23 novembre 1942 – 1

ALLA SIGNORA FERRERO
EDVIGE
VIA P.UMBERTO N. 28
(Torino) ALPIGNANO

Mittente
CAP.MAGG.FERRERO DINO
COM.59° RGT.ART.D.F.”CAGLIARI”
Uff.Amministraz.
POSTA MILITARE 29
P.M.29 li, 23-11-42

Cara mamma,

Anche oggi ti scrivo, per farti sapere sempre le mie condizioni di salute. sto sempre ottimamente bene, e sono contento di sapervi tutti nelle mie condizioni.

Ieri ho scritto una lettera, e da ora in avanti, giornalmente scriverò una cartolina in franchigia, così non state in pensiero per me, e ricevete giornalmente.

Questa sera tanto per cambiare andrò al cinema a rivedere “melodie eterne“, e passerò così meno solo la serata. ti invio i miei baci più cari.

Dino

22 novembre 1942

P.M.29 li, 22 novembre 1942/XXI

Carissimi,

Oggi è nuovamente domenica, e io scrivo di buona mattina, per far sì che oggi con la posta parta questa mia. E’ una bellissima giornata oggi e promette una bellissima passeggiata verso mezzogiorno. A mezzogiorno, dopo mangiato, vado sempre a fare due passi, che sostituiscono quelli serali che non si possono fare più a causa del fresco. Ieri sera sono andato a vedere il film italiano “Melodie Eterne” con Gino Cervi, e mi sono svagato un poco. In questi ultimi tempi sono un poco nervoso a causa del pensiero che mi assilla della prossima (o meno) licenza. Tutto lascia a prevedere che verrò, ma sono sempre scettico fino al momento della mia partenza. Ancora l’altro ieri, tornato l’Aiutante Maggiore dalla licenza, davanti a tutti mi chiese: E allora quando ti manderemo in licenza ? Presto! Dunque tutto sarebbe per il meglio, ma bisogna considerare che qui siamo molto distanti da casa, e non sempre si trova il mezzo di avere in stazione una tradotta pronta per me. Vuol dire che non illudendosi molto, se verrò sarà più bello, no?

Stanotte tanto per cambiare, ho sognato che mi davano la licenza per Natale, ma che la rifiutavo, perché dicevo che la preferivo per Pasqua. Sono rimasto male quando mi sono svegliato, perché mi sono trovato nel mio lettino. Male, e bene, perché non ho rifiutato nessuna licenza, che quando verrà, e in qualunque tempo, sarà ben accolta. Ho saputo della venuta di Davy1 da voi, e ho ricevuto anche la cartolina di Alpignano con la sua firma. Se ripasserà, (come è certo) dategli pure l’orologio, che tanto probabilmente verrà prima che io parta, e così potrò venire in licenza con l’ora e calcolare tutto il tempo impiegato a giungere a casa.

Mi rincresce che i pacchi da due chili siano nuovamente fermi. Spero però che i due o tre che ho già in viaggio, arrivino per tempo al fine di fare loro festa.

Durante questi ultimi tempi, ho sentito dei bombardamenti di Torino ad opera dei bestiali inglesi, e spero che la nonna sarà al sicuro. Ogni volta che sento di bombardamenti di città nostre, mi sento una spina nel cuore: Mi sembra impossibile che debbano venire colpite le abitazioni, i monumenti, tutto ciò che con la guerra non ha niente a che vedere. Ma la reazione, quando verrà, sarà terribilmente vendicativa. E’ la guerra, d’altra parte, e bisogna considerare che si combatte per la vita o per la morte. La morte non verrà, perché il nostro popolo ha saputo sempre vivere nei secoli, e se le nostre case sono danneggiate, risorgeranno più belle e più forti di prima.

