La guerra di Dino luogo per luogo

Punto di partenza è il racconto della seconda guerra mondiale con un particolare riferimento al capitolo rappresentato dalla vicenda degli Internati Militari Italiani (I.M.I.), raccontata in prima persona attraverso le lettere, i documenti, le fotografie, i giornali dell’epoca.

Dal punto di vista pratico ed organizzativo il progetto multimediale è stato avviato nel 2020 e si è evoluto nel corso del tempo dando origine per gemmazione prima ad una mostra itinerante e successivamente al libro “La guerra di Dino lettera per lettera” pubblicato da Prospettiva editrice e presentato al pubblico nel corso del salone internazionale del libro di Torino nel maggio 2022.

Dopo un’approfondita riflessione si è deciso di proseguire con ulteriori attività tra le quali spicca l’organizzazione di un viaggio che tocchi tutte le località che vengono citate nei documenti e nelle lettere, alla ricerca di tracce e testimonianze. Per far ciò sarà necessario il supporto locale di amministrazioni, associazioni e singoli studiosi. Le considerazioni fatte sui luoghi e gli eventuali contributi saranno oggetto di “dirette” sui principali social media e videoregistrazioni riversate su piattaforme web.

L’obiettivo principale è costituire un primo punto di riferimento digitale su di un tema che è sempre stato misconosciuto ma ha coinvolto milioni di persone in Italia. Per questo motivo dovranno essere individuate le forme più efficaci di comunicazione con le diverse fasce di età, usando comunque un linguaggio semplice e diretto. A partire dalla fase di pubblicizzazione dell’evento che, come la prima fase del progetto, dovrà essere gestita essenzialmente online.

Successivamente potrebbe essere ipotizzabile la promozione di un museo virtuale a somiglianza del Museo della contea di Akershus in Norvegia. Che sia al tempo stesso un museo diffuso, nel senso che gli oggetti e I documenti possono essere conservati in molte sedi, come peraltro succede oggi,, ma riuniti in un solo contenitore digitale visitabile virtualmente.  Un modello da prendere ad esempio, anche per la vicinanza storica del tema potrebbe essere quello delle online exhibitions dello Yad Washem.

L’alternativa concreta ma impraticabile consiste nel far confluire presso una o poche sedi tutto il materiale attualmente parcellizzato, coinvolgendo la rete già esistente di istituti e centri di documentazione, siano essi pubblici, a partecipazione pubblica o privati, come ad esempio il Polo del ‘900 a Torino o come l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.

Volendo schematizzare. utilizzando le Linee guida per la classificazione di prodotti e servizi digitali, processi e modelli di gestione contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e nel Piano Nazionale Digitalizzazione del Patrimonio Culturale (PND), si può ipotizzare quanto segue per l’ulteriore digitalizzazione del progetto.

Produzione Licenza d’uso Pubblicazione Comunicazione
I contenuti pubblicati o ancora da pubblicare vengono creati:

·        Digitalizzando e rendendo fruibile solo la parte di oggetti che hanno un interesse storico o comunque ricollegabile alla vicenda che fa da fil rouge

·        Per la digitalizzazione sono stati utilizzati comuni strumenti di cattura come scanner, tablet, smartphone, con produzione di immagini in formato jpg, video in formato mp4, testi in formato pdf

Chiara definizione del regime di accesso ai contenuti:

·        Usi liberi / Usi per i quali è richiesta autorizzazione

·        Uso gratuito

I contenuti vengono pubblicati per il tramite di social media (ad es. Facebook, Instagram o wapp broadcast) e di piattaforme video online (ad es. un canale Youtube dedicato):

·        Gli utenti potranno interagire in tempo reale durante le dirette o gli strumenti di comunicazione presenti già ora nel progetto multimediale.

Programma:

·        Analisi del target di utenza

·        Utilizzo dei canali comunicativi propri e di quelli disponibili da parte dei soggetti coinvolti (ad es. soggetti che hanno concesso il patrocinio gratuito.

·        Gli strumenti di comunicazione sono quelli descritti e prevedono un’attenta scelta degli standard tecnologici dei vari documenti che verranno prodotti e condivisi, in modo da rendere facilmente accessibili i contenuti a prescindere dall’’interfaccia utilizzata.

Al centro del progetto sta l’impegno ad occuparsi, nell’ambito dei servizi digitali, dell’utilizzo degli asset digitali per produrre contenuti arricchiti che valorizzino il patrimonio di testimonianza.

Il progetto può far leva sui soggetti che nella prima fase hanno concesso il loro patrocinio gratuito, ad esempio chiedendo di inserire un link diretto nei loro siti istituzionali e pubblicizzando adeguatamente l’eventuale presenza della mostra itinerante. L’obiettivo è incrementare sensibilmente il numero di visitatori virtuali ma anche di quelli in presenza disseminando attraverso la mostra itinerante la conoscenza dell’argomento e degli oggetti digitali accessibili facilmente e gratuitamente.

NELLA PARTE DI ATTRAZIONE C’E POI LA PIANIFICAZIONE DELLLA VISITA, CON SUGGERIMENTI ALL’UTENTE SU COME MUOVERSI. A TAL FINE VERRA’ REALIZZATO UN FOGLIO PRIMA DI OGNI TAPPA PER ANTICIPARNE I CONTENUTI, GLI ORARI E I LUOGHI OGGETTO DI VISITA.

LE INFRASTRUTTURE SONO INESISTENTI PERCHE’ TUTTO IL PROGETTO SI FONDA SULL’USO DEL DIGITALE AD ESCLUSIONE DELLA MOSTRA E DEL LIBRO. VIENE CONCESSA LA POSSIBIIITA’ DI SALVARE GLI OGGETTI DIGITALI E SI INVITANO LE PERSONE A CONDIVIDERE LE LORO FOTO

Ricapitolando:

E’ stato elaborato un piano con la definizione precisa degli obiettivi da raggiungere: nuove attività e consolidamento di quelle già in atto, con i passi da compiere soprattutto nei confronti di altri soggetti.

Sono stati individuati fin dalla prima fase i soggetti target: familliari di I.M.I., studiosi e appassionati di storia (soprattutto della seconda Guerra mondiale), cui verranno aggiunti gli studenti delle scuole secondarie, cercando di usufruire del know-how delle istituzioni pubbliche e private già operanti nel settore specifiico.

Per quanto riguarda la users experience l’utilizzo di strumenti digitali favorirà la fruizione in tempi e luoghi differenti. Come ha evidenziato la prima fase del Progetto alcune persone leggevano le lettere al mattino appena sveglie. Altre lo leggevano in Gruppo o in famiglia, la sera nei momenti di calma. L’uso di video dovrebbe avvicinare ancora di più le persone rendendo i messaggi più diretti e facili da usare, senza sottovalutare i fattori psicologici, cognitivi e contestuali che influenzano tale risultato.

L’utente che si avvicina al Progetto lo fa con il desiderio di approfondire la conoscenza del tema perché nella sua famiglia ci sono stati degli I.M.I. oppure perché ne ha sentito parlare ed è interessato a saperne di più. Vista l’eterogeneità degli approcci il prodotto deve essere in prima battuta molto facile da usare, lasciando ai successivi approfondimenti il compito di soddisfare le richieste più complesse.

Per quanto riguarda i formati degli oggetti digitali saranno usati file comunemente in uso e di larga difusione cone I formati JPG e PNG per le immagini (SVG se vettoriali); MP4 per I video; MP3 per gli audio.