1 luglio 1943

1.7.43

Mia cara nana1,

non ti so descrivere il piacere che mi ha procurato la tua lettera pervenutami oggi, tanto più che da diversi giorni ero privo di vostre buone nuove. Ti ringrazio innanzi tutto di avermi scritto così a lungo di quello che fate voi, delle vostre gite, recite, e… della tua mansione di capo famiglia quando mamma era andata a Rubiana. Immagino l’importanza che ti sei data, e la sottomissione della “giga”2. Brava sorellina, vedo che aumentate di grado, e che presto alla Philips, non avendo un incarico elevato come quello che vi spetta, sarebbero costretti a mandarvi a spasso. Vi raccomando perciò di non aumentare troppo di grado.

Stasera sono stato al cinema a vedere il film “Capitan Tempesta”. Un gran bel filmone. Domani si proietterà “La corona di ferro”, e andrò pure a vederlo. Come vedi non mi mancano gli svaghi.

Io pure faccio la cura del sole, sia pure ridotta, dato che a mezzogiorno preferisco stendermi sul mio lettino e schiacciare un pisolino. Ma sono già abbastanza abbronzato.

Dalle righe che ha scritto mamma apprendo che avete avuto il vaglia di £ 320 di maggio. Bene! Vi raccomando quando mi farete il pacco, di includerci quel poco di sigarette richieste, se vi è possibile. E pure affido alla tua bontà il compito di ricordare di inviarmi poi le copie, come già richiesto, delle fotografie inviatevi. Intanto termino con l’inviarti tanti baci cari, e con te a tutti. Affettuosamente. Dino

1 Soprannome della sorella Silvana

2 Soprannome della sorella Wally

6 giugno 1943

P.M.29, 6 giugno 43

Carissimi,

Oggi è domenica, e quindi vi scrivo, come tutte le domeniche, per tenervi informati della mia probabile partenza. Oggi ancora purtroppo debbo dirvi che non vi è ancora nulla in vista, dato che domani partiranno pochissimi. Aspetterò dunque ancora questa settimana, e domenica prossima potrò ancora dirvi qualcosa di preciso.

Come dettovi nella mia precedente, si tratta di aspettare qualche settimana, e poi verrò, dato che me lo hanno promesso, e so che se dicono una cosa è perché hanno la certezza di mandarmi, e poi non vedo la ragione di non mandarmi. Tutto sta, come dissi, nel vedere se vi sono partenze in settimana. Ieri ho avuto una lettera di mamma, che attendevo, e ne sono stato contento. Vedo da essa che anche voi capite che la mia lunga lontananza è portata da cause di forza maggiore, e che bisogna considerare questo, e che sto compiendo il mio dovere in un luogo lontano e nel quale bisogna che tutti noi siamo vigili e perciò, bisogna che anche voi sappiate questo, e pensandovi, pur soffrendo, siate sicuri che il vostro soldato è con voi, e che se potesse, verrebbe a darvi pace, ma se attende, è perché deve attendere che venga il suo turno, non lontano; tante volte avrei potuto dirvi che ero in procinto di venire a casa, ma sempre mi tenni questo desiderio in cuore, perché sapevo benissimo che avrebbe potuto portarvi a facili illusioni. Ora, se vi dico che verrò presto, è perché ne ho la certezza.

Ho saputo che Mary1 voleva la fotografia mia fatta a Torino in Po, e ho mandato a Wally la negativa, per farla ristampare, così non avrete da privarvi di fotografie mie, e anche io non voglio che ne restiate privi. Domani andrò a fare la solita gita, e cercherò di fare il possibile di immergermi in mare e fare un bel bagno. Passerò certamente una bellissima giornata, dato che il tempo qui è sempre bellissimo, con un sole che spacca le pietre.

Stasera andrò in piazza a sentire la musica, e poi se potrò avere il permesso, anche al cinema. Così passerò bene la serata, e domani ricomincerò la settimana, lietamente. Non state in pensiero per me, perché sto molto bene in salute e non mi manca niente.

Mi mancate solo voi, ma presto non più, e quindi, perché rattristarsi? Ricevete tanti baci cari dal vostro Dino.

1 Amica della sorella Wally

17 aprile 1943

P.M.29 li, 17-4-43

Carissimi,

ho avuto ieri il pacco con la torta, il latte e le caramelle. E’ arrivato, come vedete, con tempo di primato. Sono rimasto molto contento della buonissima torta fatta dalla brava Silvana e del latte e caramelle veramente squisiti.

Non ho parole come ringraziarvi, perché ormai tante volte avete fatto dei simili pacchi, ed ogni volta sono cose sempre più buone che mi inviate, quindi, anche più buone devono essere le mie parole, che purtroppo non arrivano a tanto.

Ieri quindi ho mangiato moltissimo, e mi sono fatto un bel caffélatte con la torta. Che bontà. Era tempo che non la mangiavo, ed anche il latte !