Ho saputo dell’invio del pacco di Natale da parte di mamma, e la ringrazio proprio molto. Sono ansioso di riceverlo, e di fare festa. Il mio, che dovrebbe essere quasi arrivato, mi direte poi in che condizioni lo troverete. In questi giorni sto compilando le distinte dei vaglia del Reggimento, come al solito, e oggi spero di poterle finire. Così mi troverò libero per poter fare la solita gita per prendere fondi. Forse è la ultima di quest’anno, visto che dovrei venire in licenza. D’altro non ho da dire di importante. Sto tanto bene, e ricambio i saluti che avete mandato a Giovannitti2 e Durando3. Vi mando tanti bacioni cari e abbracci senza fine.

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Amico di Dino

3 Amico di Dino

11 novembre 1942

P.M.29 li, 11 novembre 1942

Carissimi,

ho ricevuto ieri tre lettere vostre. Non posso dirvi la gioia che mi hanno arrecato, massimamente quella di mamma, dove apprendo che vi hanno corrisposto ancora lo stipendio, con gli arretrati. Era questa la notizia che aspettavo con più ansia, e finalmente è giunta. Sono contento, e mi sbrigo a mandarvi la dichiarazione alla data del 1° dicembre, come richiesto. Vi arriverà in tempo, e se mai se aveste bisogno di altro potrei ancora essere in tempo per la data giusta. Mi ha fatto piacere sapere che mi avete spedito le lattine per l’olio. Ora fra poco dovrebbe essere finita la molitura delle olive, e con un poco di buona fortuna potrei avere la possibilità di mandarvi dell’olio. Vi ringrazio del pacco che mi avete confezionato con la pila, e tutto quanto richiestovi. Ne ho proprio bisogno, e quando mi arriverà, ve ne darò notizia.

Ho avuto anche la cartolina da Bardonecchia, e due di Alpignano.

Riguardo alla lettera di Teresina, che vi ho inviato, ho risposto come ha detto mamma, e poi è la maniera giusta. Non sono ancora stupido al punto da fare il loro gioco. E poi se non ci tiene a venirmi a trovare, non posso mica perdere dei giorni preziosi di licenza per andare al suo paese isolato fra i monti dell’Appennino.

Alla fine del mese scorso, vi feci un vaglia corrispondente ai 5/6 della paga percepita, equivalente a lire 310,= Lo avete già ricevuto? Spero di si. Ho pure inviato una cassetta per le sorelline e per mamma, che credo papà non rinuncerà di mangiare, contenente uva passa e fichi. Era tutto quanto potevo mandarvi di qui, essendo i due prodotti che più abbondano sul mercato.

La bella Lucia ricambia i saluti, che le ho espresso ieri, incontrandola per combinazione in piazza. Ora fa freddo, e non si ha possibilità di uscire altro che per andare al cinema.

Mi è dispiaciuto che mamma dice che per andare a fare le passeggiate con Lucia lascio indietro anche la corrispondenza, ma che è contenta lo stesso. Invece quando posso e non mi sento stanco, scrivo e lascio pure di uscire. Se non scrivo è proprio perché non posso, e poi non è un lavoro molto lungo scrivere, poi è anche piacevole quando si scrive ai cari. Anch’io provo cosa voglia dire non ricevere quando sto molti giorni senza sapere vostre nuove, e vedo i miei amici che magari hanno ricevuto. Ma questo è dovuto al fatto che non sempre si può scrivere. E perciò quando sento che posso farlo, lo faccio ben volentieri per non farvi attendere nel dubbio. Spero che non dovrete pagare la tassa per questa lettera pesante, e perciò vi aggiungo due francobolli da una lira.

Con tanti baci e abbracci.

Vostro Dino

24 agosto 1942

Carissimi,

Questa mattina mi affretto a scrivervi, per farvi avere i documenti per la corresponsione dello stipendio civile. Ieri li ho avuti, ed oggi, debitamente firmati, partono per Alpignano; spero che per il 28 al più tardi li avrete, così potrete riscuotere lo stipendio.

Io ne ho ricevuto uno solo, che ho compilato, ma ho ritenuto utile di compilarne un secondo, non sapendo se vi servono tutti e due. Fatemi sapere le eventuali urgenti pratiche che dovessi svolgere, che io sono sempre molto interessato affinché non vi manchi questa fonte di aiuto.

