15 marzo 1941

A famiglia

Ferrero Luigi

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino

Art.

dist. base

POSTA MILITARE 29/A

15.3.41 XIX

Cara mamma,

Ho ricevuto stasera il pacchetto raccomandato con il cioccolato. Grazie di tutto, siete stati tanto bravi, e non mi aspettavo tanto presto di ricevere. Mi avete mandato tanto, che per tutta la guerra mi basta.

Io vorrei mandarvi un po’ del buon caffè che mangio e bevo sempre. Sto sempre bene di salute, come spero di voi. E tu mamma, e papà, sempre bene? Con tanti bacioni e saluti vi ricordo.

Dino

30 novembre 1940

Mittente

Ferrero Dino

Grado: artigliere scelto

Reparto: Deposito 59° Regg. Artigl. D.F. Cagliari

Vercelli

Alla distinta famiglia Ferrero

V. P.Umberto 28

(Torino) Alpignano

(ITALIA)

— , 30/11/1940/XIX°

Carissimi,

Domani Domenica non verrò, non avendo permesso. Però per la Domenica prossima, verrò quasi sicuramente; domani andrò a teatro così il tempo mi trascorrerà veloce. Voi stasera mi aspetterete inutilmente, ma erano tre domeniche che venivo di continuo, e ogni tanto ci vuole una sosta.

Presto viene il Natale, e spero che la licenza non mancherà. Un mio compagno d’ufficio è già andato a casa per 12 giorni, e presto ci verrò anch’io.

Ho ricevuto una cartolina postale dalla nonna, ma gli zii, ai quali avevo pure scritto, non mi hanno nemmeno detto una parola di saluto.

Vi scriverò magari domani più a lungo, e intanto vi giungano tanti cari baci; (ho ricevuto di nuovo da Tripoli1 perché non è ancora giunta la mia fotografia) chissà perché!!!!

Ancora baci vostro Dino

1 Dino ha vissuto fino a metà degli anni ‘30 a Tripoli, in questa lettera si riferisce probabilmente ad una ragazza.

12 aprile 1940

Condove 12-4-40

mammina carissima,

Stasera riprendo a scrivere finalmente dopo un po’ di riposo, dopo un po’ diremo pure fatica. Siamo diventati dei veri, soldati, e ora sgobbiamo dal mattino alla sera. Noi della radio poi abbiamo il nostro da fare perché usciamo con gli apparecchi trasmittenti e facciamo i collegamenti. Questa settimana, poi siamo stati molto in faccende, e alla sera prima delle 7 non abbiamo mai potuto essere liberi. Due giorni fa è venuto papà a trovarmi e gli ho dato due mie fotografie che spero ti saranno piaciute. Avevo a suo tempo ricevuto anche la tua lettera, nella quale mi dicevi che il nostro giardino è tutto pronto, che presto sarà tutto verde. E, va bene, io spero di essere già domenica ad Alpignano e di vedere tutto. E, soprattutto piglierò, come mia consuetudine la bicicletta e vi metterò nella freccia davanti una bella viola del pensiero.

Sono però incerto se questo benedetto permesso verrà, perché sono tanto pignoli qui, che tirano perfino il respiro al soldato. In ogni modo se posso scappo.

L’altro giorno qui ha nevicato, e noi per essere di occasione ci hanno vestiti in tela; quando fa sole ci vestono in panno, e quando nevica in tela. E poi non sopportano che i soldati tossiscano in fila…

E domenica preparerai di nuovo la pasta asciutta? Speriamo di poterla mangiare.

Intanto qui io continuo a comandare alle altre reclute, e spero che presto mi passeranno caporale. Ieri con le radio siamo andati fino dopo la Chiusa di S. Michele e si sentivano già i rumori della Cava. Un’altra volta spero di arrivare fino a S. Ambrogio.

Domani consegnerò a papà la roba sporca, e un’altra volta gli darò la maglia, perché ora non la ho ancora levata. Se tu potessi mandarmi poi una di quelle maglie a canottiera, massimamente quella celeste che d’estate sarà un vero sollievo.

Sono molto contento di sapere che tanto papà che Silvana avranno un aumento di stipendio dal primo di aprile. E’ già una gran bella cosa, perché un aumento sia pur minimo, al giorno d’oggi a qualcosa serve, se non altro per diminuire un po’ la fatica che si fa per vivere. Ho saputo da papà che l’ing. mi aveva mandato 20 £.

E da te ho saputo che la moglie mi mandava altro di tasca sua. Non appena avrò un po’ di tempo disponibile, scriverò loro ringraziando, e sperando che la promessa sia mantenuta…

Le fotografie che mi hai mandato mi sono piaciute molto. E’ molto bene riuscita pure quella nella quale siamo io, te e papà.

E’ pur vero che il tempo passa, con una rapidità fantastica. E’ il 32° giorno con oggi che sono soldato, e per me sembra che ieri solamente sono arrivato. Le settimane sono solo più ore, e i mesi giorni. Arriva la domenica che mi sembra un sogno. E con la domenica la delusione di non venire.

Eppure quella speranziella ce l’ho ancora in fondo, riposta nel cuore, quella speranziella di inforcare la bicicletta. Come invidio papà, quando lo vedo partire con la bicicletta.

Lo guardo allontanarsi, e vorrei essere al suo posto. Vorrei poter essere libero come tanti, ma non posso. Ebbene, spero che tornerà pure per me il tempo della libertà. Non avrei creduto prima, che si desiderava tanto la borghesia quando si è soldati. Lo so solo adesso.

E la Giulia è morta! A poco a poco spariscono dal mondo tante facce buone o cattive, è veramente terribile! Anche lei povera diavola non esiste più. Pure io so ricordarmi di voi sempre. Anch’io sto alle volte a pensare a te, e a tutti. Prego sovente alla sera per tutti voi e affinché io possa avere pazienza. Tu mi farai sempre grande piacere quando mi scriverai e io d’ora innanzi quando scrivo, e che non vedo papà, porterò le lettere a un suo operaio di Condove che le porterà a lui.

Sono presto le 21 e suonerà il contrappello.

Spero di ricevere domani tue nuove che attendo con ansietà. A Silvana e Vally dì che penso pure, e che ringrazio delle lettere scrittemi. Dì loro che appena potrò scriverò pure io. Ti lascio inviandoti tanti bacioni e auguri carissimi di stare sempre bene e di pensare anche a me.

Tuo Dino

Foto 1 fronteFoto 1 retroFoto 2 fronteFoto 2 retro