12 novembre 1942

Tripolis 12 Novembre/XX

Cara mamma,

Adesso, non saranno che 10 minuti, ho ricevuto la tua lettera del 5.11, nella quale mi dici che ti daranno altre 120 lire del viaggio la prossima volta che prendi il sussidio. Strano davvero il dare in due volte quello che si potrebbe in una. E se poi non fossi andata a reclamare? Lo vedevi?

Spero che d’ora innanzi non ci sia bisogno di insistere, ma in ogni caso ho imparato che bisogna pestare finché c’è tempo. Anche per i soldi del viaggio, se non ero io ad avvisarti, (e giustamente tu non potevi saperlo) quei signori non si sarebbero scomodati a dirtelo. E poi perché? Non li mettono mica di loro tasca, no?

Da molti giorni ho già spedito il modulo per lo stipendio, ma dici che non è ancora arrivato. Credo però che ora sia già in vostra mano.

Ho ricevuto le due fotografie di Torino, e mi piacciono.

Lo sapevo che Wally era arrabbiata per stare a letto! E apprendo con piacere che ora è brava e aiuta! Quando dovessi venire, se avrò soldi, le porterò un regalo. Forse anche prima glielo mando.

Teresina già da una settimana è a Roma, ma non ho ancora il suo indirizzo nuovo. Presto però lo riceverò, spero.

A giorni forse andrò ad Atene, e comprerò l’accendi sigari per papà e per me, che poi manderò per mezzo del mio compagno d’ufficio che a giorni verrà a casa e passerà a trovarvi.

Riguardo a un possibile cambio, non c’è da farsi illusioni. In questo momento in cui tutta la Patria è impegnata in una lotta per la vita, tutte le energie debbono essere in linea per vincere.

Ora ricevo sovente posta, e ne sono lieto. E ti ringrazio per tutto il pensiero che hai di rendermi meno tristi queste ore.

Ricevi tanti baci cari da Dino

Caro papà,

Sono a ringraziarti per tutto quanto fai per ottenere la corresponsione dello stipendio civile. Quando potrai averlo, pensa che sono tutti soldi da mettere via, che possono sempre venir utili. Anzi, verranno bene sicuramente.

Ricevo sovente tue nuove, e ciò è motivo di gioia per me.

L’essenziale è che tutti siate bene in salute, e così tutte le cose brutte passano.

In una mia lettera precedente ti chiedevo se potevi mandarmi qualche pacchetto di Mentola. Ora se non lo hai ancora mandato, ti prego di farlo, che ti manderò poi i soldi.

Qui fa ancora bel tempo e caldo, e in cava? Sarà il polo nord, con quel venticello che spira!

E gamba di legno1?

Salutami tanti tutti, e stai in guardia contro il freddo.

A giorni ti manderò l’accendisigari e pietrine. Dimmi poi se ti è piaciuto. Ricevi tanti baci da

Dino

Ciau Silvana, ciau Wally. Saluti a Ezio, Alina, la signorina di Bruere2.

1 Si presume sia il nomignolo con cui Dino e suo padre Luigi chiamavano il direttore della cava di S.Ambrogio

2 Tutte e tre queste persone sono sconosciute, l’unico ad essere citato un’altra volta è Ezio, il 20/9/1941

11 novembre 1942

P.M.29 li, 11 novembre 1942

Carissimi,

ho ricevuto ieri tre lettere vostre. Non posso dirvi la gioia che mi hanno arrecato, massimamente quella di mamma, dove apprendo che vi hanno corrisposto ancora lo stipendio, con gli arretrati. Era questa la notizia che aspettavo con più ansia, e finalmente è giunta. Sono contento, e mi sbrigo a mandarvi la dichiarazione alla data del 1° dicembre, come richiesto. Vi arriverà in tempo, e se mai se aveste bisogno di altro potrei ancora essere in tempo per la data giusta. Mi ha fatto piacere sapere che mi avete spedito le lattine per l’olio. Ora fra poco dovrebbe essere finita la molitura delle olive, e con un poco di buona fortuna potrei avere la possibilità di mandarvi dell’olio. Vi ringrazio del pacco che mi avete confezionato con la pila, e tutto quanto richiestovi. Ne ho proprio bisogno, e quando mi arriverà, ve ne darò notizia.

Ho avuto anche la cartolina da Bardonecchia, e due di Alpignano.

Riguardo alla lettera di Teresina, che vi ho inviato, ho risposto come ha detto mamma, e poi è la maniera giusta. Non sono ancora stupido al punto da fare il loro gioco. E poi se non ci tiene a venirmi a trovare, non posso mica perdere dei giorni preziosi di licenza per andare al suo paese isolato fra i monti dell’Appennino.