Sono alcuni giorni che non scrivo, perché sono diventato un poco matto a causa dei vaglia che si devono fare verso il 22 del mese, e per tre o quattro giorni non finiscono più. Si tratta come sapete di qualche migliaio di essi, e per scriverli tutti in distinta, bisogna sudare sette camicie (se bastassero.) Sono uscito soltanto ieri sera per prendere una boccata di aria fresca, e tanto poi se avessi scritto ieri sera, lo stesso fino a domani mattina non partiva la lettera aerea. Così sono sempre a tempo come avessi scritto ieri.

Forse oggi o domani partirà per rientrare il mio amico Giovannitti1, che mi porterà il vostro pacco. A proposito di pacchi: Oggi sono arrivati alla posta militare i pacchi da due chili (gli ultimi) e spero che domani vi sia anche uno dei miei. Ultimamente (sei o sette giorni) ho ricevuto un pacco contenente una tavoletta di cioccolato, un barattolo di marmellata, le lamette, il sapone per barba, il cioccolato in polvere; credo che l’altro con le spiralette2 sia in viaggio, e sarà probabilmente qui domani.

Io vi ho mandato alla fine della II° quindicina gli importi delle due quindicine di luglio e agosto, per un totale di lire 380.= Lo riceverete ai primi del mese di Settembre, o giù di li. Avrei voluto mandare il regalo a Silvana e Wally, ma non ho potuto per questa volta. Per i due o tre di Settembre spero di poterlo fare, e anche che loro mi perdoneranno se non ho potuto mantenere la parola. Ho qui intanto i due anellini, e aspetto la prima occasione per poterli mandare. Siete contente ? Aspetto anche le misure del dito di mamma, al fine di fare il suo e mandarlo possibilmente con quelli delle sorelline.

Silvana mi chiede se gradisco una fotografia sua con il suo figlioccio: E fa bisogno di dirlo? Ma certamente! e con tutta urgenza.!!

Intanto qui si vive la solita vita. Ha cominciato a fare fresco la sera, mentre di giorno si stà ancora molto bene per calura. Certo che verso la metà di Settembre comincerà il primo fresco, e si dirà addio alla bella estate greca.

Quattro giorno addietro quando sono andato alla passeggiata per l’ultima volta prima di cominciare quel gran lavoro dei vaglia, ho fatto una lunghissima passeggiata con i miei amici, e mi sono proprio divertito tanto. Poi sono andato ieri sera in piazza, dove vi era concerto della nostra banda, e ho passato un ora lieta. Di vostre notizie ne ho ricevute poche in questi ultimi tempi, ma credo che sia dovuto al fatto che vi sarà stato qualche disguido postale, o almeno, suppongo. Spero sempre ardentemente che per Natale…..come promessomi…..e conto i giorni.

Sono a zero di dentifricio e brillantina, e aspetto con ansia Giovannitti, perché devo pulirmi i denti con il sapone da bucato, rendendoli puliti, va bene, ma disgustandomi non poco. Qui un tubetto di dentifricio costa un inezia come 137 lire nostre. Che ve ne pare? Altrettanto dicasi per la brillantina.

Sto sempre in perfetta salute, e con Durando3 passo delle belle serate.

Al rancio mangiamo sempre assieme, e siamo proprio tanto amici. Si parla sovente di voi, e di come si passano le giornate a casa. Che volete! Lui è un novellino di qui, dato che da appena un mese è ritornato, rispetto a me che da ben dodici mesi sono qui.

Da Teresina ancora non ho ricevuto niente (venti giorni) e non scrivo nemmeno, che si aggiusti. E’ oramai una vecchia storia che mi dà noia.

Di altro non avrei da dirvi. Vi raccomando che mi facciate sapere con premura se avrete ancora dell’altro da richiedermi per lo stipendio o per voi. Sono in attesa della vostra risposta. Abbiate intanto tanti baci cari, e pensieri dal vostro

Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Nome in uso ai tempi per indicare i cosiddetti zampironi, incensi formati da polveri compresse di piretro con forma a spirale, che bruciando molto lentamente sprigionano un fumo ad effetto repellente per le zanzare o altri insetti molesti.

