Tripolis, 18 agosto 1943

P.M. li, 18-8-1943

Cara mamma,
Rispondo solo ora alla tua lettera pervenutami ieri l’altro, perché speravo di poterti inviare con questa, anche le fotografie fatte giorni addietro. In ogni modo, al più tardi stasera, le avrò, e te le manderò con altra busta. Altrimenti questa lettera non parte fino a dopo domani.
Ho ricevuto il primo pacco tuo, contenente gli occhiali, il dentifricio, le bustine di cioccolato in polvere, lo zucchero, latte in scatola e A.O.I.
Ti ringrazio tanto di questo, e posso dirti che emi ha fatto proprio felice.
Non avevo trovato gli occhiali, credendo che la scatola del dentifricio, contenesse pure dentifricio.
La misi via, e pensavo al motivo per il quale non trovavo gli occhiali. Ho perfino creduto che tu avessi dimenticato di metterli.
Nel pomeriggio, dopo il sonno, ho voluto adoperare per primo il tubetto che era contenuto nell’astuccio, e, invece di dentifricio, ho trovato gli occhiali. Li ho già adoperati, e mi sono molto utili, perché qui il sole è abbagliante.
Il modello per il pacco di agosto non te lo mando, perché non ne ho bisogno, e poi ho le mie buone ragioni personali, che se tu sapessi, non ti parrebbe più tanto bello conoscerle. Te le dirò a giorni, quando potrò dirti con certezza cosa mi fa tanto felice, e cosa mi consiglia di non farmi spedire il pacco, che verrebbe mangiato solamente dai miei amici, non potendolo ricevere io.
Malgrado i bombardamenti aerei, sento che avete sempre il vostro abituale buon umore, e questo è tutto. Se manca la letizia, come si farebbe a resistere al barbaro incursore?
Altra cosa della quale debbo ringraziarti, è la ricezione della Gazzetta del Popolo, che mi è pervenuta ieri per la prima volta.
Me ne sono arrivati tre numeri in una volta, ed ho avuto da leggere in abbondanza. Anzi, ora, appena scrittoti, andrò a fare il quotidiano riposo, ed a leggere le ultime notizie.
Io trascorro il mio tempo a lavorare, e alla sera coll’andare, come ben tu sai, a vedere il cinema. Sto molto bene, e sono tanto contento quando ricevo posta. A proposito di posta: Ma non ti spaventare, che non sono io il tipo! Mi scrive una ragazza di Vicenza, che mi ha mandato anche le sue fotografie. Ti assicuro che è di una bellezza mai vista. Io naturalmente scrivo, ma stai tranquilla che non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello… Ti dico questo, per tenerti informata di un po’ di ciò che faccio io quotidianamente, e di chi è in corrispondenza con me. Ti pare che faccio male a dirlo? Non credo, e stai pure certa che non farò mai la pazzia di legarmi mani e collo, ora.
Allora stasera ti manderò in busta le fotografie, e mi dirai se ti piaceranno. Ho saputo che ti sono pervenuti i vaglia del premio in denaro in luogo di licenza. A quanto ammontavano in tutto? Ti prego dirmelo. Abbiti tanti bacioni cari dal tuo Dino
Baci a papà e sorelline.

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