Alla fine del mese scorso, vi feci un vaglia corrispondente ai 5/6 della paga percepita, equivalente a lire 310,= Lo avete già ricevuto? Spero di si. Ho pure inviato una cassetta per le sorelline e per mamma, che credo papà non rinuncerà di mangiare, contenente uva passa e fichi. Era tutto quanto potevo mandarvi di qui, essendo i due prodotti che più abbondano sul mercato.

La bella Lucia ricambia i saluti, che le ho espresso ieri, incontrandola per combinazione in piazza. Ora fa freddo, e non si ha possibilità di uscire altro che per andare al cinema.

Mi è dispiaciuto che mamma dice che per andare a fare le passeggiate con Lucia lascio indietro anche la corrispondenza, ma che è contenta lo stesso. Invece quando posso e non mi sento stanco, scrivo e lascio pure di uscire. Se non scrivo è proprio perché non posso, e poi non è un lavoro molto lungo scrivere, poi è anche piacevole quando si scrive ai cari. Anch’io provo cosa voglia dire non ricevere quando sto molti giorni senza sapere vostre nuove, e vedo i miei amici che magari hanno ricevuto. Ma questo è dovuto al fatto che non sempre si può scrivere. E perciò quando sento che posso farlo, lo faccio ben volentieri per non farvi attendere nel dubbio. Spero che non dovrete pagare la tassa per questa lettera pesante, e perciò vi aggiungo due francobolli da una lira.

Con tanti baci e abbracci.

Vostro Dino

3 novembre 1942

P.M.29 li, 3 Novembre 1942-XXI

Carissimi,

Ieri l’altro ho ricevuto una vostra lettera, ma rispondo solo oggi, come al solito. In questo ultimi due giorni ho avuto molto da fare, e solamente oggi mi sento in “forze” per scrivere. Giorni addietro spedii un pacco per voi, che indubbiamente farà piacere alle due sinforose. E’ tutto quello che si può trovare qui, e credo che vi farà contenti lo stesso. E’ un pò il mio regalo di Natale, e se posso trovare dell’uva bionda come quella, nel mio prossimo viaggio periodico a Corinto, ve ne manderò ancora. Pensate che di uva di Corinto come quella, veramente di Corinto, in Italia non ne troverete. Troverete tutt’al più uva così, ma che sia certamente coltivata in riva al famoso istmo, non è facile trovarne. Avrei voluto mettere nel pacco anche i tre anelli, che oramai vi ho fatto aspettare, ma non sapevo se arrivavano, visto che potevate non vederli, in mezzo al pacco ed alla carta. In ogni modo sto sempre all’erta per sapere quando qualcuno verrà a casa, e ve li manderò senza fallo. L’altro ieri è arrivato dalla licenza un mio amico che era andato a Milano, e mi sono fatto portare della carta da scrivere (quella con la quale scrivo) e una macchinetta accendi sigari, e un portasigarette. Sono contento di questo, perché ha scelto proprio bene.

Qui di accendisigari se ne trovano, ma vengono a costare al cambio, a lire 2500,= su per giù. Non spaventatevi per questo, che qui si parla di mille lire come di parlare di soldi da noi. Basti dire che prendo più di mille lire di paga al mese da spendere tutta qui, e mi basta per la biancheria e per il cinema.

Sono contento al sapervi sempre tutti bene; sono contento pure al sapere che avete in formazione il pacco con la pila e il coltellino, che mi sono utilissimi, e appena li avrò, ve lo dirò. Spero che sia già venuto almeno Davy1 a trovarvi, perché a molti ho detto di venire, ma finora vedo che nessuno si è fatto vivo. Sono tre che dovrebbero venire, e che ho avvisato a mezzo lettera, da che erano partiti da altri reparti, e che quindi non avevo potuto avvisare all’atto della partenza. Ho ricevuto pure la graditissima lettera di Wally e del Signor Cattani2, e oggi stesso spero di poter rispondere singolarmente. Tutto sta nel tempo che ho a disposizione. In ogni modo vi prego di ringraziare il Signor Cattani del gentile pensiero di scrivermi, e contraccambiategli i suoi graditi saluti. Oggi ho ricevuto una lettera da Cremonino (la amica di Wally) dove mi dice di avere piacere di ricevere mie nuove. Io risponderò con piacere. Tre giorni fa ho preso le fotografie dal fotografo, e non posso dire di essere riuscito perfettamente come volevo.

Sembra che abbia il labbro superiore gonfio, mentre è l’effetto della luce. I greci non sono maestri in molte cose, ma nel fare fotografie sono proprio a zero. In ogni modo credo che vi piacerà lo stesso. Ho dato la risposta di Wally a Lucia3, e mi prega di ringraziarla tanto per questo, e pure il Signor Cattani. Ha detto che risponderà.

Da Teresina non ricevo più, e non voglio neanche sapere il motivo del silenzio, tanto so che un giorno o l’altro mi scriverà come al solito con mille buoni propositi.

