16 settembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente

Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art. “Cagliari”
POSTA MILITARE 29/P
Tripolis 16-9-41

Carissimi,

Sono giunto ieri sera alle 22 dopo esattamente 10 gg. di treno. Stò bene e sono stato lieto di ritrovare i cari amici e il mio accogliente ufficio e letto. La gioia che ho provato è stata grande almeno come quella provata allo sbarco in Italia. Rientravo nella nostra piccola famiglia militare! Domani scriverò a lungo e attendo intanto vostre nuove.

Ricevete tanti baci cari dal vostro

Dino

27 luglio 1941

T. 27-7-41

Carissimi,

Ieri sera ho ricevuto la lettera di mamma, nella quale accusava ricevuta del vaglia (460)- e quello di zio lo avete ricevuto? Alla fine del mese ne manderò un altro.

A quest’ora sarete già stati dal mio amico il sergente Viali1. E’ contento di essere a Torino?

Ho fatto il viaggio da Patrasso a qui in macchina con lui (essendo autista), e tante volte ci siamo trovati assieme in questi mesi.

A giorni un altro mio amico di Rivoli, il sergente Matta Mario, verrà in licenza, e mi ha promesso che passerà da voi. Poi verrà anche Merlin2, e io per me spero sempre, ma non è questione di pensare che io sia sfortunato; questa licenza comprende 1/25° della forza, quindi i più assistiti dalla sorte vanno. Ma per me forse è in vista qualcosa che potrebbe anche essere presto o fra uno o due mesi.

Ieri finalmente ho ricevuto dalla tripolina famosa3. Era ora! Mi prega di salutarvi tanto.

E la nonna è già andata a Torino? Se è ancora con voi salutatela tanto, e pure gli zii. Appena avrò fondi a disposizione voglio farmi una fotografia da studio.

Qui si fa una vita abbastanza tranquilla, ma monotona. E poi il gran caldo paralizza la volontà.

Stasera siccome è domenica andrò a sentire la musica in piazza, e così passa il tempo.

Vally dunque per primo stipendio guadagnerà quanto guadagno io attualmente.

E per lo stipendio di quando sarò trattenuto, avete provveduto? E’ nel vostro interesse.

Io domani, come solitamente faccio, vi scriverò una cartolina in franchigia, e magari posdomani un’altra lettera.

Ed ecco esaurite le novità di qui. Così vi invio i più cari baci affettuosi e saluti cari; cara mamma, papà, sorelline. Con affetto.

Vostro Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

3 Teresina, già citata in altre lettere, fidanzata di Dino ai tempi della Libia

22 luglio 1941

P.M. 29/P 22/7/41 – XIX

Carissimi,

Quest’oggi ho avuto gran che da fare. Sono andato dalla lavandaia a prendere la mia biancheria, e poi mi sono cambiato da capo a piedi. L’altro ieri ho avuto una magnifica giubba, che l’altra si era rovinata, e a giorni i pantaloni. Sono proprio ben vestito, e pulito al sommo grado.

Quelle amabili “bestioline che pascolano addosso ai poveri cristiani, un po’ per volta spariscono. Ora non ne ho più. Può darsi che ne piglierò altri, ma prontamente saranno vinti. E’ bello sentirsi così in ordine e puliti. Siccome fa molto caldo (anche 40° all’ombra) ci è concesso di stare senza giacca in ufficio, così si sente un po’ di fresco.

Domenica sono andato a sentire la musica in piazza, e ieri sera “il campione1” con Fernandel (al cinema s’intende). Era parlato in francese e scritto in Greco, ma sapendo la prima lingua, mi sono aggiustato a capire.

A giorni, (5 o 6) i primi andranno in licenza.

Io non so se potrò presto; in ogni caso o presto o tardi verrò. Questo è l’essenziale. E non vi preoccupate per me, che sto bene, e sono sempre contento.

Avete ricevuto il vaglia (anzi i vaglia) per complessive lire 670? L’altro di 100 e più lire non lo ho ancora fatto, non avendo percepito la quindicina. Alla fine del mese ve lo manderò.

E’ quasi l’ora della posta (le 14.30), l’ora che io attendo per 24 ore consecutive con tanta ansia. Speriamo che oggi ci sia qualcosa. Chissà quella smorfiosetta di Tripoli per qual motivo non scrive. Mi rincresce di averle mandato la fotografia fatta a Patrasso. In ogni modo si è sempre abbastanza furbi, da non far ridere dietro.

Immagino il nostro giardino, e i fiori, e le aiuole.