3 Amico di Dino

4 giugno 1942

P.M.29 li, 4.6.42 – XX°

Carissimi,

Rispondo solo stasera alla lettera vostra pervenutami ieri, perché non ho potuto scrivervela oggi, a causa del lavoro, e stasera, fino alle 20, perché vi era una partita importantissima in caserma e tutti noi del comando, siamo andati ad assistervi. La nostra squadra di calcio, è la più forte della divisione, e facciamo sempre tanto tifo per i nostri colori.

Nella lettera di ieri, dunque, mamma mi dice che appena prenderà i soldi al dieci del mese, mi manderà un vaglia di cento lire. Non voglio che sia fatto questo vaglia, perché non ne ho bisogno, e poi lo ho già detto che mi bastano i miei soldi per fare quello che debbo, anche per comprare l’olio. E per dimostrarvi che posso, vi ho mandato un vaglia di quattrocento lire, che si spedirà a giorni, dovendoli fare tutti assieme, e che contiene le mie decadi arretrate, che non vi mandai.

Appena sarà partito, ve ne darò avviso, a mezzo cartolina in franchigia. Va bene ? Per l’olio, sono sempre in attesa, e spero sempre che da un momento all’altro mi arrivino le latte, per poterle spedire. Per il momento, dopo che le ho inviate a riempire, non ne ho saputo niente, ma per mezzo del mio ufficiale, farò il sollecito, così presto spero di averle.

Non mandatemi la latta che volete mandare, perché ne trovo lo stesso qui, e poi impiegherebbe tanto tempo ad arrivare, che nello stesso tempo, ne posso trovare dieci. Dunque non fate spese di posta che io trovo, sebbene faticosamente, tutto il necessario.

Ho visto con tanto piacere la nostra nuova radio, dal modello inviatomi nella lettera, e mi piace tanto. E poi è di un modello recentissimo e moderno. Sono tanto contento, e avete saputo scegliere proprio bene.

Con mia lettera spedita giorni addietro, vi dicevo che doveva venire un mio compagno a trovarvi, e che doveva portare un regalino per papà. Non avevo altro al momento della sua partenza che è avvenuta improvvisamente. Vuol dire che cercherò di essere fornito di qualcosa al momento della licenza mia. Ma quando ? Attendiamo.

Oggi è arrivato il camion con dei pacchi, e domani li distribuiranno. Così spero che arriverà qualcosa ancora.

Leggendo nel calendario stasera, ho visto che al ventuno del corr. Mese è S.Luigi. Perciò faccio tanti sentiti auguri al caro papà, e un bel grande bacione.

Ho visto sul giornale “Il Popolo delle Alpi” la fotografia della visita del Segretario Federale di Torino alla Philips, e mi pare di avere riconosciuto in essa Silvana. Si trova in piedi dietro alle operaie, e difficilmente potrò sbagliarmi. E poi in un’altra fotografia si vede il Musiné: Che ricordi ! I tempi in cui si andava con papà, alle quattro di mattina, ai funghi, nell’ormai lontano 1937 ! Voglio però ritornarci, e credo che papà non sia di idea contraria, vero ?

Come siete sempre vicini a me con il pensiero, io pure sono a voi vicino con il mio grande affetto, e vorrei che foste contenti anche se non sono li ad Alpignano, perché vi penso sempre, e un giorno tornerò per essere con voi, e farvi felici.

Termino con l‘inviarvi tanti baci cari, saluti affettuosi, e ancora auguri per il bravo papalino.

Vostro Dino

16 aprile 1942

P.M.29/P. 16 Aprile 1942-XX°

Carissimi,

Oggi ho ricevuto la vostra lettera del 8.4.1942, e come al solito mi ha fatto tanto felice. Motivo principale della mia felicità è il sapere che papà ha avuto assicurazione del suo impiego, ed era questa la mia più grande preoccupazione, dato le difficili condizioni di vita del momento attuale. Ma con grande fortuna e aiuto, aiuto Divino, tutto si sistemerà. Anch’io ho pregato la cara sorellina Isa1 quando seppi del licenziamento di papà. E Lei ci ha aiutati, come sempre.

Sono contento che vi sia arrivata la mia fotografia a mezzo busto, che non posso dire sia benissimo riuscita, ma un poco di come sono, devo confessarlo, vi figuro. La serietà che papà dice essere eccessiva, non ho potuto evitarla, perché sapete bene che in fotografia non sono mai riuscito a fare vedere i denti. Chissà perché, ma tutte le volte che mi faccio fotografare, sono sempre serio. Quando dovrò venire a casa in licenza, ne prenderò una assieme a voi, e allora riderò, siete contenti?

Ho ricevuto posta dalla zia Erminia2, ma le avevo già scritto in precedenza. Domani le risponderò lo stesso. Gli zii li ho già ringraziati del pensiero gentile, e ho pure scritto a Pippo3. Anzi ieri ho ricevuto posta da lui, e stasera gli risponderò.

I pacchi da mezzo chilo, come già sapete, mi sono arrivati, resta però ancora quello da due chili, che non tarderà; al primo convoglio sarà qui. Se vi capitasse di farmene qualche altro, sappiate dirmi se potete mandarmi un poco di latte condensato zuccherato, che sarebbe per me un grandissimo regalo. Forse Formica4 ne avrà ancora, e dicendogli che serve per me, forse vi accontenterà. Qui manca, e allora, mandandomi quello, lo metterò nel caffè alla mattina. E poi se potete, mandatemi la crema per la pelle, per farmi passare tutta la pelle alzata che ho essendo primavera, e tutti siamo nelle medesime condizioni. Ditemi: E il sussidio ve lo danno ancora? Quello sfruttatore di un Ingegnere, che voleva pagare papà Trecento lire al mese, non sa che non abbiamo bisogno della sua carità ? Io, non essendo impiegato, piglio quasi 400 lire al mese. E dunque, cosa pretende ? A proposito : Da oggi sono caporalmaggiore, e percepisco una paga più elevata. Fra qualche mese spero, se tutto andrà come la mia buona condotta vuole, potrei essere sergente. Che passi, vero? Bellich Andrea5 ha ricevuto da giorni la vostra lettera, e, previ accordi con la sorella, stà combinando una ricetta per un dolce di qui, che come espressomi da Valli6 vi manderà.

Qui continua a fare il bel tempo, e si fanno anche delle belle passeggiate, visto pure che il lavoro d’ufficio, da qualche giorno a questa parte ci lascia respiro. Oggi ho ricevuto pure una lettera di quattro pagine della nonna, e le risponderò domani. pensate che l’indirizzo era questo : Caporale – 59° REGGI ARTIGLIERIA D.F.CAGLIARI-Uff.Amm.ne

P.M.29/P.

Mancava il nome, ma per fortuna aveva messo “Uff.Amministrazione” e i miei amici me la hanno data lo stesso la lettera. Povera nonna ! Si vede che la penna non la regge più bene, e ha voluto fare questo sforzo per me, per farmi contento. Le risponderò con una bella lettera. Spero di potervi rivedere presto, e nel contempo vi bacio tanto tanto, con affetto. Vostro

Dino

1 Sorella di Dino, morta all’età di due anni nel 1923

2 Zia di Luigi, padre di Dino

3 Giuseppe Ferrero (1921-2015) cugino di Dino. Una sua ampia intervista è riportata alle pagine 123-125 del libro “Torino è casa nostra, ed. Laterza, 2015, in cui racconta della sua farmacia in piazza Savoia a Torino e di alcuni episodi della seconda guerra mondiale

4 Negoziante di generi alimentari ad Alpignano (TO) nella stessa via in cui abitava la famiglia di Dino

5 Amico di Dino

6 Amico di Dino

27 febbraio 1942

li 27.2.42

Carissimi,

vi scrivo dopo tre giorni che non lo faccio, e mi vergogno di questo. Ma non è tutta colpa mia questo, perché la sera vi è sempre qualcosa che mi fa impazzire. Tre sere fa, il lavoro di fine mese, gli stipendi, e il mucchio di corrispondenza, che essendo io a sbrigarla, mi dà da fare, anche con il protocollo e archivio.

