1 aprile 1942

P.M.29/P. 1.4.42 XX°
Carissimi,
ho atteso tanto a scrivervi questa lettera, con la speranza, da un giorno all’altro, di avere la fotografia. Ma stasera ancora niente. Il fotografo lo ho avvisato che se non me la consegna domani, guai a lui. Così domani mattina potrò aggiungere a questa lettera, anche la fotografia a mezzo busto.
Domani mattina arrivano i pacchi da mezzo chilo, e spero vi sia anche il vostro secondo (il primo essendomi già arrivato, ed avendovene dato già avviso).
Sono molto lieto del fatto dello stipendio, che è una cosa alla quale io tenevo di più di qualunque altra.
E vi hanno dato tutto quello che vi spettava?
Sono però anche in attesa della notizia che papà ha trovato un impiego tranquillo, e così tutto andrà benissimo. In questi ultimi tempi, molte cose sono andate per il loro verso, e questo serve a farmi contento.
A proposito della pratica delle miniere: Questa sera è arrivata una dichiarazione riguardante un artigliere nostro, che viene mandato in licenza di due mesi rinnovabili, e credo che se vi fosse possibilità si potrebbe anche farlo per me. Ma credo che nel mio caso sia impossibile.
Nel fare gli auguri di Buona Pasqua, mi sono ricordato pure del Comm.Ainardi1, inviandogli una cartolina in C.V.E. II°2 n.25 a Torino. Credo che la memoria non mi avrà tradito riguardo al numero.
L’altra sera siamo andati a vedere il film italiano “Butterfly3” con Maria Cebotari. Molto bello, ma anche molto tagliato. Le greche piangevano tutte, e quando si accendevano le luci, noi ci divertivamo a vedere tanti occhi umidi. Oggi ha continuato per tutta la giornata a piovere, e anche ora, ore 20, non ha smesso. Speriamo che domani si possa andare in terrazza a respirare un poco di aria fresca, o al parco a leggere il giornale all’ombra delle piante verdissime in pieno rigoglio.
Fra quattro giorni è Pasqua, e cercherò di passarla bene, come ho potuto passare il S.Natale. Certo che non sarà bello come quando ero con voi, o come l’ultima Pasqua, quando siete venuti a trovarmi e siamo andati a Condove al “Gallo4” a mangiare tanta bella roba. (parlo del 1940). Sembra possibile che sia volato così il tempo?
Ieri dal giornalaio, oltre che al quotidiano “giornale di Roma5” che si pubblica ad Atene, ho trovato molti giornali italiani, illustrati, ed umoristici. Stasera vado a letto, e li leggo, perché come saprete, anche quando ero a casa, ero appassionato alla lettura.
Immagino che le due sorelline faranno tante belle passeggiate in bicicletta, e passeranno delle belle giornate in montagna, o in campagna. Lo spero bene, perché mentre si può, bisogna divertirsi, è tanto bello passare le feste in gite, e sapete che mi piacevano tanto. Non le rimpiango però, perché so che ritorneranno quando verrò a casa vittorioso, e questo momento non tarderà. Quindi niente preoccupazioni, che presto torneranno le belle gite, e ne voglio fare tante, da esserne stufo. Ho scritto sulla cartaccia a macchina, perché sono il solito pigrone, e vi prego di scusarmi. Con tanto affetto vi mando tanti baci cari.
e… Buona Pasqua !!!
Vostro Dino
Ho ricevuto il pacco col cacao e cioccolato e biscotti, grazie.
La fotografia un pò scassata, ma meglio di niente.

21 marzo 1942

P.M.29/P. 21. Marzo 1942 XX°

Carissimi,

Ieri ho avuto occasione di leggere per la seconda volta una circolare che parla delle miniere e dei dirigenti e maestranze di esse. Se la Ditta presso la quale ero impiegato, può dichiararsi miniera, allora mi concedono di venire. Papà potrebbe rivolgersi Commissariato fabbricazioni di guerra, che gli può dare gli schiarimenti necessari.(Via Arcivescovado-Torino). Un mio amico del Comando, che lavorava in una azienda di miniere, ha già in atto le pratiche per avere parecchi mesi di licenza rinnovabili. Se vi fa comodo, vi manderò il numero del telescritto del Ministero, ma credo che così basti, perché al Commissariato per le Fabbricazioni di guerra a Torino, sapranno dirvi certamente tutto. Dunque, il Commendator Ainardi1 o l’Ingegnere2 che mi avevano con loro, potrebbero dirvi se mi spetta questo periodo di licenza per lavoro.