Vorrei poter venire per mangiare l’uva di Alpignano, e può darsi che il mio desiderio venga esaudito. Pensate, 15 giorni di licenza a casa, completi!

Per adesso posso solamente scrivervi che vi penso sempre e vi voglio tantissimo bene. La mia salute è di ferro, (mangio per 4) e non temo avversari dallo stomaco altrettanto capace.

Vi bacia affettuosamente e vi saluta il vostro

Dino

1 Titolo originale “Les rois du sport”, film francese del 1937.

29 giugno 1941

Tripolis 29.6.41 . XIX

Carissimi,

Ieri ho ricevuto due lettere, e oggi la bellissima fotografia fatta a Perino1. Sono proprio contento, avevo nella mia di avant’ieri chiesto se avevate qualche fotografia: Ora sono accontentato. Vedo che state bene e le due sorelline sono cresciute. Andrà a finire che mi mangeranno in testa!!!

Anche papà e mamma vedo che sono sempre come quando partii, e questo è motivo di gioia. Io col mio malessere non ho più nulla a che vedere. Sono in perfetta salute, e mangio a quattro mani.

Vi ho risposto subito perché volevo darvi assicurazione della ricezione delle lettere e per un’altra cosa della massima importanza: Stamattina un mio compagno che fra 70 giorni, come me, agli effetti del servizio militare, viene considerato richiamato o trattenuto che dir si voglia, avendo finita la ferma, ha ricevuto da un suo compagno una lettera. In essa, dice che lui e altri compagni, che sono nelle nostre condizioni, hanno fatto regolare domanda presso la Ditta dove erano impiegati al fine di ottenere la corresponsione dello stipendio che percepivano da borghesi. E le ditte hanno risposto affermativamente. Ora, questo fatto dello stipendio, e dato da una legge che stabilisce quanto detto a favore delle famiglie dei richiamati o trattenuti. Io perché dovrei essere da meno? E poi non è la Ditta che paga, bensì l’Ist. Naz. Fascista della Prev. Sociale. Papà che è l’interessato e può fare le pratiche essendo io un suo dipendente, può interessarsene presso l’ingegnere. Sarebbe qualche centinaio di lire al mese che vi servirebbero.

Mi raccomando quindi caldamente, e vedrete che qualcosa ne uscirà.

Ho piacere che abbiate ricevuto le mie due fotografie di Patrasso. Si vede il promontorio (in lontananza) dell’altra parte del Canale. Lo avete visto?

Qui in mezzo alle colline si stà discretamente. Solo la monotonia delle giornate è incredibile.

Vi raccomando nell’indirizzo dovete esclusivamente scrivere: Caporale Ferrero Dino. Rep.Com. 59° R.A.d.f. “Cagliari” _ Posta militare 29/P

Vi accludo tre sigarette “Papastratosn° 7

Ricevete tanti baci cari dal vostro

Dino

1 Amico di Dino

19 giugno 1941

Tripolis 19/6/41 XIX°

Miei carissimi,

Da alcuni giorni non ricevo più vostre nuove, ma so che questo ritardo è causato dal fatto che mi sono ulteriormente spostato e quindi sapendo alla posta che ero alla vecchia dimora, continuano a mandarmi tutto lì. Stasera però deve arrivare il mio amico e mi porterà sicuramente vostre buone nuove.

Ho fatto due giorni in camion, e quante montagne ho attraversato per venire qui! Sulla carta sembra che si possa arrivare in poco tempo da una città all’altra, mentre nella realtà, anche con mezzi di trasporto velocissimi, per compiere dei tragitti di venti chilometri appena, si impiega un infinità di tempo. Qui dovunque si voglia andare bisogna attraversare le montagne eccetto nella fascia costiera. Strapiombi di cinque-ottocento metri che fiancheggiano la strada, sulla quale transita a malapena una macchina, curve ogni metro, come a gradinata. Nel primo tragitto, si era in riva al mare e tutti i paesi erano come nella nostra riviera ligure, in quel Golfo che prende nome dalla città di Corinto.- Ovunque resti del disfatto esercito inglese; le nostre truppe avanzando si liberavano dell’ingombro dei carri armati e camion inglesi fuori uso buttandoli con possenti colpi giù dalle scarpate. Essi si contano a centinaia, e tutto il materiale che essi avevano in Grecia è andato così perduto.-

Ho visto l’istmo famoso dove finisce il Golfo, e poi ci siamo inoltrati nella terra-ferma.-Il mare ora finché non tornerò in Italia non lo vedrò più.-

Quanti aeroplani inglesi ho anche visto qui! Tutti distrutti dalla potenza della nostra aviazione e tedesca; dove si sono presentati i nemici, li abbiamo annientati.-

Il luogo dove ora mi fermerò è molto bello e pieno di comodità.-

Stanotte ho dormito sul letto a molla con due materassi di lana e un cuscino di piume. Avrei potuto aver più… soffice sonno se avessi voluto altri materassi, ma sprofondavo già in mezzo a tutto quel molleggiamento; sono nel più moderno albergo della città, appena costruito, stile novecento, con tutte le comodità moderne.-

All’ingresso vi sono i servitori in livrea, e quando entro mi do una certa importanza…pari al mio alto…incarico!!!!