Non devo essere io, che sono in zona di guerra a tormentarmi per sapere il come e il quando la sua testa si è spostata. Ho bisogno di stare tranquillo, vi pare?

Di nuovo non vi è niente. Le belle passeggiate serali sono finite con i primi freschi, e non resta che il cinema. Il pomeriggio della domenica vi è sempre il passeggio (tempo permettendo) ma devo restare in ufficio a lavorare, ed allora non ci penso nemmeno. Da ieri è in corso l’ora legale qui, e perciò tutti gli orologi si sono spostati indietro di un ora. Alla sera uscivo alle sette, così ora esco alle otto di prima. E’ tardi, e non resta che andare a vedere il secondo ed ultimo spettacolo della sera.

Sono in attesa di nuove per lo stipendio, e di vostre, che sono più importanti. Nell’attesa vi bacio affettuosamente.

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Personaggio che non è stato possibile rintracciare e che viene citato solo in questa lettera

3 Ragazza di Tripolis

15 ottobre 1942

Carissimi,

Ho finito appena adesso di lavorare, e sono le ore 21,30: Fra mezz’ora andrà via la luce, ed ho appena il tempo di scrivervi affrettatamente queste righe. Stasera ero di servizio, e avrei voluto cominciare prima a scrivervi, ma stasera è arrivato l’ordine che si deve andare a prelevare gli stampati domani mattina presto in caserma, quindi, essendo io il preposto, ho dovuto finire il mio lavoro di ufficio della serata, per poter andare domani mattina con il cuore in pace, a prelevare tutto quanto necessita alla vita dei nostri uffici e delle furerie del Reggimento. Ho già scritto nella mia precedente di ciò che mi occorre con più urgenza nel pacco che mi manderete, e spero che a quest’ora vi sarà già arrivata. Di altro, non saprei, e se caso mai vi venisse in mente qualcosa di utile, ditemelo che saprò dirvi se effettivamente mi necessita.

Stasera avrebbe dovuto partire per la licenza un mio amico del Comando (attendente di un tenente) che va a Torino, e avrei dovuto dargli gli anelli. Spero che lo vedrò qui stasera, perché probabilmente andrà a dormire molto presto per alzarsi domani mattina, e allora non lo vedrò. Se non avessi avuto il tanto lavoro, sarei andato io a darglieli ma non ho potuto. Ho poi saputo che Davy1 è partito per la licenza via terra, ma non è passato per qui. Verrà certamente a trovarvi, e se avrete bisogno di qualche favore da lui, siete certi che vi accontenterà. Attendo sempre, quando arriveranno i pacchi, che mi mandiate le latte per l’olio, che presto ci dovrebbe essere, non essendo molto lontana la nuova produzione. Perciò se Dio vuole, presto troverò il necessario. Chiedete poi a Davy ed a qualunque altro se sia facile trovare dell’olio, e vedrete cosa vi risponderà. E’ una cosa assolutamente impossibile, e solo chi come me ha occasione di essere conosciuto da tutti i militari, può chiedere e forse ottenere un po’ di qui, un po’ di là, qualche litro. Certo che mille difficoltà si aggiungono a ciò e cioè le latte, le casse, i chiodi per inchiodarle, i buoni di spedizione, ecc., per cui quando si dovrebbe avere finito si è appena al principio.

Ho saputo che l’ingegnere non si è ancora pronunciato in merito allo stipendio, e ciò mi preoccupa moltissimo. Che il destino ci debba essere avverso, dopo che ci è stato così benevolo? Non lo credo!

Qui oramai fa molto freddo, e specialmente la sera, per cui la passeggiata non si può più fare. Io, che esco alle ore 19, cioè, quando finito il giorno e per conseguenza le passeggiate pomeridiane, non vi è più nulla da vedere. Vado allora al cinema, che non si capisce, ma in compenso fa passare qualche ora, e si può incontrare chi si conosce.

Sabato andrò a fare la solita gita in camion, per prendere i soldi, e appena tornato vi scriverò. Di altri fatti degni di rilievo non ve ne sarebbero. Da Teresina non ricevo posta da parecchio tempo, e l’ultima lettera ve la allego a questa, perché vediate se non merita di essere trattata male. A me, detto francamente fa un baffone, perché se è egoista, io la lascio perdere nel suo egoismo, e così anche se ero deciso a perdere una giornata o due per trovarla, ne faccio francamente a meno, perché chi mi dice che io a casa ho altre cose (che sarebbero amiche), e perciò mi tratta da falso, non merita la mia stima, e poi non mi tocchi i miei cari, perché lei è niente, e voi siete tutto. Vero? So che potrà essere anche per amore che dice quello, ma non voglio concepire che si finisca così in basso. Vi lascio la libertà di criticare come meglio credete quelle righe. Intanto, finendo la carta e andandosene la luce, termino, inviandovi tanti baci cari, e tanti pensieri affettuosi.