Ieri sera poi me ne è capitata una bella. Noi siamo abituati a fare degli scherzi, che alle volte sono brutti come quello fattomi ieri sera. Finora non mi avevano pescato, ma ieri! La ho pagata per tutte! Ieri sono arrivati dei carri di pacchi, di quelli che dal Dicembre sono in viaggio, e io tutto contento, pensavo di avere anche il mio. Verso le sette di sera, mi hanno chiamato gli amici della posta, e mi hanno consegnato il pacco. Ma la calligrafia non mi pareva la vostra. Certo che dalla gioia non sono stato a guardare. E poi era timbrato a Torino, e chiuso con il piombo e la ceralacca della posta di Torino. Quando lo ho aperto, conteneva calze vecchie, carta, e tante straccerie che servivano a tenerlo pieno. Allora tutti gli altri a ridere ! Io ho riso pure, ma sentivo in gola un nodo; potete immaginare che delusione! Il pacco me lo hanno confezionato bene, al fine di farmi credere che fosse realmente arrivato.

Ma domani dovrebbero arrivarne altri, e quindi spero sempre.

Siamo ormai alla fine di febbraio, e penso alla fine di marzo, perché papà va via dalla cava. Gli hanno promesso qualcosa alla Bosio1?

Nell’altra lettera vi dicevo di mandarmene un’altra di richiesta stipendio, compilata da voi, al fine di avere i dati giusti.

Forse….. il primo pacco vi sarà già arrivato. Come sono in ansia?

Dal “Popolo delle Alpi2” ho appreso la morte di una Pralotto3 di Alpignano. E’ forse la merciaia?

Qui il bel tempo continua a darci delle giornate calde, e noi andiamo in terrazza (dalla quale si domina la città) a guardare le bellezze greche con potenti binocoli!! Che ve ne pare? Un modo come un altro per passare il tempo.

Attendo vostre nuove, perché l’aerea da tre gg. non arriva, e domani sarà qui indubbiamente.

Di Teresina nessuna nuova. Spero potervi sapere presto in ottime condizioni di salute, e vi invio tanti baci cari.

vostro Dino

1 Ditta a cui Dino ha già fatto riferimento in precedenti lettere.

2 Settimanale “Foglio d’ordini della federazione dei fasci di combattimento di Torino.

3 Probabilmente un’ ascendente dell’omonima famiglia che ancor oggi gestisce un’attività commerciale ad Alpignano.

12 febbraio 1942

Posta Militare 29/P. 12 febbraio 1942 XX°

Carissimi,

Oggi sono un poco malconcio, a causa di una operazione chirurgica che mi sono fatto fare.

Da tanto tempo, e lo sapete ,avevo quel dente rotto che si riduceva alla sola radice. Ma quando mangiavo la galletta, e molto spesso quindi ,mi faceva male. Visto che i miei amici in questi ultimi tempi andavano dal dentista che praticava prezzi alla portata di tutte le tasche, mi sono deciso ad andarvi anch’io. Erano le tre del pomeriggio, e in compagnia di un mio amico che pure andava a farsi medicare, mi sono recato dall’odontoiatra (che bella parola!!). Dopo avermi guardato ben bene in bocca, ha detto che doveva levare le radici del molare (due); mi ha fatto l’iniezione, non garantendomi dalle più atroci sofferenze se non mi fossi assoggettato a tale operazione preliminare. E così stasera sono con la gengiva gonfia; ma con la bocca ripulita. Domani andrò ancora per farmi prendere le misure del dente che mi dovrà mettere, e a giorni sarò a posto. Nel contempo mi impiomberà anche il dente guasto (molare).