Ho offerto una fetta di essa ai miei amici dell’ufficio e ne sono stati proprio contenti, e mi pregano di ringraziarvi.

Ho saputo che il mio amico cugino di Mary1 dovrebbe essere già ad Atene, dato che sono già arrivati qui quelli partiti verso il sei-sette di questo mese, e lui che è partito il 4 (o almeno credo) non dovrebbe tardare. Lo aspetto con ansia, perché mi deve portare tutta quella buona roba che mi avete inviato, e poi perché mi dirà di come ha passato la licenza, e di come è bella la nostra primavera italiana.

Ieri sera per passare il tempo, sono andato al cinema dove si proiettava una pellicola italiana “senza cielo” con Isa Miranda. E’ un film abbastanza bello, che si svolge in mezzo alla Jungla. In compenso serve oltretutto a fare passare la serata, che altrimenti sarebbe molto lunga.

Nella mia precedente lettera vi avevo detto che se Mary non avesse ricevuto la fotografia mia fatta in terrazza, potevate benissimo dargliela voi, facendo sviluppare le negaè sistemato.

Ho già ricevuto gli auguri di Buona Pasqua, dalla signorina Crotta Olga2. E’ stata abbastanza premurosa, ed io le ho già risposto.

A voi pure ho già inviato gli auguri a mezzo cartolina, e caso mai non li aveste ricevuti, ve li rinnovo, così non andranno perduti.

Termino, perché stamattina ho molto da fare, e perciò vi bacio tanto con affetto.

Vostro Dino

1 Amica della sorella Wally

2 Conoscente di Dino di Alpignano

30 marzo 1943

P.M. 29 li, 30-3-1943

Carissimo papà,

dopo tanto tempo che non lo faccio, voglio scrivere a te solamente, voglio avere un colloquio con te, perché anche tu mi scrivi sovente, ed io, da gran lavoratore, scrivo solamente a tutti voi insieme, e non mai a te solamente. Ogni tanto, però, come stasera, posso farlo, ed allora, molto volentieri mi dedico a questa piacevole bisogna.

Per prima cosa, debbo dirti che mi fa piacere che mangi tante belle insalatine primaverili con l’olio che ti ho mandato io, e che fai scorpacciate di ravanelli e tanti altri ortaggi. Certamente ti farà bene tutto questo, e perciò coraggio !

Ho saputo della tua indisposizione alla mano destra, e mi ha fatto tanto dispiacere questo, ma spero che oramai tutto ti sia passato, per poter lavorare tranquillo, e per non soffrire.

Quel bel tomo che veniva a fare dei danni dove lavori tu, non è poi più venuto ?

A proposito di lavoro: Mi ricordo ogni tanto di mandare i saluti agli amici della cava, o a quelli di S.Ambrogio, e mi rispondono sempre. Mi fa piacere che si ricordano di me, e se verrò presto a casa, andrò a trovarli tutti. Ho in progetto tante belle gite, che poi magari non farò, perché se ne fanno di progetti, quando si deve venire, come feci io quando venni nel ’41, ma poi, tante cose insospettate impediscono di realizzarli. Comunque, vedremo !

In questi giorni sono affacendato moltissimo a causa degli stipendi di fine mese, e dei documenti periodici, ma verso i cinque di aprile tutto si calmerà per due o tre giorni, tanto quanto basta per permettermi di riposare abbastanza, e per scrivervi più sovente. Non sono però mai scontento di questo, perché il mio lavoro lo faccio con bravi compagni, e tutto procede in perfetta armonia, e con la massima speditezza.

Mi ricordo ogni tanto i tempi in cui si facevano gli specchi per il pagamento del cottimo agli operai, o le paghe, e che tu lavoravi alla domenica, per poter terminare il gran lavoro. Come vorrei essere con te per aiutarti, e darti riposo! Alla domenica, anche, perché oramai sono abituato a lavorare anche la festa, sempre, e non mi pare sacrificio. La vita militare insegna molte cose che a casa non si possono apprendere. Insegna anche lo spirito di sapersi sacrificare per un ideale, di essere regolari nel lavoro, come nel riposo, e la vita procede normale, piena di monotonia se vogliamo, ma anche piena di soddisfazioni.

Mi ricordi nella tua lettera precedente, che erano tre anni al dodici marzo che manco da casa. E’ vero; bisogna essere felici di ciò, perché se sono passati tre anni, ne passerà ancora uno o due, ma poi ritornerò a casa, e tu sarai contento. Pensa dovessero ancora passare! Tutto è relativo nella vita, e quello che è passato, ritornerà migliore ancora.

Ogni tanto mi viene un dubbio nella mente: penso che forse quest’anno scade il contratto che avete con il padrone della casa. E’ vero? E poi dove andrete ad abitare? Ditemi qualcosa di preciso, che mi farei piacere.

