documenti-e-delle-testimonianze-di-dino/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "9 settembre 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">ATTENZIONE: questa lettera non è originale ma è stata scritta sulla base dei documenti e delle testimonianze di Dino.</span></strong></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">Tripolis li, 9 settembre 1943</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">Carissimi,</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">io sto bene, ma non posso darvi buone notizie. Circola voce che i tedeschi, anche se ufficialmente non </span><span style="color: #000000;">siamo in guerra con loro, vogliano farci prigionieri. A me sembra impossibile, fino a ieri mangiavano </span><span style="color: #000000;">in mensa con noi, eravamo camerati.</span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;">Quando ieri sera la radio comunicò la fine della gue<span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rra eravamo come impazziti </span></span><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">dalla gioia. E mentre </span></span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">i miei amici festeggiavano con la popolazione greca il nostro Maggiore appariva sconvolto, tanto </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">da ordinare a ufficiali e sottufficiali di far rientrare le truppe nelle caserme ed esortare tutti a mantenere </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">la calma.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Eravamo tutti frastornati ed emozionati. Oggi invece c’è una strana agitazione negli uffici. Il clima </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">è pesante ed opprimente, è passata l&#8217;euforia, anche se si sente ancora il vociare gioioso dei soldati.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Nell’attesa di nuovi sviluppi c’è chi teme la possibile vendetta dei nazisti e pensa di rientrare a piedi </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">attraverso le montagne in Italia. C’è anche chi è già sparito per non si sa dove. Forse per unirsi ai </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">partigiani greci o forse per nascondersi da qualche parte.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Nel primo pomeriggio il Comandante riesce a mettersi in contatto col generale di divisione, ma</span></span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> non riesce ad ottenere nulla, da Roma non è arrivato nessun ordine né direttiva.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Devo raccontarvi un episodio che è avvenuto pochi giorni fa. Mentre ero per strada sono stato avvi</span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">cinato da Lucia che mi ha detto che qualche giorno fa era stata in compagnia di un ufficiale tedesco.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Le avrebbe detto che erano pronti a farci tutti prigionieri non appena il nostro governo si fosse arreso </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">agli inglesi e agli americani. Io non le ho creduto perché mi sembrava tanto grossa. Le risposi che </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">era impossibile che un semplice ufficiale tedesco potesse sapere cose così tanto segrete, non ci credevo</span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> ma quando arrivammo davanti casa sua lei mi fisso un attimo e vidi suoi occhi riempirsi di lacrime </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">prima di correre in casa senza pronunciare parola.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Forse aveva ragione lei, che mi aveva anche proposto di nascondermi in casa sua, ma il mio onore </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">mi impedì di farlo perché avrebbe significato disertare e rischiare la fucilazione.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Così oggi pomeriggio, nella confusione più totale, ad un tratto è arrivata un’automobile con un </span></span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Tenente tedesco della Wehrmacht accompagnato da quattro soldati armati fino ai denti e un interprete.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> Il tenente ha fatto leggere all’interprete un ordine ricevuto dal suo comando di divisione che dice che </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">a seguito della nostra capitolazione tutti i militari italiani devono consegnare le armi per poi essere </span></span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">inviati in Italia, dove saranno liberi di scegliere se continuare a combattere a fianco dell’esercito tedesco </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">o tornare a casa.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Il nostro comandante ha risposto che non avendo ancora ricevuto ordini dagli alti comandi non avrebbe </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">potuto ordinare ai suoi soldati di deporre le armi. Il tenente tedesco se ne è andato via furente </span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">urlando frasi incomprensibili nella sua lingua.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT"> O</span></span></span><span style="font-family: Liberation Serif, Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">gni decisione è stata rinviata a domani, per avere ancora un po’ di tempo nella speranza di ricevere </span></span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;">ordini e decidere come comportarci di fronte alle minacce dei nostri ex alleati. Ci attaccheranno</span></span><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> anche se siamo numericamente superiori? Aspettiamo e vedremo.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Nel frattempo abbiate i miei saluti più cari.</span></span></p>
<p class="western" style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif; color: #000000;"><span style="font-size: medium;"> Vostro Dino.</span></span></p>
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		<title>13 agosto 1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 14:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[Con Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[13.8.43 Cara Nana1, ho avuta la tua letterona in risposta alla mia ultima, e ti dico tutto il mio ringraziamento per la tua puntualità nello scrivere. Questa sera solamente rispondo, perché volevo avere le due fotografie che ti allego in copia, per mantenere la promessa fattavi nelle mie precedenti. Piacciono a voi? Il mio amicone &#8230; <p class="link-more"><a href="https://letteredalfronte.it/13-agosto-1943/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "13 agosto 1943"</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><span style="color: #000000;">13.8.43</span></p>
<p class="western"><span style="color: #000000;">Cara Nana<sup><a class="sdfootnoteanc" style="color: #000000;" href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc">1</a></sup>,</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">ho avuta la tua letterona in risposta alla mia ultima, e ti dico tutto il mio ringraziamento per la tua puntualità nello scrivere. Questa sera solamente rispondo, perché volevo avere le due fotografie che ti allego in copia, per mantenere la promessa fattavi nelle mie precedenti. Piacciono a voi? Il mio amicone che mi tiene abbracciato è Beccali, quello che venne pure a trovarvi l’anno scorso. Lo ricordate?</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">Questa sera sono di servizio, e non ho potuto andare a vedere il film italiano “<span lang="zxx"><u><a style="color: #000000;" href="https://www.youtube.com/watch?v=f79XSwBtox0">Fari nella nebbia</a></u></span>”. Lo hai già visto? Domattina dovrei avere il primo pacco speditomi e caso mai a ricezione avvenuta, scriverò una cartolina aerea a mamma.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">Merlin<sup><a class="sdfootnoteanc" style="color: #000000;" href="#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc">2</a></sup> è già stato da voi?</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">Stanotte <span lang="zxx"><u><a style="color: #000000;" href="http://www.comune.torino.it/">Torino</a></u></span> è nuovamente stata bombardata. E voi? Siete tranquilli? Ho letto che durante l’ultima incursione avete fatto un insalatina di pomodori, in barba agli inglesi. Vuol dire che siete calmi, e per me questo è un pensiero tranquillizzante.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">Termino, e ti invio baci, pure per tutti gli altri cari di casa.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="color: #000000;">Tuo Dino</span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p class="sdfootnote-western"><span style="color: #000000;"><a class="sdfootnotesym" style="color: #000000;" href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a> Soprannome della sorella Silvana</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p class="sdfootnote-western"><span style="color: #000000;"><a class="sdfootnotesym" style="color: #000000;" href="#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym">2</a> Amico di Dino, anche nel dopoguerra<a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.a.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1671" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.a-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.a-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.b-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1672" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.b-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.b-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.b-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.c.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1673" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.c-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.c-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.c-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.d-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1674" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.d-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.d-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.08.d-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.09.08.biglietto.Mestre.Torino.fronte.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1675" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.09.08.biglietto.Mestre.Torino.fronte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.09.08.biglietto.Mestre.Torino.fronte-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/1943.09.08.biglietto.Mestre.Torino.fronte-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a> <a href="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/fnn.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1676" src="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/fnn-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/fnn-150x150.jpg 150w, https://letteredalfronte.it/wp-content/uploads/2020/09/fnn-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></span></p>
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