In questa lettera vi metto un ordine del giorno nostro nel quale il Generale elogia gli artiglieri: Vi sembra che devo esserne fiero? Dopo tutto l’eroismo dei nostri giorni di guerra, sentiamo di meritarcelo, e cercheremo di fare anche meglio.-

Ho sentito per radio la trasmissione del ritorno della divisione Bari.- Essa era sul nostro fronte, e quando entrammo in Grecia la sorpassammo prima che tornasse in Italia.-Quando torneremo noi chissà le accoglienze di Vercelli! E la gioia di rivedere la cara Patria! E sopra tutto voi. Al solito stò bene di salute, come avrete potuto vedere dalla mia fotografia fatta a Patrasso, e che spero vi sia giunta.-

A proposito di Patrasso: Mi informai durante la mia permanenza in quella città di dove fosse il reparto di Romitelli1, ma nessuno seppe dirmi qualcosa. Gli ho pure scritto, ma niente…Speriamo che un giorno ci rivedremo alfine! Ho scritto con la macchina portatile, che è rotta, quindi ho combinato un pasticcio.-L’essenziale è che possiate capire.- Vi ricordo sempre e vi mando tanti baci cari ed abbracci.-

Vostro Dino

1 Amico di Dino

10 giugno 1941

Patrasso 10.6.41 XIX E.F.

Carissimi,

Già da alcuni giorni mi trovo qui, e mi sento rinascere. Città moderna, elegante, con passeggiate a mare e relativi caffè con orchestrina. Il primo giorno sono uscito tutto lucido e vestito a nuovo, che sembravo un gagarone, e gira di qua, gira di la, sono capitato (chi lo sapeva che esistesse?) al quartiere italiano. Vedevo gente che mi sorrideva, bambini che dicevano viva il Duce, ecc. ecc. Alle prime mi meravigliai, poi alcune persone mi offrirono da sedere con loro.

Io accettai perché parlavano la mia stessa lingua, e subito mi dissero di essere italiani. Pensate! Su 50 mila persone che conta questa città vi sono 12 mila italiani!

Mi hanno offerto da fumare, da bere, e se non avessi rifiutato, mi avrebbero riempito come un otre. Quante angherie hanno sopportato queste care persone durante la guerra! Quante sofferenze! E sempre sotto la minaccia della plebaglia, degli inglesi usurpatori! Si leggeva nei loro volti come il risveglio da un brutto sogno, e mi dissero tutta la fiducia che avevano nella nostra vittoria, della commozione della liberazione, e mi chiamavano “fratello”.

Qui si vive la vita più bella. Sono alloggiato con l’ufficio nel palazzo più bello, con vista sulla più bella piazza della città. Sono lucente dalla testa ai piedi, e tutti ammirano il nostro portamento marziale.

Quante belle greche vi sono qui! Vi sono pure i nostri camerati germanici impeccabili nelle loro uniformi.

Adesso, con loro, siamo i più eleganti soldati del mondo, e siamo alla pari, si può dirlo, per eleganza.

A giorni vedrò, via terra, il canale di Corinto.

Andrò per ferrovia alla mia ultima destinazione. Sono almeno 30 giorni che non so cosa sia nuvola o pioggia. Sempre sole, il più bel sole.

Ieri ho ricevuto una lettera di mamma, e le prime tre fotografie. Quella con la donna dall’anfora in testa è venuta discretamente, no?

Ora attendo le altre.

La mia salute è ottima, come spero sia la vostra. Con oggi ho diritto a mettere i nastrini, con oggi è un anno che combatto, con domani si compiono i 15 mesi. Quanti avvenimenti, no? A questa accludo anche due sigarette perché le proviate se vi piacciono. Aspetto a mandarvi i soldi perché non vi è la posta milit. per ora, e appena potrò e ne avrò di più ve ne manderò all’incirca 400 di lire. Va bene?