Mi rincresce che devi coltivare l’orto, e che non sia possibile trovare chi ti aiuta. So che è grande, e che per tenerlo in ordine ci va fatica. Vorrei potere essere io a casa, e lo terrei bene, e verrebbe pieno di ogni grazia di Dio. Se verrò comunque a casa prima dell’inverno, mi fai il favore di dire a mamma, avendo dimenticato di dirglielo nella lettera, che mi ha meravigliato il fatto che le fisarmoniche costino 60 lire, mentre prima costavano dieci. Così avete speso la bellezza di 60 lire per la fisarmonica inviatami? Mi rincresce che vi siate privati di soldi che a voi potevano tornare utili, e devo constatare una volta di più che siete tanto bravi.

La macchinetta che mi hai mandato funziona perfettamente, e mi serve moltissimo, perché qui i fiammiferi costano cari, e poi è molto più comodo accendere dalla macchinetta, che è comoda e piccola.

Non vai più a fare delle scampagnate, o nei boschi su verso Magnetti a cogliere le castagne, o le nocciole, o i funghi alla Perosa1? Desidero tanto andarvi io, e spero che quando verrò, se non avrai altri impedimenti, vi andremo, come quando ero piccolo, e non avevo mai voglia. Però ora ne ho tanto voglia, e ripenso con melanconia a quei giorni quando mi facevi alzare alle quattro, e salivano per il Musinè ad incontrare i raggi del sole nascente. Come vorrei rivedere i bei funghi reali, che raccoglievamo (o compravamo) in quel di Casellette !

E per lo stipendio ? Non si sa ancora niente, o avete già avuto il mandato di riscossione ? Tenetemi informato; mamma nelle due lettere ricevute oggi, non accenna a questo. Penso che probabilmente avrete avuto quanto vi spettava, perché altrimenti mi avrebbe detto che non avete avuto niente, essendo oggi la fine del mese. Spero dunque in bene, e che il ritardo sia causato dal non aver presentato a tempo la dichiarazione del Comando che mi trovo tuttora qui.

Se hai occasione di vedere gli amici di S.Ambrogio, salutameli; e di Romitelli2 non hai saputo più niente ? Saluta anche tanto il Comm. Ainardi3, che ricordo sempre perché era tanto un bravo uomo, e il tuo principale Ing. BERNARDI4 che tanto bene ci ha fatto.

Termino, perché temo che la luce vada via, perché sono già le 22;30.

Ti lascio con l’inviarti tanti bacioni cari, e assicurandoti che sempre ti penso, con tanto affetto, e come te tutti voi, cari, che siete sempre nel mio cuore.

Ciau papalino! Tuo Dino

1 Località di Alpignano che costeggia la ferrovia Torino-Bardonecchia, a cui corrisponde l’attuale via Perosa che inizia dopo il sottopasso pedonale che si trova al termine di via Marconi.

2 Amico di Dino

3 Ex datore di lavoro di Dino

4 Probabilmente un dirigente della ditta Manifattura fratelli Bosio di Sant’Ambrogio dove Luigi, padre di Dino, era stato assunto dopo il licenziamento da parte della ditta Rotunno che gestiva una cava sempre a Sant’Ambrogio

25 marzo 1943

p.m. 29 LI, 25-3-43

Carissimi,

Oggi non ho ricevuto vostra posta, ma ieri ho avuto una lettera di papà e mamma. Quindi, si può dire, ogni giorno ricevo vostra posta, e tutto, come vedo, va bene, eccetto per lo stipendio della Previdenza sociale, che al 20 del mese, non aveva ancora mandato niente. Spero bene che adesso abbia già pagato quanto vi spetta, altrimenti bisognerebbe agire e senza esitazione, perché in queste cose delicatissime, bisogna non indugiare, visto che col denaro non si scherza mai.

Mi auguro dunque, che tutto si sia sistemato, per la tranquillità vostra e mia, e così mese per mese tutto procederà normalmente. Non può darsi che abbiano qualche altra grana con l’Ing. Rotunno1 ? L’altra volta era per questo, e chissà che anche questa volta….

Quello che mi fa piacere, è il sapere che lo stesso giorno nel quale mamma aveva scritto, era arrivato il pacco mio. Non credevo neppure lontanamente che fosse arrivato così celermente, ed è una vera fortuna per voi, così avete per un poco di tempo l’olio necessario. Mi pare, dalla lettera di mamma, di vedere papà entrare in casa la sera; mi pare di vederlo entrare in cucina, e di vederlo guardare il pacco con gli occhi sorpresi. Caro papà. Se potessi avere possibilità di fare di più per voi, lo farei, ma sono anch’io nelle condizioni di fare quel poco che posso, date le condizioni di mancanza di generi alimentari anche qui. Quello che si può mandare (olio) è frutto di lunghe preparazioni per le lattine, la cassetta, e poi per trovare l’olio dopo avere fatti tanti risparmi. L’importante, come dico, è di sapervi contenti e che non vi manchi l’indispensabile per poter preparare il mangiare alle due care sorelline, che immagino, avranno sempre una fame da lupi. E poi anche per darvi, sia pure lievemente un aiuto dal lato finanziario.