Oggi è il primo giorno di primavera, ma non sembra, dato che vi è il cielo coperto dopo le belle giornate passate, e dopo che faceva caldo, mentre oggi sembra tornato l’inverno. L’altro ieri ho ricevuto un vaglia dello zio Peppino3 e della zia Margherita4, per un importo di lire 200,=. Oggi li ringrazio, perché non ho potuto farlo prima, come non ho potuto prima scrivere a voi.

Certo che per me è un bel sollievo, avendo ancora qualche debituccio, che così pago. Ai 31 del mese o prima, vi manderò un vaglia di lire 200,= così riavrete quei due vaglia che mi avete mandato, e che, malgrado siano stati per me un bene, e mi abbiano fatto piacere, perché mi hanno detto del vostro affetto, mi è rincresciuto tenere, sapendo quanto anche voi abbiate bisogno dei soldi.

Mercoledì sera siamo andati dalla famiglia dei musicisti, ed eravamo una decina di amici. Quante belle musiche abbiamo sentito, e che cori ! Vi era anche Beccali5, che con la sua solita allegria, ci ha tenuti di buon umore. Il pacco da mezzo chilo non è ancora arrivato, e lo aspetto sempre con ansia. Quello che doveva mandarmi la amica di Roma, non è pervenuto, ma mi è pervenuta una lettera sua, nella quale mi dice che non ha potuto mandarmi il pacco. Il regalo è un bel libro; lo ha comprato dopo avere chiesto consiglio a molti amici, ma alla posta non accettano pacchi di libri per militari. Ora le dico di mandarmi un pacchetto da mezzo chilo, campione senza valore.

Ieri, per il prezzo di quaranta lire mi davano all’incirca nemmeno mezz’etto di thé, come da vostra richiesta. Ho visto che non conviene, perché a quel prezzo, anche voi lo potreste comprare. Sono in attesa di risposta in merito, al fine di decidere se posso o no comprarlo.

La Aspasia6 ieri mi ha mandato un altro mazzo di fiori a mezzo di un bambino, fiori che ho messo qui sul tavolo, e profumano molto. Che matte le donne greche!

Beccali mi ha raccontato della sua licenza, di quando è venuto a casa da voi, e di tutto insomma, di tutti i bei giorni trascorsi a casa in letizia. Io spero sempre che un giorno verrà un’altra licenza,per potermi godere in tranquillità qualche ora a casa, tra voi, e in allegria. A giorni sarà Pasqua, e noi abbiamo in progetto di fare festa con un agnello. Ma l’agnello non vi è ancora. Speriamo in bene!

Per lo stipendio, non sapete ancora niente ? E’ così, io sono sfortunato sotto tutti i punti di vista ! Quando mi faccio mandare un pacco, che agli altri arriva in sette giorni, a me arriva in due mesi, quando faccio una pratica per un qualcosa, ecco che mi capita di doverla fare andare avanti così lentamente. Mi preoccupo per questo, perché so che papà alla fine del mese non sarà più dall’Ingegnere, e perciò a voi farebbero comodo tutti gli arretrati e ogni mese lo stipendio.

Quando ve lo daranno, farò fare una dichiarazione dalla Ditta, con la quale si dichiara che se fossi ora a casa, avendo compiuto 22 anni, dovrei percepire uno stipendio maggiore di quello che mi daranno. Così si potrà avere un aumento.

Intanto mi raccomando di far quello che ancora potete per ottenerlo.

Io sto bene come al solito: Mangio tanto, e mi basta appena la razione giornaliera che agli altri è sufficiente, data la grande capacità del mio capace stomaco. E voi ? State sempre bene?