Per mettermi il nuovo dente mi deve mettere due capsule di metallo colore del cromo; più il dente buono che ha lo stesso colore. Ma non si vedono perché sono in fondo alla bocca. Finalmente posso avere il tempo per salvare la mia bocca da mali maggiori.

In questi giorni dicono che dovrebbero arrivare i pacchi da due chili. Pensate che sono già due mesi!

Ieri poi erano 23 mesi di servizio compiuto con tanto operare, con tanta passione. Ieri è arrivata la posta aerea, con una cartolina di Teresina da Rieti, scritta lo stesso giorno nel quale mi spedì la lettera nella quale mi diceva che era arrabbiata con me. Lo sapevo che era tutto un bluff.

Qui siamo in attesa della compagnia della nostra Divisione proveniente da Kalamata. La compagnia è diretta da un soldato che imita Macario, e potrebbe ben figurare in qualunque teatro d’Italia. E poi comprende un’orchestrina molto affiatata e che suona tante canzoni, che se pure non sono delle più moderne, arrivano fino a Mamma e Macariolita.

I giorni qui sono molto lunghi e pieni di sole. Ogni tanto viene giù qualche goccia, ma il sole ritorna presto a brillare. Fa abbastanza caldo, e la primavera in pieno è vicina.

Quando potrete avere qualche notizia seria sul fatto dello stipendio, mandatemela a dire, che sono in continua attesa.

E i pacchi? Non sono ancora arrivati? Ma non disperate perché presto saranno vostri. Ricordate che sono autorizzati dal Ministero per favorire le famiglie dei combattenti. E’ un premio se vogliamo, perché essendo concesso a noi, ci da modo di alleviare la Patria e i famigliari nel problema della vita.

E col pirata gamba di legno1 come vanno i rapporti? Credo che sia sempre l’usuraio di un tempo. Ma non gli faranno bene i soldi che avrà accumulato in questi anni a profitto dei poveri lavoratori, e senza pensare che erano guadagnati da chi dall’alba al tramonto lavorava nella sua cava assolata e gelata. La Patria non ha bisogno di chi priva i lavoratori della possibilità di fare valere, come nel mio caso, con premura, i diritti. Una cosa è certa, che se non dovessi avere lo stipendio, sarei capace di scrivere a chiunque.

E voi come state? Come va il solito catarro di papà? Le due attrici atlete mietono allori?? E ad Alpignano che si dice? possibile che non vi siano novità?

Scrivo sempre a macchina perché trovo che si fa più bene e in tempo per arrivare a fare la brandina da campo e andare a dormire prima che vada via la luce.

Con tanto affetto vi mando tanti baci cari.

State sempre bene

Vostro Dino

1 Probabilmente il datore di lavoro del padre di Dino

26 dicembre 1941

A Famiglia
Ferrero Luigi
Via P.Umberto 28
(Torino) Alpignano

Mittente
Ferrero Dino
Caporale
Com. 59° Art.
POSTA MILITARE 29/P
P.M. 26.12.41

Ieri ho passato un bellissimo Natale. Eravamo in nove e avevamo undici galline arrosto al forno. Poi il dolce alla crema, gli aranci, due latte di quelle di petrolio piene di vino, cioccolato datoci col rancio. Siamo stati in compagnia e si è mangiato a più non posso. Non ne potevo proprio più. E oggi mi sentivo ancora i polli andare su e giù.

E voi? Mi auguro che non abbiate passato un cattivo Natale. Vi ho pensato tanto, e spero che non sia mancata l’allegria. Ho ricevuto il vaglia di £ 100, e vi ringrazio tanto tanto. Appena rimetterò a posto i miei svariati debiti, ve le restituirò. Per ora sto bene sia come salute che come filus (???). L’olio non lo ho ancora avuto ma domani ammazzo qualcuno per averlo. Il pacco non mi è ancora giunto. Ma non tarderà.

Vi bacio tanto e vi auguro buon anno con la speranza di potervi presto riabbracciare. Vostro Dino