Vi ringrazio per il pacco che mamma mi vuole mandare, e che vi raccomando però non deve pesare eccessivamente sul vostro bilancio famigliare, altrimenti non mandatemelo, preferisco così, sono più contento.

Oggi ho ricevuto una lettera di Mary, l’amica di Wally, e mi ha mandato una sua fotografia, che mi ha fatto tanto piacere. Mi ha anche detto che suo cugino, doveva andare da lei, come ho constatato in fondo alla lettera, dalle due righe aggiunte da lui. Dice pure che se avete qualcosa da dargli, lui ben volentieri me la porterà. L’accendisigari di papà funziona a meraviglia, e quando verrò a casa, lo porterò, che probabilmente gli servirà, e poi è un mio ricordo, e voglio che sia conservato da lui. Io qui posso anche perderlo, non si sa mai.! Domani farò, molto probabilmente, delle fotografie, che vi manderò. Sono intanto contento che mamma abbia ricevuto la fotografia al tavolo di lavoro. Non è un capolavoro di arte fotografica, ma in complesso non c’è proprio male, no? Oggi a mezzogiorno abbiamo suonato il grammofono in terrazza, e abbiamo fatto fra noi, qualche giro di danza, ma innocentemente. E’ stato uno svago breve, perché poi siamo riandati in ufficio. Vi era un sole magnifico, e una giornata più che primaverile. Domani sarà ancora una bella giornata così, molto probabilmente, e andrò a passare qualche quarto d’ora a mezzogiorno, al sole. Prego Wally di scrivere a Mary, perché me lo dice ancora. Birbante d’una Giga2, che si dimentica delle amiche, poi brave come quella ! Vi lascio, perché è tardi, e nel lasciarvi, vi bacio tanto, con affetto. Vostro

Dino

1 Proprietario della cava di Sant’Ambrogio dove lavoravano Dino e suo padre Luigi

2 Soprannome della sorella Wally

24 marzo 1943

P.M.29 li, 24-3-43

Carissimi,

Ieri ho ricevuto ancora una lettera di Silvana e Wally, e ho saputo pure da lettera arrivata ad un mio amico, che il pacco che avevo spedito il giorno 20 febbraio, ossia tre giorni prima del mio, era arrivato a destinazione. Ciò può anche significare che il mio, spedito tre giorni dopo, potrebbe essere già in vostre mani. Sono contento di questo, ed attendo vostre nuove al riguardo.

Per quanto riguarda le lettere di Wally e Silvana, e alle quali non ho ancora potuto rispondere, appena potrò farlo, risponderò. Tutto sta nell’attendere un po’ di tempo. Ho saputo che Wally ha scritto a Mary per vedere se suo cugino mi porterà un pacco. Grazie di questo, e sono quasi certo che così avverrà. Vi prego, se vi fosse possibile trovarne, di mandarmi una spazzola per gli abiti, ed una per le scarpe, non roba di lusso, mi raccomando, ma che serva al compito assegnato.

Mi fa piacere sapere che la nonna sta bene, e che si trova in un bel posto in montagna. Finalmente potrà essere tranquilla.

Io vorrei potere venire presto a casa a vedervi, ma come ben sapete devo aspettare il mio turno di licenza, ed allora tutti i miei desideri devo tenerli in cuore, e sperare in bene.

Sempre penso a voi, siatene certi, ed anche quando non posso scrivere sovente, e altre occupazioni mi allontanano da questo mio dovere, il mio pensiero affettuoso vi è sempre vicino, e tutto il mio infinito affetto. Voglio che siate sempre tranquilli riguardo al mio stato attuale. Sono in mezzo a camerati, in luogo tranquillo, e la vita passa normalmente non senza qualche svago e lieta festicciola fatta tra noi. Ieri sera sono per esempio andato al cinema a vedere il film ‘La gerla di papà Martin’, e posso dirvi sinceramente che ho passato due ore di felicità.

Certe sere ci riuniamo tutti qui, e con un grammofono che possiede un mio compagno, suoniamo tante belle canzoni dell’Italia cara, e pare di non essere tanto lontani da voi. Una sera sono andato a sentire la radio in caserma, ‘l’ora del soldato’1 e ho sentito tante belle canzoni. Era molto tempo, a dire il vero, che non sentivo la radio, data la mia lontananza da dove si trova, ma ogni tanto ne sento la mancanza, ed allora la vado a sentire. Pensavo quella sera, che voi foste pure a sentire la stessa musica, e ciò mi pareva tanto bello.

Silvana dice che vuole piantare le dalie nel nostro giardino, e voglio un po’ vedere cosa uscirà fuori. Intanto, quando avrete qualche fotografia fatta nel giardino, e che si vede questo, mi farete tanto contento se me la invierete; è tempo che non ho vostre fotografie ! Alla prima occasione che le farete, me le manderete, vero ?