Ricevete tanti baci cari dal vostro

Dino

Saluti a Enrico1 e a suo zio.

Avete ricevuto la cartolina di Patrasso? E le dracme?

1 Amico di Dino

30 maggio 1941

Zona d’occupazione 30.5.41

Carissimi,

vi scrivo ora che per qualche giorno sarò qui fermo. Abbiamo preceduto tutti (noi del nostro ufficio) per sistemarci e lavorare. A trecento metri c’è il mare, qui, un bosco fitto di ulivi, e l’erba alta 40 cm.

Il cielo è sereno, ho solo le mutandine e mi annerisco al sole. Faccio uno o due bagni al giorno, e ho ripreso contatto col mare dopo tanti anni, con una gioia immensa. Per la strada qui davanti passano di continuo carrettini come quelli siciliani con i ciondolini e i fiocchi, che ci portano tutto, dalle uova al cognac, dalle sigarette finissime alle botti d’olio. Pensate: Ad Agriniou un pranzo con un piatto di capretto e vino di Rodi costa 1.75. A Missolungi che si vede poco distante, si trovano oggetti di biancheria. Ho comprato un paio (due) di mutande delle quali ero sprovvisto.

Dietro alla mia schiena (???) passa un trenino, sbuffante come quello antico di Moncalieri, con dei vagoni che sembrano giocattoli. E la gente saluta passando. Si mangia bene: Pesci, polli, risotti squisiti (parlo del rancio) e la salute è ottima. Ho comprato sigarette, che da noi non si trovano, e se si trovano costano sulle 12 lire – per 1.50. Ve ne accludo due perché le proviate. Ditemi poi se vi sono piaciute.

In mezzo al mare c’è la città di Attolicon che sembra Venezia. E’ collegata alla terraferma a mezzo di un ponte.

Il posto è bello, tutto rende piacevole questo soggiorno momentaneo qui, ma presto mi muoverò per il sud, e farò qualche ora di mare per attraversare uno stretto.

Da voi è venuto il bel tempo?

Nella lettera precedente dicevo della ricezione dei pacchi vostro e della zia. Lo avete saputo?

Per il momento non ho altro da dirvi, e poi la carta è al termine, quindi vi lascio mandandovi tanti baci cari.

vostro Dino

24 maggio 1941

Silvana, quello ricordato dopo non interessa, farò bene, sperando giunga.

Grecia 24.5.41 XIX

vi ho accluso 10 dracme!!!

Carissimi,

Gradita mi giunse oggi la vostra dalla quale apprendo del felice arrivo a destinazione dei due fazzolettini.

Sono poca roba, ma un ricordo che rimarrà e farà da testimone. Stamane ho avuta la negativa che vi accludo di una fotografia fatta durante l’avanzata, tempo addietro al famoso nodo stradale che tanto i giornali nominarono nell’ottobre scorso e ultimamente: kalibaki!!! La stampa relativa la ho lasciata al sergente mio amico che è stato ritratto dal nostro tenente assieme a me. Altre fotografie sono venute male, e perciò non le hanno stampate. Questa la farete stampare e poi me ne manderete tre copia o quattro. E’ molto bella.

Le altre che avete, mandatemele, ché, come avrete appreso da altre mie precedenti, non potrò per il momento spaventare Wally a causa dei 5 o 600 km. aggiuntivi e che diverranno ancora maggiori in seguito. Quanti monti ho valicato, quanti paesi ho visto, e città. Ma fra le tante, Giannina, su un lago stupendo, con i suoi minareti sulla penisola spingentesi sul lago: un paradiso. Un’altra cosa ho visto che mi ha colmato la vita di stupore: Un laghetto incassato fra i monti, di un colore azzurro cupo, del quale si vedeva il fondo. Uno spettacolo del quale mi ricorderò fino che vivo. Sono giorni e giorni che mi sposto, quindi posso scrivere poco. Ho fatto già parecchi bagni in lago.

Presto attraverserò un braccio di mare Egeo. La mia salute è ottima. Fa un caldo enorme qui. Le fotografie spero di farle ancora in riva al mare. Silvana, ricordi quello che ti avevo detto? Mi dirai se è vero? Se hai visto? Ricordati!!!!. Mi ha fatto impressione la morte di Bertiglia1. Povero ragazzo! Io in mezzo alla morte sono stato risparmiato mentre lui!… E’ la vita! Ricevete tanti bacioni cari dal vostro Dino

Saluti cari ad Enrico.

Vi accludo 10 dracme corrispondenti a £ 0.65 circa.

Conservatele quale ricordo della Grecia.