Non badate se in questa lettera ho scritto più strafalcioni che cose giuste, ma non so che cosa ho in corpo oggi. Forse il sonno derivante dal mangiare copioso. Abbiate tanti baci cari e saluti dal vostro Dino

P.S. Da Teresina ancora niente.

1 Ex datore di lavoro di Dino

2  Ex datore di lavoro di Dino alla cava di S.Ambrogio di Torino

3 Soprannome di Felice Giuseppe Ferrero, fratello di Luigi, padre di Dino

4 Margherita Marmo, moglie di Felice Giuseppe Ferrero

5 Amico di Dino

6 Donna greca già citata nella lettera del 20/09/1941

27 febbraio 1942

li 27.2.42

Carissimi,

vi scrivo dopo tre giorni che non lo faccio, e mi vergogno di questo. Ma non è tutta colpa mia questo, perché la sera vi è sempre qualcosa che mi fa impazzire. Tre sere fa, il lavoro di fine mese, gli stipendi, e il mucchio di corrispondenza, che essendo io a sbrigarla, mi dà da fare, anche con il protocollo e archivio.

Ieri sera poi me ne è capitata una bella. Noi siamo abituati a fare degli scherzi, che alle volte sono brutti come quello fattomi ieri sera. Finora non mi avevano pescato, ma ieri! La ho pagata per tutte! Ieri sono arrivati dei carri di pacchi, di quelli che dal Dicembre sono in viaggio, e io tutto contento, pensavo di avere anche il mio. Verso le sette di sera, mi hanno chiamato gli amici della posta, e mi hanno consegnato il pacco. Ma la calligrafia non mi pareva la vostra. Certo che dalla gioia non sono stato a guardare. E poi era timbrato a Torino, e chiuso con il piombo e la ceralacca della posta di Torino. Quando lo ho aperto, conteneva calze vecchie, carta, e tante straccerie che servivano a tenerlo pieno. Allora tutti gli altri a ridere ! Io ho riso pure, ma sentivo in gola un nodo; potete immaginare che delusione! Il pacco me lo hanno confezionato bene, al fine di farmi credere che fosse realmente arrivato.

Ma domani dovrebbero arrivarne altri, e quindi spero sempre.

Siamo ormai alla fine di febbraio, e penso alla fine di marzo, perché papà va via dalla cava. Gli hanno promesso qualcosa alla Bosio1?

Nell’altra lettera vi dicevo di mandarmene un’altra di richiesta stipendio, compilata da voi, al fine di avere i dati giusti.

Forse….. il primo pacco vi sarà già arrivato. Come sono in ansia?

Dal “Popolo delle Alpi2” ho appreso la morte di una Pralotto3 di Alpignano. E’ forse la merciaia?

Qui il bel tempo continua a darci delle giornate calde, e noi andiamo in terrazza (dalla quale si domina la città) a guardare le bellezze greche con potenti binocoli!! Che ve ne pare? Un modo come un altro per passare il tempo.

Attendo vostre nuove, perché l’aerea da tre gg. non arriva, e domani sarà qui indubbiamente.

Di Teresina nessuna nuova. Spero potervi sapere presto in ottime condizioni di salute, e vi invio tanti baci cari.

vostro Dino

1 Ditta a cui Dino ha già fatto riferimento in precedenti lettere.

2 Settimanale “Foglio d’ordini della federazione dei fasci di combattimento di Torino.

3 Probabilmente un’ ascendente dell’omonima famiglia che ancor oggi gestisce un’attività commerciale ad Alpignano.

26 dicembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art.
POSTA MILITARE 29/P
P.M. 26.12.41

Ieri ho passato un bellissimo Natale. Eravamo in nove e avevamo undici galline arrosto al forno. Poi il dolce alla crema, gli aranci, due latte di quelle di petrolio piene di vino, cioccolato datoci col rancio. Siamo stati in compagnia e si è mangiato a più non posso. Non ne potevo proprio più. E oggi mi sentivo ancora i polli andare su e giù.

E voi? Mi auguro che non abbiate passato un cattivo Natale. Vi ho pensato tanto, e spero che non sia mancata l’allegria. Ho ricevuto il vaglia di £ 100, e vi ringrazio tanto tanto. Appena rimetterò a posto i miei svariati debiti, ve le restituirò. Per ora sto bene sia come salute che come filus (???). L’olio non lo ho ancora avuto ma domani ammazzo qualcuno per averlo. Il pacco non mi è ancora giunto. Ma non tarderà.

Vi bacio tanto e vi auguro buon anno con la speranza di potervi presto riabbracciare. Vostro Dino

14 novembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art. “Cagliari”
POSTA MILITARE 29/P
Tripolis 14.11.41

Ieri sera sono stato invitato dall’interprete, che è un maestro di musica e suona tutti gli strumenti.

Anche la sorella suona, e ci ha fatto sentire tante belle canzoni anche cantate, e canta bene. poi abbiamo ballato. Mi è parso di essere a casa in quelle sere di festa.

Oggi è stata una giornata piovosa, e sono stato qui in ufficio.

Stò bene, e vi ricordo sempre con tanto affetto. Bacioni cari Dino

4 novembre 1942

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art. “Cagliari”
POSTA MILITARE 29/P

Tripolis 4.11.41 – XX Dicembre s’avvicina!!!

Da tre giorni sono senza vs. nuove. Ciò è dato dal cattivo tempo, che ostacola l’aerea. Domani sicuramente riceverò. Vi faccio presente che la dichiarazione firmata ve la ho già inviata da due giorni. Il giorno 2 sono andato al cimitero a visitare alcuni camerati morti, nel piccolo cimiterino allestito per noi. Così solo, ho fatto una cosa che il mio cuore mi diceva di fare verso i compagni che riposano il sonno degli eroi. E voi pure siete stati al cimitero?

Ho ricevuto una breve lettera dallo zio Peppino1 in risposta alla mia e alla fotografia. La mia fotografia a Porta Nuova è molto bella, peccato che ho il muso lungo!

Ricevete tanti cari baci dal vostro Dino

1 Fratello di Luigi, padre di Dino.

31 ottobre 1941

P.M.29/P 31.10.41

Carissimo papà,

Rispondo, se pure con due giorni di ritardo, alla tua lettera.

Se sto un pochino in arretrato, e perché scrivo a tutti, ed alle volte non ho molto tempo a disposizione. Ma tu però mi capisci, e attendi con pazienza.

In certi momenti della giornata, mentre sono al lavoro, mi sembra di essere in quell’ufficio, là in cava, ed alzando la testa, mi sembra di doverti vedere come una volta, là all’altro tavolo; ma purtroppo è una triste illusione.

Vorrei poter aiutarti, essere con te, per fare tutto io, affinché tu riposassi, e non sarebbero niente anche le ore notturne per me. Il pirata gamba di legno lo vedi sempre? E le docce panoramiche… all’Hotel del Moncenisio, funzionano tuttora? Credo che con il primo freddo, metterai dei tizzoni accesi, che in fine sono l’equivalente dell’acqua…d’inverno!

Ho appreso che Romitelli1 doveva venire a Torino, e che poi non s’è visto. Si vede che ha ritardato a partire. Ma pure lui verrà ne sono certo.

Non mi hai ancora detto se hai ricevuto la lettera nella quale ti chiedevo se vuoi la macchina accendisigari, di quelle che premendo da un lato, si accendono aprendosi, e lasciando, si chiudono spegnendosi. Mandami a dire, che non costano molto care.

E Mario2, come sta? Ho scritto a lui e alla signora, ma finora niente! E come stà Marisa3?

Salutali tanto, e… la sorella della signora.

E la cava? Andrà avanti a tentoni, ma l’essenziale è che stia in piedi.

Mi raccomando, che appena ti perverrà il documento completato, tu me lo porti dove di ragione, per far sì che ti diano quello che spetta.

Io vorrei comprare qui della stoffa per farmi un abito, ma costa molto.

Appena piglierò quel che rimane da prendere della passata decade, ti manderò a casa una ventina di lire.