Lo stipendio ve lo hanno già pagato, per il mese di febbraio? Mamma aveva detto che al dieci non avevano ancora mandato l’ordine di riscuotere.

Vi bacio con tanto affetto, e vi invio anche tanti saluti cari.

Vostro, Dino

1 Programma radiofonico di cui in rete non si trovano informazioni precise

11 marzo 1943

P.M.29 li, 11-3-43

Cara mamma,

ho ricevuto in questo momento la tua lettera di domenica 4 corr., nella quale mi dici di avermi spedito una cartolina da Torino, nella quale mi davi comunicazione della compera dell’impermeabile per me. Mi ha fatto tanto felice questa notizia, perché lo desideravo proprio, e non so come ringraziarti, e con te papà, che certamente è stato uno dei principali artefici, con te, della compera.

Grazie infinite dunque; il solo pensiero che mi preoccupa è il pensare che forse avreste dovuto fare dei sacrifici per me, per comprarmelo, e vi sarete privati di qualcosa voi. Non vorrei assolutamente che fosse così, perché vi voglio sapere sempre con tutto ciò che vi necessita. Non desidero altro che venire presto, e provare l’impermeabile, che certamente sarà bello, perché la mia mamma ha molto gusto, e poi conosce molto bene il suo rampollo per saper cosa scegliere. Sono contento altresì di sapere che questo mese vi pagheranno gli stipendi del mese passato e del mese prima, che era stato in arretrato a causa del mancato invio del certificato. Per la prossima volta provvederò a mandarlo con almeno venti giorni di anticipo, così non avrete ad attendere molto per percepire i soldi.

Mi rincresce quanto mi dici nella lettera, perché vorrei saperti tranquilla, ma abbi pazienza, che tutto passa, e anche le cose che sembrano insolubili troveranno una soluzione.

A questo mondo bisogna avere della filosofia, e solo considerando le cose dal loro lato più tranquillante, si può vederle meno tristi. Con ciò non voglio dire che sia da prendere alla leggera quanto dico, ma voglio saperti lieta come un tempo, e con te, pure papà. Se verrò a casa, voglio farvi felici, per far sì che abbiate a togliere dagli occhi la nuvola di tristezza che purtroppo oggi vi tormenta. Certo che io non vedo di buon occhio la seccante continua presenza, che tu dici, perché amo la mia casa e la sua tranquillità.

Spero però che tutto si sistemerà presto, per il bene mio e vostro.

Oggi è domenica, e andrò a vedere il film “Mamma” che vidi già ieri sera. E’ in versione tedesca, ma lo rivedo volentieri, perché ho assistito alla sua rappresentazione nel ’41 quando venni l’ultima volta a casa, e poi mi sembra di rivederti, perché quando assistevo alla sua proiezione a Rivoli, pensavo a te, cara mamma, che tanto bene ci vuoi, e che faresti tutto per saperci felici. Ma io pure farei qualunque cosa per te e per voi tutti, e lo sai pure. Termino, con il ringraziarti ancora una volta per l’impermeabile, e se non sono curioso, quanto costa?

Baci cari e affettuosità a tutti.

Tuo Dino

3 febbraio 1943

P.M.29 LI, 3-2-43 XXI°

Carissimi,

Ieri ho ricevuto la vostra lettera (anzi le vostre) di Silvana, Mamma e Wally. Erano giorni che le aspettavo ed allora potrete immaginare con che gioia le ho lette. Mi ha fatto tanto piacere il leggere tutto ciò che riguarda voi, seppure ciò che riguarda gli zii non mi abbia reso molto contento, perché vi danno dei dispiaceri, e vorrei che tutto andasse bene, mentre invece, così non è. Sono contento però che voi mi diciate tutta la verità in merito, al fine di tenermi informato. Vorrei sapere se dovrete pagare il loro affitto. E’ una semplice pretesa quella di volersi fare pagare l’affitto da voi perché sono sfollati. Prima di tutto non possono pretendere questo, che nessuna legge impone, e poi voi, se loro stanno male, siete due volte più in cattive condizioni di loro, di fronte al mondo, perché voi oltre che ad essere i componenti di una famiglia numerosa, avete un figlio alle armi, in zona di operazioni, e potrete sempre accampare dei diritti di fronte a chiunque. Mi rincresce per la povera nonna, che avrei voluto trovare fra noi in licenza, ma se così è meglio, così sia. Spero che nel luogo dove andrà a riposare si troverà più tranquilla, e che ogni dispiacere sia da lei dimenticato negli ultimi suoi giorni, che dovranno essere tranquilli. E poi riguardo alla scrittura che le hanno fatto fare gli zii, riguardo a ciò che possiede, è proprio un gesto da pirati, e tutto andrà male per loro, perché anche voi sapete che…. la farina del diavolo va in crusca….