Pensate che con due lire in città si mangia un pranzo e frutta. con due lek danno 5 aranci che pesano quasi due chili, e con la buccia come i mandarini. Sono buonissimi.

1Amico di Dino

10 marzo 1941

P.M.29/A 10/3/41 XIX°

Carissimi tutti,

Stamane avrei da dirvi una cosa per la quale però devo serbare il più grande segreto non sapendo se i nostri bollettini di guerra potranno già dire qualcosa oggi stesso. Sappiate però che quanto annunziatovi in precedenza è lucente realtà oggi. Ieri mattina si è compiuto il volere di tutti noi. A fianco al nostro ardire, vi era un Uomo che ci dà tutto l’entusiasmo che un combattente può avere: Colui che ha sempre portato la nostra Patria verso la vittoria, l’Impero. Un uragano di fuoco si è scatenato nelle prime ore di ieri. Chi può resistere alla ”Cagliari?

Tutti i soldati che erano su questo fronte sapevano questo, e già prima che noi arrivassimo, quando sapevano che erano in arrivo i nostri gioivano. Vi dico con la più grande sincerità, scevra da ogni spirito di corpo, che eravamo, e siamo calcolati come invincibili. E lo sanno i nemici cosa voglia dire il trovarsi di fronte. Forse quando riceverete le mie affrettate righe, saprete di noi, e della Cagliari in particolare, perché l’Uomo stesso che ci ha visto scattare come un sol uomo, era venuto sul nostro fronte per assistere da esso alla più potente e audace azione. Ora, il domani è nostro, tutte le nostre azioni sono per rendere più grande ed immortale la Patria. Se le terre fossero carta, se il mare inchiostro, non basterebbero a descrivere tutto il grandioso, tremendo irresistibile nostro incedere. Per sventura oggi piove grosso un dito, ma anche questo passerà, e il sole risplenderà nuovamente radioso; il sole di vittoria. Qui a questa lettera vi accludo il breve ed eloquente parlare del nostro Comandante di C. d’armata, che voi ben conoscerete quale Comandante delle forze in Spagna, e di sbarco in Albania; Tutto è stato scritto dopo avere visitato la nostra divisione in linea.

Verso il Sud, verso la gloria, ormai si va, e a Pasqua abbiamo fatto il proposito di essere a AT…-

Nelle vostre lettere apprendo che state bene e la fiducia in noi è sempre immutata, anzi rafforzata. Ho appreso che le giornate sono già belle, col bel sole primaverile. Anche qui fa già caldo, quasi come da noi nel più bello dell’estate.

Tre giorni fa sono stato a Tirana, e ho avuto agio di vedere la capitale nella sua veste di guerra e di lavoro. Sembrava di essere a Tripoli; quante belle case, il passeggio, tanta gente vestita come da noi!

A giorni andrò a Valona per servizio, e andrò a trovare Romitelli1. Lui non si aspetta questa visita; sarà una bella sorpresa.

I bollettini di guerra li ricevo, quindi continuate a mandarli, tanto più che ora possono interessarmi. Se leggete, come sarà indubbio, di noi, conservate il giornale per ricordo.

Giorni addietro avevo mandato all’E.I.A.R. i saluti da trasmettere per radio e a quest’ora li avranno già trasmessi. Ma manderò nuovamente domani così avrete agio di sentire e di leggere poi sul giornale.

Venerdì a Tirana, ho visto passare un Ufficiale in motocicletta e lo ho riconosciuto subito. Era Felice2. Lo ho chiamato, ma non se ne è accorto, quindi non ci siamo potuti vedere, con mio grande rammarico.-

Mamma vuole sapere il luogo dove mi trovo io come è Sono in mezzo alle colline, ai piedi dei monti bianchi di neve. L’unica abitazione che si veda, è quella dove siamo noi. Paesaggio brullo, con qualche pianta di olivo. In quanto a quello che mamma mi dice riguardo al mio grado di caporale, non scrivetemi ancora sulla busta “al caporale…” perché non lo sono ancora perché in questi momenti non hanno potuto ancora approvare la nomina, ma tutto è già pronto, tutti gli incartamenti, e a giorni avverrà la promozione. Vi comunicherò a suo tempo, così saprete.

E i soldi li avete ricevuti?

Qui come al solito passano svelte le giornate a lavorare e domani è precisamente un anno…..

Non state in pensiero per me, che sto bene di salute, e domani vi scriverò ancora tramite Silvana, perché devo rispondere ad una sua gradita lettera.

Ricevete tanti bacioni cari dal vostro

Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino