6 settembre 1942

P.M.29 li, 6 Settembre 1942 –

Carissimi,

Ieri ho ricevuto una lettera di Silvana, con la fotografia assieme al suo figlioccio. E’ molto bene riuscita, e sono contento di vederla in perfetta salute e forma come quando sono partito. Ho appreso anche con tanto piacere che avete comprato l’orologio per me, e vi prego fin d’ora di dirmene il prezzo, al fine di potervi mandare i soldi. L’orologio non so da chi mandarvelo a prendere, ma oggi scrivo a Beccali1 che è a casa per malattia, e spero che verrà a prenderlo. In ogni caso presto altri verranno dalle parti nostre, e allora qualcuno verrà a trovarvi e a prenderlo.

Ho già ricevuto la misura dell’anello di mamma, e quando manderò quelli delle sorelline, manderò anche il suo, finora non è partito nessuno che potesse portarli.

Volevo chiedervi una cosa: L’ultimo pacco che ho ricevuto conteneva le polveri per l’acqua, un pezzo di cioccolato, la marmellata, le lamette, il sapone per barba, ecc. è forse l’ultimo speditomi, o vi è ancora quello con le spiralette e i peperoni in scatola? Vorrei saperlo perché così aspetterei anche quello, in caso contrario non aspetto. Mi rincresce che forse non vi sarà il dentifricio nel pacco di Giovannitti2, perché è l’unica cosa che mi serve realmente, mentre la brillantina si può attendere. Vuol dire che cambierò con altri che hanno dentifricio.

Intanto Giovannitti domani dovrebbe essere qui, e con quanta mia gioia potete ben immaginare. Quante domande ho da fargli! Vorrei che fosse già oggi qui, domenica, e farmela sembrare meno lunga e monotona! Stasera andrò alla solita passeggiata, al solito cinema, e forse scambierò due parole con la amica che parla francese. E’ così che passano queste feste, ed è così che passano le ore, che seppure monotone, sono sempre desiderate: La festa poi non porta i ricordi di altre feste, perché altre cose ci pigliano, e non si desidera altro che passarle bene, e nel miglior dei modi. Sono contento che la dichiarazione per lo stipendio sia arrivata a tempo per prendere i soldi, e d’altra parte ero quasi tranquillo, perché so che di media, trovando l’aereo, la posta impiega tre giorni per arrivare.

Una cosa debbo dire: che assolutamente non mandiate il mio orologio qui, che andrebbe perso, e anche rotto. Volevo una come avete comprato, perché così ho l’ora, e poi domani vendendolo al rientro in Patria, ripiglierei sempre quanto speso.

Di Teresina ricevo in questi giorni qualche cartolina da Napoli e Roma, e non ho ancora risposto. Ogni tanto il lupo ritorna alla tana !

L’altr’anno come oggi, ero nel Veneto che viaggiavo per arrivare qui, e dunque è passato un anno prestissimo; verrà pure il giorno che verrò in licenza, e lo spero. Se fosse vero che venissi per Natale come promessomi, non dovrebbe tardare molto quel giorno, e sarebbe proprio una gran bella cosa. In ogni modo non datevi pensiero, che un giorno o l’altro verrò e forse quando meno ve l’aspettate.

Di altro non avrei da dire, se non che ringraziarvi dell’orologio compratomi e dell’interessamento avuto per esso. Ditemi poi se avete ricevuto il vaglia di lire 380.= delle due decadi.

Con tanto affetto vi bacio, vostro

Dino

1 Amico di Dino

2 Amico di Dino, anche nel dopoguerra