Quando verrò in licenza, andrò a trovarla dove si trova, rassicuratela, e così la farò contenta. Intanto vi prego di darmi il suo indirizzo, e le scriverò, povera nonnetta !

Mi ricordo ancora quando andavo a trovarli, lei e il nonno, ed ero un ragazzo ancora, e in tutto segreto, come un tesoro, mi regalava cinque lire, frutto di chissà quali sacrifici. E per questo, e per tutto ciò che mi hanno fatto di bene, voglio che sia tranquilla, e che abbia a vivere quietamente i suoi giorni terreni.

Altra cosa che mi ha fatto tanto male, e che è stato il coronamento di tutti i giorni passati nella costernazione, è stato quanto riguardava ciò che mamma ha pensato della presa di Tripoli da parte del nemico. Anch’io ho appreso la notizia con tristezza, ma mi ero fatto sempre forza, perché so che le nostre armi ritorneranno la, e che sarà nostra, per sempre, perché anche il Duce ieri lo ha detto. Ma, che volete, anche il calice dell’amarezza, quando è colmo trabocca, e così mi è accaduto. Mi è parso, al leggere la lettera di mamma, di ritornare alla mia lontana infanzia, quando eravamo tutti là, e pur tra momenti poco lieti, si era felici, felici della nostra vita semplice, o felici fra persone amiche. Ora tutti quei luoghi, che pure ci sembrano tanto lontani nel tempo, ritornano alla mente, e ritorna alla mente pure tutto il nostro passato. Mi pare impossibile che i luoghi tanto cari a me e a noi tutti, e ad ogni italiano che sia tale, debbano essere, sia pure per breve tempo, del nemico. Dai campi della Bu Meliana, al cimitero di Suk el Giumaa, certamente la terra freme di impazienza, freme di ansia nell’attesa dei fratelli migliori che debbono andare a issare il tricolore sulla terra che vide il sacrificio di tanti uomini. Mi dispiace immensamente questo, e le parole di mamma mi hanno dato tanta malinconia, che dura a passarmi, e mi hanno dato anche delle lacrime, che erano già da molti giorni sugli occhi.

Di Teresina, non so più niente, e non mi ha scritto più. Non so il suo indirizzo nuovo, e perciò gli auguri di buon Natale che avevo mandato a Rieti, mi sono ritornati indietro. Caso mai aveste il suo nuovo indirizzo, ditemelo, che non si sa mai, in caso di venuta in Italia, non dovessi avvertirla, anche per vedere cosa deciderebbe.!!!

Ieri sera sono andato a vedere il film italiano “I due misantropi” che mi è piaciuto moltissimo. Al cinema dei giardinetti invece si proietta il film “I miserabili” che avevo già visto a Tripoli anni addietro. E’ un film parlato in francese, ma molto lungo (due sere) e poi è noioso, anche perché non mi piace vedere nient’altro che gente che tosse e tubercolotici. Domani sera andrò a vedere Vallace Beery in un film di Cow Boys, e credo mi piacerà più che quel film. Ultimamente hanno fatto “Honolulu”, un film americano con Gary Cooper. Ma debbo dirvelo in confidenza, preferisco i nostri film; che hanno più brio, e sono più ben studiati. Gli stessi greci dicono che non hanno visto finora film belli e così perfetti come i nostri.

Finora non mi avete ancora detto se avete ricevuto il vaglia delle 200.=(duecento) lire pari a tante mandatemi dallo zio Peppino1 e che vi ho girato, e spero che ne saprò presto qualcosa. Poi vorrei sapere quando dovrei mandare la dichiarazione trimestrale per lo stipendio civile. Questo anche perché non si sa mai, se dovessi venire per Aprile in licenza, e non avessi avuto il tempo di farlo perché non mi avete detto niente. Perciò, alla prima lettera che mi manderete, ditemi con precisione per quando devo mandarvelo, e con che data. Se non vedete Pautasso2, o non avete occasione di trovare altri a casa, non preoccupatevi, perché vuol dire che verrà qualcuno, e tenete li la roba, e so perché vi do questo consiglio. Vuol dire che la fisarmonica a fiato e tutto il resto, le prenderà un alpignanese che dovrebbe venire presto, e che vi manderò. Va bene?

Intanto ringrazio Silvana e Wally per le letterine, e prometto che se domani avrò del tempo disponibile, scriverò anch’io, e così le farò contente. A Wally debbo dire che Mary3 mi ha scritto e ha ricevuto ieri, e mi dice che le ha già scritto due volte, ma senza risultato. Dice: Forse Wally ha un’altra amica, e perciò vi prego di sollecitare un suo scritto. Spero che la Giga4 vorrà accontentarla, e così farà fare bella figura a me, che figuro come il principale artefice della risposta sua.

Della lattina dell’olio, che ho mandato a riempire giorni addietro, non ho ancora avuto risposta. Sono però in attesa di tutto, e credo che non dovrebbe tardare. Abbiate pazienza, e vedrete che se avete aspettato un poco di più, avrete anche dell’olio migliore.