Vostro

Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

11 ottobre 1942

P.M.29 li, 11 Ottobre 1942-XX

Carissimi,

Oggi é domenica, e vi scrivo, perché ho del tempo disponibile, avendo sbrigato il mio lavoro. Per prima cosa devo dirvi che ieri è ritornato Beccali, ma non mi ha portato la roba che dovevate dargli, non essendo passato da voi. Mi è dispiaciuto questo, perché speravo che fosse venuto. Oggi scriverò anche ad un mio amico di Torino in licenza, che spero non dovrebbe fare la fine di Beccali1. Come vi ho già detto in una mia precedente, sono riammessi i pacchi per i militari a decorrere dal sedici del mese corrente. Dunque, fra pochi giorni potrete farmene uno. Come già chiestovi, vi prego se potete mandarmi del dentifricio (almeno tre tubetti), del lucido da scarpe, della brillantina, della crema per il viso, del profumo (come volete, e che non costi troppo caro) che serve per dopo la barba, e anche per la sera quando esco. Insomma fate voi una cosa che vada bene, e non credete che io sia diventato un gagarone2 perché chiedo questa bella roba, ma è solo per avere il necessario, come tutti gli altri, dato che qui, con i prezzi proibitivi che ha la roba, sarebbe impossibile avere tutto ciò che desidero. Ho ricorso alle volte ai miei amici per qualcosa, come loro ricorrono a me per qualche altra, ma non mi piace dover chiedere. E poi, ora che posso, voglio avere un poco di provvista. Dimenticavo: mi occorrerebbe anche un coltellino, e una lampadina tascabile, di quelle rotonde, con qualche pila, che serve per la sera, quando esco e non si vede nulla, correndo il rischio di finire in qualche pozzanghera. Mi fate questo grande piacere? E’ tutto quello che desidero di più, che mi necessita proprio tanto. Spero che questa mia vi giunga prima che abbiate fatto un qualsiasi pacco, così non dovrete farmene un altro.

Da alcuni giorni è rientrato dalla licenza il mio tenente, che è quello che mi ha sempre aiutato per trovare l’olio. Qui attualmente non si trovano lattine, e sono affaccendato, ma inutilmente. E’ un vero problema, che non so come risolvere. Il mio tenente mi ha detto che provvederà a trovarmi l’olio, ma che debbo avere le lattine, perché lui nemmeno ne ha. Se voi ne avete qualcuna, mandatemela, a mezzo pacco postale, che io spero di potere trovarvi quello che necessita. Vi raccomando che siano già pronte, col foro sul coperchio, e che non contengano più di otto chili, otto chili e mezzo, per fare con la cassetta all’incirca dieci chili, come da prescrizione. Attendo dunque anche questo, che se Dio vorrà servirà a voi per farvi avere il necessario per l’inverno. Di novità non ve ne sono, come al solito, e attendo sempre buone nuove in merito allo stipendio.

Hanno già sistemato tutto? Io al solito spero di venire per Natale, e speriamo che ciò possa avvenire. Probabilmente oggi è partito per la licenza, per via aerea, il mio amico Davy di Borgone, che verrà senza dubbio a trovarvi. Vi parlerà di me, perché da pochi giorni ci siamo visti, e se avete qualche cosa da darci o da dirci, non abbiate pensiero, che lui ben volentieri mi accontenta, essendo noi due indivisibili amici.

Qui acclusa vi è la letterina di Lucia3, che ha voluto scrivere a Wally, perché mi aveva chiesto se era fidanzata (chissà poi il perché), e io le ho detto di si. Lei ora fa gli auguri. Se volete risponderle, scrivete la lettera e mettetela nella busta che scriverete a me; non chiudetela (1) perché deve essere censurata, e intanto penso io a dargliela. Come vedete è una persona per bene, e che mi stima molto. Di altro non avrei da dire; con tanto affetto vi saluto e bacio,

Vostro Dino

  1. naturalmente la lettera per Lucia non chiudetela: la busta che contiene la mia e la sua sì. Dino
    Fate anche il favore di guardare che prezzo hanno le armoniche a fiato.

1 Amico di Dino

2 Accrescitivo di gagà, nel senso di elegantone vanesio, dandy

3 Nome della ragazza greca citata finora senza nome e di cui Dino scrive per la prima volta nella lettera del 31 agosto 1942

5 ottobre 1942

P.M.29 li, 5 Ottobre 1942-XX

Carissimi,

Da alcuni giorni non ricevo vostre nuove, e non ne so capire la ragione. Forse oggi riceverò, e perciò non sto molto a pensarci su. So che voi mi scrivete sempre, ed allora non vi è motivo di credere ad un vostro ritardo nel farmi sapere vostre nuove. Ieri avrei voluto scrivere, ma era domenica, e poi smontavo solo ieri di servizio, per cui non ho resistito all’invito dei miei amici di andare in piazza a sentire la musica e a vedere le belle ragazze. Perciò oggi scrivo, e tanto la posta non partirebbe fino a domani mattina di qui, quindi, sia ieri sera che oggi, sono sempre in tempo. Ho appreso che dal giorno 16 del mese di Ottobre sono riaperti i pacchi da due chili per i militari. Dunque tutto procede per il meglio, e così quello che vi dissi che mi necessitava, potrete mandarmelo. Vi raccomando soprattutto dentifricio e lucido – brillantina e un poco di colonia per la barba, e alcune caramelle….. …..che serviranno ad addolcirmi la bocca e per offrirle alla bella greca che conosco.

