19 giugno 1940

Patta Croce 19-6-40

carissima mamma,

dopo qualche giorno finalmente ti posso scrivere. Dopo che ho visto papà e Silvana a Venalzio. Siamo ai 3000 metri di altezza, e si gela col sole. Tutto è bianco d’intorno e ho le mani gelate. Perciò la calligrafia non può essere delle migliori. Sono quattro giorni che non si riposa, perché vegliamo in armi sui sacri confini della Patria che fra pochi istanti, al massimo ore, saranno varcati per la conquista dei territori che più sono cari al nostro cuore di italiani.

Sarà una conquista pacifica, perché la Francia ha deposte le armi. Noi prepariamo tutte le divise e armi affinché alla sfilata che faremo siano splendenti. Mi auguro di poterti inviare mie nuove da Nizza o dalla Savoia. Ho saputo da papà che tu sei a Rivalba e pure che non stai molto bene.

E’ l’unica cosa che mi dispiaccia. Però sono sicuro che lassù non avrai a temere delle incursioni aeree. E ne sai nuove della guerra? Quassù arrivano giornalmente i giornali di Torino, e oggi ho appreso che il Duce e Hitler si sono incontrati a Monaco e che la Francia ha chiesto pace per il suo popolo. Hai visto che quando a casa noi parlavamo della nostra potenza e della Germania, avevamo ragione? Presto verrà la pace, e in ogni animo tornerà la tranquillità.

A Venalzio dove è venuto papà, non mi sarei mai aspettato di vederlo, perché essendo partito da Foresto nella notte dal sabato alla domenica, non sapevo se lui avesse potuto informarsi della mia destinazione. Mi ha portato tanta cioccolata che io ho già mangiata con avidità, essendo molto buona.

Lo ho visto partire con tanta pena, perché chissà quanto starò ancora senza vedere una persona cara.

In quanto a salute non ho niente da dire per porgere le mie lamentele, perché sto proprio bene, e a quest’altezza non mi manca mai l’appetito. Qualcuno però mi ha detto che sono dimagrito, effetto certo prodotto dal lungo marciare, e dai disagi che questa preparazione militare comporta. Spero fermamente che tu in seguito, se non immediatamente, possa stare bene, così mi tornerà la tranquillità toltami al pensare che tu debba essere malata. Ti prego di salutare tanto gli zii, che ringrazierai pure tanto per tutto ciò che fanno, da parte mia. E abbiti tanti bacioni cari e auguri di presto stare bene.

Tuo figlio Dino