Al pacco, se vi sarà spazio, vi accluderò due pezzi di sapone che ho risparmiato io, in due mesi o tre di economie, e che è molto buono. Intanto, come dettovi, abbiate pazienza.

Ringraziate tutti coloro che mi ricordano, e particolarmente il Cav. Gagliardi5. Dalla Signora Dotto6 ho ricevuto, una cartolina, e io però le avevo scritto gli auguri prima. E così dagli altri. Si vede che si ricordano di me, ma bisogna dare il pungolo dell’iniziativa mia, altrimenti…..

Qui il tempo è ancora al bello, e fa caldo di giorno, tanto che non resisto in ufficio, con la stufa accesa, e sono obbligato ad andare a fare una passeggiata ogni mezzogiorno, tanto più che vi è sempre un sole meraviglioso, e sembra di primavera. Anzi si potrebbe dire di essere di primavera, se nonché bisogna andare cauti in questo. Quest’anno, sembra che l’inverno non si faccia vivo, eccetto qualche spruzzatina di neve, che è venuta solo per ricordare che esiste anche lei. E’ meglio così, anche perché l’inverno è sofferenza per la gente povera, e un impedimento alle giornate di vita all’aperto.

Di altro non avrei da dirvi, se non che sto sempre ottimamente bene, e ingrasso continuamente. Mi rincresce questo, e tutti mi dicono che sono uno sbafone. Che ci posso fare se mangio le razioni come tutti gli altri, e ingrasso per il troppo stare a questo tavolino. Vuol dire che quando sarò a casa, con un po’ di giorni di vita all’aria aperta, e qualche scorrazzata in bicicletta, tutto andrà via. Vi penso sempre, e sono contento che quest’anno nemmeno la solita tosse a papà non sia venuta. E’ segno che con l’andar del tempo ci abituiamo a tutto, e si sopporta meglio il male. Abbiate tanti baci cari, e abbracci dal vostro.

Dino

7 Sono da Fausta e poi al Dopolavoro a prendere Wally. Ho speso 107.50 £ 43 al netto
2 p. pantaloni
2 sottovesti
1 ventaglio
9 copribusti
1 golfo blu
13 p. calze
1 reggiseno
2 p. mutandine nero e carne

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi

2 Amico di Dino

3 Amica di Wally e Dino

4  Soprannome della sorella Wally

5 Segretario del fascio di Alpignano

6 Amica di famiglia

7 Appunti a mano sul retro della lettera (probabilmente della mamma di Dino).

28 gennaio 1943

P.N.29 li, 28-1-43

Carissimi,

questa sera sono di servizio, e vi scrivo, per rispondere anche alle vostre due ultime lettere ricevute. Per prima cosa debbo dire che le lettere dove mi si dava ricevuta dei vaglia, le ho ricevute tutte, ma ripetevo la domanda, non ricordandomi bene. ora sono tranquillo. Poi ho letto del trattamento riservato alla nonna dagli zii, e mi ha fatto molto male questo, perché sembrava che avessero cominciato ad agire meglio nei riguardi dei parenti. Si vede che pensano sempre male delle azioni che fanno gli altri, se hanno pensato che mamma potesse interessarsi della nonna, al solo scopo di carpire loro le poche sostanze che possiede. Siamo poveri come tanti oggi, ma abbiamo tanta ricchezza morale da farne a meno dei quattro soldi di una povera vecchia. Io non so proprio capacitarmi come si possa pensare cosi.

Ho ricevuto anche la cartolina di Pinuccia1 da Castello di Annone, che mamma aveva unito nella lettera. Povera Pinuccia! Crede che io sia in licenza, mentre sono ancora qui. E’ sempre stata tanto brava con me, e se venissi a casa, andrei di certo a trovarla. Ti ricordi mamma, quando abitavamo in borgo S. Paolo, e mi dicevi, quando uscivo, che andavo a trovare la sartina? Andavo semplicemente a Trovare Pinuccia. Ma ora i tempi sono cambiati e ognuno ha cambiato anche idea. Ciò non toglie che mi scriva sempre e abbia tanto affetto per me. Vi ringrazio per intanto di avermi mandato la lettera, perché mi erano ritornati gli auguri di buon anno fattile, e credevo che fosse accaduto qualcosa.

Giovannitti2 vi saluta tutti, così Lucia3, che ho visto dopo ben quattro mesi. La vita qui prosegue come al solito fra ufficio e letto, ma non posso dire di stare male. Anzi ogni tanto vi è qualche film italiano. Ultimamente hanno dato Villa da vendere, e mi è piaciuto moltissimo, era interpretato da Vera Carmi e Amedeo Nazzari. Giorni addietro avrei dovuto andare ad Atene per servizio, e lo speravo proprio, perché su venti cinema almeno sedici proiettano film italiani, ma alla fine è andato un altro al mio posto, e ho dovuto rinunciare. Stasera in ufficio vi è una luce fortissima, perché ho comprato una lampadina da cento candele, e così si può lavorare meglio. Fa un bel caldo, e la notte, lasciato il letto nell’altra stanza, dormo di fianco alla stufa, e fino la mattina sto bene. La notte scorsa è venuta la seconda nevicata, e tutto si è gelato istantaneamente. Avreste dovuto vedere nella piazza qui davanti che slittate la mattina! Più di una persona è andata a terra.