Io che possa dirvi qualcosa di nuovo, credo sia difficile, perché già ben sapete che tutto qui continua sempre nella medesima maniera, e cioè tutte le giornate sono monotone, senza novità. Di nuovo vi è il tempo, che da due giorni si è rannuvolato e piove ogni tanto. Ho portato ad aggiustare il mio pastrano, che deve essere bello come la divisa, per essere in ordine quando dovrei venire in licenza questo inverno. E il mio amico che è venuto in licenza, è venuto da papà a prendere il mio orologio? Aspetto vostre nuove, anche per sapere se per la pratica dello stipendio avete avuto delle novità.

Sono sempre in pensiero per questo, perché mi rincresce se anche solo per poco tempo vi hanno sospeso il pagamento. Rotunno1 però dovrebbe pagare, almeno stando nella giusta supposizione: E se poi non pagasse? Allora merita di essere messo all’ordine del giorno ai sindacati. E lo farò.

Mi raccomando di tenere i miei pantaloni in ordine, e pure il paletò, che se dovessi venire in licenza, voglio essere gagà. In particolare le risvolta dei pantaloni mi raccomando, che era un po’ rotta: Se si potesse aggiustare sarebbe una vera fortuna. Vorrei chiedere una cosa: Papà con la tessera dell’abbigliamento compra un abito? Se avanzassero punti, non merita lasciarli perdere: Si potrebbe comprare un abito che potrebbe essere poi confezionato per me. In caso alla fine dell’anno dovessi venire a casa, ne parleremo. Non vi pare che sia un idea giusta?

Spero che siate sempre in ottima salute, come sono io attualmente, e nell’attesa di leggervi, vi bacio e abbraccio tanto.

Vostro Dino

1 Ex datore di lavoro di Dino prima di partire militare

10 settembre 1942

P.M.29 li, 10 Settembre 1942 – XX°

Carissimi,

Ho ricevuto ieri la vostra lettera nella quale era la notizia che attendevo riguardante Wally. Non voglio dire che non mi abbia procurato una lieve sorpresa, perché è stata grande, e non mi aspettavo certo questo. Ma come posso io dire di avere una cognizione del tempo che passa, io vecchione, che passo le giornate qui, dove non esiste né ora, né orologi? Mi ha fatto dunque molto sorpresa la notizia, che mi risvegliava dal torpore di questa mia attuale vita. E’ vero, è vero che la mia sorellina che io lasciai non ancora grande né bambina, ha trovato un fidanzato? Sono lieto di ciò, anche perché dalla vostra lettera vedo che non vi dispiace. Certo, e non bisogna però dare corso ai pensieri del domani. Se mai il tempo potrà dare il suo giudizio se ciò che oggi pare in un modo, domani può parere in un altro. Intanto, faccio i miei più fervidi auguri di sapere Wally felice e che la sorte le sia benigna. Come avrei voluto essere anch’io la domenica nella quale avete ricevuto la visita dei parenti del suo capo-ufficio! Ma il mio dovere mi vuole altrove, per il mondo, ed è come se fossi stato con voi. Tante volte ho già pensato da ieri a questa notizia, e sempre più mi sono convinto che la vita è un giro veloce di una ruota, che arriva al suo termine prima del previsto. Se mi avessero detto che doveva accadere questo, avrei scommesso chissà cosa che non sarebbe potuto accadere adesso; invece.! Mi pare ieri che andavo a prendere Wally a scuola in bicicletta a Tripoli dalle suore, ed era una bambina, e ancora quando mamma era ammalata a Torino, e io la vedevo, quando era dagli zii. Tutte cose che appartengono al passato, che sembrano però di ieri. E tutte questa cose mi sono già venute alla mente, in un girar turbinoso in questi due giorni.

Ieri sono andato a fare la solita gita per monti e mari, e non ho avuto modo di rispondere. Ero poi tanto stanco ieri sera, che non potevo nemmeno prendere una penna in mano. Dieci ore chiuso in un autocarro, non sono fatte per riposare certamente! E così ho atteso fino ad oggi, e posso scrivere con la mente calma e riposata. Oggi ho avuto tanto lavoro, ma non posso dire di essere eccessivamente stanco perché ieri sera mi sono coricato presto. Oggi sono andato dal sarto a prendere le misure per aggiustarmi i pantaloni nuovi alla cavallerizza, che sono bellissimi, e il pastrano. Sono completamente vestito di nuovo, e però non voglio sembrare un gagà. Sono un soldato che sa fare il suo dovere e nulla più. Oggi fa già tanto freddo, e mi sono messo la giacca che da molti mesi non mettevo più. Così credo che sia finita l’estate, la bella estate, sollievo dei cuori che hanno bisogno di essa per non soffrire del freddo. Qui finiranno le belle passeggiate serali, e con esse gli scherzi alle donne greche, che guardano di preferenza noi, perché siamo i più begli Artiglieri del mondo, perché siamo italiani, i più coraggiosi nel combattimento, i più festosi in pace.

Giovannitti1 non è ancora venuto dalla licenza, e credo che ancora per qualche giorno non verrà, e lo attendo con ansia. Ho scritto a Beccali2 che passasse per Torino da papà e gli ho dato l’indirizzo, o che venisse da voi, per prendere il mio orologio che mi avete comprato. Spero si farà vivo, e voi glielo darete. Sono in attesa di un amico che venga a Torino per mandarlo da voi con il ricordino per Silvana Wally e mamma, ma finora niente.

Domani, non sono di servizio, e andrò fuori a fare una passeggiatina serale e a prendere una boccata d’aria. Vi scriverò però una cartolina in franchigia, per farvi sapere che sempre vi penso e sempre voglio sapere informati di come va la mia vita. Se Dio vorrà che un giorno verrò in licenza, sarà questo il più bel giorno per me. E speriamo che ciò avvenga come nelle previsioni.

Per intanto non avrei altro da aggiungere se non che vi voglio sapere bene, e che rinnovo gli auguri a Wally. Vi bacio con tanto affetto

Vostro Dino

1 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

2 Amico di Dino

6 settembre 1942

P.M.29 li, 6 Settembre 1942 –

Carissimi,

Ieri ho ricevuto una lettera di Silvana, con la fotografia assieme al suo figlioccio. E’ molto bene riuscita, e sono contento di vederla in perfetta salute e forma come quando sono partito. Ho appreso anche con tanto piacere che avete comprato l’orologio per me, e vi prego fin d’ora di dirmene il prezzo, al fine di potervi mandare i soldi. L’orologio non so da chi mandarvelo a prendere, ma oggi scrivo a Beccali1 che è a casa per malattia, e spero che verrà a prenderlo. In ogni caso presto altri verranno dalle parti nostre, e allora qualcuno verrà a trovarvi e a prenderlo.

Ho già ricevuto la misura dell’anello di mamma, e quando manderò quelli delle sorelline, manderò anche il suo, finora non è partito nessuno che potesse portarli.

Volevo chiedervi una cosa: L’ultimo pacco che ho ricevuto conteneva le polveri per l’acqua, un pezzo di cioccolato, la marmellata, le lamette, il sapone per barba, ecc. è forse l’ultimo speditomi, o vi è ancora quello con le spiralette e i peperoni in scatola? Vorrei saperlo perché così aspetterei anche quello, in caso contrario non aspetto. Mi rincresce che forse non vi sarà il dentifricio nel pacco di Giovannitti2, perché è l’unica cosa che mi serve realmente, mentre la brillantina si può attendere. Vuol dire che cambierò con altri che hanno dentifricio.

Intanto Giovannitti domani dovrebbe essere qui, e con quanta mia gioia potete ben immaginare. Quante domande ho da fargli! Vorrei che fosse già oggi qui, domenica, e farmela sembrare meno lunga e monotona! Stasera andrò alla solita passeggiata, al solito cinema, e forse scambierò due parole con la amica che parla francese. E’ così che passano queste feste, ed è così che passano le ore, che seppure monotone, sono sempre desiderate: La festa poi non porta i ricordi di altre feste, perché altre cose ci pigliano, e non si desidera altro che passarle bene, e nel miglior dei modi. Sono contento che la dichiarazione per lo stipendio sia arrivata a tempo per prendere i soldi, e d’altra parte ero quasi tranquillo, perché so che di media, trovando l’aereo, la posta impiega tre giorni per arrivare.

Una cosa debbo dire: che assolutamente non mandiate il mio orologio qui, che andrebbe perso, e anche rotto. Volevo una come avete comprato, perché così ho l’ora, e poi domani vendendolo al rientro in Patria, ripiglierei sempre quanto speso.

Di Teresina ricevo in questi giorni qualche cartolina da Napoli e Roma, e non ho ancora risposto. Ogni tanto il lupo ritorna alla tana !