Mi dovreste fare il piacere di mandarmi cinque pacchetti di Mentola. Due sono per me, e tre per il nostro interprete, che me li pagherà regolarmente. E grazie caro papà.

Pensa che forse oggi, forse domani, arriverà in aereo a Roma Teresina, e io non posso andarvi! ma a Natale! Ormai mi è stato confermato. Anche se non puoi scrivere molto, non farci caso. Basta la firma per far si che il mio caro papà sia qui presente, come sempre è assieme alla mammina, e alle matrone.

Ti mando tanti cari baci e pensieri. Con affetto Dino

1 Conoscente di Dino

2 Conoscente di Dino

3 Conoscente di Dino

27 ottobre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art. “Cagliari”
POSTA MILITARE 29/P

P.M.29/P 27.10.41-XIX

Carissimi,

Finalmente, dopo tre e più mesi, ho ricevuto una lunga lettera. E mi dice che ha aspettato tanto per provarmi. Che divertimento, vero? Intanto verrà a Roma alla fine del mese, e mi chiede se potrò andare a trovarla. Se venisse su da voi sareste contenti? Spero di poter venire per i primi dell’anno.

Ricevete tanti cari bacioni dal vostro Dino che sempre vi ricorda con affetto.

9 ottobre 1941

Carissimi,

Solo stasera torno dal paese delle orgie. Sono quattro giorni che sono partito di qui, e questa volta non posso dire che lo spostamento sia stato noioso. Lunedì dunque, alle undici, io e il mio tenente abbiamo preso la littorina, e a gran velocità ci siamo involati verso Atene per servizio. Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, e siamo andati a cercare ricovero per la notte. Io in un Hotel, il tenente in un altro. Ad Atene, i soldati di passaggio, non sono ospitati al comando tappa come altrove: Vi sono gli appositi alberghi, e il tutto a gratis. Cosicché ho avuto per tre sere la mia bella cameretta con lenzuola e lettino morbido.

In questa città si è sempre in festa. Gente che canta di qua, gente che canta di là, e la sera, anche per tutta la notte, danze e musica. Molte canzoni italiane si suonano, e gli italiani sono ben visti per la loro bontà.

Io sono stato al cinema, e poi ero stanco, quindi sono andato a dormire.

Martedì mi sono alzato alle 6 del mattino, e, avendo la giornata libera, sono andato a zonzo per la città, ad ammirarne le antichità.

Sono montato all’Acropoli, ed ho fatto fotografie che domani porto a sviluppare e vi manderò.

Intanto ve ne mando una fatta istantanea, vi piace? Un rudere! Nello sfondo le bandiere dell’asse e della nazione vinta.

Vedrete in quelle che vi manderò che sono con dei camerati tedeschi, molto bravi amici, i quali la invierò pure.

Atene, è una città come Torino e Milano, con bei palazzi, che però non si vedono più all’infuori delle vie del centro, e vengono sostituite, all’infuori di esso, da case piccole a pianterreno.

Dunque, mi sono divertito, e andrò ancora, anche perché una ragazza, che aveva la finestra davanti alla mia mi disse che gli italiani le erano simpatici e io in massimo grado. Tanto per dirne una, è una studentessa del ginnasio (quindi esercizio di lingua francese, e perciò di giovamento) poi ha detto che mi manderà una foto ed ha voluto per forza il mio indirizzo.

Oggi quindi sono rientrato, e sono contento di aver visto tante antichità, che in un prossimo domani vi racconterò.

Ho ricevuto la vostra lettera in cui mi dite di aver ricevuto la prima mia. A quest’ora avrete le altre e il documento che mancava.

Sono contento che stiate bene, e non preoccupatevi se ogni tanto dovete stare in guardia per 4 ore e ½, tutto passa, anche gli inglesi, e il giorno che saranno passati non torneranno mai più.

Anch’io lunedì sono stato svegliato per tre ore dalle 24, ma non ci ho fatto gran che caso.

Sperando che con questa mia vi troverò ancora bene, vi bacio con tanto affetto.

vostro Dino

Ho ricevuto tutto da Viali1.

Ho bisogno di nulla per il momento, grazie caro papalino

1 Amico di Dino