Giorni addietro ho avuto anch’io la notizia della caduta di Tripoli, che dopo tanto combattere, ha dovuto essere evacuata! Mi ha fatto impressione, perché mi pare che siano andati in casa mia i nemici. Dopo tanti anni di vita laggiù! Ma ritorneremo, siatene certi, e allora sarà più bello, la ameremo di più la nostra cara città lontana, allora impareremo che attraverso la sofferenza, si apprezza maggiormente ciò che ci è negato. Voglio che siate sempre bene, perché così sono felice.

Oggi doveva arrivare la latta piena di olio, e non appena la avrò, mi farò premura di mandarvela. E’ questione di giorni. Intanto aspetto la conferma del vaglia di lire 200 speditovi ultimamente. Domani la posta militare spedirà l’ultimo di 320 lire, della decade di Gennaio. Vi ho spedito già anche il modello per il pacco che mi spedirete in Febbraio.

Sto sempre ottimamente bene, e vi penso con tanto affetto.

Ricevete tanti bacioni cari, a mille.

Vostro Dino

1 Amica di famiglia, probabilmente di età avanzata e di idee non propriamente fasciste, da quanto è possibile desumere dal contenuto della lettera.

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra.

3 Ragazza di Tripolis.

18 gennaio 1943

P.M.29 li, 18-1-43

Carissimi,

Stamattina appena alzato vi scrivo, per averne il tempo; prima di cominciare le operazioni della giornata che nei prossimi due o tre giorni saranno molte e noiose, dovendosi fare le distinte dei vaglia e gli stipendi ufficiali, nonché i premi di licenza agli stessi.

Vi scrivo stamattina per farvi sapere che giorni addietro vi ho mandato un vaglia di lire duecento pari a tante inviatemi dallo zio Peppino1 per il Natale. Mi farete piacere se mi darete ricevuta delle stesse. Verso la fine del mese vi spedirò il vaglia delle mie competenze del mese di Gennaio, che ammonterà a trecento lire o giù di li, come le altre volte.

Allegato a questa lettera mando il modello per l’invio del pacco, e lo ho fatto valevole per il mese di Febbraio, così avrete il tempo per confezionarlo e con tutta calma. Vi ho mandato il modulo, perché mi avevate detto che lo aspettavate per mandarmi della roba, e probabilmente lo attendete. Per le prossime volte, quando avrete da mandarmi qualcosa, ditemelo, che io vi manderò per il mese che vi occorre, il modulo. Vi prego però di non dovere fare dei sacrifici per mandarmi il pacco, perché so che non si trova in commercio molto, e quindi, anche voi non avrete delle risorse molto vaste. Nel prossimo pacco, se volete potete mettere anche la fisarmonica se la avete trovata, e in caso contrario la farò comprare a Milano da un mio amico che è partito l’altro ieri, e gli farò poi il vaglia a casa.

Ho ricevuto tutti e due i pacchi vostri ultimi, e anche quello con le lattine. Vi manderò l’olio a giorni, perché ora una lattina, la più grande, è partita per essere empita. Non è una cosa facile trovare l’olio, e per trovarlo bisogna fare dei cambi. Questa volta ho dato la mia macchinetta accendisigari ad un mio compagno, che in cambio mi ha procurato l’olio, ma solo nella lattina grande. Per la piccola, ve la manderò non appena prenderò l’assegno integrativo di operazione che è formato da soldi che si possono spendere solo qui, e comprerò il chilo o due di olio che manca. Intanto sono in cerca di una cassa di legno per fare la cassetta per la spedizione, ma finora nulla. La troverò certamente nei prossimi giorni. E poi devo aspettare il turno per la spedizione, perché non si possono spedire a piacimento pacchi, ma quando è venuto il turno. Ma il più è fatto, e spero che presto possiate avere quanto vi necessita. Spero di potere aggiungere anche un poco di sapone, che vi potrà servire molto, e che ho racimolato durante molti mesi dalla mia spettanza. Se volete, potete dare pure il pacco al mio amico Bosio che è in licenza. Ma non mi pare di averlo mai sentito nominare al mio reggimento. E’ proprio del 59° Artiglieria? Se si dategli pure tutto quello che volete, e se avrà bisogno di me quando sarà qui, in tutto quello che avrà di necessità, lo cercherò di aiutare. Vi penso sempre in ottima salute, e vi bacio tanto.

Vostro Dino

1 Giuseppe Ferrero, zio di Dino e fratello di Luigi.