L’altr’anno come oggi, ero nel Veneto che viaggiavo per arrivare qui, e dunque è passato un anno prestissimo; verrà pure il giorno che verrò in licenza, e lo spero. Se fosse vero che venissi per Natale come promessomi, non dovrebbe tardare molto quel giorno, e sarebbe proprio una gran bella cosa. In ogni modo non datevi pensiero, che un giorno o l’altro verrò e forse quando meno ve l’aspettate.

Di altro non avrei da dire, se non che ringraziarvi dell’orologio compratomi e dell’interessamento avuto per esso. Ditemi poi se avete ricevuto il vaglia di lire 380.= delle due decadi.

Con tanto affetto vi bacio, vostro

Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra

31 agosto 1942

(lunedì 31 agosto 1942, data desunta dal contenuto e dalla corrispondenza precedente)

Carissimi,

Direte che sono un pochino pigro nello scrivere, e non avete tutti i torti. Ma in questi giorni di fine mese, tante cose mi rendono impossibile, se non noioso il dedicarmi alla scrittura. D’ora innanzi, visto che ho ricevuto oggi le cartoline in franchigia, scriverò tutti i giorni una di esse, per tenervi al corrente di quanto accade qui.

Qualche sera ho avuto modo di uscire, e di respirare un poco di aria fresca e non viziata come in ufficio, dove sto tutta la giornata, senza vedere il sole. Oramai anche le serate calde dell’estate sono finite, e la sera fa già frescolino. Non si può dire che questo dispiaccia, perché al contrario, si sente il sangue circolare meglio al fresco di queste sere. Ieri era domenica e sono andato anche un poco al cinema, per distrarmi dai pensieri che mi turbinavano nel cervello. Essi erano portati dal fatto che mi rammentavo che l’altr’anno a quest’ora ero ancora a casa, e volevo indagare cosa facevo. Oggi ad esempio era l’ultimo giorno di mia permanenza, e domattina alle 6 voi mi siete venuti ad accompagnare alla stazione. Come è volato il tempo, e fatti che dovrebbero sembrare vicini, sembrano perduti nella notte dei tempi.

Nella mia lettera precedente, vi avevo dato notizia della ricezione di un pacco vostro, con la marmellata, le lamette, l’acqua minerale, il lucido, ecc.

Ve lo ripeto, perché possiate saperlo più precisamente nel caso non aveste ricevuto la lettera.

Spero però che vi sia pervenuta a quest’ora, perché in essa vi era il documento per lo stipendio, che oggi dovrete consegnare. E’ tutto a posto?

Giovannitti1 non è ancora arrivato, ma dai calcoli che facciamo, visto anche gli altri che arrivano, credo che per mercoledì-giovedì lo vedrò, mi parlerà di voi, e mi porterà quello che attendo con ansia.

Di novità non ve ne sono molte, eccettuata quella che ho conosciuto una ragazza di qui che parla molto bene il francese, e che vedo la sera le volte che esco, sulla piazza. Mi ha detto di salutare le sorelle, e tutti voi, perché dice che ammira l’Italia, e fra parentesi (anche gli italiani) anche i caporalmaggiori. E’ una persona molto per bene ed istruita e fa piacere esserle amici. E poi chi più chi meno, noi tutti conosciamo qualche ragazza, che se non altro fa sembrare meno lunga la giornata. Perciò, ricevete i suoi saluti, che credo saranno graditi.

Intanto io mi preparo per passare l’inverno bene come l’altr’anno, e riordino la sistemazione del mio letto con un nuovo materassino più spesso per ripararmi, e faccio stirare il cappotto.

I guanti che mamma mi ha mandato alla fine dell’inverno passato, li ho già tirati fuori, e saranno tanta manna. La mia salute è sempre più che ottima, e questo è l’essenziale. Credo che voi pure sarete così.

Ho mandato ieri il regalino per Silvana e Wally, che non è troppa cosa, ma non potevo di più, dato che tutto il mio avere lo avevo mandato prima, il 23 del mese corrente. Avevo ricevuto un vaglia l’altro ieri dallo zio Peppino2, di 200,= lire, e per me è stato un piacere riceverlo, potendo così fare il regalo promesso.

In seguito, e non fra molto tempo, spero di potere farne ancora.

Mi rincresce che i pacchi siano ancora chiusi, perché avrei bisogno di qualche oggettino di poco conto, ma che nella vita militare serve.

Vuol dire che appena saprò che saranno riaperti vi manderò a dire quello che mi occorre.

Per il momento non avrei altro da dire, e non credo che ve ne sia. Domani vi scriverò una cartolina in franchigia, e così tutte le mattine, per farvi sapere tutti i giorni mie nuove.

Di Teresina sempre niente.

Con tanto affetto vi bacio

Vostro Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Soprannome di Felice Giuseppe Ferrero (1890-1954) zio di Dino, chimico e farmacista, titolare di una delle più antiche farmacie di Torino, la Collegiata, sita all’angolo tra via del Carmine e piazza Savoia.

24 agosto 1942

Carissimi,

Questa mattina mi affretto a scrivervi, per farvi avere i documenti per la corresponsione dello stipendio civile. Ieri li ho avuti, ed oggi, debitamente firmati, partono per Alpignano; spero che per il 28 al più tardi li avrete, così potrete riscuotere lo stipendio.

Io ne ho ricevuto uno solo, che ho compilato, ma ho ritenuto utile di compilarne un secondo, non sapendo se vi servono tutti e due. Fatemi sapere le eventuali urgenti pratiche che dovessi svolgere, che io sono sempre molto interessato affinché non vi manchi questa fonte di aiuto.

Sono alcuni giorni che non scrivo, perché sono diventato un poco matto a causa dei vaglia che si devono fare verso il 22 del mese, e per tre o quattro giorni non finiscono più. Si tratta come sapete di qualche migliaio di essi, e per scriverli tutti in distinta, bisogna sudare sette camicie (se bastassero.) Sono uscito soltanto ieri sera per prendere una boccata di aria fresca, e tanto poi se avessi scritto ieri sera, lo stesso fino a domani mattina non partiva la lettera aerea. Così sono sempre a tempo come avessi scritto ieri.

Forse oggi o domani partirà per rientrare il mio amico Giovannitti1, che mi porterà il vostro pacco. A proposito di pacchi: Oggi sono arrivati alla posta militare i pacchi da due chili (gli ultimi) e spero che domani vi sia anche uno dei miei. Ultimamente (sei o sette giorni) ho ricevuto un pacco contenente una tavoletta di cioccolato, un barattolo di marmellata, le lamette, il sapone per barba, il cioccolato in polvere; credo che l’altro con le spiralette2 sia in viaggio, e sarà probabilmente qui domani.

Io vi ho mandato alla fine della II° quindicina gli importi delle due quindicine di luglio e agosto, per un totale di lire 380.= Lo riceverete ai primi del mese di Settembre, o giù di li. Avrei voluto mandare il regalo a Silvana e Wally, ma non ho potuto per questa volta. Per i due o tre di Settembre spero di poterlo fare, e anche che loro mi perdoneranno se non ho potuto mantenere la parola. Ho qui intanto i due anellini, e aspetto la prima occasione per poterli mandare. Siete contente ? Aspetto anche le misure del dito di mamma, al fine di fare il suo e mandarlo possibilmente con quelli delle sorelline.

Silvana mi chiede se gradisco una fotografia sua con il suo figlioccio: E fa bisogno di dirlo? Ma certamente! e con tutta urgenza.!!

Intanto qui si vive la solita vita. Ha cominciato a fare fresco la sera, mentre di giorno si stà ancora molto bene per calura. Certo che verso la metà di Settembre comincerà il primo fresco, e si dirà addio alla bella estate greca.

Quattro giorno addietro quando sono andato alla passeggiata per l’ultima volta prima di cominciare quel gran lavoro dei vaglia, ho fatto una lunghissima passeggiata con i miei amici, e mi sono proprio divertito tanto. Poi sono andato ieri sera in piazza, dove vi era concerto della nostra banda, e ho passato un ora lieta. Di vostre notizie ne ho ricevute poche in questi ultimi tempi, ma credo che sia dovuto al fatto che vi sarà stato qualche disguido postale, o almeno, suppongo. Spero sempre ardentemente che per Natale…..come promessomi…..e conto i giorni.

Sono a zero di dentifricio e brillantina, e aspetto con ansia Giovannitti, perché devo pulirmi i denti con il sapone da bucato, rendendoli puliti, va bene, ma disgustandomi non poco. Qui un tubetto di dentifricio costa un inezia come 137 lire nostre. Che ve ne pare? Altrettanto dicasi per la brillantina.

Sto sempre in perfetta salute, e con Durando3 passo delle belle serate.

Al rancio mangiamo sempre assieme, e siamo proprio tanto amici. Si parla sovente di voi, e di come si passano le giornate a casa. Che volete! Lui è un novellino di qui, dato che da appena un mese è ritornato, rispetto a me che da ben dodici mesi sono qui.

Da Teresina ancora non ho ricevuto niente (venti giorni) e non scrivo nemmeno, che si aggiusti. E’ oramai una vecchia storia che mi dà noia.

Di altro non avrei da dirvi. Vi raccomando che mi facciate sapere con premura se avrete ancora dell’altro da richiedermi per lo stipendio o per voi. Sono in attesa della vostra risposta. Abbiate intanto tanti baci cari, e pensieri dal vostro

Dino

1 Amico di Dino anche nel dopoguerra

2 Nome in uso ai tempi per indicare i cosiddetti zampironi, incensi formati da polveri compresse di piretro con forma a spirale, che bruciando molto lentamente sprigionano un fumo ad effetto repellente per le zanzare o altri insetti molesti.

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